martedì 6 aprile 2010

sabato 3 aprile 2010

Sorgerà sulla Domiziana la cittadella Azzurra


03/04/2010
il neo sindaco Scalzone offre i suoli per realizzare deici campi di calcio per le giovanili
Castelvolturno. «Il suo progetto è quello di realizzare una sorta di Coverciano del sud». Parola di Antonio Scalzone, neosindaco di Castelvolturno, riferendosi alla volontà del presidente del Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, che vorrebbe creare sulla Domiziana un centro sportivo all’avanguardia, dove riunire i giovani della scuola calcio divisi fra i campi di Cercola e Marano e la prima squadra che, invece, già si allena a Castelvolturno. Stando a quanto riferito dal primo cittadino della cittadina domiziana, De Laurentiis per il suo progetto avrebbe bisogno di un area di circa dieci ettari, dove creerebbe ben dieci campi di calcio e un residence per i giovani giocatori che vivono fuori regione. Lo spazio individuato è quello che si trova a destra del canale dei Regi Lagni, dal lato opposto al corso d’acqua rispetto all’Holiday-Inn, dove è ospitata da cinque anni «Casa Napoli». Si tratta di un’area attualmente abbandonata al degrado. «Noi dell’amministrazione comunale cederemo in maniera gratuita l’area demaniale, dice il sindaco di Castelvolturno, e il presidente del Napoli curerebbe a spese sue il recupero della zona dal punto di vista ambientale e la realizzazione delle strutture sportive e ricettive». Nel progetto di Aurelio De Laurentiis ci sarebbe anche un ponte sul canale dei Regi Lagni che andrebbe ad unirebbe la scuola calcio agli attuali tre campi dall’allenamento della squadra maggiore. Un’area quindi tranquilla, lontana dal caos metropolitano di Napoli, dove allenare i quattrocento giovani della scuola e i professionisti della squadra maggiore fra spiaggia, pineta e campagna; eppure facilmente collegabile con lo stadio di Fuorigrotta. Decisamente un progetto ambizioso, che se vedrà la luce offrirebbe al cacio Napoli una struttura sportiva unica in Italia, e alla cittadina di Castelvolturno il volano per il recupero d’immagine che il territorio attende da troppi anni. «Peraltro - aggiunge Antonio Scalzone - al Calcio Napoli potrebbero essere destinate anche alcune delle numerose proprietà confiscate alla camorra che si trovano sul nostro territorio». Intanto dalla dirigenza del Napoli non trapelano né conferme, né smentite. «Il centro per la scuola calcio - sottolinea l’addetto stampa della società sportiva, Guido Baldari - è un progetto che sta seguendo direttamente il presidente De Laurentiis, attualmente all’estero». v.am © RIPRODUZIONE RISERVATA


03/04/2010

Non c’è attività commerciale a Pinetamare che non abbia esposto alle mura una foto del titolare del negozio sorridente in compagnia di un giocatore del Calcio Napoli oppure una maglia azzurra autografata. È «Napolimania» da quando, cinque anni, fa il residente Aurelio De Laurentiis decise di stabilire qui il suo quartier generale. Da allora numerosi i calciatori hanno deciso non solo di allenarsi a Castelvolturno, ma di stabilirsi con le famiglie. Fra questi, Hugo Campagnaro, Marek Hamsik e il cognato Walter Gargano. Ma quello che più di ogni altro è rimasto incantato dalla cittadina litoranea è senza dubbio Gyorgy Garics. Il giocatore della nazionale austriaca addirittura un mese dopo il suo trasferimento all’Atalanta, decise di acquistare un appartamento proprio a Pinetamare.

