<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969</id><updated>2012-02-16T06:03:18.540-08:00</updated><title type='text'>litorale domizio e dintorni</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>292</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7533573602430963750</id><published>2011-12-28T05:12:00.001-08:00</published><updated>2011-12-28T05:13:42.795-08:00</updated><title type='text'>www.ammaliato.it</title><content type='html'>continuami a seguire su Il Ciuccio che Vol@&lt;br /&gt;www.ammaliato.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-O-TJl0TLA3M/TvsV3WIgQxI/AAAAAAAAAZc/pYhxBInBGkQ/s1600/ciuccio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; 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Quando la cattiva amministrazione della Cosa pubblica arriva a colpire i cittadini più indifesi, quando a pagare il conto più salato sono i bambini.  Castel Volturno, oramai ha superato abbondantemente l’asticella della decenza e l’opera dei suoi amministratori passati e presenti non ha più l’alone del beneficio del dubbio. Ieri l’ultimo atto in ordine di tempo di quello che appare come un film dai toni grotteschi: l’ordinanza comunale di sospensione delle attività scolastiche alla scuola elementare di Pientamare, a causa delle scarse, se non assenti, misure di sicurezza. Sospensione, peraltro, che non ha una data precisa. I dirigenti del municipio hanno preferito affidarsi alla locuzione latina “sine die” per certificare che non sanno quando riusciranno a risolvere l’ennesimo problema, che si potrebbe trascinare addirittura fino alla fine dell’anno solare. In pratica, una sorta di Vacanze di Natale anticipate per gli alunni del II circolo. Tutto è cominciato (si fa per dire) con l’arrivo dei vigili del fuoco alla struttura di via Acacie, nella località di Pinetamare a inizio settimana. I pompieri hanno eseguito un’accurata ispezione alla fine della quale hanno certificato le inadempienze della struttura e comunicato al Comune litoraneo il referto e l’ingiunzione di chiusura del plesso. In pratica, un atto dovuto l’ordinanza di sospensione delle attività didattiche firmata ieri, che di fatto, da oggi, fa restare a casa circa seicento bambini della scuola dell’obbligo. Piccoli alunni, peraltro, per i quali al momento non ci sono destinazioni alternative. Negli uffici del Comune, subito dopo che è scoppiato il problema hanno iniziato a cercare delle soluzioni per risolvere la delicata questione. Le uniche due percorribili, al momento, appaiono quelle di accorpare temporaneamente i bambini delle elementari nell’istituto Giuseppe Garibaldi che ospita le medie (e in questa circostanza lo stabile passerebbe ad avere milleduecento alunni, decisamente troppi, e in ogni caso si dovrebbero organizzare doppi turni); oppure nello stabile che ospita le scuole superiori, l’ex palazzo di cristallo. Ma quest’immobile è affidato all’Isis e sembra ci siano resistenze da parte dei suoi dirigenti ad un’opzione del genere. Peraltro, la manutenzione al plesso di viale Acacie, non è certo quando inizierà, né chi se ne dovrà occupare. Il municipio del centro litoraneo è a un passo dal dichiarare il dissesto finanziario e nelle casse non ci sono fondi per alcuna attività. Lo stabile, poi, è oggetto insieme ad altri immobili della transazione Stato-Coppola. I costruttori dell’omonimo Villaggio l’avrebbero dovuto consegnare al demanio, come prevedeva la transazione stessa, in buono stato e con l’adeguamento strutturale alle norme vigenti. Evidentemente tutto questo non è stato fatto. Insomma, una vera e propria baraonda, dove a pagare il disagi maggiori sono seicento bambini della scuola dell’obbligo, per i quali questo sostantivo appare decisamente un’amara beffa. @RIPRODUZIONE RISERVATA   IL MATTINO 24/11/2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4994013215056289081?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4994013215056289081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4994013215056289081' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4994013215056289081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4994013215056289081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/11/scuola-inagibile-chiuso-plesso-tempo.html' title='Scuola inagibile, chiuso plesso a tempo indeterminato'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-y-btuahWbqU/Ts51TjCjlEI/AAAAAAAAAY8/SEUIUQdz29s/s72-c/scuola.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-511320272819009244</id><published>2011-11-03T09:49:00.000-07:00</published><updated>2011-11-03T09:50:17.432-07:00</updated><title type='text'>Costretta a prostituirsi, si ribella a madame</title><content type='html'>Il clichè è sempre lo stesso. E gli ingranaggi ben oleati e collaudati. Per le organizzazioni criminali domiziane che gestiscono questo business illegale funziona tutto alla perfezione da oltre venti anni. Anche in questo caso la giovane ragazza è stata convinta a lasciare il suo povero villaggio in Africa con la promessa di poter prendere parte al ricco banchetto europeo, come avviene per tutte le altre. Con la promessa di un lavoro decoroso, da commessa, da parrucchiera, da collaboratrice domestica nel paese più africano d’Europa, a Castelvolturno. E invece, all’arrivo nel centro casertano, non c’è altro che un pezzo di marciapiede e umiliazioni continue. Sono poche le ragazze nigeriani e ghanesi che una volta nel vortice della Domiziana riescono ad uscirne e a salvarsi. Per loro ci sono continue minacce e aggressioni fisiche. E l’organizzazione criminale che le sfrutta può colpire anche lontano, ai parenti rimasti in Africa. Ma la cosa cui più temono le giovani donne vittime della tratta degli esseri umani, sono i riti animisti, cui sono sottoposte e dei quali sono letteralmente soggiogate. Questa volta, però, una di loro ha trovato la forza d’animo per dire no. Arrivata a Castelvolturno da quasi due anni, Blessing (nome di fantasia), dopo il viaggio in barca per oltrepassare il Mediterraneo e un lungo soggiorno al centro d’accoglienza di Crotone, viene presa in consegna dalla sua madam in un villino della Domiziana e spedita dopo un paio di giorni su un marciapiedi della vecchia statale romana. Blessing si prostituisce per circa un anno senza trovare la forza di ribellarsi. Vende il suo corpo a dieci euro a prestazione. E lavora sette giorni la settimana, col freddo e col caldo, col sole e con la pioggia. Vorrebbe fuggire il più lontano possibile, ma ha troppa paura delle minacce della sua madam e del rito wodoo che ha subito. Peraltro, la sua sfruttatrice le ha anche sequestrato il passaporto. Per poterlo riavere e tornare libera, Blessing deve pagare un vero e proprio riscatto, pari a trentacinquemila euro. La giovane lucciola, però, resta incinta e partorisce uno splendido bambino. Subito dopo conosce un uomo italiano, del quale se ne innamora e vorrebbe andare a vivere con lui. Approfitta di una breve assenza della sua aguzzina e scappa dalla casa dove è prigioniera. Ma la madam la rintraccia e la minaccia. Vuole che torni a lavorare per lei, pretende che torni sul mariciapiedi. Blessing, però, desidera ardentemente cambiare vita, e questa volta scappa a Mantova. Nella città lombarda trova finalmente il coraggio di raccontare tutto alle forze dell’ordine. L’indagine passa alla procura di Santa Maria Capua Vetere, che dopo serrate indagini emette un ordine di carcerazione per la sfruttatrice. Otiti Arase, questo è il suo nome, trentacinque anni, originaria della stessa nazionalità della sua vittima, la Nigeria, è arrestata con la pesante accusa di sfruttamento della prostituzione, estorsione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per lei si aprono le porte del carcere. Blessing, invece, è libera di poter vivere la sua vita. Per una volta, l’ingranaggio è saltato. Evidentemente, anche la Domiziana, non è infallibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-511320272819009244?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/511320272819009244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=511320272819009244' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/511320272819009244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/511320272819009244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/11/costretta-prostituirsi-si-ribella.html' title='Costretta a prostituirsi, si ribella a madame'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-8711165771073766276</id><published>2011-10-29T01:24:00.000-07:00</published><updated>2011-10-29T01:45:57.231-07:00</updated><title type='text'>Finito il terrore, iniziano le ansie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-zi2LMVuk5go/Tqu83OCYlYI/AAAAAAAAAYo/GwanGsldSxA/s1600/b.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-zi2LMVuk5go/Tqu83OCYlYI/AAAAAAAAAYo/GwanGsldSxA/s400/b.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668832212822824322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato&lt;br /&gt;27/10/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano loro i padroni incontrastati del territorio. Fra il 2007 e il settembre del 2008 misero a ferro e fuoco tutta Castel Volturno. Intimidivano e minacciavano i commercianti e i piccoli imprenditori del luogo; dettavano le agende dei lavori agli amministratori pubblici. E soprattutto ammazzavano. Toglievano la vita a suon di kalaschnikov a chiunque ritenevano potesse ostacolare il loro delirante progetto criminale. Eppure la sentenza di ieri che ha inflitto pene durissime a Giuseppe Setola e tutta la sua consorteria criminale non sembra rasserenare gli animi della gente del paese costiero. I giorni successivi alla strage della sartoria etnica Ob Ob Fashion, e soprattutto dopo gli arresti dei protagonisti del periodo del terrore domiziano, tutti a Castel Volturno, italiani e immigrati, istituzioni e semplici cittadini, erano convinti che il litorale domizo fosse arrivato a un bivio; e che da quel tragico 18 settembre, sarebbe potuto iniziare un periodo virtuoso per il territorio; che si sarebbero potuti ridurre considerevolmente i forti disagi e squilibri sociali tipici della zona, gli stessi che avevano portato Setola e Cirillo ad avere nelle loro mani il destino di Castel Volturno, e, soprattutto, a uccidere sedici persone in appena dieci mesi di attività criminale. Nel periodo del terrore a capo dell’amministrazione locale c’era il giudice Francesco Nuzzo. Pochi mesi dopo il Comune fu sciolto con decreto del presidente della repubblica. Qualche mese di commissariamento e il paese passò nella mani di Antonio Scalzone. Ma dissidi interni alla maggioranza defenestrarono anche lui. Il centro litoraneo è tutt’ora senza guida politica, e ancora più senza speranza. Quella speranza di rilancio attesa invano da troppi anni e che sarebbe dovuta passare attraverso le grandi opere edili ferme ancora al palo. La sentenza di condanna ai protagonisti del periodo del terrore cambia poco al centro domiziano. Qui il sentimento di rivalsa nei confronti dei camorristi che hanno devastato il territorio cede miseramente il passo al complicato viver quotidiano. Lo Stato negli ultimi tre anni è riuscito a garantire sulla via Domiziana maggiore sicurezza, ma le occasioni di sviluppo sociale ed economico appaiano oramai poco più di un miraggio. Quello che avanza, invece, è il sentimento di paura, che una volta spente le luci sul territorio, quei fari accesi proprio dalla strage dei migranti, il territorio ritorni nelle mani di faccendieri e prepotenti. @riproduzione riservata&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-8711165771073766276?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/8711165771073766276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=8711165771073766276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8711165771073766276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8711165771073766276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/10/finito-il-terrore-iniziano-le-ansie.html' title='Finito il terrore, iniziano le ansie'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zi2LMVuk5go/Tqu83OCYlYI/AAAAAAAAAYo/GwanGsldSxA/s72-c/b.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7331210634215847740</id><published>2011-08-28T01:21:00.000-07:00</published><updated>2011-08-28T01:22:05.192-07:00</updated><title type='text'>Dimissioni consiglio comunale</title><content type='html'>Vincenzo Ammaliato. Diciassette mesi. probabilmente Antonio Scalzone non è superstizioso; eppure il numero diciassette non gli ha portato bene, perché tanti sono i mesi che è durata la sua terza amministrazione del turbolento centro domiziano. Eletto come sindaco di Castel Volturno nel mese di marzo del 2010 a capo di una coalizione di centrodestra, il ragionier Scalzone viene mandato a casa dalla maggioranza del suo consiglio comunale, che ieri sera ha presentato le dimissioni in maniera compatta al protocollo dell’ente di Piazza Annunziata. I nomi degli undici sottoscrittori sono in ordine rigorosamente alfabetico Armando Baiano, Carmine Brancaccio, Alfonso Caprio, Mosvaldo Caterino, Luigi Diana, Giuseppe Gravante, Flavio Iovene, Alfonso Iovine, Luigi Petrella, Umberto Sementini e Luigi Spierto. Più difficile risulterebbe l’elenco per partito politico d’appartenenza, considerando i continui cambi di casacca che hanno contraddistinto questa breve esperienza amministrativa, così come fu quella precedente del giudice Nuzzo. Peraltro, cinque degli undici consiglieri che hanno rovinato l’estate ad Antonio Scalzone, risultano essere stati eletti proprio nel suo partito di riferimento, il Pdl. In ogni caso, l’ormai ex primo cittadino annuncia ricorso legale. “Fra i firmatari delle dimissioni – sottolinea Scalzone – c’è un consigliere illegittimo”. Il suo riferimento è a Carmine Brancaccio, che al momento della campagna elettorale ricopriva la carica di presidente in un’azienda misto pubblico-privata, dove la parte pubblica è del Comune di Castel Volturno.  “Sul caso del consigliere Brancaccio – sottolinea Scalzone – si è espressa anche la prefettura di Caserta, secondo cui la sua elezione è illegittima. Pertanto non avrebbe potuto firmare le dimissioni”. Secondo l’ex sindaco è lo stesso Carmine Brancaccio il burattinaio dell’operazione che di fatto ha sciolto la sua amministrazione. E le uniche ragioni che hanno portato a una così grossa adesione sarebbero da ricercare soltanto in aspetti di carattere personale e non politico. Incassato il duro colpo, Antonio Scalzone sferra, poi, il suo attacco:  “A breve – avvisa – presenterò un articolato documento, dove, con prove fondate, mostrerò le ragioni delle dimissioni di ogni singolo consigliere comunale. Mostrerò i loro orticelli che la mia amministrazione è andata a ledere, nell’interesse dell’intera collettività; fra cui c’è la mancata bonifica di una cava inquinante, che sarebbe dovuta costare alla famiglia Baiano circa sette milioni di euro. E poi ci sono terreni di proprietà di alcuni consiglieri dissidenti che non sono rientrati nel Puc e tanto altro acora”. E’ una furia l’ex sindaco, che appena ventiquattrore prima aveva sottoscritto un accordo politico con l’Mpa e Forza del Sud per rilanciare la sua amministrazione. Ma anche gli undici consiglieri dimissionari sono apparsi particolarmente determinati. Sul documento di dimisisoni di legge che è la stessa città di Castel Volturno ad aver chiesto loro un atto simile. “ Perché il degrado politco degli ultimi mesi - scrivono - è il responsabile del mancato sviluppo del territorio. La cosa pubblica a Castel Volturno è gestita con inettitudine e assoluta approssimazione. Gli amministatori e la giunta comunale sono assolutamente incapaci e non c'è una maggioranza politica da troppi mesi”. Durante la particolare giornata di ieri, un primo tentativo di dimissioni dei consiglieri era andato a vuoto. Gli undici si erano recati a Caserta per formalizzare la propria volontà dinanzi a un notaio (iter non indispensabile per perfezionare la procedura). Successivamente avevano protocollato l’atto in municipio. Ma il documento era una semplice mozione di sfiducia al sindaco. E’ stata la funzionaria del Comune che ha ricevuto le dimissioni che ha fatto notare l’anomalia. Ormai la frittata, però, era fatta e il protocollo stava per chiudere. Ma per mandare a casa Scalzone non si poteva rischiare di perdere un altro giorno. La notte, infatti, avrebbe potuto far cambiare idea a qualche consigliere. Quindi è stato stilato in fretta un nuovo documento; una nuova carovana di consiglieri, quindi, è ripartita alla volta del notaio di Caserta, e una manciata di minuti prima delle 18, orario di chiusura del municipio, è stato protocollato l’atto, quello giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. A mezzogiorno nel municipio di Castel Volturno la colonnina di mercurio ha toccato la riga record di trentasei gradi. Eppure, fra le stanze del Comune domiziano si respirava un’aria relativamente tranquilla, considerando l’atto delle dimissioni protocollate il giorno prima da undici consiglieri comunali, col quale si è di fatto mandato a casa l’amministrazione Scalzone. Alla prefettura di Caserta i dirigenti sono al lavoro per individuare il commissario da spedire nel centro litoraneo. Probabilmente già lunedì il funzionario metterà piede nel palazzo di piazza Annunziata. Fino a quel momento sarà ancora l’ormai ex sindaco, Antonio Scalzone, a firmare gli atti ufficiali, ma solo quelli ordinari. il commissariamento del Comune di Castel Volturno durerà fino alla prossima primavera. Ma la prefettura, valutando lo stato pietoso delle casse comunali e le inchieste giudiziarie della direzione distrettuale antimafia che vedono coinvolti numerosi pubblici amministratori, dipendenti comunali e agenti di polizia municipale del luogo, potrebbe anche decidere di posticipare le nuove elezioni amministrative nell’autunno del 2012. Intanto, il sindaco defenestrato si dice pronto alla battaglia. Non ha assolutamente intenzione di mollare la carica, e ancora meno la politica. Antonio Scalzone ha fatto sapere di aver già contattato il proprio legale e che sarebbe quasi pronto il ricorso al Tribunale amministrativo dell’atto di dimissioni, “viziato”, a suo parere, dalla firma di un consigliere non legittimato, Carmine Brancaccio. Peraltro, Scalzone ha aggiunto: “chi fa politica come me, per passione e amore del proprio territorio, lo fa per sempre. Pertanto, dello scioglimento di ieri si assumeranno la pesante responsabilità i consiglieri che lo hanno firmato. E in ogni caso, l’atto non servirà a togliere il sottoscritto dai loro piedi”. L’ex primo cittadino, quindi, si candida per lo “Scalzone quater”, ovvero la quarta candidatura a sindaco del paese domiziano. Chissà, se anche nella prossima tornata elettorale, però, sarà appoggiato dal partito delle libertà, spaccato in due tronconi sul litorale domizio: quelli che appoggiano Scalzone sempre e comunque e quelli che lo detestano. Ancora più complicato è lo scenario nei partiti di opposizione, posto che a Castel Volturno fossero esistiti durante questa amministrazione delle vere e proprie compagini politiche di cosiddetta minoranza. All’orizzonte manca un leader carismatico, capace di compattare il fronte. Gli stessi undici dissidenti che hanno messo lo sgambetto al ragionier Scalzone, sono riusciti a farlo solo nell’interesse di defenestrarlo, e non perché avessero un progetto politico alternativo. In ogni caso, è la prefettura adesso chiamata a risolvere le grane che l’amministrazione Scalzone avrebbe dovuto affrontare in questo scorcio di fine estate. La prossima settimana c’era in programma un delicato consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno: la ratifica del bilancio. In cassa a Castel Volturno non ci sono più soldi. Sarà un commissario a gestire l’emergenza, e non solo questo. C'è da definire anche una volta per tutte la questione degli usi civici in una parte dell'area dove dovrebbe sorgere il nuovo porto turistico, far partire la raccolta differenziata e affrontare il bubbone di Castel Volturno: l'evasione tributaria. Intanto, stasera in piazza delle Fieste è confermata l'esibizione della banda musicale della Nato. Doveva suonare per festeggiare la fine dell'estate; suggellerà, invece, la fine dell'amministrazione Scalzone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7331210634215847740?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7331210634215847740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7331210634215847740' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7331210634215847740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7331210634215847740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/08/dimissioni-consiglio-comunale.html' title='Dimissioni consiglio comunale'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1309025128323443945</id><published>2011-08-28T01:17:00.000-07:00</published><updated>2011-08-28T01:20:53.487-07:00</updated><title type='text'>Grand Hotel Pinetamare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Svp6MOl7bgw/Tln6VUzS5-I/AAAAAAAAAYE/iMG40lvh80I/s1600/gh.