venerdì 13 febbraio 2009

Rimpasto, la moglie di Croccolo è assessore


13/02/2009
VINCENZO AMMALIATO E alla fine il tanto chiacchierato rimpasto di giunta si è concluso con il botto. Il sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo, ha mantenuto fino all'ultimo momento il riserbo più stretto sul nome del nuovo assessore allo sport, spettacolo e istruzione. Poi, ieri mattina, nella sua stanza, l'investitura si è trasformata in una sorta di evento teatrale. E non poteva essere altrimenti, dato che il nuovo esponente della giunta risponde al nome di Daniela Cenciotti. Apprezzata attrice e regista teatrale (ha preso parte anche nella serie televisiva «Carabinieri 5»), il nuovo assessore è anche (e soprattutto) la moglie di colui che è definito l'«ultimo dei caratteristi», Carlo Croccolo. I coniugi Croccolo vivono nel paese litoraneo da una ventina d'anni ma nessuno dei due si era mai impegnato prima nella politica attiva. L’annuncio ha colto di sorpresa molti a Castelvolturno, compreso, a quanto pare, lo stesso Carlo Croccolo. «Sei un vecchio volpone, con un sol colpo hai preso due piccioni», ha detto al telefono l’attore al sindaco Nuzzo, appena ha saputo della nomina della moglie. Croccolo ha garantito al primo cittadino che compatibilmente con i suoi impegni darà una mano alla consorte nel delicato impegno. «Sono particolarmente attaccato al territorio domiziano - ha detto Croccolo al sindaco - che sento come una seconda patria». Per Daniela Cenciotti, che subentra all’ex assessore Arturo Villano, però, non si profila vita facile. Manca poco più di un anno alla fine del mandato elettorale per l'amministrazione Nuzzo e in questo periodo la Cenciotti dovrà gestire delle deleghe particolarmente delicate, e fare i conti con il pesante deficit delle casse. Da parte sua il sindaco Nuzzo è certo che darà dimostrazione del suo alto valore artistico e morale. «La nomina di Daniela Cenciotti - ha detto il primo cittadino - contribuirà anche al recupero dell'immagine del nostro territorio».

giovedì 12 febbraio 2009

Nuzzo fiducioso «La maggioranza voterà il bilancio»



12/02/2009

VINCENZO AMMALIATO Quello di domani sarà un altro duro esame che dovrà sostenere, Francesco Nuzzo, da quando ricopre la carica di primo cittadino di Castelvolturno. In programma, nel pomeriggio di domani, c'è un impegnativo consiglio comunale, durante il quale si dovrà votare il bilancio e decidere della sfiducia presentata dai consiglieri d'opposizione. Undici, sulla carta, i voti a favore del sindaco Nuzzo; nove, quelli dell'opposizione guidata dall'ex sindaco Antonio Scalzone, che nelle ultime tre settimane ha sferrato un duro attacco al sindaco-magistrato definito «incapace di amministrare un territorio come quello del litorale». Grosse insidie presenta anche la discussione del bilancio, in un momento molto delicato per le casse comunali che, a detta dello stesso Nuzzo, sono sull'orlo del crack. Oggi pomeriggio, intanto,nella stanza del sindaco ci sarà una riunione di maggioranza. «Sono certo - ha fatto sapere Francesco Nuzzo - che i consiglieri che sostengono la mia giunta adotteranno un atteggiamento che non lascerà alcun dubbio sulla compattezza della squadra». Francesco Nuzzo è convinto che domani saranno zittite tutte le voci che si rincorrono in paese di crisi irreversibile della maggioranza e che la sua amministrazione continuerà tranquilla fino al termine del mandato nella primavera del prossimo anno. Al contrario, i rappresentanti del partito delle libertà sono convinti che domani si concluderà l'esperienza dell'amministrazione Nuzzo. Intanto, durante la riunione di maggioranza, nella sala del sindaco saranno ricevuti anche gli imprenditori del consorzio Rinascita, che due settimane fa per mezzo del loro presidente, Felice di Persia, si lamentarono dell'atteggiamento che avevano gli amministratori locali nei loro confronti. E sempre domani, ci sarà spazio anche per la nomina dei due nuovi assessori. Fausto Cantiello sarà il nuovo responsabile dei lavori pubblici. C'è riserbo, invece, sulla diciassettesima nomina ad assessore che effettuerà Nuzzo. Evidentemente, però, il primo cittadino non teme la cabala, in quanto si dice certo che il suo nuovo assessore (che gestirà la delega dello sport e del turismo) raccoglierà i consensi dell'intero paese.