Villa Literno, il depuratore è sorvegliato speciale


03/04/2010

La Hydrogest Campania apre per la prima volta da quando gestisce il depuratore alla foce dei Regi Lagni i cancelli della struttura ad ambientalisti e balneatori. Motivo della visita: il controllo della funzionalità dell’impianto, così come deciso durante un convegno sulla salute del mare che bagna il litorale domizio che si tenne a Castelvolturno tre mesi fa. A visitare le strutture obsolete dell’impianto di Villa Literno, ieri mattina c’erano il dirigente regionale di Legambiente, Stefano Tonziello e quello di Wwf, Alessandro Gatta. Per i balneatori, invece, c’erano Antonio Cecoro, presidente del’assobalneatori Campania (e titolare del lido Le Sirene) e il delegato del Comune di Castelvolturno per lo stesso ente, Umberto Pagano (dell’omonimo lido del Lago Patria). «Soddisfacente» è stato il commento dei visitatori alla conclusione del tour del depuratore. «Siamo ben consci dello stato d’abbandono in cui versa l’impianto - ha detto Umberto Pagano - ma siamo fiduciosi che nel breve-medio periodo possa recuperare gran parte della sua funzionalità». Il riferimento è alle «coclee», le grosse pompe meccaniche utilizzate per sollevare i fanghi e depurarli e che sono state riparate la scorsa settimana dopo due anni di totale inattività. «Con l’entrata in funzione delle pompe - ha sottolineato Pagano - siamo certi che la salute del mare migliori rispetto alle ultime stagioni che sono state disastrose ed hanno provocato un notevole danno economico alle nostre strutture e all’intero territorio». Ad accompagnare i visitatori, anche il responsabile per la Regione degli impianti di depurazione, Bruno Orrico, il quale ha illustrato il funzionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti istallate da poco all’entrata e all’uscita del depuratore. «Monitoreremo costantemente i dati delle centraline - sostiene Umberto Pagano - e visiteremo l’impianto di Villa Litenro almeno due volte al mese, al fine di far sentire il fiato sul collo della gente del litorale ai dirigenti della struttura». Appaiono agguerriti gli ambientalisti e soprattutto gli operatori balneari del litorale domizio. Ed hanno più di una ragione per esserlo. Lo scorso anno, a causa degli sversamenti non controllati dal depuratore di Cuma, si è registrato un calo delle presenze sulle spiagge casertane superiore anche al cinquanta per cento. Un’altra stagione simile a quella del 2009 significherebbe la chiusura definitiva di numerose strutture che occupano diverse migliaia di addetti. I dati sulla balneabilità del 2010 sono già stati pubblicati dall’Arpac e sono, purtroppo, inesorabilmente negativi per la costa sud. «L’inversione di tendenza, però - conclude Pagano - è netta e riscontrabile. E noi vigileremo affinché sia duratura e si prosegui nella creazione di un ciclo del trattamento delle acque virtuoso».

04/04/2010
Per un giorno tutti al mare, prove generali per l’estate 2010
Vincenzo Ammaliato Aperti per Pasqua. Il sole non sarà quello della stagione calda, ma il litorale Domizio si è presentato in questo fine settimana pasquale in versione estiva, con tutti gli alberghi, ristoranti e numerosi stabilimenti balneari già aperti al pubblico e pronti per ospitare i turisti che hanno disertato la zona lo scorso anno a causa della psicosi «mare inquinato». Una «prova generale prima della prossima estate. «È decisamente presto per fare dei calcoli, sostiene Domenico Spena, presidente della proloco Baia Domizia, ma nei Comuni di Cellole e Sessa Aurunca sembra che ci siano già dei segnali di ripresa rispetto alla nefasta passata stagione». Qui, dei sessanta lidi, circa il trenta per cento ha aperto già i battenti per questo fine settimana. A Mondragone, invece, dove l'amministrazione comunale si è prodigata per ripulire le spiagge libere e le zone demaniali dai rifiuti abbandonati abusivamente durante il periodo invernale, l'apertura degli stabilimenti balneari è al cinquanta per cento. Entro un mese, poi, apriranno tutti gli altri. Nella zona sud della costa, invece, a Castelvoturno, i lidi sono tantissimi, sono oltre centoventi. E quasi tutti sono già aperti. È qui che più che altrove ha pesato la crisi dello scorso anno. Per recuperare l'immagine persa quasi tutti i lidi sono stati ristrutturati per potenziare l'offerta. Le prenotazioni negli alberghi, invece, a quanto pare non mancano. Mentre nei ristoranti dopo il freddo inverno tornano a riempirsi i tavoli. Il sorvegliato speciale, in ogni caso, resta il depuratore alla foce del canale dei Regi Lagni. Tutti sul litorale guardano con interesse e speranza al nuovo corso inaugurato ieri al depuratore con la messa in funzione delle pompe meccanica. È stato il cattivo funzionamento dell'impianto, infatti, a provocare i problemi ambientali della costa casertana negli ultimi venti anni. Un'attenta gestione del depuratore, al contrario, potrebbe portare l'intero territorio domiziano a giocare nuovamente un ruolo da protagonista nel turismo campano. La parola d'ordine, quindi, dal Lago Patria al Garigliano, è senza dubbio «Non arrendersi e farsi trovare pronti». © RIPRODUZIONE RISERVATA