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 292px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Svp6MOl7bgw/Tln6VUzS5-I/AAAAAAAAAYE/iMG40lvh80I/s400/gh.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645818852153681890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. Aveva riaperto i battenti appena due mesi fa, da ieri è nuovamente chiuso il Grand Hotel di Pinetamare. E questa volta, l’imponente struttura alberghiera al centro della località a sud di Castelvolturno non ha chiuso per ragioni commerciali, ma per un atto della procura a seguito di un blitz dei carabinieri accompagnati da agenti dell’ispettorato del lavoro. Ieri mattina, infatti, mentre nella piscina della struttura, stesi sui lettini e in acqua c’erano decine di clienti, i militari dell’arma guidati dal maresciallo Antonio Passaro hanno predisposto un’azione di controllo in materia di lavoro. Al termine dei serrati controlli, dei dieci dipendenti trovati al loro posto di lavoro, ben nove sono risultati essere impegnati senza alcun tipo di contratto. Nove impiegati su dieci, quindi, assunti a nero. All’amministratrice (le cui iniziali fornite dalle forze dell’ordine sono J.M.) della società Grand Hotel s.r.l., che dallo scorso giugno gestisce l’albergo da centocinquanta camere, è stato notificata una contravvenzione molto salata da diciannovemila euro. Solo dopo aver pagato questa cifra, l’albergo potrà riaprire, e con esso la piscina, il ristorante e il bar. Momenti di stupore si sono registrati fra i clienti della struttura alberghiera all’arrivo delle forze dell’ordine. Poco dopo aver compreso quello che stava succedendo, però, tutti hanno lasciato l’albergo e le strutture annesse e i carabinieri hanno potuto completare liberamente i propri controlli. Il Grand Hotel Pinetamare fra gli anni ’60 e ’70 aveva rappresentato il fiore all’occhiello della località turistica. Qui d’estate arrivavano a svernare numerosi turisti dal nordeuropa, e si organizzavano spettacoli con artisti di rilevanza internazionale. Nel 1981, però, iniziò la sua parabola discendente a seguito della decisione della Regione Campania di far ospitare nella struttura temporaneamente parte degli sfollati del terremoto che avave funestato l'Irpinia e Napoli. I cosiddettiSeguirono lunghi anni di anni di abbandono, fino a quando, a cavallo fra gli anni '90 e 2000, la famiglia Coppola, proprietaria della struttura, decise la sua laboriosa ristrutturazione, e al termine dei lavori fu affidata a una società turistica di Como che aveva numerosi credenziali nel settore. Dopo tre anni di attività, però, i gestori andarono via, lasciando all’asciutto i fornitori, senza vacanza i clienti e soprattutto senza corrispondere gli stipendi arrestrati e le liquidazione i dipendenti. Da qui seguirono altri tre anni di chiusura per la struttura, nelle cui mura sono stati girati alcuni film, il più famoso fra tutti “Stasera mi butto” con l’attrice Lola Falana e la coppia comica Ciccio e Franco. A giugno, finalmente, la riapertura, con una nuova gestione e tante speranze per il territorio che nella ripresa del Grand Hotel pone sempre molte aspettative, soprattutto, come volano per il settore commerciale. Evidentemente, però, questa nuova esperienza è partita col piede sbagliato, assumendo il personale senza contratto. La stagione estiva, intanto, volge al termine. La strttura non è stata sequestrata, hanno fatto sapere i carabinieri. Però per riaprire i battenti dovrà pagare l'ingente multa. Tutta la località di Pinetamare confida che il Grand Hotel non resti abbandonato al centro della territorio come esempio di una rinascita agognata ma che non arriva più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. I carabinieri di nuovo in azione al Grand Hotel di Pinetamare. Questa volta, però, non si tratta di un’operazione di contrasto al lavoro nero, ma di qualcosa di molto più grosso. Per la direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha firmato i cinque ordini d’arresto eseguiti dai carabinieri della locale stazione di Pinetamare, coadiuvati dai colleghi della compagnia di Mondragone, non c’è dubbio:  è il clan dei casalesi che tenta di rialzare la testa dopo i duri colpi subiti negli ultimi tre anni anche sul litorale domizio dalla dura attività di repressione e investigazione messa in campo dagli apparati statali. A finire con le manette ai polsi e condotti in varie strutture carcerarie sono state cinque persone, sorprese all’alba nelle proprie abitazione. Si tratta dei quattro soci dell’istituto di vigilanza che gestisce la sicurezza all’interno del Gran Hotel: Luca Aprea, quarantadue anni, residente a Giugliano, i coniugi Natale Fioretto di cinquantuno anni, e Vincenza Vorzillo di quarantanove, domiciliati a Secondigliano, e del loro figlio ventottenne, Vincenzo Fioretto, residente a Melito. L’ultima persona raggiunta da decreto di fermo indiziato di reato è Alessandro Frongillo, un venticinquenne di Castelvolturno, residente in via Latina. L'uomo ha alcuni precedenti penali per reati contro la persona e il patrimonio, ma a suo carico risultano anche numerose informative di polizia che lo danno come molto vicino al clan camorristico dei casalesi e probabile nuovo referente della stessa banda criminale per l’area di Pinetamare.  Secondo l’accusa dei giudici della direzione investigativa antimafia di Napoli, i cinque arrestati si sarebbero resi responsabili del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti dei gestori del grosso albergo posto al centro di Pinetamare, il Grand Hotel. Avrebbero, in pratica, imposto il servizio di vigilanza alla nuova gestione della struttura, e tentato di estorcergli denaro per conto e per nome del clan dei casalesi. A margine dei decreti di fermo, sono stati anche sequestrati i locali commerciali dove ha sede a Pinetamare la Traidng Security Aprea S. a. S., l’istituto di vigilanza oggetto del blitz. Gli inquirenti, hanno tenuto a precisare che agli arresti si è arrivati dopo una laboriosa azione d'indagine investigativa, posta in essere grazie a numerose intercettazioni ambientali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. “Se l’indagine della direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha portato all’arresto dei soci dell’istituto di vigilanza che presta servizio anche nel nostro albergo è concentrata esclusivamente sulla Grand Hotel Pinetamare, allora possiamo senza paura d’essere smentiti che ha preso un grosso granchio”. Aniello Tuccillo, il direttore della struttura alberghiera, poche ore dopo aver appreso degli arresti eseguiti dai carabinieri per una probabile estorsione subita dal suo hotel è categorico: “Non abbiamo subito alcuna pressione per avere indebitamente soldi o qualsiasi altra cosa da nessuno, meno che dall’istituto di vigilanza Aprea”.  La società che lui rappresenta, La Grandi Alberghi s.r.l. con sede sociale ad Afragola, ha rilevato appena due mesi fa la gestione dell’albergo dei proprietà dei costruttori Coppola. “L’istituto Aprea – sottolinea il direttore Tuccillo – presta il suo servizio per il Grand Hotel da circa dodici anni. Noi abbiamo messo piede nella struttura da appena poche settimane, e ci è sembrato naturale confermare tutti i contratti con i precedenti fornitori di beni e servizi, fra i quali c'è anche l’istituto Aprea. E così come non ho notizie che in passato ci sono stati problemi di nessun tipo fra gli Aprea e i vecchi gestori, allo stesso modo, nel mese e mezzo che è iniziata la nostra attività, i rapporti con l’istituto di vigilanza sono più che buoni”. Seduto di fianco al Aniello Tuccillo ci sono i soci della Grandi Alberghi e l’amministratrice della società. Tutti confermano le parole del direttore, che aggiunge “Sia il sottoscritto, sia i soci della Grandi Alberghi, qualora chiunque di noi subisse una richiesta estorsiva, non esiteremo un solo istante ad avvisare le forze dell’ordine. In questo caso, però, non è successo nulla del genere. O quanto meno niente che ci abbia allarmato o preoccupato: nessuna minaccia, nessun furto, nessuna pretesa fuori dalle righe. In questo pochi giorni di nostra gestione al Grand Hotel Pinetamare è filato tutto liscio”. E’ visibilmente turbato il direttore del Gran Hotel. Sottolinea di aver appreso dell’operazione dai mezzi d’informazione. Di essersi recato spontaneamente dai carabinieri per chiedere maggiori dettagli. La sua società, seppure arrivata da poco a Castel Volturno ha aderito all’associazione commercianti di Pinetamare. E aveva fatto richiesta di adesione anche all’associazione antiracket Mimmo Noviello. “Le cose che succedono in questa zona – aggiunge il direttore Tuccillo – continuano a stupirci. In ogni caso, abbiamo investito a Castelvolturno perché crediamo che sia un territorio dalle grosse potenzialità. Qui, abbiamo anche trasferito le nostre famiglie. E nonostante tutto continueremo la nostra attività”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1309025128323443945?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1309025128323443945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1309025128323443945' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1309025128323443945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1309025128323443945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/08/grand-hotel-pinetamare.html' title='Grand Hotel Pinetamare'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Svp6MOl7bgw/Tln6VUzS5-I/AAAAAAAAAYE/iMG40lvh80I/s72-c/gh.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-5645700804418267673</id><published>2011-08-16T11:54:00.001-07:00</published><updated>2011-08-16T11:55:36.496-07:00</updated><title type='text'>Tartaruga Caretta - Caretta morta</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-K307teg-fU8/Tkq9GGBuZlI/AAAAAAAAAX8/7QGM259VT9c/s1600/a%2B%25281%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-K307teg-fU8/Tkq9GGBuZlI/AAAAAAAAAX8/7QGM259VT9c/s400/a%2B%25281%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641529395629680210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato&lt;br /&gt;Sono le 17, e il soccorso acquatico dei vigili del fuoco e una motovedetta della capitaneria di porto si dirigono entrambi velocemente in direzione della spiaggia di Fontana bleu per un’emergenza. Ma qui, al Lido Il Gabbiano, non c’è alcun bagnante in difficoltà da soccorrere. Sull’arenile si è spiaggiata l’ennesima tartaruga marina. Ed anche in questa circostanza, come tante altre in precedenza, la testuggine è morta. La sfortunata tartaruga era della specie Caretta-Caretta ed era lunga circa un metro. Non presentava sul corpo alcuna lesione. Ma aveva delle macchie di sangue sul volto, probabilmente fuoriuscite dal naso. “Si tratta sicuramente di un’animale morto a causa della pesca di frodo effettuata con la tecnica delle bombe”, sentenzia Luigi Russo, il titolare dello stabilimento balneare. Che poi aggiunge: ”li vedo tutte le sere i pescherecci arrivare fin quasi sotto la riva. E di notte sento il fragore dell’esplosioni”. La tartaruga morta ieri e solo l’ultima in ordine di tempo di una lunga lista di stessi esemplari spiaggiati a Castelvolturno, e purtroppo non sarà neanche l’ultimo; perché la pratica della pesca di frodo in zona è molto diffusa. La Caretta–Caretta è un esemplare in via d’estinzione. Solitamente, parte dalle limpide acque del Peloponneso per raggiungere il mar Tirreno. E qui spesso va incontro a una cattiva sorte.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-5645700804418267673?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/5645700804418267673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=5645700804418267673' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5645700804418267673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5645700804418267673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/08/tartaruga-caretta-caretta-morta.html' title='Tartaruga Caretta - Caretta morta'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-K307teg-fU8/Tkq9GGBuZlI/AAAAAAAAAX8/7QGM259VT9c/s72-c/a%2B%25281%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-922183615031240625</id><published>2011-08-16T11:50:00.000-07:00</published><updated>2011-08-16T11:51:44.529-07:00</updated><title type='text'>Lavoratori immigrati sorpresi di spalle e picchiati</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-eUO1Uw66pfk/Tkq8O1sGcQI/AAAAAAAAAX0/U28C5brzS1A/s1600/b.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-eUO1Uw66pfk/Tkq8O1sGcQI/AAAAAAAAAX0/U28C5brzS1A/s320/b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641528446351208706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato.&lt;br /&gt;La prima vittima degli agguati è stato un giovane nigeriano, bersagliato da un lancio di pietre. Poi è stata la volta di un immigrato ghanese, spintonato di spalle e fatto ruzzolare a terra. L’altra notte, invece, l’asticella della violenza si è pericolosamente alzata: la vittima delle aggressioni è stato un liberiano, accerchiato da un gruppo di almeno dieci persone e malmenato con delle aste di legno, e come le volte precedenti, senza alcuna ragione apparente. Il luogo degli agguati e l’orario sono sempre gli stessi: la strada di Destra Volturno che dai villini porta alla fermata del pullman sulla via Domitiana, fra le quattro e le cinque di mattina. Gli assalitori si materializzano nel buio dai viali polverosi del quartiere a bordo di scooter e in auto. Sono probabilmente gruppi di giovani italiani ed hanno fra i diciotto e i venticinque anni. Le loro vittime, giovani immigrati che in questo quartiere dormono, e che tutte le mattine dell’anno, anche nel periodo di ferragosto, si alzano dal letto alle 4 della mattina e si recano sul doppio senso nella provincia di Napoli attendendo chiunque gli possa offrire una giornata di lavoro. A denunciare le aggressioni è l’Imam della piccola moschea di Castelvolturno, Kamal. “Si tratta di atti vili, condotti da gruppi di persone che prendono di mira ragazzi di colore che viaggiano da soli”, sottolinea con rabbia l’Iman Kamal, che aggiunge: “Sto cercando di rassicurare i miei fratelli del posto che a breve queste aggressioni termineranno, di stare tranquilli e di non cedere alle continue provocazioni. Ma le istituzioni e le forze dell’ordine ci devono stare vicini. Temo si possano verificare anche qui a Castelvolturno tumulti molto simili a quelli scoppiati due anni fa a Rosarno”. Ma chi sono gli assalitori degli immigrati lavoratori a nero di Destra Volturno? Le vittime si esprimono in inglese, e spiegano che è gene che viene in questo quartiere di Castelvolturno “in the summer time” (nel periodo estivo). Si tratta quindi probabilmente di villeggianti. “Di giorno – racconta Anthony Prince, uno degli immigrati colpito – li vedi circolare impunemente per il quartiere a bordo di moto senza casco, ma anche a dorso nudo e con in bella mostra tutti i loro numerosi tatuaggi. Perché – chiede l’immigrato – nessuno interviene e gli è consentito fare ogni cosa desiderano, anche se illegali. Perché ci prendono come bersaglio i ci aggrediscono con tanta rabbia?”. Anthony ha la testa fasciata, numerosi dubbi e tanta perplessità. Lui e i suoi amici non si sono recati dalle forze dell’ordine per denunciare le aggressioni. “Siamo clandestini – spiegano con la paura che si materializza nei loro occhi – se lo facciamo rischiamo di essere arrestati”. I balordi dell’estate castellana sanno bene che le loro vittime difficilmente li denunceranno. Si tratta certamente di vigliacchi che proprio per questo motivo scelgono loro come vittime.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-922183615031240625?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/922183615031240625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=922183615031240625' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/922183615031240625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/922183615031240625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/08/lavoratori-immigrati-sorpresi-di-spalle.html' title='Lavoratori immigrati sorpresi di spalle e picchiati'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-eUO1Uw66pfk/Tkq8O1sGcQI/AAAAAAAAAX0/U28C5brzS1A/s72-c/b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-2158889840676715896</id><published>2011-08-16T11:39:00.000-07:00</published><updated>2011-08-16T11:49:19.830-07:00</updated><title type='text'>I parcheggi della camorra</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KZp6BM8sInQ/Tkq7plETF1I/AAAAAAAAAXs/D7Oj_VlEU4U/s1600/parcheggio%2Babusivo.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-KZp6BM8sInQ/Tkq7plETF1I/AAAAAAAAAXs/D7Oj_VlEU4U/s320/parcheggio%2Babusivo.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641527806234138450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. Per la polizia che sta seguendo il caso, non si tratta di una bravata estiva di ragazzetti annoiati, né di un episodio da sottovalutare. Il parabrezza dell’auto di Fabrizio Maddaluno sfondato l’altra notte da un colpo d'arma di fuoco esploso da anonimi pistoleri potrebbe rappresentare il segnale di alcune contrapposizioni all’interno di personaggi del posto legati alla malavita organizzata. Maddaluno, seppure pregiudicato per vari reati, non è mai stato coinvolto in fatti di associazione a delinquere; ufficialmente è disoccupato. Ma è conosciuto bene dalle forze dell'ordine del luogo come parcheggiatore abusivo. Lui è uno dei tanti giovani di Castelvolturno che in estate e nei finesettimana si piazzano ad ogni angolo della località pronti ad accogliere i numerosi automobilisti che qui arrivano per recarsi negli stabilimenti balneari e nelle attività ristorative e a estorcere loro soldi per il parcheggio dell’auto (due euro nei giorni feriali, tre i fine settimana). E non si tratta di improvvisati disoccupati che cercano con questo tipo di attività di sbarcare il lunario. I parcheggiatori abusivi della località domiziana, infatti, sono sempre stati gestiti direttamente dalla criminalità organizzata, che qui aveva fino allo scorso anno in una vecchia e radicata famiglia malavitosa i propri reggenti. Recenti operazioni della direzione antimafia di Napoli, però, l'ha di fatto annullata. E ai vecchi capi ne saranno sopraggiunti di nuovi; col passaggio, qualcosa nel collaudato business dei parcheggi sarà saltato. Non tutto per i nuovi boss evidentemente sta scivolando liscio. L’atto intimidatorio all’auto di uno dei parcheggiatori abusivi, potrebbe esserne la dimostrazione. Peraltro, nelle ultime settimane ci sono state numerose attività di contrasto del fenomeno dei parcheggi abusivi portate a termine dalle forze dell’ordine. Ci sono stati anche alcuni parcheggiatori arrestati perché colti in flagranza di reato da carabinieri che si erano finti automobilisti in cerca di sostare la propria vettura. Evidentemente i nuovi capi non sono riusciti a gestire alla perfezione gli eventi. Lo sparo dell’altra notte potrebbe essere il chiaro sintomo che qualcosa nel collaudato business si è rotto. Oppure, semplicemente, i soldati stanno accettando malvolentieri gli ordini dai nuovi ufficiali. Pinetamare attende i nuovi sviluppi. Intanto, chiunque in questa località desidera parcheggiare la propria vettura per strada continuerà a pagare due o tre euro a secondo della giornata alla camorra.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-2158889840676715896?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/2158889840676715896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=2158889840676715896' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2158889840676715896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2158889840676715896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/08/i-parcheggi-della-camorra.html' title='I parcheggi della camorra'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KZp6BM8sInQ/Tkq7plETF1I/AAAAAAAAAXs/D7Oj_VlEU4U/s72-c/parcheggio%2Babusivo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1171347459016489757</id><published>2011-08-16T11:37:00.000-07:00</published><updated>2011-08-16T11:39:45.090-07:00</updated><title type='text'>famiglia con bambini in ccasa senza ringhiera</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gop7OiQQPWU/Tkq5U81J7CI/AAAAAAAAAXk/JyGPDCO90G8/s1600/ringhiera.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 241px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-gop7OiQQPWU/Tkq5U81J7CI/AAAAAAAAAXk/JyGPDCO90G8/s320/ringhiera.