martedì 10 febbraio 2009

Muore, non ha nessuno funerali dopo tre giorni


10/02/2009

Quando anche morire è un lusso. E quando la solitudine che ti ha accompagnato tutta la vita ti segue anche nel trapasso. Luigi, questo il nome che daremo allo sfortunato pensionato, viveva da solo al Villaggio Agricolo con una piccola pensione sociale. Sabato scorso è morto nel suo letto, probabilmente per un infarto. Domenica pomeriggio, poi, il suo corpo ha iniziato ad andare in decomposizione e rilasciare cattivi odori. Questo ha insospettito i suoi vicini che hanno chiamato il 118. I sanitari hanno forzato la porta d'ingresso, costatato la morte dell'uomo e sono andati via, lasciando ancora una volta Luigi da solo nella sua povertà. Ieri mattina, poi, non la compassione, non la pietà ma il forte odore che proveniva dalla casa del pensionato ha fatto infuriare i vicini che hanno chiamato il 113. Gli agenti del commissariato a loro volta hanno allertato i vigili urbani, che sono riusciti a convincere alcune persone del posto a contattare un'agenzia di pompe funebre per condurre il feretro al cimitero. Il mezzo di persuasione è stato la promessa del rimborso delle spese a cura della cassa comunale. E il terzo giorno, finalmente, sono potuti iniziare i preparativi per la sepoltura del povero e solo Luigi.

domenica 8 febbraio 2009

«Non denunceremo i clandestini»


07/02/2009 aNCHE l direttore della Pineta Grande contro la nuova normativa
VINCENZO AMMALIATO «Se l'emendamento al pacchetto sicurezza preparato dal governo che dà la possibilità ai medici di denunciare i propri pazienti clandestini diventerà legge, per i territori come Castelvolturno sarà la catastrofe». Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha affidato a un comunicato stampa il suo pensiero sul provvedimento che sta facendo discutere l'intero Paese. «Il diritto alla salute - ha detto il presidente Bassolino - non va assolutamente messo in discussione». E dal litorale domizio hanno fatto eco al governatore praticamente tutti gli operatori sanitari della zona, che da almeno venti anni prestano le proprie cure a numerosi pazienti extracomunitari, per lo più clandestini. «È una vera e propria idiozia - ha sentenziato il medico Renato Natale, presidente dell'associazione Jerry Masslo - riferendosi al provvedimento in discussione al parlamento». Renato Natale, insieme al collega Gianni Grasso, da circa quindici anni si prende cura di quasi tutti gli immigrati clandestini della Domiziana. «Gli extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno si rivolgono in maggioranza alla clinica Pineta Grande - dice Natale - al nostro ambulatorio, invece, si presentano quasi esclusivamente i clandestini e i richiedenti asilo politico. E non abbiamo mai negato - fa saper con soddisfazione il presidente Natale - alcun tipo di prestazione sanitaria ad alcun paziente». La Jerry Masso, i cui ambulatori sono presenti nel Centro Fernandes, si prende cura all'incirca di sette-ottocento pazienti. Ogni anno le visite prestate superano le cinquemila. E tutte effettuate in maniera completamente gratuita. «La nostra unica preoccupazione, pertanto - dice Natale - è che gli immigrati della zona riducano completamente le visite nelle strutture pubbliche e che si rivolgano tutti ai volontari, ingolfando gli ambulatori e facendo calare la qualità delle prestazioni». A Castelvolturno, oltre ai volontari della Masslo, prestano servizio anche i sanitari dell'associazione «Medici senza frontiere». Visitano due volte a settimana nell'ambulatorio del distretto sanitario locale. Mentre il servizio pubblico è garantito dalla clinica Pineta Grande, al cui pronto soccorso ogni anno sono curati circa 4500 immigrati. «Molti di questi - fa sapere Francesco Chignoli, direttore sanitario della struttura - sono irregolari. I nostri medici hanno denunciato di volta in volta la loro presenza alle forze dell'ordine esclusivamente quando c'era la possibilità che i traumi che presentavano potevano essere stati causati da atti delittuosi. Con certezza - chiarisce Chignoli - i nostri medici continueranno a usare questo metro, anche se l'emendamento diventerà legge. La nostra struttura - conclude il direttore - in ogni caso non imporrà alcuna indicazione». Ma c'è a Castelvoltuno chi da molti anni già si scontra con la paura degli immigrati di rivolgersi alle strutture mediche, anche quando c'è una reale necessità sanitaria. «Capita spesso - dice Marisa Perone, volontaria che lavora al Centro Fernandes - che si presentino alla nostra struttura immigrati clandestini con grossi problemi di salute e con il timore di rivolgersi alle strutture sanitarie. Per questi casi dobbiamo fare delle vere e proprie opere di convincimento. Con l'entrata in vigore di quest'ultima legge - dice con amarezza - temo che questo pericoloso comportamento sia assunto dalla quasi totalità dei clandestini».