08/04/2010
Impianti di depurazione a regime ma in mille scaricano abusivamente È prevista per oggi pomeriggio alle 14.30 all'impianto di Cuma la seconda visita di controllo sugli impianti di depurazione dei Regi Lagni da parte degli ambientalisti e degli operatori balneari del litorale domizio. Qui l'ingegner Bruno Orrico, il responsabile per la Regione Campania per i depuratori del Ps3, mostrerà ai visitatori insieme ai dirigenti dell'Hydrogest Campania i progressi fatti dall'impianto di Cuma rispetto alla passata stagione, così come già fatto sette giorni fa all'impianto di Villa Literno. Ma ambientalisti e gestori degli stabilimenti balneari, pur apprezzando il miglioramento nella gestione degli impianti di depurazione, sembrano non essere soddisfatti e temono che la salute del mare non migliori in maniera consistente e così come promesso dalle istituzioni. I motivi sono solidi e preoccupanti. «L'Arpac - sottolinea Antonio Cecoro, presidente dell'Assobalneatori - ha completato la mappatura degli scarichi fognari abusivi che insistono sul canale dei Regi Lagni e su quello del fiume Volturno. Ed ha catalogato almeno un migliaio di irregolarità. Se non si interviene su questi fenomeni irregolari - aggiunge Cecoro - servirà a poco che i depuratori funzionino a regime, perché il mare continuerà ad essere non balneabile su gran parte della costa casertana». Fra i numerosi scarichi abusivi, come denuncia il presidente dell'Assobalneatori, ci sarebbero, oltre ad alcune abitazioni civili e qualche opificio industriale, anche intere aree Asi e addirittura molte amministrazioni comunali (anche di grande dimensione). Un problema quindi di non poco conto, e che richiederà - anche quando si metterà mano alle possibili soluzioni - tempi non brevissimi visto l’estensione del fenomeno. Con l’inevitabile conseguenza sulle analisi di balneabilità e sulla prossima stagione per chi gestisce gli stabilimenti marini. «Non serve una mappatura degli scarichi abusivi che resti fine a se stessa - denuncia il presidente Cecoro -. Occorre che l'Arpac denunci i trasgressori alle provincie (competenti per la materia ambientale) e alle forze dell'ordine. E che la magistratura reprimi le irregolarità. Vanno immediatamente contrastati questi fenomeni che sono dei veri e propri attacchi alla salute pubblica e all'economia dell'intero litorale domizio». Un appello che sembra non destinato a restare lettera morta. Infatti, dal sito web dell'Arpac, www. Regilagni.it, si garantisce che a breve sarà disponibile l'intera cartina degli scarichi abusivi individuati. Quindi, tempi duri per chi inquina e speranze per il litorale che attende da troppi anni che siano ristabilite le regole della civile convivenza e che i territori a nord si assumano finalmente le proprie responsabilità. Perché, in effetti, il mare è una risorsa per l'intera provincia. vi. amm. © RIPRODUZIONE RISERVATA