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641525252812565538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato&lt;br /&gt;C’è chi per la cura della casa dove vive ha un’attenzione maniacale; c’è chi è sempre attento a fornirla dell’elettrodomestico di ultima generazione e di quello alla moda; c’è chi il tempo libero lo dedica interamente alla manutenzione di porte, finestre e rubinetti. E c’è anche chi vive in un’abitazione al secondo piano di una palazzina, dotata di una grossa balconata, ma sprovvista di ringhiera. Se poi, in questa casa, ci sono anche due bambini, e allora, la circostanza diventa imbarazzante per chiunque ne viene a conoscenza e si volta dall’altra parte convinto che il problema non lo riguardi. La casa in questione si affaccia sull’ormai ex porto di Pinetamare, nel Comune di Castelvolturno. Qui dovrebbe nascere il nuovo molto turistico da milleduecentocinquanta posti barca. Intanto c’è solo un grosso scheletro di cemento, che una volta era un quartiere che ospitava le famiglie dei militari della Nato, il parco Saraceno. Oggi è un vero e proprio “luogo non luogo”, dove nelle circa trenta palazzine si ritrovano come attratti da una calamita uomini e donne (e con loro bambini) che per diverse ragioni, ognuna con una propria caratteristica peculiare, hanno ormai poco da chiedere e da offrire alla società e che qui cercano di sbarcare il lunario e una rete familiare perduta o mai avuta. Per lo Stato, il parco Saraceno non è una zona franca: semplicemente, non esiste. Qui, gli abusivi che ci abitano, oltre che ovviamente non pagare l’affitto, non pagano le bollette della luce, né quella dell’immondizia, né quella dell’acqua. Loro non sono degli anarchici, non strappano le fatture quando gliele consegna il postino. Perché, qui non arriva nessun postino; e in ogni caso, nessun ente, pubblico o privato che sia, emette fattura per i servizi che eroga anche per loro. Da almeno otto anni, da quando si parla della costruzione del nuovo porto turistico, fra le stanze del municipio castellano si sente dire che il parco Saraceno sarà demolito interamente (per fare spazio a pontili e yacth). Eppure, in tutto questo tempo, le uniche cose che sono venute giù, e che continuano a cadere, sono interi pezzi dei cornicioni delle malandate palazzine. Cadono sull’asfalto, talvolta sulle automobili parcheggiate in sosta. E fin’ora, forse solo perché il “cielo” così ha voluto, mai in testa a qualche passante. La società che deve realizzare il nuovo porto, la Marina di Pinetamare dei costruttori Coppola, dovrebbe presentare al municipio litoraneo un progetto di riqualificazione della zona. Lo strumento urbano, poi, dovrebbe essere valutato dalla Provincia di Caserta e dalla Regione Campania; ma intanto, se n’è persa traccia. Così come degli stessi lavori del nuovo porto, annunciati numerose volte come imminenti negli ultimi due anni, mai partiti definitivamente. La gente del luogo li aspetta con particolare ansia, avendo concentrato proprio nella realizzazione del porto le speranze per la riqualificazione del proprio territorio, diventato da almeno un ventennio “terra di nessuno”. Probabilmente, anche i componenti della famiglia con la casa senza ringhiera aspettano l’inizio dei lavori del nuovo molo, ma con delle prospettive diverse. Per questo, forse, si affacciano al balcone e si siedono, col rischio di cadere di sotto. Aspettano anche loro come tutti gli altri abitanti di Pinetamare  e di Castelvolturno l’inizio del lavori del nuovo porto. Un’ attesa che sulla Domiziana assomiglia sempre più a quella per Godot, il protagonista del celebre romanzo di Samuell Beckett.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1171347459016489757?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1171347459016489757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1171347459016489757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1171347459016489757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1171347459016489757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/08/famiglia-con-bambini-in-ccasa-senza.html' title='famiglia con bambini in ccasa senza ringhiera'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gop7OiQQPWU/Tkq5U81J7CI/AAAAAAAAAXk/JyGPDCO90G8/s72-c/ringhiera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-22840456005016243</id><published>2011-08-16T11:36:00.001-07:00</published><updated>2011-08-16T11:36:42.003-07:00</updated><title type='text'>Bagnara</title><content type='html'>12/08/2011&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. Benvenuti a “Bagnara Beach”. Benvenuti sulla costa a nord di Castelvolturno dalla soffice e sottile sabbia dorata. Benvenuti ai numerosi bagnanti di ferragosto sulla spiaggia che non esiste. Sono centinaia le persone che l’hanno scelta come meta per le proprie ferie. Eppure, sull’arenile di Bagnara, quartiere confinante con quelli di Destra Volturno e Pescopagano, è assolutamente e formalmente vietato fermarsi e prendere il sole; ancora più, tuffarsi in acqua e fare il bagno. Il mare qui, però, non è inquinato. Anzi. Lo scorso anno gli unici tre chilometri di mare balneabile a Castelvolturno li ottenne proprio Bagnara. E’ il lento ma inesorabile fenomeno naturale dell’erosione della costa a causare i disagi in questa parte del litorale domizio. Dieci anni fa qui c’erano almeno duecento metri dall’inizio dell’arenile alla riva del mare. Oggi, i metri non sono più di cinque. Le strutture dei dieci stabilimenti balneari che insistevano su questa spiaggia sono state completamente inghiottite dal mare. E anche le numerose villette del quartiere stanno subendo la stessa sorte. L’amministrazione comunale di Castelvolturno lo scorso mese di maggio ha emanato delle ordinanze di divieto di transito sull’intera area. E la protezione civile regionale ha impegnato oltre centomila euro prelevandoli dai capitoli per le “somme urgenze” per delineare l’area e istallare dei new jeresey in cemento. Ma i pendolari del mare attratti dalla giornata in spiaggia gratis e la gente del posto evidentemente troppo affezionata a quest’arenile, sfidano ogni giorno divieti e barriere per prendere il sole qui e fare il bagno fra le macerie degli immobili costruiti abusivamente. Bagnara, quando fu realizzato negli anni ’70 era un quartiere turistico senza grosse pretese, nato col preciso compito di offrire la possibilità anche a chi non aveva grosse capacità finanziarie di avere una “seconda casa a mare. Quelle case realizzate a basso costo, però, furono tirate su quasi tutte in dispregio di qualsiasi norma edilizia; furono realizzate, peraltro, su demanio marittimo e forestale. In tutto questo tempo, nessuna istituzione ha pensato di dare corso alla legge e demolirle gli immobili abusivi. Eppure oggi Bagnara agli occhi dei suoi bagnanti abusivi, appare come un quartiere dilaniato dalle bombe. Ovunque, sulla spiaggia e in mare spuntano tubi in ferro arrugginito, parti di mattonelle e calcinacci vari. E il merito (o la colpa, per altri) di questa devastazione in salsa castellana è della natura che si sta riprendendo lentametne una personale rivincita sull’uomo che qui è stato decisametne troppo spregiudicato. Intanto, anche questo ferragosto passerà, e i bagnanti abusivi della spiaggia di Bagnara per il prossimo anno dovranno cercarsi quasi certamente un'arenile alternativo.   &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-22840456005016243?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/22840456005016243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=22840456005016243' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/22840456005016243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/22840456005016243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/08/bagnara.html' title='Bagnara'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-6942529789580057488</id><published>2011-08-16T11:34:00.000-07:00</published><updated>2011-08-16T11:36:00.472-07:00</updated><title type='text'>Ferragosto a castelvolturno</title><content type='html'>11/08/2011&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. Le casse comunali sono vuote e l’amministrazione non ha la possibilità di finanziare le classiche feste estive per intrattenere e divertire residenti e turisti? A Pinetamare i commercianti e l’associazione religiosa Santa Maria del Mare fanno gruppo, si incontrano e decidono di mettere su un eterogeneo cartellone di eventi a proprie spese. La chermesse durerà sei giorni e unirà sotto le stelle musica, gusto e culti sacri. Per tutta la durata della manifestazione ci saranno nel piazzale dei Gabbiani stand con prodotti enogastronomici locali. La partenza è prevista per questa mattina alle 10 con il Freshmade, una no stop di musica rap e realizzazione di graffiti, che come dice il suo ideatore, Vanni de Stefano “ha il sapore dei tempi passati, ma che si affaccia al futuro”. A seguire, alle 22, sempre in piazza dei Gabbiani, si esibirà il gruppo di Susy Savarese, con un revival musicale di brani anni ’70 e ’80. Domani, invece, sempre nello stesso luogo sarà il turno di una cover band di musiche di Pino Daniele. Mentre nel piazzale dei Gigli (quello antistante la Chiesa) si esibiranno i diciotto componenti del gruppo Roma Napoli andata e ritorno, del tenore Christian Moschettino, col loro collaudatissimo spettacolo “dal Vesuvio al Cupolone”. Sabato, sarà il giorno dedicato al gruppo Radio Freccia, con canzoni ispirate al cantante Luciano Ligabue. Mentre la vigilia di ferragosto, domenica, sul palco del gabbiano salirà la VR Band, che eseguirà canzoni del rocker Vasco Rossi. Il giorno di ferragosto, invece, sarà dedicato alle dolci note della musica classica napoletana, con Gianni Mobilya e la Tammuriata band. Gli eventi si concluderanno con la processione marittima della statua della Madonna del Mare e i classici fuochi d’artificio esplosi sulla spiaggia di fronte al porto.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-6942529789580057488?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/6942529789580057488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=6942529789580057488' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6942529789580057488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6942529789580057488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/08/ferragosto-castelvolturno.html' title='Ferragosto a castelvolturno'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1221423612858712586</id><published>2011-08-16T11:31:00.000-07:00</published><updated>2011-08-16T11:34:20.512-07:00</updated><title type='text'>Ieri i sigilli al centro commerciale</title><content type='html'>23 Luglio 2011 &lt;br /&gt;È stato il frastuono dell'elicottero in volo sulla via Domiziana a dare il buongiorno alla gente del Villaggio Coppola e a quelli di via Veneto. Il velivolo della Guardia di Finanza ha iniziato a sorvolare incessantemente l'area del centro commerciale dalle 9. Quindici minuti dopo, nel parcheggio del Giolì hanno fatto irruzione numerose vetture della Guardia di Finanza. Dai veicoli sono scesi almeno cento agenti in divisa grigio-verde che si sono diretti in parte nei numerosi negozi della galleria, che avevano appena aperto al pubblico, e in parte negli uffici del terzo piano della struttura commerciale dove si trova la dirigenza del centro, e qui sono rimasti per tutta la giornata. Ovviamente si sono registrati momenti di stupore e anche a tratti angoscia fra i gestori delle varie attività e il personale del Giolì.&lt;br /&gt;Ai vari negozianti della galleria, circa una quarantina, sono state chieste informazioni sulle titolarità delle gestioni; gli agenti hanno annotato i dati, chiesto di poter visionare le carte contabili e quelle statutarie; poco dopo sono andati via, senza rilasciare alcuna notifica. «Attendevamo con grosse speranze l'arrivo dell'estate e che arrivassero più clienti, affinché potessimo sistemare parte dei bilanci delle nostre attività – ha commentato amareggiato il gestore di un negozio della galleria – invece, è piombata la Guardia di Finanza per controllare se avessimo contatti con i camorristi. Tutto questo è assurdo». In ogni caso, i negozi della galleria risultano essere ancora tutti aperti al pubblico; il centro commerciale, in pratica, non ha chiuso, nonostante la società che ha realizzato e che gestisce la struttura sia stata sequestrata dai finanzieri.&lt;br /&gt;Centro Commerciale GioliIl Giolì fu inaugurato con una gran festa alla presenza del primo cittadino del posto, Antonio Scalzone, nel mese di aprile dello scorso anno, poche settimane dopo le elezioni per il rinnovo dell'amministrazione comunale. E il centro commerciale di fronte al Villaggio Coppola fu a tutti gli effetti il protagonista della campagna elettorale che precedette quelle elezioni. Quasi tutti i candidati in lizza, infatti (in maniera trasversale fra quasi tutti i partiti), si schierarono apertamente per la sua apertura, ostacolata dalle norme comunali al commercio che non prevedevano l'apertura di una struttura simile nell'area dove si trova. Secondo l'accordo di programma sottoscritto nel 2003, infatti, a Castelvolturno sarebbero dovuti nascere due centri commerciali, entrambi realizzati dalle società del Consorzio Rinascita. Una terza struttura, quindi, non era assolutamente prevista. Per questo motivo, la società che ha realizzato il Giolì chiese ed ottenne dal Comune litoraneo soltanto una licenza per la realizzazione di un impianto produttivo, e non commerciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A febbraio del 2010, però, un esercito di quasi mille persone marciò dal Giolì ancora chiuso alla casa comunale in piazza Annunziata, chiedendo l'apertura del centro a tutti i costi, perché secondo loro avrebbe dato lavoro centinaia di disoccupati del posto. Anche la passata amministrazione, quella turbolenta del magistrato Francesco Nuzzo, rischiò di sciogliersi più volte, a causa delle continue forzature che alcuni consiglieri comunali proponevano per l'apertura del centro, chiedendo la modifica del piano commercio. L'inchiesta di ieri che ha portato al sequestro della società che gestisce il Giolì, in ogni caso, farà chiarezza sulle singole responsabilità. Anche se gran parte della storia del centro commerciale è già raccontata nelle seicento pagine dell'impianto accusatorio della direzione distrettuale antimafia di Napoli che lo scorso novembre portò all'arresto di tre persone e al coinvolgimento di quarantuno fra amministratori politici, pubblici ufficiali e dipendenti comunali di Castelvolturno, tutti accusati di associazione a delinquere e a vario titolo di aver favorito il clan camorristico dei casalesi. Indagati anche, per abuso d'ufficio, i sindaci Francesco Nuzzo e Antonio Scalzone. Per permettere l'apertura del Giolì, secondo quell'inchiesta, furono violate numerose norme sia civili, sia penali; ci fu corruzione, concussione e anche una tangente di circa duecentomila euro. Intanto, questa sera nella piazzetta del Giolì, Guardia di Finanza permettendo, c'è in programma una lezione gratuita di tango argentino. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1221423612858712586?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1221423612858712586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1221423612858712586' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1221423612858712586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1221423612858712586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/08/ieri-i-sigilli-al-centro-commerciale.html' title='Ieri i sigilli al centro commerciale'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-8371661670821747012</id><published>2011-07-07T09:01:00.000-07:00</published><updated>2011-07-07T09:02:14.584-07:00</updated><title type='text'>Accoltella il tunisino che gli ruba le scarpe</title><content type='html'>06/07/2011&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Castel Volturno. È la miseria, quella più stringente, la protagonista della tragedia sfiorata l’altra sera a Pinetamare. I fatti, ricostruiti dai carabinieri della locale stazione, parlano di un immigrato keniota di sessantaquattro anni senza fissa dimora, che da qualche settimana vive in un immobile abbandonato di via Tigli, derubato da un tunisino di un paio di scarpe. L’uomo si accorge del furto al suo rientro nella villa di via Tigli. Immediatamente è assalito dall’ira. Impugna un coltello da cucina con una lama lunga ben trentuno centimetri e va alla ricerca del ladro. I coinquilini, anche per non essere sospettati del furto, immediatamente gli indicano il responsabile. Lui lo incrocia poco dopo per strada. Il tunisino ai piedi porta proprio le scarpe da poco rubate. Inizia fra i due una furiosa lite. Il keniota riesce anche a recuperare le sue scarpe, ma prima di andare via sferra un fendente al suo rivale. Il coltello resta infilzato sotto la scapola del tunisino, che si accascia al suolo in una pozza di sangue. Il keniota scappa, gli altri immigrati avvisano i soccorsi. Il nordafricano è trasferito dal 118 alla clinica Pinetagrande, dove è tutt’ora ricoverato in prognosi riservata, ma non rischia la vita. I carabinieri, invece, trovano il keniota e lo arrestano con l’accusa di lesioni gravi. Con lui ha le scarpe che le sono state rubate poco prima. v.a. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-8371661670821747012?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/8371661670821747012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=8371661670821747012' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8371661670821747012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8371661670821747012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/07/accoltella-il-tunisino-che-gli-ruba-le.html' title='Accoltella il tunisino che gli ruba le scarpe'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4209743977629258908</id><published>2011-07-07T08:59:00.000-07:00</published><updated>2011-07-07T09:01:11.056-07:00</updated><title type='text'>Un bus tra Pinetamare e Licola, c'è la proposta</title><content type='html'>06/07/2011&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. Soltanto chi almeno una volta nella sua vita ha utilizzato (oppure, ha provato a farlo) l’autobus di linea che dalla Domitiana porta a Napoli e viceversa, può percepire l’utilità della nuova linea proposta dall’amministrazione comunale di Castel Volturno e che a breve sarà allo studio negli uffici della dirigenza dell’Azienda casertana di mobilità: la linea che dovrebbe collegare Pinetamare e Licola. Per l’esattezza, si tratta dell’arretramento del capolinea dell’autoservizio che attualmente già collega Caserta a Pinetamare, e che dovrebbe arrivare fino alla stazione della circumvesuviana nel territorio di Pozzuoli. La corsa, quindi, si dovrebbe allungare di circa venti chilometri. Quest’estensione permetterebbe di alleggerire notevolmente il traffico di passeggeri che si registra soprattutto la mattina sull’unica corsa attualmente presente, quella della Ctp con il famigerato M1. Questa linea da oltre enti anni, è presa letteralmente d’assalto da lavoratori e studenti sin dalle prime ore del giorno. Un esercito di pendolari (fra i quali migiaia di immigrati) che proprio all’altezza di Pinetamare ingrossa gli autobus, che diventano appunto stracolmi creando grossi disagi oltre che per i passeggeri, anche per il personale dell’azienda napoletana di mobilità stradale. Spesso capita ai pendolari fermi sulle banchine in attesa dei pullman, di vedere sfrecciare il loro mezzo senza che si fermi per permettere la salita, perché troppo carico. Gli autisti cercano di fare il loro possibile per lenire i disagi, viaggiando spesso anche con più passeggeri di quanto sia consentito. Il numero di quelli in piedi spesso supera quello dei viaggiatori seduti. E in queste delicate circostanze è oltremodo complicato controllare la regolarità degli abbonamenti e dei biglietti; con la conseguenza che gran parte dei passeggeri viaggia impunitamente senza aver pagato la corsa, creando un grosso danno economico all’azienda. Ma questi problemi potrebbero essere risolti a breve, se l’Acms riuscirà a recuperare le somme necessarie all’arretramento del capolinea di Pinetamare. La provincia di Caserta, socio di maggioranza dell’Acms, ha già approvato la variazione. Ma la data di partenza non è ancora certa. Lo spostamento del capolinea, infatti, sarà discusso durante il periodico studio d’esercizio previsto dai vertici dell’Acms il prossimo 15 luglio. «Sarà la provincia di Caserta – ha sottolineato il direttore d’esercizio, Eliseo Cuccaro – che dovrà indicarci i chilometri di corsa da tagliare su quelli previsti in aumento per arrivare fino a Licola. Ma ad oggi – ha aggiunto il dirigente dell’Acms - non possiamo dare ancora per certa la data di partenza del nuovo servizio; questo sarà possibile solo dopo la riunione del 15». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4209743977629258908?