venerdì 30 gennaio 2009

Fiume in piena, allarme ponte


30/01/2009

VINCENZO AMMALIATO Anche sul litorale domizio ieri è comparso un pallido sole e la pioggia ha concesso una tregua. Questo ha permesso agli uomini della polizia municipale di accertare con precisione l'entità dei danni provocati dalle insistenti precipitazioni cadute negli ultimi giorni. Stando a quanto verificato dai vigili, le strutture più colpite dal cattivo tempo sembrano essere state quelle degli stabilimenti balneari. «Solo nella zona di Bagnara e Pescopagano - ha detto il comandante della polizia municipale di Castelvolturno Vincenzo Cassandra - sono stati contati almeno quindici lidi che hanno subito danni seri». A tal proposito, l'amministrazione comunale sta valutando l'opportunità di richiedere alla Regione Campania lo stato di calamità naturale. Il solo gestore del lido La Pace ha denunciato ai dirigenti del Comune di aver subito danni stimabili fra i cinquanta e i centomila euro. Ma le perturbazioni degli ultimi giorni non hanno colpito solo le strutture. Ancora una volta, come avviene ormai periodicamente in ogni stagione invernale, il mare ha rosicchiato molti metri alla già seriamente compromessa spiaggia del litorale di Castelvolturno. I tratti dove l'erosione ha creato maggiori problemi sono quelli di Pescopagano e Ischitella, dove ormai è rimasto poco più di un lembo d'arenile. Nella località di Bagnara, addirittura, dove manca alcun tipo di scogliera protettiva, il mare ha invaso i viali della località, penetrando in numerose abitazione e inondando i garage. I vigili del fuoco della stazione di Mondragone stanno valutando, hanno fatto sapere dalla polizia municipale, di far evacuare almeno un paio di abitazioni ritenute troppo a rischio qualora piovesse nuovamente. E sempre dovuti al maltempo sono da imputare anche i problemi registrati alla foce del fiume Volturno e alla base del grosso ponte della Domiziana. Qui si sono depositati durante le ultime giornate di copiosa pioggia numerosi detriti argillosi, sabbiosi e grossi fusti d'albero. Questo sta creando delle pericolosi correnti, tale da impedire qualsiasi tipo di navigazione, oltre al rischio per la struttura del ponte stesso. A tal proposito l'assessore all'ecologia del Comune litoraneo, Valerio Boccone, ha scritto alla provincia di Caserta affinché intervenga per rimuovere i detriti. L'ente di corso Trieste ha risposto che il problema sarà risolto nel giro di un paio di settimane; ma l'assessore Boccone ritiene che i tempi indicati siano troppo lunghi. «Il problema dei detriti alla base del ponte è piuttosto serio - ha spiegato il componente della giunta guidata dal sindaco Francesco Nuzzo - le correnti spingono a una forza cinque volte maggiore del solito e il fiume è in piena. Bisogna intervenire immediatamente - ha concluso - per evitare che possano verificarsi delle vere e proprie tragedie».