13/04/2010
DEPURATORE IN TILT DOPO DIECI GIORNI
Impianto senza pace e scatta l’allarme di residenti e operatori turistici
Vincenzo Ammaliato
Si chiamano «coclee». Sono le quattro grosse pompe meccaniche necessarie per sollevare i reflui e depurarli. In pratica rappresentano il cuore dell’impianto sito alla foce dei Regi Lagni. Erano rotte da quattro anni e dieci giorni fa alla presenza di ambientalisti, operatori balneari e politici erano state finalmente riparate e messe in funzione. Da ieri, purtroppo, sono nuovamente ferme, perché è avvenuto un guasto. La notizia ha creato sconcerto fra i residenti del litorale domizio, che attendeva dal nuovo corso del depuratore di Villa Literno speranze per il recupero della qualità del proprio mare, da troppi anni condannato alla non balneabilità. Ma i dirigenti della Hydrogest Campania, la ditta che da tre anni gestisce gli impianti del Ps3, si sono affrettati a gettar acqua sul fuoco e rasserenare tutti, garantendo che al massimo in una settimana le coclee saranno nuovamente riattivate. «Il danno - fa sapere l’ingegner Stefano Di Bari, responsabile tecnico dell’impianto di Villa Literno - è di lieve entità e ha interessato i cuscinetti di stabilizzazione delle pompe». Il guasto sarebbe avvenuto a causa dell’esplosione indotta del muro di contenimento dei reflui creato proprio per istallare le nuove coclee. Si trattava di una vera e propria piccola diga, lunga venti metri, alta quattro e spessa addirittura due metri. Probabilmente, per la demolizione del muro di cemento armato è stata utilizzata troppa dinamite e l’onda d’urto ha provocato la lesione dei cuscinetti, che si è poi trasformata in crepa con l’attività delle coclee. Si tratterebbe quindi di una semplice sostituzione di una piccola parte delle pompe. «Il pezzo danneggiato, peraltro - fanno sapere dalla Hydrogest - e già stato ordinato al fornitore olandese che li produce e dovrebbe arrivare all’impianto di Villa Literno fra domani e dopodomani (martedì e giovedì, per chi legge)». «La ditta specializzata che dovrà eseguire la riparazione - garantisce inoltre l’ingegner Di Bari - è stata già allertata ed eseguirà il lavoro in un solo giorno». Nel frattempo all’impianto della Hydrogest sono state riattivate le vecchie pompe elettriche. Il carico dei fanghi che riescono a sollevare e depurare, però, è risibile. L’impianto, in rpatica è tornato nuovamente a trattare non più del venti–trenta per cento dei reflui che transitano nel canale. La restante parte è scaricata direttamente a mare. Pertanto, il comitato formato lo scorso mese dagli ambientalisti e dai gestori degli stabilimenti balneari del litorale domizio che segue l’attività dei depuratori fa sapere che controllerà «passo passo» le operazioni di ripristino delle coclee. Il terrore del ripetersi di un’estate nefasta come quella del 2009, a seguito degli scarichi non trattati dal depuratore di Cuma, non fa dormire sonni tranquilli a molti sulla costa casertana. I depuratori dei Regi Lagni, quindi, sono mai come in questo periodo, dei «controllati speciali». Pessimista nel veloce recupero delle coclee, invece, è Tammaro Tavoletta, segretario regionale dell’Ugl energia: «Serve a poco cambiare i cuscinetti, in quanto il loro cattivo funzionamento causato dall’onda d’urto dell’esplosione ha danneggiato le intere pompe che adesso dovranno essere nuovamente sostituite. Siamo tornati indietro, quindi, di quattro anni» e a pagarne le conseguenze saranno gli operatori dell’impianto e tutta la gente della zona». © RIPRODUZIONE RISERVATA La Hydrogest gestisce i 5 depuratori del Ps3 dal 2007. Il consorzio si aggiudicò il financial project della Regione Campania nel 2005, ma non assunse subito la gestione dei depuratori perché ci fu un ricorso presentato dal consorzio giunto secondo. Il ricorso fu accolto dal Tar e poi annullato dal consiglio di Stato.




16/04/2010
Guasto riparato il depuratore torna a regime

Vincenzo Ammaliato Villa Literno. La prima volta per ripararle ci sono voluti quattro anni. Questa volta il problema strutturale alle coclee del depuratore della foce dei Regi Lagni è stato sistemato in meno di una settimana. E il litorale domizio tira un sospiro di sollievo. Senza l'attività delle grosse pompe, infatti, l'impianto di Villa Literno può trattare solo una minima parte dei reflui che transitano nel canale borbonico, e la restante parte va direttamente a mare. I cuscinetti di sospensione danneggiati durante l'esplosione indotta di un muro di contenimento, sono giunti regolarmente ieri mattina dall'Olanda, dove erano stato ordinato dai dirigenti dell'Hydrogest Campania. Ad aspettare l'attrezzatura sul posto c'era una squadra di tecnici specializzati. E alle 13 è stato possibile riattivareil primo impianto. «Domani, garantisce il responsabile tecnico del depuratore, l'ingegner Gaetano de Bari, attiveremo anche la seconda coclea. Lunedì prossimo, poi, il depuratore sarà a regime con la messa in funzione anche delle restanti due pompe». Volge verso il positivo, quindi, la questione depurazione, per la costa casertana. La partita per la bonifica del mare adesso si sposta sul tavolo delle istituzioni locali, chiamate ad intervenire sugli scarichi illegali individuati dall'Arpac ed indicati sul sito web www.regilagni.it. Gli scarichi abusivi sono oltre seicento, e molti di questi addirittura appartengono ad alcune miopi amministrazioni comunali dell'agro aversano. I loro reflui sono scaricati da sempre direttamente nel canale senza passare per alcun collettore. I lavori di allaccio ai depuratori dovrebbero essere effettuati dall'Hydrogest, ma le amministrazioni illegali non hanno sottoscritto il financial project che ha affidato la gestione dei depuratori al consorzio aggiudicatario della gara. Pertanto la Hydrogest non può intervenire. Possono e sono obbligati a farlo, invece, gli enti locali. A chiedere ciò è una vecchia legge degli anni '70 disattesa evidentemente da molti soggetti sia privati sia pubblici. Ma a chiederlo sono soprattutto le decine di migliaia di persone che vivono sul litorale domizio condannate ad un mare non balneabile. Infatti la foce dei Regi Lagni, dove dovrebbero immettersi solo le acque trattate dal depuratore, in realtà raccoglie anche acque reflue non depurate provenienti da decine e decine di Comuni, soprattutto dell’hinterland napoletano, che per la naturale pendenza, dalle falde del Vesuvio attraversano tutta la cosiddetta «pianura felix» per giungere fino al mare. La cementificazione del canale dei Regi Lagni ha poi fatto il resto nel moltiplicare gli effetti inquinanti degli scarichi abusivi. A cià vanno inoltre aggiunti sversamenti abusivi che non contengono solo forme di inquinamento biologico. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Malasanità, guardia medica senza telefono fisso