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4209743977629258908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4209743977629258908' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4209743977629258908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4209743977629258908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/07/un-bus-tra-pinetamare-e-licola-ce-la.html' title='Un bus tra Pinetamare e Licola, c&apos;è la proposta'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-496682394296495622</id><published>2011-07-07T08:58:00.000-07:00</published><updated>2011-07-07T08:59:53.965-07:00</updated><title type='text'>"Ridateci Mina, ha bisogno di cure e del nostro amore"</title><content type='html'>05/07/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Quattro strutture sanitarie e tre socio assistenziali. È un vero e proprio calvario quello che sta patendo Mina, una bambina del centro litoraneo di nove anni e mezzo nata con gravi disturbi psicomotori e protagonista di un’involontario peregrinare da una struttura all’altra, iniziato lo scorso 24 marzo. Quando il papà, Salvatore Palomba, dopo aver accompagnato la moglie (e mamma di Mina) al pronto soccorso per dei forti dolori intestinali, mentre la donna è in camera operatoria, la lascia nella stanza degli affari sociali del suo Comune, Castel Volturno, chiedendo ai funzionari di assisterla. Tornato dopo qualche ora, l’uomo, anziché la bambina, trova i carabinieri e una denuncia per abbandono di minore. Quest’atto, poi, si trasforma nella perdita della patria podestà per entrambi i genitori con sentenza del tribunale dei minori. Mina in tutti questi cento giorni è trasferita da una struttura all’altra, situate in tre diverse province; ma nessuno di questi centri è risultato idoneo per curare le sue patologie. Venerdì scorso, poi, l’ultimo trasferimento, presso una comunità di tipo “famiglia” di Giugliano. Qui sono immediatamente sorti forti contrasti fra i genitori di Mina e i titolari della struttura, culminati con la decisione di questi ultimi di acconsentire solo una visita settimanale di due ore per Salvatore e Anna alla loro figlia. Intanto, i genitori di Mina, che per il tribunale dei minori potranno riavere la figlia solo dopo aver trovato una nuova casa e un lavoro stabile, hanno protocollato delle formali denunce alle forze dell’ordine contro la magistratura e i funzionari del Comune di Castel Volturno, ritenuti responsabili di sequestro di persone e tentato omicidio ai danni della loro figlia, che dallo scorso maggio ha interrotto la riabilitazione e i cui valori dell'emoglobina sono in continua ascillazione. Dall’ufficio affari sociali chiariscono di aver fatto il possibile per la famiglia Palomba e che la situazione è precipitata soprattutto per il carattere irruente di Salvatore. Intanto, Mina, nata con una forte tetra paresi spastica (oltre che ipovedente, col piede equino e con lo spostamento dell’anca), non capisce perché è stata portata via da casa sua e non può farvi rientro. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-496682394296495622?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/496682394296495622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=496682394296495622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/496682394296495622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/496682394296495622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/07/ridateci-mina-ha-bisogno-di-cure-e-del.html' title='&quot;Ridateci Mina, ha bisogno di cure e del nostro amore&quot;'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-6966289921352232291</id><published>2011-07-05T01:57:00.000-07:00</published><updated>2011-07-05T01:59:17.834-07:00</updated><title type='text'>Il campo è gratis, parola di Muli</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-iEWOauZFTok/ThLSX6rEIBI/AAAAAAAAAXc/k7-4PMLE0V0/s1600/muli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-iEWOauZFTok/ThLSX6rEIBI/AAAAAAAAAXc/k7-4PMLE0V0/s320/muli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625790192867876882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;02/07/2011&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;Di fronte alle inefficienze dei pubblici amministratori c’è chi si indigna, sbuffa e poi critica la classe politica. Ma c’è anche chi dopo aver fatto tutte queste cose, si rimbocca le maniche e prova autonomamente a risolvere il problema, o almeno parte di esso. E così che dopo molti anni di assenza totale di basket, anche a Pinetamare si può tornare a lanciare la palla nel fatidico cesto. Esattamente otto anni fa chiuse per manutenzione la palestra della scuola media dove praticavano questo sport centinaia di giovani, e ancora oggi la struttura è inesorabilmente inagibile. Anche i tre campi all’aperto della zona per diverse ragioni sono spariti. Mentre tre anni fa per motivi oscuri alla collettività chiuse i battenti anche il palazzetto di via occidentale. Da oggi, però, nuovamente pantaloncini corti e canotta, perché finalmente, sarà inaugurato un nuovo campo di basket, il «Muli-playground». Una struttura sportiva nata a due passi dal mare nel parco del Royal Residence dalla buona volontà di alcuni giovani di Pinetamare, uniti nell’associazione culturale Villaggi Globali. I Muli (così come si autodefiniscono i volontari dell’associazione) sono riusciti a fare in brevissimo tempo quello che in anni non hanno fatto gli enti locali; peraltro, senza chiedere alcun finanziamento pubblico: si sono autotassati, hanno poi chiesto aiuto a tutte le altre associazioni della zona e a singoli cittadini, e un po’ tutti hanno contribuito. È così che in meno di un mese un angolo del territorio di Castel Volturno che era abbandonato al degrado è stato recuperato ed è nato il nuovo campo di basket. Ad inaugurare questa mattina alle 12 la struttura ci sarà un telecronista sportivo di Sky, icona della pallacanestro nazionale Flavio Tranquillo e un giudice della Dda di Palermo Mario Conte. Saranno loro a fare il primo tiro; subito dopo il Muli-playground poi sarà a disposizione di chiunque, gratuitamente. «Qualche giorno fa – racconta uno dei muli – mentre stavamo per ultimare il campo, un gruppo di ragazzini ci ha chiesto se poteva fare dei tiri e noi ovviamente abbiamo acconsentito. Fra loro, abbiamo riconosciuto una coppia di adolescenti che un paio di giorni prima per ingannare i monotoni pomeriggi castellani tirava pietre agli immigrati. Adesso, invece, hanno la possibilità di fare dello sport». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-6966289921352232291?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/6966289921352232291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=6966289921352232291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6966289921352232291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6966289921352232291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/07/il-campo-e-gratis-parola-di-muli.html' title='Il campo è gratis, parola di Muli'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-iEWOauZFTok/ThLSX6rEIBI/AAAAAAAAAXc/k7-4PMLE0V0/s72-c/muli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-862537327630699797</id><published>2011-07-05T01:55:00.000-07:00</published><updated>2011-07-05T01:56:47.007-07:00</updated><title type='text'>Turismo e riqualificazione: intesa per il litorale domizio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8D5Qhvv-L_g/ThLRxorvnSI/AAAAAAAAAXU/JaRmyVd4LY4/s1600/HE10_3003.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 172px; height: 196px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-8D5Qhvv-L_g/ThLRxorvnSI/AAAAAAAAAXU/JaRmyVd4LY4/s320/HE10_3003.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625789535203859746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;30/06/2011&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Prevista la ristrutturazione di un bene confiscato, che diventerà sede del Cirm  &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;Per gran parte dell’opinione pubblica il territorio a sud del litorale domizio è già compromesso, condannato da una speculazione edilizia che negli anni ’60 e ’70 senza alcun coordinamento ha cementificato intere aree, e dalle ecomafie che nel ventennio successivo qui hanno smaltito illegalmente rifiuti speciali e industriali. Eppure, c’è ancora chi crede che Castelvolturno possa rappresentare un modello di sviluppo turistico capace di fare da volano per l’economia dell’intera Regione Campania. Parte da questo presupposto il protocollo d’intesa firmato ieri mattina nel municipio del Comune castellano fra l’amministrazione comunale e Centro Interdipartimentale Ricerca e Management della Seconda Università degli Studi di Napoli. Con la firma, in pratica, è nato a Castelvolturno un «Centro di monitoraggio pedometrico e ambientale per la tutela del suolo e dell’ambiente, la qualità delle agro produzioni e per la valorizzazione dell’intero territorio». Il neo costituito centro avrà una sua sede in un bene confiscato alla criminalità organizzata, messo a disposizione dal Comune, in via Mezzagni. La durata del progetto, invece, è di cinque anni. In tutto questo periodo, i tecnici del Cirm analizzeranno i suoli, l’aria e soprattutto le acque del territorio di Castelvolturno. Mentre i fondi necessari alla gestione saranno reperiti dai Pon sull’ambiente. «La nascita di un organismo che facesse chiarezza una volta per tutte in maniera inequivocabile della salute del nostro territorio – ha spiegato il sindaco del posto, Antonio Scalzone, è fondamentale per il rilancio socioeconomico del nostro paese. Perché più volte – ha aggiunto il primo cittadino - sono stati diffusi i risultati di analisi effettuate da diversi organismi sul nostro territorio che erano in controtendenza fra loro. Ma, soprattutto, è stata l’interpretazione degli stessi risultati, senza le dovute capacità tecniche, che ha ingenerato dubbi e talvolta anche allarmismi rivelatisi ingiustificati nell’opinione pubblica». Il Cirm, quindi, nella volontà dell’amministrazione comunale, dovrebbe garantire sulla buona salute del territorio domizio e soprattutto rassicurare che Castelvolturno è ancora un luogo dove è possibile progettare e investire. Gli stessi tecnici del Cirm avranno la propria sede operativa nella zona ritenuta la più inquinata dell’intera costa, l’area dei cosiddetti «laghetti». Si tratta di una superficie di quattrocento ettari (oltre quattrocento campi di calci) nell’entroterra al confine coi Comuni di Villa Literno e Cancello Arnone, dove negli anni ’80 e ’90 è stata condotta una dissennata e in alcuni casi illegale attività di estrazione. Gli stessi laghetti (ventisette) non sono altro che delle cave dismesse utilizzate per estrarre sabbia da immettere nel mercato dell’edilizia. Col tempo queste cave abbandonate si sono riempiete di acqua piovana e di falda. Ma c’è anche il sospetto che in questi invasi siano stati smaltiti anche rifiuti industriali. Eppure, le analisi condotte negli ultimi quattro anni dall’Arpac, dal ministero dell’ambiente e dall’ Università di Napoli porterebbero ad escludere che ci sia un reale rischio per la salute umana. Peraltro, in quest’area, l’Hippo Kampos Resort, la società che ha messo in contatto il Comune di Castelvolturno e il Cirm, ha già recuperato tre ex cave e realizzato un villaggio turistico su un’area di trenta ettari. Lo stesso coordinatore del Cirm, il professor Andrea Buondonno, ha sottolineato che «i valori d’inquinamenti rilevati in tutto il territorio di Castelvolturno sono assolutamente scarsi e ben sotto la soglia minima di tollerabilità stabilita dal ministero del’ambiente. In pratica, il litorale domizio – ha continuato il coordinatore – eccetto quelle aree dove ci sono delle discariche di rifiuti abusivi ben identificate dall’Arpac e su cui ha ampiamente lavorato la procura di Santa Maria Capua Vetere, è pulito». Ma il professor Buondonno ha tenuto a precisare anche che i valori da lui analizzati si riferiscono alle tabelle per uso commerciale dei suoli e delle acque, e quindi per l’utilizzo turistico delle stesse zone. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-862537327630699797?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/862537327630699797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=862537327630699797' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/862537327630699797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/862537327630699797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/07/turismo-e-riqualificazione-intesa-per.html' title='Turismo e riqualificazione: intesa per il litorale domizio'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8D5Qhvv-L_g/ThLRxorvnSI/AAAAAAAAAXU/JaRmyVd4LY4/s72-c/HE10_3003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3766907230496638342</id><published>2011-07-05T01:52:00.000-07:00</published><updated>2011-07-05T01:54:27.464-07:00</updated><title type='text'>"Via i profughi dal nostro paese"</title><content type='html'>29/06/2011&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il sindaco Scalzone scrive a Maroni e a Caldoro: "Abbiamo già dato fin troppo".&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Sono arrivati sul litorale domizio lo scorso lunedì. Neanche il tempo di capire dove si trovano e questa mattina, con molta probabilità, i cinquanta immigrati ospitati dallo Sporting Hotel partiranno nuovamente, verso una destinazione non ancora nota. Si tratta di un gruppo di immigrati provenienti dalle regioni del centro Africa, in prevalenza dal Mali, dal Senegal e dallo Zambia; sono quasi tutti giovanissimi, fra loro ci sono anche alcune donne e bambini (fra cui cinque neonati). Sono sbarcati poche settimane fa sulle coste siciliane, e sono risaliti dalla Regione insulare fino al litorale domizio. Lavoravano e vivevano tutti serenamente in Libia; da qui, però, sono scappati appena iniziati gli scontri armati nel Paese nordafricano. Per loro, l’Opcm, l’organismo del ministero degli interni preposto a fronteggiare lo stato d’emergenza umanitaria nato in relazione all’eccezionale afflusso di nuovo cittadini extracomunitari, aveva trovato ospitalità presso la struttura alberghiera di Castelvolturno, e aveva stipulato un regolare contratto col gestore dello Sporting, il Gruppo Family srl. L’ospitalità doveva essere a tempo indeterminato; ma una copia della convenzione fra Opcm e l’albergo è stata inviata anche per conoscenza all’amministrazione comunale del luogo, che appena è venuta a conoscenza della situazione ha formalizzato il proprio dissenso. «Castelvolturno in termini di accoglienza di immigrati e in qualità di territorio dove risolvere le numerose emergenze regionali – ha scritto il sindaco del centro domiziano, Antonio Scalzone – ha già dato fin troppo». La missiva è stata inviata oltre che all’Opcm, anche al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, al ministro degli interni, Roberto Maroni, e alla questura e alla prefettura di Caserta. Il primo cittadino di Castelvolturno, senza usare eufemismi e mezze misure ha chiarito di non gradire sul proprio territorio l’arrivo di nuovi immigrati, seppure ospitati in maniera temporanea. «La scelta sciagurata di spedire qui sul litorale domizio altro disagio – si legge nella lettera – si accompagna a una serie di grandi responsabilità che non ci sentiamo di dividere, perché si tratta di una decisione che non condividiamo e che contestiamo fortemente». Una chiusura netta, quindi, che non lascia spazio a margini di trattativa e collaborazioni, e che evidentemente è stata recepita dai vertici dell’organismo del ministero degli interni preposto alla gestione dell’emergenze. Ieri, infatti, una nuova lettera inviata a mezzo fax al gestore dello Sporting Hotel a firma della protezione civile della Regione Campania chiariva che l’ospitalità degli immigrati allo Sporting Hotel non sarebbe durata più di due giorni. «Per motivi di carattere organizzativo revochiamo la convenzione con la vostra struttura». Poche righe concluse con l’indicazione che i nuovi trasferimenti sarebbero stati immediati. Eppure, la Caritas di Capua che ieri mattina era andata a fare visita agli immigrati era certa che il nucleo di profughi si sarebbe trattenuto a Castelvolturno almeno fino al prossimo Natale. Ma l’amministrazione comunale domiziana ieri sera già si rallegrava del fatto che i nuovi immigrati fossero in procinto di ripartire. «Pericolo sventato» è stato il commento del sindaco Antonio Scalzone. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3766907230496638342?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3766907230496638342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3766907230496638342' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3766907230496638342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3766907230496638342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/07/via-i-profughi-dal-nostro-paese.html' title='&quot;Via i profughi dal nostro paese&quot;'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-8492876786210428414</id><published>2011-06-27T04:55:00.000-07:00</published><updated>2011-06-27T04:56:39.154-07:00</updated><title type='text'>Bimbo cade in un pozzo: è salvo</title><content type='html'>27/06/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Ha rischiato di morire a tre anni e mezzo dopo essere caduto in un pozzo artesiano. A Mondragone, a pochi passi dall’Agnena, si è rischiata la tragedia. A evitarla i vigili del fuoco, che hanno estratto il piccolo precipitato per un’altezza di quattro metri in un pozzo profondo quindici e che è identico a quello di Vermicino dove una trentina di anni fa perse la vita, a dieci anni, Alfredino Rampi. Sono circa le 19, quando, Nicola, mentre i genitori, braccianti agricoli, sono impegnati a coltivare un fondo agricolo, in località Mazzafarro, ai confini con i territori di Castelvolturno e Cancello Arnone, gioca con il fratellino di poco più grande di lui. I due bambini, come ricostruito dai vigili del fuoco, si sono avvicinati nella zona dove c’è un pozzo dal diametro di appena quaranta centimetri. Il piccolo vi cade dentro, e fortunatamente, si ferma dopo quattro metri per la presenza di alcuni tubi. È incastrato. Il fratellino piange e allerta i genitori, che sgomenti cercano vanamente di tirarlo fuori. Sono entrambi sotto choc ma riescono ad allertare l’intervento dei soccorsi. Dalla vicina caserma arrivano due squadre dei vigili del fuoco, che riescono a estrarre e salvare il bambino. Nicola è spaventato, piange, ma è salvo. L’ambulanza del 118 lo accompagna all’ospedale di Sessa Aurunca per accertamenti. Nicola, che, non riporta ferite, può tornare a casa e trascorrere la notte con la famiglia. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-8492876786210428414?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/8492876786210428414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=8492876786210428414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8492876786210428414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8492876786210428414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/06/bimbo-cade-in-un-pozzo-e-salvo.html' title='Bimbo cade in un pozzo: è salvo'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3764195897654732923</id><published>2011-06-27T04:53:00.000-07:00</published><updated>2011-06-27T04:55:14.527-07:00</updated><title type='text'>Beni confiscati da ristrutturare, Sos a Caldoro</title><content type='html'>5/06/2011   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Con oltre cento abitazioni sequestrate, Castel Volturno è uno dei centri in Italia dove c’è una delle più alte concentrazioni di beni immobili sottratti alle criminalità organizzata. Tuttavia, nel territorio domiziano la questione non è mai stata d’attualità come in questi ultimi giorni. Nonostante gran parte di questi immobili, infatti, sia stata già confiscata, non è ancora entrata nel circuito del riuso sociale e versa in stato di completo abbandono. A tal proposito ieri il sindaco di Castelvolturno, Antonio Scalzone, ha scritto al presidente della Regione, Stefano Caldoro, affinché palazzo Santa Lucia finanzi la ristrutturazione di queste case. È stata completamente ristrutturata a spese dei volontari della Jerry Masslo, invece, una villa confiscata alla camorra in località Baia Verde che fu affidata l’anno scorso all’associazione del presidente Renato Natale. Qui è stato istituito un presidio per le donne vittime di tratta e avviato un corso di cucito per persone in difficoltà, il tutto senza godere di alcun finanziamento pubblico. Due settimane fa, però, Raffaele De Crescenzo, l’assessore al patrimonio del Comune di Castelvolturno, ha chiesto alla Masslo la restituzione delle chiavi dell’immobile, perché a seguito di un’ispezione ordinaria dei vigili urbani è risultato che al suo interno non si svolgesse alcun tipo di attività. Numerosi sono stati gli attestati di stima e solidarietà avuti dalla Jerry Masslo negli ultimi giorni; contestualmente sono piovuti una lunga serie di attacchi all’amministrazione comunale, accusata di non essere sensibile alla lotta alla camorra. La risposta del sindaco Scalzone non si è fatta attendere, ed è arrivata durante una specifica conferenza stampa. «La camorra la combatto quotidianamente svolgendo il compito istituzionale di primo cittadino di Castelvolturno – ha sottolineato il sindaco – i professionisti della legalità che utilizzano attualmente i beni confiscati, invece, ritengono di essere gli unici a farlo. E chi non condivide a pieno le loro idee è tacciato di essere un connivente della camorra, e questo non lo consento». Non si sente scalfito dalle parole di Scalzone, il presidente della Masslo Renato Natale, il quale ha chiarito che la villa di Baia Verde fu affidata alla sua associazione dal commissario prefettizio, e solo con una delibera di giunta potrebbe essere messo in discussione quell’atto. «La richiesta di restituzione del bene da parte di un singolo assessore – chiarisce Natale – non ha alcun valore giuridico. Pertanto, restiamo sereni e continuiamo le nostre attività a Baia Verde». E qualora la giunta intera di Castelvolturno si esprimesse a favore della restituzione del bene? «A questo punto – fa sapere il presidente Natale – impugneremo l’atto dinanzi al Tar». Ma Scalzone ce ne ha anche per il Festival dell’Impegno Civile, organizzato sempre sui beni confiscati alla camorra. «La tappa del 2 luglio si svolgerà su di un bene di Castelvolturno – sottolinea il sindaco - ciononostante gli organizzatori non hanno ritenuto opportuno invitare il primo cittadino. Questa è una chiara macchinazione politica contro di me a cui risponderò adeguatamente». La richiesta di restituzione di Casa Alice a Baia Verde è evidentemente una di queste risposte. Gli organizzatori del festival, però, hanno chiarito di aver chiesto già da tempo al Comune di Castelvolturno il patrocinio per l’evento, e che quindi il sindaco era stato avvisato. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3764195897654732923?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3764195897654732923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3764195897654732923' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3764195897654732923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3764195897654732923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/06/beni-confiscati-da-ristrutturare-sos.html' title='Beni confiscati da ristrutturare, Sos a Caldoro'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-6868565135025308115</id><published>2011-06-20T02:21:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T04:55:11.948-07:00</updated><title type='text'>Travolto dalle onde sotto gli occhi della fidanzata</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-C-IiX9pXf0E/Tf8RWArdniI/AAAAAAAAAXM/6WIwtYDodBI/s1600/DSC03395.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-C-IiX9pXf0E/Tf8RWArdniI/AAAAAAAAAXM/6WIwtYDodBI/s320/DSC03395.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620229929818758690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20/06/2011  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il ragazzo si era tuffato nonostante il mare grosso, per ritrovare il pallone.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;Un pallone vola in acqua, un tuffo in mare. E anche se la palla è a pochi metri dalla riva, non si tratta di una leggerezza, ma di una vera e propria imprudenza. Pochi secondi e si materializza la tragedia: i due ragazzi sono immediatamente risucchiati dalla corrente che li trascina al largo di almeno venti metri. Gennaro riesce ad aggrapparsi ai vicini scogli, e si salva. Il suo amico del cuore, invece, è risucchiato dal mare agitato e si perde tra le alte onde e la schiuma che le stesse producono al contatto con la scogliera nera. Il suo nome è Luigi Rosato, aveva appena venti anni. I parenti e gli amici lo chiamano semplicemente Gino; e urleranno questo nome per tutto il pomeriggio di ieri, in preda alla disperazione, dalla riva del lido Arcobaleno a Pinetamare, guardando inutilmente in direzione del mare le operazioni di ricerca dei vigili del fuoco e dei carabinieri. L’elicottero dei militari dell’Arma sorvola la costa per un paio d’ore, dopodiché riesce ad individuare il corpo; si trova ancora alla punta della scogliera, probabilmente è incagliato fra i massi. Ma viene deciso di non intervenire per recuperalo. Il ventenne è già privo di vita ed è troppo pericoloso per i sommozzatori recuperare la salma. Alle 19 le operazioni si interrompono. I sub del nucleo dei vigili del fuoco escono dal mare e vanno via. In acqua resta soltanto la motovedetta della capitaneria di porto in attesa che il mare restituisca il corpo di Gino. Il giovane, residente a Casalnuovo, popoloso paese a nord di Napoli, era arrivato sulla spiaggia di Castel Volturno alle 13. Insieme a lui, oltre all’amico Gennaro, c’erano le rispettive fidanzate. Sull’arenile ad attenderli c’erano già i parenti di una delle due ragazze. I giovani scartano immediatamente i panini che si erano portati a sacco; consumano la colazione e poi si sdraiano al sole per la prima tintarella di stagione. Il mare è troppo agitato per fare il bagno. Su tutti i lidi del litorale domizio sventola forte la bandiera rossa. Alle 15 il gruppo di amici decide di giocare a pallone nei pressi del bagnasciuga. Pochi palleggi e la palla vola in acqua. A questo punto la tragedia. I bagnini dello stabilimento balneare notano i due ragazzi in acqua, e li invitano a tornare a riva. «Un solo tuffo – gridano – e saliamo». Purtroppo, pochi secondi dopo un’impietosa corrente trascina entrambi. I bagnini si rendono conto immediatamente del pericolo e mettono in acqua il pattino di salvataggio. Ma le onde sono troppo alte. Il mare è molto agitato e la piccola imbarcazione rischia anche di capovolgersi. I due giovani in preda al panico gridano aiuto sotto gli occhi atterriti di un paio di centinaia di bagnanti. Gennaro riesce ad aggrapparsi alla scogliera. Perde sangue da una gamba, ed è in evidente stato di choc. Di Gino, invece nessuna traccia più. Venti minuti dopo arriva nella acque di Pinetamare la motovedetta della capitaneria di porto di Ischia; il cielo è iniziato a sorvolare dall’elicottero dei carabinieri. Sulla riva si preparano a immergersi i sub del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Napoli. Le ricerche si fanno immediatamente serrate. Tutti, però, sanno che per purtroppo Gino non c’è più niente da fare. Alle 19 la triste notizia del ritrovamento del corpo privo di vita è data anche ai suoi parenti accorsi in tanti sulla spiaggia di Pinetamare. In questo m omento il dolore si trasforma in scoramento. La fidanzata di Gino, che abbraccia i suoi pantaloncini di jeans, quasi sviene. Il papà urla disperato alzando le braccia al cielo. L’annegamento di ieri apre in maniera drammatica la stagione estiva per il litorale domizio. Lo scorso anno, durante l’estate del 2010 sulle spiagge di Castel Volturno non si era registrato alcun caso di annegamento. Molti, al contrario erano stati i salvataggi cosiddetti miracolosi di bagnanti che stavano perdendo la vita in acqua. Anche per questo sull’arenile, durante le operazioni di ricerca di ieri, qualcuno si lamentava del fatto che il porticciolo del posto resti ancora chiuso. «Quando era aperto il molo San Bartolomeo – denuncia un bagnino del lido– le imbarcazioni della capitaneria di porto intervenivano immediatamente per qualsiasi tipo di pericolo. Oggi, invece, la prima imbarcazioni è arrivata sul luogo della tragedia mezz’ora dopo che è stato lanciato l’allarme». Probabilmente, anche se i soccorsi fossero arrivati anche cinque minuti dopo l’Sos non sarebbe stato possibile salvare la vita di Gino. Ieri il mare era troppo agitato. Ma per i suoi parenti, amici e per coloro che hanno assistito dalla spiaggia alla morte in diretta, il ritardo dei soccorsi ha inciso in maniera fondamentale. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-6868565135025308115?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/6868565135025308115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=6868565135025308115' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6868565135025308115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6868565135025308115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/06/blog-post.html' title='Travolto dalle onde sotto gli occhi della fidanzata'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-C-IiX9pXf0E/Tf8RWArdniI/AAAAAAAAAXM/6WIwtYDodBI/s72-c/DSC03395.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-6570353740364697436</id><published>2011-06-20T02:17:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T02:21:40.423-07:00</updated><title type='text'>Lacrime, dolore e rabbia. L'addio alla piccola Mary</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xJCHMKFbEiM/Tf8Qc3wd6iI/AAAAAAAAAXE/IPosE9AuKxc/s1600/DSC03362.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xJCHMKFbEiM/Tf8Qc3wd6iI/AAAAAAAAAXE/IPosE9AuKxc/s320/DSC03362.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620228948171287074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18/06/2011&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Sfiorata la rissa fra i ghanesi. accuse alla moglie del padre&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato La bara bianca col corpicino di Mary Morad, la bambina di sette anni uccisa sabato 11 giugno mentre giocava nel cortile di casa sua, arriva nel quartiere degli immigrati africani di Destra Volturno con oltre due ore di ritardo. Ad atternderla all’esterno della moschea dell’Imam Kamal, oltre a un deciso sole ci sono un paio di centinaia di persone. Sono quasi tutti extracomunitari delle domiziana. Di italiani ce ne sono pochi. Sotto i porticati della moschea c’è Bose Akta, la mamma naturale di Mary. Piange e si dispera. «I need my Mary» (ho bisogno della mia Mary) – dice come una cantilena. A venti metri di distanza c’è una seconda donna che anche lei porta sul volto i chiari segni di chi da una settimana non riesce a darsi pace per la drammatica fine della bambina. Si chiama Edith, è la seconda moglie del papà di Mary, peraltro incinta di due mesi. È seduta sotto i portici di un condominio accanto alla moschea; qui trova riparo dal sole, che a Destra Volturno in questa giornata di dolore picchia decisamente forte, ma non dalle invettive di due amiche di mamma Bose, che l’accusano di non essere riuscita a proteggere Mary, di essere responsabile della drammatica fine della bambina. Il suo pianto, a questo punto, si trasforma in scoramento; Edith quasi sviene. Probabilmente saranno i sensi di colpa, perché Mary era sotto la sua custodia quando si è verificata la tragedia. Il papà non era in Italia sabato scorso. Era volato in Africa per lavoro. Lui, Victor Morad, tornato appena due giorni fa, arriva alla moschea di Destra Volturno con l’auto che trasporta il feretro della bambina. Veste un abito tradizionale del continente nero. È visibilmente sotto choc. Sembra non avere neanche più la forza di piangere. Alcuni suoi connazionali lo aiutano a scendere dalla macchina e lo accompagnano nel piccolo luogo di culto dei musulmani, dove si ritira in un angolo per pregare, e qui restarà per tutto il resto dei funerali. All’esterno della moschea, invece, ricomincia un delirio. Gli immigrati mettono in scena una sommossa molto simile a quella di sabato scorso, quando bloccarono per qualche minuto l’autombulanza che trasportava il corpo di Mary. Si crea la ressa attorno all’auto funebre. Gli uomini di colore litigano fra loro, si spingono, urlano come invasati. Qualcuno viene anche alle mani. E non si capisce il motivo per il quale lo facciano, o almeno non riesce a farlo chi non conosce a fondo la cultura e le tradizioni africane. Un immigrato spiega che è il forte dolore che li spinge a comportarsi in questo modo. In pratica, è un retaggio ancestrale tipico delle comunità subsahariana. Anche i poliziotti, arrivati in borghese a Destra Volturno per i funerali. Cercano di calamre gli animi. L’imam finalmente a fatica riesce a convincere i suoi connazionali a creare un cordone sull’asfalto, proprio di fronte la moschea. La bara bianca è tirata fuori dall’auto e adagiata a terra, in direzione della Mecca. Può iniziare il momento di preghiera, che si completa dopo quindici minuti. Il feretro di Mary trova di nuovo spazio nell’auto e inizia il corteo che lo porterà al cimitero, sulla statale per Capua. Una volta giunti sul posto, riprendono gli scontri fra gli immigrati, che durano fino alla tumulazione della bara. Subito dopo, nel nuovo cimitero di Castel Volturno il silenzio più totale. Il dolore degli immigrati pare resti a questo punto sigillato nel fondo dei loro cuori. Mary, invece, viene seppellita nella città dove è vissuta fino a sette anni, prima di finire ammazzata da Osuf, ora in carcere per pagare la sua follia. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-6570353740364697436?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/6570353740364697436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=6570353740364697436' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6570353740364697436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6570353740364697436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/06/lacrime-dolore-e-rabbia-laddio-alla.html' title='Lacrime, dolore e rabbia. L&apos;addio alla piccola Mary'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-xJCHMKFbEiM/Tf8Qc3wd6iI/AAAAAAAAAXE/IPosE9AuKxc/s72-c/DSC03362.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1600461734567931230</id><published>2011-06-15T05:20:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T02:17:51.255-07:00</updated><title type='text'>Ucraina in depressione tenta di suicidarsi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5Ot39cZSmWw/Tf8QN6WWSDI/AAAAAAAAAW8/LneUWKeHiUA/s1600/varco%2Bdove%2Bbuttato%2Bbimba.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-5Ot39cZSmWw/Tf8QN6WWSDI/AAAAAAAAAW8/LneUWKeHiUA/s320/varco%2Bdove%2Bbuttato%2Bbimba.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620228691169003570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;13/06/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Castelvolturno. &lt;br /&gt;Probabilmente dal balcone di casa sua vede l’immigrato ghanese trasportare in spalla la piccola Maria grondante di sangue e scaraventarla nel canale. Poi sente, sempre dall’appartamento di via Dante dove risiede, le urla di disperazione degli immigrati che hanno capito la tragedia che si è appena consumata, le sirene dei mezzi di soccorsi, la concitazione di tutta la gente accorsa sul posto. Alle tre del pomeriggio, poi, non regge piu’ all’emotività. Scende di casa, va verso il canale dei Regi Lagni, scavalca la recinzione, mette i piedi nell’acqua, si fa il segno della croce e si dirige verso la foce. La donna e il suo bizzarro comportamento sono notati da alcuni pescatori che si trovano sulle sponde dell’invaso e che chiamano i carabinieri. Poco dopo arrivano i militari dell'arma che la salvano quando l'acqua le arrivava ormai alla gola. La donna è caricata sull’ambulanza e condotta in ospedale. Intanto, non risponde alle domande dei carabinieri; continua solo a ripetere una macabra frase: «devo morire come lei». Si tratta di una donna ucraiana di 37 anni. Le sue iniziali sono Y.O.. v.a. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1600461734567931230?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1600461734567931230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1600461734567931230' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1600461734567931230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1600461734567931230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/06/ucraina-in-depressione-tenta-di.html' title='Ucraina in depressione tenta di suicidarsi'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-5Ot39cZSmWw/Tf8QN6WWSDI/AAAAAAAAAW8/LneUWKeHiUA/s72-c/varco%2Bdove%2Bbuttato%2Bbimba.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7162864753103441052</id><published>2011-06-15T05:09:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T02:16:30.008-07:00</updated><title type='text'>Mary</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-V7A8TlQgmdc/Tf8P6OQtI5I/AAAAAAAAAW0/ALbKqySJ68w/s1600/camicia%2Bbimba.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-V7A8TlQgmdc/Tf8P6OQtI5I/AAAAAAAAAW0/ALbKqySJ68w/s320/camicia%2Bbimba.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620228352916661138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;12/06/2011&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;«Casa dei Bambini». I missionari comboniani che da venti anni operano a Castelvolturno non potevano scegliere un nome più appropriato per l’asilo che gestiscono sulla via Domiziana. Questo istituto da sette anni è il punto di riferimento per le famiglie di extracomunitari della zona. Qui dalle otto di mattina alle cinque del pomeriggio giocano, si divertono, imparano e soprattutto socializzano fra loro i figli degli immigrati del litorale domizio. A Castel Volturno asili nido pubblici non ce ne sono. E anche gli studenti che frequentano la scuola materna comunale sono in sovrannumero, quindi è difficile trovare disponibilità. Le strutture private, invece, hanno rette che molti immigrati non possono sostenere. Alla Casa del Bambino, al contrario, per i più diseredati e per gli emarginati c’è sempre posto; perché a nessuno, ancora di più se è un bambino, deve essere negata l’assistenza. Sono circa una cinquantina i pargoli che frequentano la Casa del Bambino fondata da padre Giorgio Poletti; hanno da uno a cinque anni. Fra loro per due anni c’è stata anche la piccola Maria, trucidata barbaramente ieri nel cortile di casa sua da un folle. Padre Claudio Gasbarro dei comboniani la ricorda con affetto, e poi sospira, dicendo: «i bambini fino a quando sono al nostro asilo stanno tranquilli, perché sono seguiti con attenzione. Dopo, purtroppo, in questa terra gli può capitare di tutto». L’ufficio affari sociali del Comune costiero cerca di fare il possibile per tutti i bambini della zona che necessitano di assistenza, ma il numero dei casi critici è altissimo; i fondi disponibili, al contrario, particolarmente scarsi. E allora, a scendere in campo è ancora una volta l’associazionismo. Fra le istituzioni più attive sul territorio domizio c’è l’associazione Arca e la Jerry Masslo. La prima, in una casa sequestrata alla camorra nel parco Fontana Bleu, porta avanti numerose attività per i minori, fra cui doposcuola e corsi di computer; tutti, ovviamente, gratuiti. L’associazione Jerry Masslo, invece, è quasi esclusivamente dedicata alle esigenze degli immigrati. Per loro ci sono ambulatori medici, consulenze legali e tanti altri servizi. Mentre numerosi progetti, tutti nel campo del sociale e del recupero, sono attivati dai dirigenti della stessa associazione. E si trovava proprio con i volontari dell’associazione del presidente Renato Natale la mamma naturale di Maria. Roose, questo il suo nome, è stata avvisata del triste destino capitato alla sua bambina mentre stava partecipando a un corso di cucito a «Casa Alice», un immobile di Baia Verde anche questo sequestrato alla criminalità organizzata. Dal Centro Fernandes, invece, la struttura d’accoglienza per immigrati della curia vescovile del Villaggio Agricolo, si ricordano dell’omicida di Maria. «Lui è stato uno o due volte al nostro centro ascolto – dice la volontaria Marisa Perone – ma non ha voluto seguire alcun progetto. Era in evidente stato confusionale e non ha mai chiesto nulla alla nostra struttura». Padre Claudio Gasbarro è seduto su una sedia nel cortile della casa dei comboniani in via Matilde Serao. È stanco. È stato tutta la mattina in via Dante fra gli immigrati addolorati e disperati per la morte violenta di Maria. Ha cercato di sostenerli, di offrire loro conforto. Osserva la pioggia che nel pomeriggio comincia a cadere anche sul litorale domizio. «La gente del posto – sostiene con rammarico – ha già dimenticato della tragedia di Maria». La pioggia che sta cadendo, peraltro, laverà anche le macchie di sangue dal civico numero 5 di via Alighieri e quelle che dalla strada polverosa portano al ponte sui Regi Lagni. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12/06/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. Su una delle pareti del Bar c’è affissa una sua gigantografia. Angelo Scalzone, l’atleta e vanto di Castel Volturno che nel 1972 si aggiudicò la medaglia d’oro alle olimpiadi di Monaco nella disciplina del piattello fossa, sorride imbracciando il suo fucile. Proprio di fianco al bar c’è il Ristorante Scalzone. Con i suoi quattrocento coperti, il locale, negli anni ’70 e ’80 era il punto di riferimento della ristorazione dell’intero litorale domizio. Il Ristorante Scalzone, però, è mestamente chiuso da oltre quindici anni. Gli eredi dell’olimpionico hanno provato a resistere al calo d’affari e continuare l’attività, anche in onore del suo fondatore. Ma il nauseabondo odore che da due decenni sprigiona il vicino canale dei Regi Lagni tiene lontano anche i clienti più affezionati. Maurizio Scalzone, nipote di Angelo, ricorda di quando quindici anni fa lo zio e tutti gli altri suoi parenti inscenarono una manifestazione di protesta proprio sul ponte dei Regi Lagni, bloccando la circolazione stradale. «Volevamo protestare contro l’inquinamento prodotto dal canale borbonico. Arrivarono immediatamente le forze dell’ordine – dice Maurizio – e minacciarono me e i miei parenti che se non fossimo andati via saremmo stati arrestati. Da allora, purtroppo, poco o nulla è cambiato». Per il nipote del campione olimpico, non è la presenza degli immigrati in sé a creare il disagio sul litorale domizio. «La zona è stata completamente abbandonata dallo Stato per troppo tempo – sottolinea Maurizio Scalzone – e di anno in anno è andata sempre peggio. Poi, degrado chiama degrado e si è insediata una grossa fetta d’immigrati attratta dai fitti a basso costo. Ma gli stranieri presenti a Castel Volturno - dice il gestore del bar – non hanno quasi mai creato problemi. Anche all'interno del mio bar si comportano come tutti gli altri clienti italiani. Se poi fuori non è indispensabile rispettare le regole, e allora, si comportano evidentemente di conseguenza». Non la pensano alla stessa maniera, però, i residenti italiani di via Dante Alighieri, la strada dove al numero 5 è maturata la tragedia della piccola Maria, esasperati dalla convivenza con gli stranieri. In questo, che è uno dei mille viali della via Domiziana, vivono circa cinquecento immigrati provenienti dall’Africa subsahariana e un pugno di famiglie italiane. La vita in comune fra loro non è stata mai pacifica. «Le denunce che abbiamo presentato alle forze dell’ordine per le irregolarità dei nostri vicini immigrati – sottolinea una signora italiana che vive qui da anni – non si contano più. Di continuo in questo viale, a tutte le ore del giorno e della notte ci sono schiamazzi, liti e non solo. C’è anche un via-vai di tossicodipendenti attratti dal mercato della droga che alcuni africani svolgono all’interno della vicina pineta. Ebbene – conclude la residente di via Alighieri – le forze dell’ordine, nonostante appunto le nostre denunce non sono mai intervenute. Lo stesso American Palace, il palazzo più abitato della via, che dovrebbe essere sgomberato perché sequestrato dalla magistratura, e invece, è abitato abusivamente da centinaia di persone». La piccola Maria, gli italiani che vivono in questa stradina dalle villette rose dalla salsedine la ricordano bene. «Giocava spesso nel viale e nel cortile dove è stata brutalmente aggredita. Era bellissima – sostengono, con gli occhi lucidi dalla commozione – ma non andavamo d’accordo coi loro genitori e quindi non l’abbiamo mai potuta frequentare». Ma la tragedia va al di là dei problemi di integrazione: la follia non ha nazionalità né permesso di soggiorno. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12/06/2011&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Sono almeno duecento gli immigrati che si radunano all’incrocio fra la via Domiziana e Via Dante subito dopo aver appreso dell’efferato fatto di sangue. Sono tutti addolorati per la raccapricciante fine di Maria e fra loro c’è chi reagisce in maniera impetuosa. Qualcuno di loro si fionda sul gruppo di poliziotti impegnati a fare i rilievi del caso. «Quell’assassino si trovava in Italia da sette anni - dicono agli agenti a più riprese e in maniera particolarmente agitata - e da almeno sei dava chiari segni di squilibrio. Perché - domandano - non lo avete curato, perché non lo avete arrestato?». E poi continuano, indicando alle forze dell’ordine un loro connazionale che si aggira nello stesso posto con un bastone di legno tra le mani. «Anche lui - denunciano gli immigrati - è malato di mente, perché non lo portate via? Aspettate forse che possa accadere una nuova tragedia?». Ma i tutori della legge in quest’angolo della Domiziana sono pochi e tutti impegnati nel ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio, e l’immigrato col bastone in un attimo si dilegua. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12/06/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo mentre cercava di passare l'ambulanza col corpicino di Maria, tafferugli creati dagli immigrati sulla via Domiziana ci sono stati anche dopo, durante le operazioni di rilievo degli uomini della scientifica in via Dante Alighieri. A confrontarsi in più riprese sono stati diversi gruppi di uomini che litigavano fra loro venendo anche alle mani. All'origine delle liti, probabilmente, scontri fra le comunità di immigrati del Ghana e della Nigeria. Gli uomini delle due etnie si accusavano a vicenda sulla responsabilità del barbaro fatto di sangue, per non aver controllato la zona e, soprattutto, per non essere intervenuti quando l'omicida ha trasportato il corpicino della bimba e lo ha scaraventato nel canale. I nigeriani, soprattutto, considerando che l'assalitore è di nazionalità ghanese, accusavano l'altra etnia di essere stata omissiva. L'alta emotività del momento, poi, ha fatto il resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13/06/2011&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;QUELLA DONNA NON HA PROTETTO LA MIA MARY&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La tragedia di Castelvolturno I sospetti della mamma naturale della piccola ghanese massacrata e poi buttata in un canale   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claudio Coluzzi Inviato Castelvolturno. Il dolore per la perdita della figlia è comprensibilmente lacerante. Bose Atta, la mamma naturale di Mary, la piccola trucidata nel cortile della casa dove viveva col papà e la sua seconda moglie, il giorno dopo l’efferato delitto non riesce ad accettare quanto accaduto. Accusa la convivente del suo ex marito di non aver vigilato sulla bambina e al tragico omicidio fa da sfondo una controversia familiare al cui centro c’era, da anni, la povera Mary. «Mi dovete aiutare a trovare la verità – chiede urlando mama Bose, seduta nel cortile della casa di una sua connazionale in via dei Diavoli dove è ospitata da alcuni mesi – voi italiani, mi dovete aiutare, perché io non credo che mia figlia sia stata uccisa come è stato descritto da tutti i giornali questa mattina». In che senso non è stata uccisa come descritto, la dinamica dell’omicidio appare piuttosto chiara, la polizia ha arrestato Osuf con in mano ancora il bastone sporco di sangue... «Tutti hanno visto Osuf trasportare il corpicino della mia bimba sulle spalle e scaraventarlo nel canale dei Regi Lagni. Nessuno, però, lo ha visto picchiare Maria. Lui è fuori di testa, ma da quando vive qui sulla Domiziana non è mai stato violento. E secondo me non lo è stato neanche con la mia bambina. Lui si trovava nel viale nel momento in cui qualcun altro l’ha picchiata. La stessa persona, poi, che vedendo Osuf nel viale gli ha chiesto di far sparire il corpicino della mia bimba». In casa con Mary nel momento dell’omicidio c’era solo la moglie del suo ex marito, chi avrebbe potuto agire senza essere visto? «Io voglio solo la verità. So che Osuf non è mai stato violento e che la moglie del mio ex marito non è la mamma di Mary. Una mamma avrebbe vigilato, non avrebbe permesso che un uomo estraneo entrasse in casa e facesse una cosa tanto orribile. Se fossi stato io con Mary, tutto questo non sarebbe successo». Ma i dubbi della mamma di Mary cozzano contro la ricostruzione effettuata fino a questo momento dagli agenti del commissariato di Castelvolturno e della Squadra Mobile. È stato proprio il dirigente del commissariato a catturare, poco dopo il delitto, Osuf con in mano il bastone ancora sporco di sangue. Ed era agitato, incontrollabile, tanto che ha ferito pure il funzionario e altri agenti prima di essere bloccato ed arrestato. Ad ogni modo il bastone con cui Mary è stata colpita verrà analizzato e si stabilirà se è compatibile con le lesioni inferte alla poveretta. A quel punto sarebbe più complicato pensare che un’altra persona abbia potuto commettere il delitto e poi affidare al ghanese psicolabile il compito di far sparire la bimba e lo stesso bastone. Una cosa comunque è certa. Sembra che davvero nessuno abbia visto Osuf entrare nel cortile e colpire la piccola. Nè la convivente del padre nè altri testimoni. Lo hanno visto un attimo dopo, quando fuggiva con il corpo esanime della bimba sulle spalle. (Ha collaborato Vincenzo Ammaliato) © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3/06/2011&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il massacro di Mary è una sconfitta per tutti&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;nella strada della morte solo un fqascio di fiori a ricordare la piccola Mary&lt;/em&gt;Vincenzo Ammaliato.&lt;br /&gt; Padre Claudio Gasbarro dei missionari comboniani lo aveva detto poche ore dopo l’efferato fatto di sangue: «La gente di Castel Volturno ha già dimenticato la tragica morte della piccola Maria». E in effetti, a ricordare del brutale assassinio della bimba di appena sette anni, in via Dante Alighieri, ieri c’erano soltanto i sigilli posti dagli inquirenti al cancello del civico numero 5 e dei fiori bianchi con i quali un anonimo ha cercato di coprirli. Le macchie di sangue della piccola e i segni lasciati col gesso dagli uomini della scientifica sono spariti. Nel cortile del villino dove Maria viveva con il papà e la sua seconda moglie, ci sono ancora i giocattoli della piccola, una bicicletta e un’automobilina a pedali, e una sua camicetta bianca e gialla con una rosa ricamata in petto, stesa ad asciugare a un filo di plastica legato al cancello. Ad angolo della via Domiziana, poi, ieri mattina è comparso anche un cartello che il giorno prima non c’era, e che indica con una scritta a mano un vicino stabilimento balneare, che si trova alla fine della pineta dove l’assassino si era rifugiato per sfuggire alle forze dell'ordine e dove, invece, è stato bloccato e arrestato dalla polizia. Dall’America Palace, il palazzone grigio che si trova al numero 1 di via Alighieri, gli immigrati abusivi che vivono al suo interno, gli stessi che hanno partecipato alle ricerche nel canale borbonico della piccola Mary, ascoltano musica etnica ad alto volume, e qualcuno di loro compra all’esterno dell’androne scarpe da ginnastica da un venditore ambulante che trasporta la sua mercanzia nel cofano dell’auto. È una domenica come tante altre, qui in questo angolo della via Domiziana. Il capannello di immigrati sul marciapiedi della via Domiziana, e gente che sale e che scende dall’autobus blu che ha qui vicino una fermata obbligatoria. Il dolore per la scomparsa della bambina evidentemente resta nel cuore di ognuno. Lo stesso ha detto anche padre Antonio Bonato, della vicina chiesa degli immigrati del centro Fernandes. «La cosa migliore per ricordare Maria – ha sottolineato il missionario comboniano – al momento è soltanto il silenzio e le preghiere». La piccola colpita con ferocia inaudita al capo e scaraventata nel canale artificiale dei Regi Lagni è comunque stata ricordata con particolare emozione durante l’omelia della messa domenicale dei comboniani, gremita di fedeli dell'Africa subsahariana. Identica cosa è stata fatta dalla fraternità dei maristi di Giugliano, che hanno celebrato la Pentecoste insieme a padre Rungi a Mondragone. «Di fronte a tante forme di ingiustizie e di violenze – ha detto il religioso – è evidente che siamo in forte debito col vero amore che solo lo Spirito Santo può donare ai nostri cuori». Intanto a Castel Volturno si attende l’arrivo del papà di Maria. L’uomo due settimane fa era volato in Ghana, nel suo paese natale, a quanto pare per motivi di lavoro. È stato raggiunto poco dopo il delitto telefonicamente da alcuni suoi connazionali che vivono sul litorale domizio. A loro è toccato dare la triste notizia. Scontato lo sconforto nel quale è sprofondato il papà di Mary, che si è precipitato in aeroporto e sarà a Castel Volturno già questa sera. Toccherà a lui organizzare il funerale della figlia. L’uomo è separato da cinque anni con la mamma naturale di Mary, e il tribunale dei minori decise di affidare a lui la piccola. La funzione religiosa sarà celebrata col rito islamico, in quanto l’uomo è di religione musulmana. Ma questo sarà possibile solo dopo che l'istituto di medicina legale avrà completato gli esami autoptici sul corpicino di Maria e restituirà la salma ai familiari. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13/06/2011&lt;br /&gt;Le maestre raccontano la tenerezza della piccola: era splendida, solare, studiava con gioia e profitto   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Era una bambina splendida, solare e con tanta voglia di vivere, era una bimba come tutti gli altri studenti che frequentano il nostro istituto scolastico». Giovanna Raimondo, la responsabile della scuola elementare del Villaggio Agricolo, è particolarmente scossa della raccapricciante fine della piccola Maria. La ricorda con un forte dolore nel cuore. E lo stesso vale per tutto il corpo docente dell’istituto. «La nostra scuola – dice la dirigente -  non è molto grande, è composta appena da sei classi; qui è come se fossimo tutti una sola grande famiglia. E Maria era una componente della nostra famiglia». La piccola uccisa sabato da uno squilibrato in via Dante Alighieri, frequentava la prima elementare dell’istituto del Villaggio Agricolo. I risultati scolastici non si conoscono ancora, eppure Maria sarebbe stata sicuramente promossa. La dirigente, infatti, la ricorda come una bimba vivace, intelligente, educata. «Si esprimeva alla perfezione in italiano. E, peraltro, sottolinea Giovanna Raimondo – la compagna del suo papà era una mamma perfetta. Aveva molto cura della bimba e non appariva affatto che non fosse la sua madre naturale. Maria era una bimba serena, era una bimba di Castelvolturno, come tutti gli altri bambini di questo territorio». Intanto, la gente e i commercianti della zona dove viveva Maria con la sua famiglia si interroga su cosa abbia potuto far scattare in quell’immigrato dai capelli arruffati e coi vestiti sempre laceri e maleodoranti, la persona arrestata per l’omicidio, una violenza tanto brutale. «Lo ricordo camminare costantemente da solo lungo la via Domitiana, sempre, però, come se non avesse una meta precisa – dice il titolare del Caseificio Ponte a Mare». Francis Osofu, questo il nome dell'immigrato arrestato dalla polizia con ancora il bastone insanguinante fra le mani, è adesso rinchiuso in isolamento in una cella del carcere di San Tammaro. Quando viveva a Castelvolturno, pare non frequentasse nessuno. Non è neanche chiaro dove abitasse: probabilmente aveva semplicemente poco più di un giaciglio all’interno dell’American Palace, il palazzone grigio a quattro piani che si affaccia sulla sponda del canale dei Regi Lagni. Anche i gestori del bar Scalzone si ricordano bene di lui. «Qualche volta – dicono – entrava nel nostro locale. Il suo aspetto inquietava i clienti. Lo invitavamo a consumare un caffè, a prendere un cornetto. Ma poco dopo lui, così come era entrato, senza dire una sola parola, usciva, velocemente». Ieri, il suo destino e quello della piccola Maria si sono incrociati drammaticamente. La gente della Domiziana si ricorda di lui come di un disadattato, ma non di un violento. Eppure, si è scagliato contro un essere indifeso con una ferocia inaudita. Lui in carcere non parla, come quando camminava sulla Domiziana e varcava la soglia dei locali commerciali. I parenti e i conoscenti di Maria piangono. Per Castelvolturno è stato decisamente un giorno di follia. v.a. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14/06/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato È stato spostato a questa mattina l’interrogatorio della persona fermata per il brutale omicidio di Mary. L’uomo, immigrato del Ghana, Richard Osofu, dal momento del suo arresto non ha ancora detto alcuna parola. È rinchiuso nel suo mutismo in un cella d’isolamento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Per lui la procura ha disposto anche un’accurata visita psichica e delle particolari visite mediche. Soprattutto, saranno eseguiti degli esami di otorinolaringoiatra, per capire se l’immigrato abbia addirittura perso la parola. Il tribunale, intanto, gli ha affidato anche l’avvocato d’ufficio, il penalista Generoso Grasso, il quale ieri ha potuto ritirare il relativo fascicolo. E il gip Paola Cervo stamattina condurrà l’interrogatorio nel carcere di Santa Maria. E anche l’autopsia sul corpicino della piccola Mary sarà eseguita questa mattina, all’Istituto di medicina legale di Caserta. Subito dopo, probabilmente, la salma potrà essere restituita ai familiari. Durante la giornata di ieri, gli agenti del commissariato di Castel Volturno hanno ricostruito sul luogo dell’efferato fatto di sangue, all’angolo tra via Dante Alighieri e la Domiziana, la scena del delitto. E sono stati riascoltati tutti i testimoni. «Tutti i riscontri eseguiti finora – ha sottolineato Davide Della Cioppa, il primo dirigente del commissariato litoraneo che insieme ad altri due agenti ha arrestato Osufo quasi in flagranza di reato - portano alla colpevolezza dell’immigrato ghanese». Nessuno lo ha visto direttamente colpire Mary al capo, ma al momento del fermo, l’uomo stringeva ancora in pugno il bastone insanguinato che poco prima era stato usato per infierire sulla piccola. Peraltro, si è anche scaraventato in maniera violenta contro i poliziotti, provocando in due di loro delle contusioni. Tutti a Castel Voturno, italiani e immigrati, ricordano di quell’uomo dall’aspetto inquietante come di «un disadattato, uno che stava fuori di testa». Eppure, nonostante l’immigrato fosse sul territorio italiano da quasi otto anni, agli inquirenti non risulta alcun suo ricovero in strutture sanitarie. Al contrario, ha ben tre precedenti penali, collezionati lungo tutto lo stivale del Paese. Il primo e il secondo sono per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, maturati, uno a Crotone, e l’altro a Linate. Mentre l’ultimo, quello del 2009 è per danneggiamenti. Osofu fu sorpreso dai carabinieri di Frattamaggiore nella cittadina a nord di Napoli mentre danneggiava, appunto, senza alcun motivo apparente delle cappelle sacre. Sul territorio litoraneo, intanto, istituzioni e associazionismo si organizzano per ricordare la piccola Mary. Ieri la giunta Scalzone ha deciso per il lutto cittadino in occasione dei funerali della piccola, a carico dell’amministrazione comunale. L’associazione Jerry Masslo, invece, ha deciso di annullare la sfilata di abiti sartoriali prevista per sabato prossimo in un bene confiscato alla camorra, dove gestisce un corso di sartoria per immigrati. «Questo corso era seguito anche dalla mamma naturale della bambina – fa sapere il presidente Renato Natale, di cui parliamo anche in un articolo a lato – e sarebbe dovuto essere un giorno di giubilo. Evidentemente non è il caso di festeggiare e quindi organizzeremo nello stesso luogo e nello stesso giorno un particolare ricordo della sfortunata bambina». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14/06/2011&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;«Mary era una bambina di Castel Volturno, e la Chiesa di Capua è vicina a tutta la gente del litorale domizio, soprattutto nel momento del dolore». L’arcivescovo Bruno Schettino si è recato ieri mattina nella casa dove è ospitata la mamma naturale della piccola Mary, a Baia Verde, per offrirle conforto spirituale. E non solo questo. «La nostra Chiesa – ha sottolineato monsignor Schettino – sarà disponibile a qualsiasi esigenza della vostra famiglia per l’organizzazione dei funerali della piccola Mary». Ma per il tipo di rito funebre della bimba uccisa sabato scorso, spetterà al papà decidere. L’uomo, che al momento della tragedia si trovava in Ghana per lavoro, è separato dalla mamma di Mary. E il tribunale dei minori decise di affidare a lui la piccola. L’uomo, peraltro, è di fede musulmana, e ha cresciuto la figlia secondo i dettami della religione islamica. Pertanto, probabilmente, il funerale si terrà nella piccola moschea del quartiere di Destra Volturno, gestita dall’Imam Kamal. Secondo la religione islamica, però, il rito può tenersi anche nella camera ardente dell’ospedale o in quella di un cimitero. Solitamente, quando scompare qualche immigrato africano sul litorale domizio, i suoi parenti decidono di seppellire la salma nella propria patria d’origine. Ma Mary è nata qui in Italia, a Pozzuoli, ha sempre vissuto a Castel Volturno. E dell’Africa sapeva poco in più dei suoi coetanei italiani del posto. v.am. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15/06/2011&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Mary, oggi il risultato dell'esame medico del suo assassino  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato La prima è stata la mamma naturale della bambina, Bose, che ha deposto dei fiori bianchi e una foto sorridente della sua «Cherì», come la chiamava lei. Qualcuno, poi, ha lasciato una dedica con un pennarello rosso: «Maria, per sempre nei nostri cuori». Molti altri anonimi in queste ore stanno affiggendo alla protezione di ferro del ponte sui Regi Lagni pupazzi di peluche e altri giocattoli, tutti in ricordo di quella bambina picchiata selvaggiamente e poi scaraventata nel canale artificiale come un sacco di rifiuti. Le automobili in transito qui rallentano. Qualcuno si ferma e osserva, qualcun altro si fa il segno della croce. «Era troppo bella questa bambina - esclama una donna di passaggio guardando la foto, e aggiunge – deve fare una brutta fine quel pazzo che l’ha uccisa». Il riferimento è chiaramente a Richard Osuf, il trentenne ghanese fermato e arrestato per l’efferato fatto di sangue. L’immigrato pare soffrisse da molto tempo di disturbi psichici. È stato trovato dalla polizia pochi minuti dopo aver scaraventato la bambina nei Regi Lagni, nascosto nella pineta comunale. Aveva in mano ancora l’arma del delitto insanguinata: un bastone di legno, che secondo alcuni testimoni portava fisso con sé almeno da un paio di settimane. Sulla sua colpevolezza ci sono pochi dubbi; eppure qualche piega d’ombra nell’intera vicenda persiste. Nessuno infatti ha visto Richard Osuf picchiare la bambina. Mary, al momento della tragedia si trovava da sola nel cortile di casa, una villetta a un piano di fianco all’American Palace. All’interno c’era la compagna del suo papà, che ha raccontato alle forze dell’ordine di non essersi accorta di nulla di quello che stava succedendo all'esterno, e di non aver neanche sentito Mary urlare. La donna è stata avvisata della tragedia da una sua connazionale, che si è precipitata in casa dopo aver visto Osuf con la bambina caricata in spalle indirizzarsi verso il ponte sui Regi Lagni. L’uomo, peraltro, stando a quanto raccontato alla polizia da due testimoni oculari, si è diretto sul ponte con la bambina in spalle senza avere particolare premura, ma con un passo leggermente veloce. «Appena abbiamo notato l’uomo camminare con la bambina sanguinante in spalle, ci siamo subito inorriditi, ma non abbiamo capito bene quello che succedeva – hanno detto ai poliziotti i due testimoni–. Quando, poi, abbiamo visto lui che buttava il corpicino nel canale ci siamo spaventati e abbiamo immediatamente chiamato i soccorsi. È stato tutto molto raccapricciante». I testimoni sono una coppia di italiani che si trovava in transito sulla via Domiziana. Dai numerosi immigrati che vivono in via Dante Alighieri, invece, non c’è stata molta collaborazione. «Nessun immigrato – ha sottolineato il dirigente del commissariato di Castelvolturno, Davide Della Cioppa – ha detto di aver visto né l’uomo picchiare la bambina, né ha raccontato di averlo visto Osuf trasportare il suo corpo lungo la strada e gettarlo nel canale». E siccome i tristi fatti sono avvenuti alle 10 di mattina e l'immigrato ghanese è passato col corpo di Mary in spalla proprio di sotto all’American Palace, questa appare una circostanza molto improbabile. In ogni caso, il risultato sull’esame autoptico sulla salma della bambina darà certamente elementi in più agli inquirenti per chiudere le indagini. L’esame è stato spostato a questa mattina, perché il papà di Mary è rimasto bloccato in Ghana. Forse arriverà in Italia oggi. Il giudice, ad ogni modo, ha chiesto alla mamma naturale della piccola, separata dal papà, di acconsentire all’autopsia. Nel frattempo anche l’interrogatorio di Osuf è stato rinviato a questa mattina: il magistrato, che segue il caso, infatti, ha deciso di attendere prima i risultati degli esami medici e psichici effettuati ieri sul presunto assassino. Che continua a restare chiuso in un silenzio assoluto. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16/06/2011&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RISSA ALL'OBITORIO TRA I GENITORI DI MARY  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Accuse della mamma al papà appena arrivato dal Ghana: "non dovevi lasciarla sola".&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. Sono venuti alle mani appena si sono visti. Il papà della piccola Mary sabato scorso, il giorno della tragedia, si trovava in Ghana per lavoro. La figlia era rimasta a Castel Volturno con la sua convivente. È atterrato ieri mattina a Fiumicino con un volo proveniente dal Paese africano. In treno ha raggiunto Napoli e poi Caserta. qui è corso all’obitorio dell’istituto di medicina legale nel pomeriggio, ed è arrivato mentre era in corso l’esame autoptico sul corpicino di sua figlia. Nella sala d’attesa l’uomo ha incontrato la sua ex moglie e mamma naturale di Mary, Bose Akkta. Lei lo ha immediatamente accusato di essere il responsabile della morte della bambina, gli ha urlato contro che non avrebbe dovuto lasciarla con la convivente. La tristezza e l’angoscia per la tragica fine della figlia ha acuito nei due il rancore maturato nei tanti anni di separazione e durante la lotta per l’affidamento della figlia, e i due sono andati letteralmente in escandescenza. Solo l’intervento del personale dell’ospedale ha permesso che si concludesse la lite. Scaramucce fra i due sono poi continuate a Castel Volturno, nei locali del commissariato litoraneo nel tardo pomeriggio, dove sono stati condotti. Qui, Bose ha presentato una formale denuncia per aggressione nei confronti dell’ex marito. Sul fronte giudiziario, intanto, Richard Osuf, il presunto omicida, continua a fare scena muta. Così come quando è stato arrestato sabato mattina dalla polizia nella pineta di Castelvolturno, allo steso modo, è rimasto in carcere durante il primo interrogatorio di garanzia col giudice Paola Cervo. E muto, Richard Osuf è rimasto anche durante il colloquio con l’avvocato d’ufficio che gli ha affidato il tribunale, Generoso Grasso. Il presunto assassino della piccola Mary non parla, e probabilmente non è neanche in grado di farlo. Lui è in Italia da sette anni, eppure in tutto questo periodo l’immigrato ghanese non risulta non essere mai stato visitato da alcuna struttura sanitaria. Ma è più che evidente che soffra di disturbi psichici. Il tribunale ha disposto per lui una visita laringoiatrica, per capire se sia davvero muto. Ma Osuf esegue correttamente gli ordini impartiti dalle guardie carcerarie. È più probabile, quindi, che sia lo stesso disturbo psichico di cui soffre a impedirgli di parlare. Per questo, il pubblico ministero che ha ricevuto ieri l’istruttoria disporrà quasi certamente a breve una visita psichiatrica sull’uomo. «Se non lo farà il tribunale – ha sottolineato il legale Generoso Grasso – presenterò io una specifica istanza, affinché si chiarisca il suo stato mentale». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17/06/2011&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Uccisa a bastonate, oggi l’addio a Mary &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. Castel Volturno. Quando è stata gettata nel canale Mary era già morta, uccisa forse dalle botte. L’esame autoptico sulla bambina di sette anni uccisa sabato scorso e scaraventata da un folle nel canale artificiale dei Regi lagni è stato completato ieri all’istituto di medicina legale di Caserta. E questa mattina nel centro domiziano sarà celebrato il suo funerale. L’appuntamento è per le 10 nella moschea dell’imam Kamal, a Destra Volturno. Il papà della piccola Mary, essendo di fede musulmana, ha scelto il rito funebre islamico per sua figlia. La mamma, invece, è cristiana. E insieme ai volontari dell’associazione Jerry Masslo, coi quali collabora da un paio d’anni, lunedì sera alle 19 sarà sul luogo dell’efferato fatto di sangue, in via Dante Alighieri. Qui, di fronte al civico numero 5 e a due passi dal ponte sul canale sui Regi Lagni, ci sarà un momento di preghiera collettivo insieme con i missionari comboniani della vicina Chiesa cristiana degli immigrati. Mentre, sempre ieri il sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone ha firmato l’ordinanza di lutto cittadino. Anche le spese per seppellire il corpicino di Mary Morad saranno completamente a carico dell’amministrazione comunale del paese dove la bambina ha sempre vissuto. Intanto, anche se non direttamente confermato dall’istituto di medicina legale, pare che Mary sia morta non per annegamento, ma per le violente percosse ricevute al capo. Il medico legale incaricato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ha un mese di tempo per consegnare la sua relazione, ma alcune indiscrezioni confermerebbero che la bambina sia deceduta per le violente bastonate ricevute nel cortile di casa. L’acqua presente nei polmoni della piccola, infatti, nonostante il corpo di Mary sia stato immerso nel canale circa mezz’ora prima di essere ritrovato, sarebbe troppo poca per far supporre una morte appunto per annegamento. Quando Osufu, l’immigrato arrestato dalla polizia perché ritenuto il responsabile dell’omicidio, ha trasportato il corpicino di Mary da casa sua fino al ponte dei Regi lagni, quindi, la bambina era probabilmente già priva di vita. A questo punto diventa ancora più fondamentale per le indagini capire con certezza cosa è capitato alle 10 di mattina dell’11 giugno nel cortile del villino di via Alighieri. Anche per questo motivo la polizia ha ascoltato ieri nuovamente tutti i testimoni dell’intera vicenda. Per quasi tutta la mattinata è stata sentita al commissariato anche la convivente del papà di Mary, che al momento della tragedia si trovava all’interno della casa, e che ha sempre raccontato agli inquirenti di non aver udito alcun rumore sospetto proveniente dal cortile, né di aver sentito Mary urlare. Osuf in carcere continua a rimanere muto. Raffaele Gravante, il dipendente comunale che sabato scorso mentre si trovava in transito lungo la Domiziana sul ponte dei Regi Lagni ha visto Osuf nascondersi in pineta e che ha aiutato il dirigente della polizia Davide Della Cioppa a bloccarlo, non ha dubbi che sia lui l'omicida di Mary: «Quando lo abbiamo sorpreso in pineta, nelle mani stringeva due bastoni di legno, uno dei quali sporco di sangue, e li ha usati contro di noi con una ferocia indescrivibile. Era come invasato. Non parlava, ma ci sfidava a gesti, e prima di riuscire a bloccarlo ha ferito sia me, sia il capo della polizia a colpi di bastone sferrati con un'inaudita violenza». Ma quella di oggi per il litorale domizio sarà una giornata da dedicare interamente alle preghiere e alla commozione. Una bimba di Castel Volturno è morta in maniera drammatica, e il paese si ferma nel suo ricordo. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7162864753103441052?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7162864753103441052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7162864753103441052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7162864753103441052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7162864753103441052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/06/mary.html' title='Mary'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-V7A8TlQgmdc/Tf8P6OQtI5I/AAAAAAAAAW0/ALbKqySJ68w/s72-c/camicia%2Bbimba.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-8110974744922568648</id><published>2011-05-31T04:56:00.001-07:00</published><updated>2011-05-31T04:58:42.485-07:00</updated><title type='text'>Parco saraceno, favelas di rifiuti</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-EiMNYEHEwy0/TeTX7e65_HI/AAAAAAAAAWo/Kxhu0qNwlyk/s1600/Sem.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 107px; height: 191px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-EiMNYEHEwy0/TeTX7e65_HI/AAAAAAAAAWo/Kxhu0qNwlyk/s320/Sem.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612848452522867826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;31/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Riqualificazione partita, ma il materiale inquinante resta ancora nel rione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;«Siamo occupanti abusivi, non paghiamo la corrente, né l’acqua, né la tassa dei rifiuti; ciononostante siamo sempre degli esseri umani, ma evidentemente non tutti la pensano così». È amaro lo sfogo degli abitanti del Parco Saraceno, che da un paio di settimane dividono lo spazio dell’ex quartiere residenziale dei militari della Nato sorto negli Anni 70 sulla spiaggia del Villaggio Coppola con gli operai incaricati dalla società Marina di Pinetamare di bonificare l’area. La ditta Italrecuperi sta prelevando tutti i rifiuti ingombranti accantonati per anni all’interno delle palazzine vuote e sui solai del parco dagli stessi abitanti e li sta stoccando fra le vie dell’abitato. In questo modo nell’abitato si stanno formando numerose minidiscariche che producono evidentemente cattivo odore alimentato peraltro dal calore degli ultimi giorni e che sono pericolose per l’igiene pubblica. Fra questi spazi, infatti, nonostante le alti reti metalliche poste dagli operai per mettere in sicurezza l’area, continuano a transitare gli abitanti e soprattutto i bambini del quartiere, che finite le scuole scorazzano ovunque. I dirigenti della società dei Coppola che qui deve realizzare un porto turistico da milleduecentocinquanta posti barca, hanno garantito che a breve rimuoveranno tutti i rifiuti. «Prima di portarli in discarica, però, è necessario caratterizzarli – ha fatto sapere Cristofaro Buffardi, della società Mirabella – Solo per questo motivo sono stati accantonati temporaneamente fra le vie del parco». In pratica i rifiuti devono essere catalogati, separati e certificati, e solo dopo queste operazioni potranno essere conferiti nelle discariche in maniera differenziata. Ma come mai, se il parco Saraceno nei progetti dei Coppola dovrà essere demolito quasi interamente per recuperare volumetria necessaria alle opere immobili del futuro porto turistico, si stanno bonificando le palazzine. Forse il parco sarà recuperato e portato ai vecchi fasti? «Assolutamente no - rassicurano in maniera netta dagli uffici della Mirabella». Il conto alla rovescia per la demolizione del parco Saraceno, infatti, pare sia  cominciato proprio con l’operazione di bonifica. Pochi mesi e le palazzine saranno abbattute come nei vecchi progetti. Massimo entro il prossimo mese di giugno sarà presentato al Comune di Castel Volturno il piano di recupero dell’area. Ma prima di dare il via alle ruspe è necessario rimuovere tutti i rifiuti che si trovano all’interno degli immobili e separarli dai calcinacci; altrimenti, secondo le nuove leggi ambientali, i resti non potrebbero essere conferiti in discarica. Il prossimo step, poi, sarà quello di bonificare i garage sottostanti il parco. E qui l’operazione sarà particolarmente laboriosa. Gran parte degli abitanti del quartiere, infatti, per anni, anziché conferire i rifiuti ingombranti, ma anche quelli giornalieri negli appositi contenitori, li hanno abbandonati indiscriminatamente proprio nei box dell’abitato. Quello che fu una delle zone residenziali più esclusive di Castelvolturno, quindi, nelle prossime settimane assumerà ancora più l’aspetto di una favelas. Fra tre anni qui dovrebbero attraccare mega yacht e barche da crociera. Adesso c’è solo una triste e paradossale favelas domiziana. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-8110974744922568648?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/8110974744922568648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=8110974744922568648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8110974744922568648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8110974744922568648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/parco-saraceno-favelas-di-rifiuti.html' title='Parco saraceno, favelas di rifiuti'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-EiMNYEHEwy0/TeTX7e65_HI/AAAAAAAAAWo/Kxhu0qNwlyk/s72-c/Sem.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1572301679653032000</id><published>2011-05-30T04:56:00.000-07:00</published><updated>2011-05-30T04:59:35.223-07:00</updated><title type='text'>«Io, nata ad Aversa compio 18 anni e divento clandestina»</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-S2TBhwgzX4c/TeOGhEfY8DI/AAAAAAAAAWg/OZmsVK0zecU/s1600/Se.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 184px; height: 144px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-S2TBhwgzX4c/TeOGhEfY8DI/AAAAAAAAAWg/OZmsVK0zecU/s320/Se.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612477463332974642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;29/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulia, o Giulietta, come la chiamano gli amici di classe, attendeva da mesi questo giorno con particolare euforia. Diventare maggiorenne è una tappa fondamentale del percorso della vita di ogni adolescente; il giorno stesso del diciottesimo compleanno si ha come l’impressione che si è diventati finalmente «grandi». Ma è proprio ora che per Giulietta comincia la salita: da ieri è ufficialmente una clandestina e può essere arrestata e rispedita nel proprio paese d’origine. Quel Paese che lei sa che esiste per averlo visto sulle carte geografiche, per averlo studiato durante gli anni di scuola e per quella pelle nera che da tempo nessuno tra i tanti amici vede più. Giulietta desiderava invitare i suoi amici di Castelvolturno e i compagni dell’istituto alberghiero dove frequenta il quarto anno, in pizzeria, oppure a casa sua per una gran bella cena all’insegna della felicità e della spensieratezza. Ma soprattutto, la neodiciottenne, non vedeva l’ora di poter finalmente avere la possibilità di prendersi anche lei la patente di giuda e di poter viaggiare in giro per l’Europa senza alcun vincolo. Sogni miti, che hanno un po’ tutti i suoi coetanei; sogni di gioventù, dettati soprattutto dal desiderio naturale di staccare il cordone ombelicale che li lega alla famiglia. Per Giulietta, però, il giorno del 18esimo anno, il giorno che attendeva come il più bello della sua vita, si è trasformato nel più brutto della sua giovane esistenza. Ieri la neomaggiorenne per la prima volta da quando è’ nata, poco prima di spegnere le candeline, ha compreso cosa significasse essere clandestino. Per lei, infatti, non ci sarà la possibilità di iscriversi alla scuola guida, né’ potràrecarsi in alcun aeroporto o stazione col trolley per intraprendere un viaggio. Seppur nata ad Aversa, e avendo sempre vissuto a Castel Volturno, Giulietta non ha mai avuto la cittadinanza italiana. È figlia d’immigrati nigeriani che non sono mai riusciti a regolare la loro posizione qui Italia, e lei, secondo le leggi del Belpaese segue la loro condizione giuridica. Giulietta è però italiana nelle abitudini, nel modo di vestirsi, nei gusti a tavola, pizza prima di tutto, nella passione per il cellulare e per la musica. E ultimo, ma non ultimo, per il suo italiano che tradisce la napoletanità di cui va fiera. Ma Giulietta continua a sperare di diplomarsi e di continuare a studiare, di farsi una vita sua. Il suo colore della pelle, però è nero e, soprattutto, le responsabilità dei genitori ricadono anche sulle sue giovani spalle. Giulietta non ha mai avuto la carta d’identità, mai il codice fiscale, mai un medico di famiglia che l’avesse potuta curare. Eppure, questa condizione non le è quasi mai pesata. La mamma con cui vive (il papà andò via quando lei era poco più che neonata) ha sempre cercato di non farle pesare le differenze con i suoi coetanei. Ma da ieri è maggiorenne e deve cavarsela da sola. Da ieri Giulietta è diventata clandestina e potrebbe essere fermata dalle forze dell’ordine, spedita in un centro d’identificazione e espulsa. Ma espulsa per andare dove? «Io sono italiana», protesta con la caparbietà dei 18 anni. Per la legge, però, lei è clandestina e in quanto tale solo per il fatto di trovarsi su suolo italiano viola la legge. Ieri Giulietta per la prima volta ha avuto paura di uscire di casa, ha spento le candeline senza i suoi amici. Esprime in segreto il classico desiderio. Subito dopo la sua guancia si bagna di una lacrima. «Da oggi – dice – sono condannata a restare qui in questa casa di Castel Volturno». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1572301679653032000?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1572301679653032000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1572301679653032000' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1572301679653032000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1572301679653032000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/io-nata-ad-aversa-compio-18-anni-e.html' title='«Io, nata ad Aversa compio 18 anni e divento clandestina»'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-S2TBhwgzX4c/TeOGhEfY8DI/AAAAAAAAAWg/OZmsVK0zecU/s72-c/Se.