giovedì 29 gennaio 2009

Deficit per i clandestini opposizione contro Nuzzo


28/01/2009
L’ex sindaco: dica chiaramente se sono un problema o una risorsa
VINCENZO AMMALIATO I dati diffusi dal sindaco di Castelvolturno Francesco Nuzzo sul peso economico degli immigrati irregolari sulle casse comunali e di quanto, a suo parere, incidano gli stessi extracomunitari senza permesso di soggiorno sulla quasi bancarotta del Comune costiero hanno sollevato sul litorale un vespaio di polemiche, forse inattese dallo stesso primo cittadino. «Che si occupi essenzialmente dei truffatori e degli evasori», ha commentato con sarcasmo il suo ex assessore e dirigente di Italia dei Valori, Tommaso Morlando. L’ex responsabile dell’assessorato all’ecologia fa riferimento soprattutto ai ben sette milioni di euro annui di evasione Ici sulle seconde case che il Comune di Castelvolturno non riesce assolutamente a recuperare. Inoltre, sempre secondo Morlando, anche la lamentela sulle tasse dei rifiuti non pagate dagli immigrati è piuttosto sterile; in quanto, a suo dire, «il Comune ha la possibilità di rifarsi direttamente sui proprietari degli immobili, qualora il credito vantato dall’inquilino non sia esigibile. Il territorio di Castelvolturno - ricorda ancora Morlando - fu svenduto negli anni ’80 dagli allora amministratori locali per settantacinque posti di lavoro. In cambio di un aumento della pianta organica dei dipendenti comunali fu permesso alla Regione Campania di violentare il nostro territorio. Ho l’impressione - conclude l’ex assessore - che sfruttando l’emergenza immigrazione si possa in questi giorni commettere lo stesso errore». Critiche a Nuzzo anche da parte dell’ex primo cittadino Antonio Scalzone, tirato in ballo peraltro proprio da Nuzzo «per non aver messo a ruolo la tassa sui rifiuti durante la sua amministrazione». Secondo Scalzone invece «Nuzzo mente spudoratamente sulle cifre comunicate. Delle due l’una - attacca Scalzone - o il sindaco di Castelvolturno dice menzogne, oppure è incapace a gestire le sorti di un’amministrazione comunale. Da almeno sei mesi - ricorda Scalzone - noi consiglieri di minoranza denunciavamo i problemi di bilancio, e puntualmente il primo cittadino ci tacciava di essere dei catastrofisti. Non nego che il problema dell’inesigibilità dei crediti per servizi prestati agli immigrati irregolari sia un grosso problema - incalza l’ex sindaco - ma come mai Francesco Nuzzo oggi si lamenta che gli extracomunitari lo portano alla bancarotta e appena un mese fa, durante l’approvazione in consiglio comunale di numerosi progetti a favore degli immigrati, li riteneva invece una risorsa per il territorio?». Anche per don Antonio Palazzo, parroco di Pinetamare, «non è corretto imputare principalmente agli immigrati le falle nel bilancio comunale. Sul territorio - sottolinea - ci sono anche molti italiani che utilizzano i servizi comunali e non sono residenti. Quando negli anni ’80 e nei primi anni ’90 era la nostra Caritas a gestire il flusso di immigrati che venivano in zona, tutto era svolto su base esclusivamente volontaria e con rigoroso pragmatismo. Il Comune interveniva economicamente solo per coprire le spese degli extracomunitari che decidevano di lasciare la zona per cercare lavoro nel nord del Paese».

«Troppi clandestini, Comune verso il dissesto»