03/04/2010
Vincenzo Ammaliato
Castelvolturno.
Il numero indicato nell'elenco telefonico, nel sito internet dell'Asl e in quello del Comune di Castelvolturno è lo 0823763718. È quello da comporre, per tutta la gente del litorale domizio, che ha bisogno di un consulto medico urgente o di una visita sanitaria di notte o nei fine settimana. Purtroppo, però, a questo numero di telefono, quello della guardia medica di Castelvolturno, da tre mesi non può rispondere alcun operatore sanitario perché la linea è stata staccata. A procedere al distacco è stata la stessa direzione sanitaria locale perché i medici si sarebbero dovuti spostare dalla sede storica di via Marinella (nel quartiere Scatozza) nei nuovi locali messi a disposizione in maniera gratuita dalla clinica Pinetagrande, all'interno del plesso ospedaliero. Ma, inspiegabilmente, la direzione generale dell'Asl non concede il nulla osta necessario per il trasloco, nonostante una recente circolare del commissariato straordinario preveda che debbano essere dismesse tutte le strutture sanitarie che sistemate in edifici privati e per i quali si pagano dei canoni di locazione. E così, i medici della guardia medica, per lenire i disagi degli utenti, hanno fornito i propri numeri dei telefoni cellulari al personale del 118, ai carabinieri e alla polizia. E sono loro a smistare le chiamate e avvisare dell'inconveniente. Peraltro, componendo il vecchio numero telefonico della guardia medica, il segnale è quello di linea libera. Ma l'apparecchio di via Marinella è completamente muto. «E questo, racconta un medico della struttura, spesso fa infuriare i pazienti che arrivano alla guardia medica particolarmente agitati pensando che noi non vogliamo rispondere al telefono». Intanto, la direzione sanitaria locale, in attesa che l'Asl decida per il trasferimento nei locali della clinica già pronti da oltre un anno, ha richiesto il riallaccio della linea telefonica di via Marinella. Ma anche questo tarda ad arrivare. Mentre nella struttura di Pineta Grande sono disponibili tre stanze arredate con ogni confort, compresi due apparecchi telefonici dotati già di collegamento. © RIPRODUZIONE
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08/04/2010
E alla guardia medica la Telecom riattacca il telefono
E fu linea. Dopo tre mesi senza poter utilizzare il telefono (così come denunciato da Il Mattino la scorsa settimana), finalmente i medici della guardia medica (o, come è chiamata oggi, continuità assistenziale sanitaria) di Castrelvolturno possono utilizzare l'indispensabile servizio. Ieri mattina una squadra di operai del gestore di telefonia si è recata nella sede di via Marinella ed ha ripristinato l'utenza e il vecchio numero 0823763718. A chiedere il distacco dell'utenza era stato il direttore del distretto sanitario locale, Vincenzo Caporale. Il dirigente dell'Asl era convinto che la la guardia medica si sarebbe spostata nei nuovi locali messi a disposizione in maniera gratuita dalla dirigenza della Clinica Pineta Grande. Ad inizio gennaio, infatti, un delegato del commissario straordinario dell'Asl era stato nella Clinica del Dottor Vincenzo Schiavone per un sopralluogo e preparò un verbale più che soddisfacente. «Chiesi il distacco della linea al gestore della telefonia, sottolinea il direttore Vincenzo Caporale, solo dopo aver ricevuto copia del verbale di visita del delegato del commissario straordinario. Chiedendo contestualmente il trasferimento alla nuova sede con la possibilità di mantenere inalterato lo stesso numero di telefono». Purtroppo, però, il trasferimento non è più avvenuto, e il telefono della struttura di via Marinella è rimasto praticamente muto fino a ieri. Comprensibilmente irritati molti pazienti del territorio domiziano, che chiamando al solito numero e non avendo alcuna risposta immaginavano che i medici non fossero in servizio. «Più di una volta in questo periodo, ha sottolineato un medico della guardia medica, abbiamo rischiato di essere addirittura malmenati da alcuni pazienti o da loro parenti». Il disservizio metteva in crisi le prestazioni del presidio, che senza la possibilità di essere raggiunto telefonicamente rimaneva - almeno agli occhi della maggior parte dell’utenza - praticamente invisibile. Sabato mattina, peraltro, alla sede di via Marinella sono giunti anche i carabinieri, per verificare la presenza dei medici. Erano stati allertati appunto da un paziente che aveva bisogno di cure sanitarie improvvise e che non riusciva a mettersi in contatto con i medici. Solo dopo aver verificato che il telefono era effettivamente muto, i militari dell'arma sono andati via. Da ieri, finalmente, il problema del telefono (almeno questo per la precaria situazione sanitaria del litorale) è risolto. vi. amm. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Immigrato in lista «123 voti ma sono orgoglioso»