27/01/2009
Quindici milioni di euro di debiti per una cittadina che conta una popolazione ufficiale di 22mila residenti, di cui 1959 extracomunitari e 435 cittadini comunitari, più alcuni migliaia di clandestini «fantasmi», sono un fardello non più sopportabile per l’esangui casse dell’ente locale. «Castelvolturno è vicina alla bancarotta» è l’allarme lanciato dal sindaco Francesco Nuzzo, che sull’immigrazione sta giocando la vera partita del suo mandato. I dati elencati dal primo cittadino sulla presenza degli stranieri irregolari, che però vivono sul territorio e usufruiscono dei servizi pagati dal Comune, sono quelli già pubblicati dal Mattino l’undici gennaio scorso. Ma negli ultimi giorni è accaduto che qualche creditore ha iniziato a bussare alle porte comunali con decreti ingiuntivi e la situazione si è aggravata. Tra questi una casa famiglia gestita dall’Ente che ha accudito per tre anni una donna marocchina con i suoi quattro figli come ordinato dal Tribunale presentando ora il contro, pari a 100mila euro. Venerdì arriverà a Caserta il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, per fare il punto sull’emergenza criminalità e sulla questione immigrazione, che vede Castelvolturno esposta quanto Lampedusa. «Ringrazio il governo per l’intervento realizzato dopo la strage del 18 settembre - afferma il sindaco - ma non c’è solo la sicurezza a preoccuparci. Servono subito 15 milioni di euro per tornare alla normalità. Le casse dell’Ente sono ormai vuote; la maggiorparte dei soldi li spendiamo per aiutare gli extracomunitari, di cui 15mila sono clandestini, sprovvisti di mezzi per spostarsi e, senza un aiuto dell’ente pubblico, incapaci di accedere a qualunque servizio». Ecco quindi i dati, che Nuzzo presenterà anche a Mantovano. «Solo per l’assistenza agli immigrati - spiega - bambini compresi, spendiamo ogni anno 300mila euro, altri 100mila per i funerali e il trasporto della salme in patria. Si pensi che per il trasporto a scuola dei figli degli extracomunitari sopportiamo un costo di 220mila euro annui. C’è poi il capitolo dei rifiuti prodotti . continua Nuzzo - 50 tonnellate al giorno, contro le 20 del vicino comune di Mondragone che ha però 4mila residenti in più: spendiamo così quasi nove milioni all’anno per coprire il servizio, di cui ben tre non recuperabili con la Tarsu perché si tratta di extracomunitari che non compaiono da nessuna parte, o si spostano come fantasmi. In generale - conclude - non riusciamo a riscuotere più del 50% delle imposte della popolazione». Nella voce relativa ai servizi sociali, «19mila euro al mese - dice Rosalba Scafuro, assessore comunale al ramo - li spendiamo per assistere quei minori stranieri che il Tribunale affida alle case famiglia». Cifre piuttosto alte ma che non trovano d’accordo la Caritas diocesana, che opera a Castelvolturno con il centro Fernandes o l’associazione di volontariato Jerry Masslo: la popolazione clandestina «si aggirerebbe sulle 6mila unità», afferma Renato Natale, ex sindaco di Casal di Principe e soprattutto medico che presta cure gratuite tre volte a settimana ai clandestini.


Casale: problema vero, ma anche tanti italiani senza residenza
«Gli extracomunitari irregolari pesano certamente sulle casse comunali, ma non rappresentano il solo capitolo di crediti non esigibili dell'amministrazione di Castelvolturno». Antonio Casale, direttore del Centro di accoglienza Fernades, non accetta che gli irregolari siano indicati come i primi responsabili del deficit comunale. «Il dato secondo cui gli extracomunitari sprovvisti di documenti che vivono sulla Domiziana godono gratuitamente di servizi comunali è oggettivo - dice Casale - ma è pur vero che non sono i soli a non corrispondere quanto dovuto alle casse dell'ente di piazza Annunziata. In zona - spiega il direttore del Fernades - vivono senza avere la residenza molte migliaia di italiani. E il dato relativo al peso procapite dei rifiuti urbani s'impenna a Castelvolturno anche perché, nei weekend e in estate, arrivano numerosi pendolari. Senza considerare, poi, i rifiuti prodotti dagli alberghi e dalle numerose cliniche private». Ma, analizzando nel dettaglio il peso economico che rivestono sul litorale gli immigrati irregolari, si scopre anche un aspetto particolarmente peculiare del litorale domizio. «Gli extracomunitari irregolari, al pari di quelli con permesso di soggiorno, sono dei consumatori - dice Jean Bilongo, un mediatore culturale e giornalista che vive e lavora da dieci anni a Castelvolturno - è ingeneroso, continua Bilongo, che siano considerati solo come causa d'incremento della spesa sociale. Gli immigrati irregolari, mangiano, bevono, ricaricano il telefono cellulare, giocano al lotto, si rivolgono agli avvocati e quindi spendono molti soldi. Spese (comprese quelle per pagare i fitti delle abitazioni) che vengono iniettate nel circuito economico locale, contribuendo a tenerlo vivo; poiché gli esercizi commerciali a loro volta versono una parte del ricavato in imposte comunali». vin.am.