02/04/2010

Centoventitré preferenze avrebbero scontentano qualsiasi candidato. Per lui, invece, hanno rappresentato più di una vittoria. Il suo nome è Benedict Osubor, ha corso per il rinnovo del consiglio provinciale nel collegio Castelvolturno-Villa Literno con la Federazione della sinistra, e al termine dello spoglio, è risultato in fondo alla graduatoria. Ma lui, nato in Nigeria cinquanta anni fa ed emigrato in Italia nel 1990, è raggiante per la possibilità che è riuscito ad avere: partecipare a una competizione elettorale nel Belpaese, il suo nuovo Paese. Bendict Osubor arrivò a Castelvolturno come tanti suoi connazionali attraversando a piedi il deserto del Sahara e il Mediterraneo a bordo di una carretta del mare. I primi anni sul litorale domizio furono estremamente duri, trascorsi raccogliendo pomodori a cottimo di giorno e dormendo di sera nei casolari di campagna abbandonati (i tristemente famosi ghetti di via delle Dune). Poi è arrivato il permesso di soggiorno e la possibilità di aprire un negozio sulla Domiziana. Adesso di attività commerciali ne ha due, e da un anno ha ottenuto anche la cittadinanza italiana. Il balzo enlla politica, poi, è stato breve. «Sono orgoglioso di essere cittadino italiano», ha detto il candidato, gonfiandosi il petto. Peraltro, i nigeriani che avevano diritto al voto nel suo collegio erano appena quattro. vi.am. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Candidati senza un voto, nemmono il loro. All'invisibile James 50 rpeferenze


01/04/2010
Undici gli uscenti confermati, nove le new entry

Vincenzo Ammaliato Castelvolturno. Undici consiglieri uscenti e nove new entry. Le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Castelvolturno hanno serbato non poche sorprese e procurato forti emozioni a tutti gli aspiranti castellani desiderosi di far parte del parlamentino cittadino. Francesco De Robbio, Flavio Iovine, Luigi Petrella, Giovanni Milone, Antonio Spierto, Mimmo Giancotti (per la maggioranza), Pietro Giardina, Giuseppe Gravante, Nando Letizia, e Carmine Brancaccio (per l'opposizione), i consiglieri confermati dalla passata e turbolenta amministrazione. I nuovi volti, invece, sono: Armando Baiano, Cristofaro Buffardi, Cesare Diana, Luigi Diana, Vincenzo Riccardo, Rodolfo Sabatino (per la maggioranza), Giuseppe Pirozzi, Umberto Sementini, Alfonso Di Bona e Alfonso Caprio (per l'opposizione). Lo scettro del candidato più votato se lo è aggiudicato Giuseppe Gravante dell'Udc, che ha portato a casa 285 preferenze. Dietro di lui Alfonso Iovine (272), che però è stato beffato dalla sua lista (Mpa) per la quale non è scattato alcun seggio. Non premiati dal voto, praticamente tutti gli assessori della passata giunta Nuzzo che si sono proposti per questa tornata elettorale: Salvatore Raimondo, Raffaele De Crescenzo, Rocco Russo e Arturo Villano. La lista più eletta è risultata essere quella del Pdl, che ha ottenuto 3.283 preferenze, seguita da quella di Liberamente (1.334) e dall'Udc (1.111). Distanziate due liste civiche che sostenevano Scalzone sindaco e altrettante per la candidatura di Letizia, preferite da circa cinquecento elettori. Dietro loro addirittura la lista del Pd, votata da appena 444 elettori e l' Mpa (404). Praticamente, briciole per tutte le altre: Alleanza Socialista (301), La Destra (202) e l'Italia dei Valori (202). Fanalino di coda l'Udeur che ha chiuso con appena 80 preferenze. Ma sfogliando i risultati elettorali, il dato che più salta all'occhio è decisamente quello dei cosiddetti «zero voti». Sono ben trentanove i candidati a consigliere per il rinnovo dell'assise del Comune di Castelvolturno che in pratica non hanno ottenuto neanche il proprio di voto. Nove, invece, gli aspiranti consiglieri che hanno ottenuto il (forse) più desolante singolo voto. Decisamente meglio di tutti loro il clochard James, che alcuni giovani del posto avevano proposto in maniera abusiva come sesto candidato a sindaco per Castelvolturno, affiggendo alle mura della città litoranea dei finti manifesti elettorali: circa cinquanta le schede annullate che riportavano il suo nome. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Scalzone passa al primo turno: «E ora cambio tutto»


31/03/2010
Vincenzo Ammaliato
Primo cittadino nel 1998 e nel 2000, Antonio Scalzone per la terza volta è il sindaco di Castelvolturno. Prevale nettamente sugli altri quattro pretendenti alla fascia tricolore, superando la fatidica soglia del 50 per cento più uno molto prima che lo spoglio delle urne fosse completato. Una vittoria annunciata il giorno prima dal risultato delle elezioni regionali, che hanno visto a Castelvolturno il Pdl prevalere su tutte le altre liste con il 51% dei voti, e che con il trascorrere delle ore, mentre nei seggi andavano avanti le operazioni dello spoglio delle schede, ha assunto sempre più il carattere del trionfo personale per Antonio Scalzone. I suoi elettori si sono dati appuntamento in piazza Annunziata, dove alle 21, più di tre ore prima che l’ufficio elettorale completasse i lavori e ufficializzasse l’esito delle votazioni, lo hanno festeggiato con cori da stadi, stappando bottiglie di spumante e facendo esplodere fuochi d’artificio al suo arrivo. E una fiumana di persone ha accompagnato il neo sindaco fin dentro il palazzo comunale, nella stanza occupata da Francesco Nuzzo fino allo scorso dicembre. Il vincitore delle elezioni comunali a questo punto si è affacciato dal balcone centrale del municipio per poi garantire ai suoi simpatizzanti che tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale saranno mantenute. Scalzone ha collezionato 5.732 voti in 18 delle 19 sezioni scrutinate, pari al 53,56%. Il Pdl e le altre quattro liste che sostenevano la sua candidatura a primo cittadino hanno raggiunto il 52,2% (18 su 19 sezioni) con 5.382 voti (il Pdl in testa con 3.600 voti, seguito dalla Lista civica Progetto Litorale Domizio con 703, dalla lista Movimento per Scalzone sindaco con 560, Alleanza Socialista con 307 e La Destra-Fiamma Tricolore con 212). Poco è rimasto agli altri quattro aspiranti sindaci e alle otto liste a loro collegate. Ovviamente amareggiato Ferdinando Letizia, accreditato, prima delle elezioni, come lo sfidante più pericoloso di Scalzone. Il candidato di «Liberamente» era certo di arrivare quanto meno al ballottaggio. «Il risultato delle urna - dice Letizia, ex assessore al demanio - è sconcertante perché assolutamente inatteso. Mi auguro che chi è deputato al controllo del voto eserciti in pieno il proprio dovere. In ogni caso, la volontà del popolo è più che mai sovrana e va rispettata». Dichiarazioni decisamente distensive, invece, quelle di Alfonso Caprio, candidato a sindaco dello schieramento dei partiti di centrosinistra, il quale si è augurato che Antonio Scalzone metta a frutto nel migliore dei modi i voti ottenuti. «Il periodo a causa della congiuntura economica non è roseo - dice Caprio - ma esprimo al neosindaco, che avrà molti problemi per amministrare una terra complicata come quella del litorale domizio, i complimenti per la vittoria». Dopo tre mesi di commissariamento prefettizio, quindi, a breve l’amministrazione comunale di Castelvolturno tornerà a essere guidata da un sindaco eletto dal popolo. Antonio Scalzone adesso dovrà fare i conti con un Comune che è sul baratro del dissesto finanziario; con molti uffici comunali da riorganizzare e a cui mancano i dirigenti; e con tante altre piccole e grandi emergenze che attendono risposta da parte dell’amministrazione comunale da troppo tempo. Ma soprattutto, la campagna elettorale appena conclusa ha visto il paese spaccato fra i vari schieramenti contrapposti e spesso la dialettica fra i diversi e numerosi candidati in campo è andata oltre la normale decenza sfociando nell’offesa personale. quindi la prima sfida che attende il neosindaco, è quella di ricompattare l'intero paese.© RIPRODUZIONE RISERVATA


01/04/2010
Il nuovo sindaco: «Via al pressing per contrastare la clandestinità»

Seimilacentosessantasei preferenze sul totale di undicimilacentocinquantuno voti: dopo la pausa del 2005, Antonio Scalzone è tornato ad essere il «sindaco mangia voti» protagonista delle tornate elettorali degli anni '90. La sua vittoria è stata schiacciante, ed è maturata nel corso di una campagna elettorale estenuante, che ha visto contrapposti ben cinque aspiranti primi cittadini che hanno dato vita a scontri talvolta molto duri. Castelvolturno, però, adesso attende un sindaco che sia di tutto il territorio, e non solo della parte che lo ha votato, riuscirà la sua amministrazione a rappresentare l'intero paese? Nel prossimo quinquennio porteremo a compimento l'intero programma elettorale che noi del Pdl abbiamo sottoscritto. E di questo se ne avvantaggerà l'intera cittadinanza da Ischitella a Pescopagano. Il primo atto ufficiale della sua amministrazione? «Organizzeremo una manifestazione popolare, dove saranno invitati tutti i partiti politici e le associazioni di Castelvolturno, per sollecitare il ministro degli interni Maroni ad espellere dal territorio gli immigrati clandestini. Mentre, noi dal Comune, emaneremo delle ordinanze che renderanno più complicato ottenere la residenza e le licenze commerciali». E i rapporti con il Centro Ferandes, continuerà a chiedere la sua chiusura? «Chiederò subito un incontro con il vescovo di Capua, da cui dipende la struttura, per studiare insieme nell'interesse sia della solidarietà, sia della città di Castelvolturno, come gestire il centro». Quindi non avrà un atteggiamento di contrapposizione con volontari e Chiesa sul tema immigrati? «Noi non siamo né razzisti, né intolleranti. Cerchiamo semplicemente di vivere con normalità il nostro territorio». La squadra che la sosterrà durante il suo mandato sarà formata da tecnici o da politici, ha già pensato alla giunta? «Non ci ho ancora pensato. Ma i tecnici a me tendenzialmente non piacciono. I futuri assessori saranno probabilmente tutti di Castelvolturno e saranno scelti in base alle specifiche competenze fra quelli che hanno sostenuto il nostro progetto». Accordo di Programma, porto turistico di Pinetamare? «Riprenderemo il cammino dove ci siamo purtroppo fermati cinque anni fa con lo spirito di allora, per fare di Castelvolturno una città di "serie A". Peraltro, gli enti locali e le istituzioni in questo particolare momento storico, con la provincia e la Regione guidati entrambi dal centrodestra, sono tutti dalla nostra parte». Progetti per recuperare la balneabilità del mare? «Le condotte sottomarine. Ci batteremo affinché siano istallate alla foce dei depuratori dei Regi Lagni e di Cuma». Il primo incontro ufficiale che avrà da neosindaco? «Probabilmente col presidente del Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, al quale un mese fa garantii qualora fossi diventato sindaco che gli avrei concesso uno spazio demaniale dove avrebbe potuto realizzare una decina di campi di calcio da destinare alle sue squadre giovanili». vin.amm. © RIPRODUZIONE RISERVATA