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-5208013080189035645</id><published>2011-05-30T04:54:00.000-07:00</published><updated>2011-05-30T04:55:52.850-07:00</updated><title type='text'>La differenziata s'impara a mare</title><content type='html'>27/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;In un territorio che ha ben ventisette chilometri lineari di costa, la raccolta differenziata non può in alcun caso non considerare anche il popolo dei bagnanti e i numerosi stabilimenti balneari presenti lungo le sue spiagge. Parte da questo concetto il comunicato diffuso ieri dall’amministrazione comunale, con il quale si mira a sensibilizzare la gente del centro litoraneo a rispettare le nuove regole per i conferimenti dei rifiuti urbani che a breve anche a Castelvolturno entreranno in vigore attraverso un progetto che vede in campo anche i gestori dei centosette lidi del territorio. La Senesi, l’azienda che in paese gestisce il servizio raccolta rifiuti, infatti, a breve partirà col servizio della raccolta differenziata con il metodo del cosiddetto «porta a porta». Quindi, via gli ingombranti e malandati cassonetti dei rifiuti presenti ancora oggi agli angoli dei marciapiedi, e addetti in tuta catarifrangente gireranno periodicamente non solo fra parchi, condomini e ville a ritirare secondo una precisa tabella i rifiuti giornalieri, ma anche fra gli stabilimenti balneari da Ischitella a Pescopagano. Il delicato servizio di raccolta differenziata, la cui mancata entrata in funzione nel dicembre del 2009 decretò lo scioglimento dell’amministrazione guidata da Nuzzo con decreto firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sarebbe dovuto già partire entro lo scorso gennaio dalla località del centro storico e a seguire in quella di Pinetamare. Entro la primavera, poi, sarebbe stato esteso ai commercianti e alle località di Baia Verde e di Ischitella, coprendo quasi l’intero territorio. Così garantiva il progetto presentato dalla Senesi all’attuale amministrazione guidata da Scalzone, durante uno specifico tavolo di lavoro lo scorso novembre. Evidentemente ci sono dei ritardi sulla tabella di marcia, siccome attualmente a Castelvolturno per differenziare i rifiuti è in servizio la sola Isola Ecologica. La percentuale di differenziata quindi è ancora al lumicino e ben lontana dai minimi stabiliti dalla legge. «Massimo dieci giorni, ha garantito nuovamente la dirigenza della Senesi – sottolinea il sindaco di Castelvolturno, Antonio Scalzone – e si comincerà finalmente con la differenziata al centro storico, per poi passare per fine giugno a Pinetamare». Una nuova promessa, quindi, dalla ditta che in paese gestisce il ciclo integrato dei rifiuti e che da questo fine settimana, bel tempo permettendo, dovrebbe sperimentare la differenziata proprio sulle spiagge. Ai lidi di Castelvolturno, infatti, saranno consegnati fra oggi e domani almeno tre contenitori: uno per la carta, uno per l’umido e un altro per la plastica. E non solo questo. Gli stabilimenti balneari saranno forniti anche di materiale informativo sulla differenziata, da distribuire ai propri clienti. Sotto l’ombrellone, quindi, i cittadini di Castelvolturno quest'anno avranno dell’altro da leggere oltre ai soliti libri gialli, ai quotidiani e alle riviste patinate. Sicuramente i bagnanti dovranno comprendere bene dove cestinare l’involucro del ghiacciolo e del trancio di pizza, in quale contenitore buttare gli avanzi del panino e in quale altro disfarsi del tubetto vuoto della crema abbronzante o di quella protettiva. Intanto il comunicato dell'amministrazione precisa a chiare lettere che il nuovo servizio non comporterà alcun aggravio sulla tassa dei rifiuti. E con questo messaggio sicuramente non sarà rovinata la giornata di mare ai cittadini di Castelvolturno. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-5208013080189035645?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/5208013080189035645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=5208013080189035645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5208013080189035645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5208013080189035645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/la-differenziata-simpara-mare.html' title='La differenziata s&apos;impara a mare'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-5180839989151880822</id><published>2011-05-30T04:44:00.000-07:00</published><updated>2011-05-30T04:54:03.349-07:00</updated><title type='text'>Rimossa la sabbia pescherecci liberi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Kzx2a-1zq6E/TeOEgcVEoHI/AAAAAAAAAWY/AiW6kV9CoCc/s1600/darsena.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Kzx2a-1zq6E/TeOEgcVEoHI/AAAAAAAAAWY/AiW6kV9CoCc/s320/darsena.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612475253529026674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;24/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'intervento di ieri era aTteso da cinque mesi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Da ieri il canale è finalmente navigabile. Una pala meccanica incaricata dalla società Marina di Pinetamare (la stessa che deve realizzare il nuovo porto turistico) è arrivata alla foce della darsena poco dopo l’alba e ha iniziato a prelevare i sedimenti trasportati durante quest’inverno dal mare e che avevano di fatto creato la barriera di sabbia che dallo scorso febbraio intrappolava all’interno dell’ex molo l’intera flotta di pescherecci. Sono circa quaranta le grosse imbarcazioni liberate. Quasi tutte impegnate nella pesca di molluschi, i pescherecci ormeggiano nell’ex San Bartolomeo dai primi anni ’70. Da cinque mesi non potevano uscire a mare, e se non fossero state liberati a breve i loro armatori sarebbero andati sul lastrico, trasportando a fondo anche i numerosi pescatori che lavorano a bordo delle stesse. Ma la barriera di sabbia non aveva complicato solo la loro attività; anche i due cantieri che si trovano sulle sponde della darsena sono stati costretti a ridurre notevolmente il lavoro. Per prendersi cura delle barche dei loro clienti, dallo scorso gennaio erano costretti a utilizzare esclusivamente i trasporti su gomma. Ma le strade d’accesso ai cantieri sono in pessimo stato e non pemettono il transito dei mezzi meccanici necessari al trasporto di imbarcazioni di grossa stazza. In ogni caso, la restante parte della stagione estiva con l’operazione di ieri dovrebbe essere garantita sia per i cantieri navali, sia per i pescatori. Da settembre, però, questi ultimi dovranno trovare una nuova sistemazione. La capitaneria di porto, infatti, ha permesso il prelevamento della sabbia essenzialmente per consentire il transito ai mezzi dell’Arpac Caserta, che qui a breve dovrà compiere le operazioni di caratterizzazione propedeutiche alla partenza dei lavori del nuovo porto. Il varo del cantiere è previsto per settembre e per quella data i pescherecci secondo un’apposita convenzione firmata con la società Marina di Pinetamare, dovranno lasciare l’invaso. Per loro ci sarebbe la possibilità di essere ospitati nel lontano porto di Salerno, per fare rientro a Pinetamare a lavori del nuovo porto completati. Quindi tra tre anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DARSENA, LAVORI BLOCCATI E RIAVVIATI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;26/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;stop della capitaneria per i controlli sulle licenze. paura fra gli operatori  &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xXw2ka3RT0A/TeODgoRm2qI/AAAAAAAAAWQ/4xmZIm_QLag/s1600/Senz.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 237px; height: 210px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xXw2ka3RT0A/TeODgoRm2qI/AAAAAAAAAWQ/4xmZIm_QLag/s320/Senz.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612474157224090274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Castel Volturno. &lt;br /&gt;Oramai quella barriera di sabbia che ostruisce il canale alla foce dell’ex molo San Bartolomeo è diventata per i pescherecci intrappolati da cinque mesi all’interno dell’invaso e per i canteri navali dell’approdo un vero e proprio incubo. Lunedì scorso, finalmente, sul posto era arrivata una pala meccanica per prelevare i sedimenti sabbiosi e permettere la navigabilità della darsena. La società incaricata di realizzare il nuovo porto turistico, la Marina di Pinetamare, aveva garantito di avere ottenuto finalmente tutte le autorizzazione necessarie dalla Regione Campania per iniziare le operazioni. Ma dopo un giorno e mezzo di lavori (ne sarebbero occorsi quattro per liberare il canale) sul posto martedì pomeriggio si sono presentati gli uomini della locale capitaneria di porto e hanno di fatto sospeso i lavori, bloccando mezzi e operai. I dirigenti della Marina di Pinetamare hanno cercato di glissare sulla vicenda, sostendendo che i lavori erano stati sospesi a causa di un’avaria tecnica all’escavatrice. Ma il comandante della capitaneria di Castel Volturno, Salvatore Sapio, ha confermato i sospetti nutriti immediatamente dai pescatori della darsena, secondo cui le operazioni erano state sospese appunto dopo l’arrivo degli uomini in divisa e su loro intervento. «È necessario controllare accuratamente le autorizzazioni allo scavo – aveva sottolineato il comandante Sapio – affinché ogni singola operazione sia in regola». Di più non è trapelato dall’ufficiale della locamare di Castel Volturno. Ma nel pomeriggio di ieri si è tenuto uno specifico incontro fra le parti all’interno della capitaneria di porto di Pozzuoli. Qui è stata valutata attentamente la vicenda e alla fine del tavolo di lavoro pare ci sia stata una fumata bianca. I dirigenti della capitaneria di porto, infatti, hanno sottolineato che non ci sono impedimenti alle operazioni di scavo e che i lavori per rimuovere la barriera di sabbia dall'ex molo San Bartolomeno potranno già riprendere regolarmente questa mattina. Può tirare un sospiro di sollievo la flotta di pescherecci intrappolata nella darsena dallo scorso febbraio e i gestori e i dipendenti dei cantieri navali. Per loro, se non ci sarà più alcun altro intoppo burocratico, la stagione estiva comincerà praticamente la prossima settimana, con un paio di mesi di ritardo sulla conusueta tabella. «Non possiamo perdere più un solo giorno di lavoro – intanto denunciano con preoccupazione gli armatori dei quaranta pescherecci della darsena di Pinetamare – altrimenti per noi sarà il fallimento totale, e oltre duecento famiglie si troveranno sul lastrico». Secondo gli amministratori pubblici che agli inizi degli anni 2000 prepararono il financial project per la realizzazione del nuovo porto turistico di Pinetamare da milleduecentocinquanta posti barca, l’opera avrebbe dovuto rilanciare dal punto di vista socioeconomico l’intero litorale domizio, creando un indotto capace di occupare circa seimila addetti. Lo stesso ex governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino, definì il futuro porto di Castelvolturno «la Fiat della provincia di Caserta». Ebbene, a tutt’oggi oggettivamente l'opera portuale di Pinetamare ha creato solo disagi ai pochi operatori economici rimasti ancora a Castel Volturno. E quella barriera che resiste alla foce dell’ex molo San Bartolomeo appare essere fatta non solo di sabbia. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-5180839989151880822?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/5180839989151880822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=5180839989151880822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5180839989151880822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5180839989151880822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/rimossa-la-sabbia-pescherecci-liberi.html' title='Rimossa la sabbia pescherecci liberi'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Kzx2a-1zq6E/TeOEgcVEoHI/AAAAAAAAAWY/AiW6kV9CoCc/s72-c/darsena.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4209676289065154699</id><published>2011-05-20T05:03:00.000-07:00</published><updated>2011-05-20T05:05:45.029-07:00</updated><title type='text'>Immobili sull'arenile, via alle ruspe</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-kZgDOJOV0is/TdZZE_n0KNI/AAAAAAAAAWI/f5pIk3T95mQ/s1600/DSC.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-kZgDOJOV0is/TdZZE_n0KNI/AAAAAAAAAWI/f5pIk3T95mQ/s320/DSC.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608768328269310162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;20/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Giù un supermercato, poi si passera a Pinetamare al Parco Saraceno&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Dopo circa sette anni dall’ultimo abbattimento, quando nel 2004 furono fatte implodere le otto torri occidentali, riprendono nel centro litoraneo le demolizioni di immobili. A cadere sotto i colpi della pala meccanica è un supermercato situato sulla via Domitiana, il Sidis, il cui proprietario aveva realizzato un manufatto abusivo di circa trecento metri quadri senza le dovute autorizzazioni edili. La procura aveva disposto l’abbattimento di quest’opera e aveva indicato come termine ultimo per l’esecuzione il 30 maggio di quest'anno. E siccome il gestore non aveva ancora adempiuto all’onere, il sindaco di Castelvolturno, Antonio Scalzone, ha firmato un’apposita ordinanza con la quale ha incaricato una ditta specializzata per la demolizione (che è all’opera da ieri), salvo poi rifarsi in danno sul titolare stesso del supermercato per recuperare le somme spese. E le cattive notizie per i furbetti dell’edilizia litoranei non finiscono qua. Il sindaco, infatti, ha preannunciato che proporrà al suo consiglio la richiesta di un prestito da un milione di euro per realizzare un fondo necessario agli abbattimenti di tutti gli immobili abusivi realizzati a Castelvolturno su aree demaniali. La volontà del primo cittadino e quella di dare corso alle ordinanze di abbattimento previste dalla magistratura per tutti quegli immobili costruiti sulla spiaggia e in pineta; in pratica, per tute quelle ville e palazzine costruite dal Lago Patria a Pescopagano su aree del demanio sia marittimo sia forestale. E di sanare, con una sorta di maxi-condono, tutti quegli immobili, invece, realizzati sempre abusivamente ma su aree comunali, sulle cosiddette aree di «usi civici». Il patrimonio immobiliare abusivo di Castelvolturno è ingentissimo: all’ufficio condono si contano oltre dodicimila pratiche. La questione degli abbattimenti per il centro domiziano è evidentemente una materia molto spinosa. Intanto, i prossimi immobili a cadere sotto la pressione delle pale meccaniche dovrebbero essere quelli del Parco Saraceno. Qui, di fronte la spiaggia di Pinetamare, a breve dovrebbe essere realizzato il nuovo porto turistico da milleduecentocinquanta posti barca; e nei progetti dell’azienda che deve realizzare l’opera, al posto del quartiere dovrebbero sorgere moli e strutture annesse, compreso un'isoletta con dei monovillini. «Il progetto di demolizione del Saraceno – hanno fatto sapere i tecnici della Mirabella (la società dei costruttori Coppola, proprietaria della quasi totalità del Parco) non è stato ancora presentato al Comune. Ma sarà fatto a breve e contiamo di iniziare le operazioni entro il prossimo settembre». Già ieri, gli operai della società dei Coppola hanno messo in sicurezza gran parte del parco, recintando le palazzine non abitate del quartiere con delle alte reti metalliche. Le altre, invece, sono occupate da molti anni da gente abusiva (circa duecento persone quasi tutte italiane). Sloggiare loro per permettere le demolizioni sarà compito non semplice dal punto di vista dell'ordine pubblico. Né il Comune, infatti, né alcun altro ente hanno pronto un programma edilizio alternativo per loro. Peraltro, oltre la metà degli abitanti del Parco Saraceno è formata da minorenni e invalidi civili. E di tempo, prima che in zona arrivino le pale meccaniche pare ne sia rimasto molto poco. Quindi una situazione che nei prossimi giorni potrebbe divenire incandescente. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4209676289065154699?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4209676289065154699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4209676289065154699' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4209676289065154699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4209676289065154699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/immobili-sullarenile-via-alle-ruspe.html' title='Immobili sull&apos;arenile, via alle ruspe'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-kZgDOJOV0is/TdZZE_n0KNI/AAAAAAAAAWI/f5pIk3T95mQ/s72-c/DSC.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3542723725750768281</id><published>2011-05-20T02:36:00.000-07:00</published><updated>2011-05-20T02:38:50.834-07:00</updated><title type='text'>Mezzo chilo di eroina in un drogashop ghanese</title><content type='html'>18/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il blitz in una villetta. preso ventitreenne. caccia all'organizzazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. Il via vai in quella villetta della strada Domiziana aveva insospettito i carabinieri che transitano di continuo lungo l’arteria litoranea. Sono partiti quindi operazioni di appostamento e pedinamento e subito dopo la decisione del blitz. L’irruzione nell’immobile ha permesso ai militari della stazione di Pinetamare di stringere le manette a uno spacciatore di droga e, soprattutto, di sequestrare oltre mezzo chilo di sostanza stupefacente. La droga è risultata essere eroina, ed era nascosta sotto un letto, contenuta in degli ovuli. Probabilmente era arrivata da poco a Castel Volturno, e a breve sarebbe dovuta essere tagliata e venduta nelle piazze locali dello spaccio. Nella villa, infatti, è stato trovato anche tutto l’occorrente per il taglio e il confezionamento delle dosi. Mohammed Salu è il nome della persona sorpresa in casa dai carabinieri e arrestata. Ventitre anni, originario del Ghana, il probabile spacciatore risulta essere clandestino e aveva già dei precedenti penali, ma non per droga. L’immigrato fu arrestato due anni fa per tentata truffa e ricettazione d’auto. Adesso è rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Se i cinquecento grammi di eroina fossero arrivati sul mercato – hanno fatto sapere i carabinieri, avrebbero fruttato circa quarantamila euro. Una somma di denaro molto ingente, che quasi certamente il ventitreenne ghanese non avrebbe potuto gestire da solo. Sono attualmente in corso indagini per arrivare ai suoi probabili complici. Le forze dell’ordine con molta probabilità si sono imbattuti in un’ennesima cellula dell’organizzazione criminale dei cosiddetti Rapaci, la potente mafia nigeriana che a Castel Volturno gestisce da molti anni traffico di droga e prostituzione; e il ventitreenne arrestato è probabilmente solo un suo soldato. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3542723725750768281?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3542723725750768281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3542723725750768281' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3542723725750768281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3542723725750768281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/mezzo-chilo-di-eroina-in-un-drogashop.html' title='Mezzo chilo di eroina in un drogashop ghanese'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-2309061892378929124</id><published>2011-05-20T02:30:00.000-07:00</published><updated>2011-05-20T02:35:57.630-07:00</updated><title type='text'>Associazioni anticlan e Comune in guerra sul ricordo per noviello</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-sI-qBBG6fnw/TdY1KQDXt9I/AAAAAAAAAWA/htMXmNCvPTs/s1600/nov.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 147px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-sI-qBBG6fnw/TdY1KQDXt9I/AAAAAAAAAWA/htMXmNCvPTs/s320/nov.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608728836160600018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;14/05/2011 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;le prime non invitano il sindaco, e lui restituisce la cortesia. Organizzati due eventi distinti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. &lt;br /&gt;Il 2008 è stato senza ombra di dubbio l’anno più cupo della storia recente del centro domiziano. In quell’anno a Castelvolturno, paese che conta poco più di ventimila anime, sono state ammazzate diciotto persone. Dodici delle quali dalla banda camorristica del killer cieco Giuseppe Setola. Dagli stessi balordi in quel periodo fu crivellato di colpi anche Mimmo Noviello, commerciante che denunciò un’estorsione subita dalla malavita. Lunedì prossimo ricorre il terzo anniversario di quel barbaro attentato. E purtroppo il ricordo del sacrificio dell’imprenditore che decise di mettersi dalla parte dello Stato e che non piegò la schiena di fronte ai prepotenti d turno, piuttosto che unire il territorio, lo divide. Nella piazza a lui intitolata, a Baia Verde, dopodomani ci saranno almeno due eventi per la sua commemorazione: il primo alle 10 organizzato dall’amministrazione comunale; e l’altro, un'ora dopo, dal Fai, la federazione nazionale antiracket. Èd stata proprio l’associazione presieduta da Tano Grasso ad accendere le micce. Il Fai, infatti, ha organizzando l’incontro a Baia Verde e un successivo convegno per ricordare la figura di Mimmo Noviello, senza invitare esplicitamente fra gli altri il sindaco del posto, Antonio Scalzone. Sul volantino diffuso per pubblicizzare l’evento, fra i nomi delle personalità che interverranno, spicca l’assenza di quello del primo cittadino. E non è finita qui. Perché poi lo stesso sindaco di Castelvolturno, invitando le associazioni del territorio alla commemorazione del 16 maggio, ne ha volutamente esclusa una che si batte esplicitamente contro la criminalità organizzata, Officina Volturno. «Gli inviti li ho preparati io stesso – ha sottolineato il sindaco Scalzone – e ho escluso dalla lista chi non perde alcun occasione utile per denigrare la mia figura sia sul piano professionale, sia su quello personale». Lunedì prossimo, quindi, a Baia Verde l’associazione Officina Volturno (nel cui nome per esteso c’è anche l’indicazione “contro la camorra non molliamo”) potrebbe essere ritenuta «ospite indesiderata»; ma sarà lo stesso a questo punto per il sindaco, che potrebbe essere ritenuto appunto «ospite non gradito» dal Fai. I dirigenti dell’associazione antiracket, però, gettano acqua sul fuoco, dichiarando che per l’evento del 16 maggio a Castelvolturno non hanno invitato nessuno formalmente; e che la scelta dei relatori del convegno è stata decisa sulla scorta delle consuetudini per eventi del genere. Quasi certamente, però, non aver inserito nell’elenco il cosiddetto «padrone di casa» sarà stato dettato dalla circostanza che Antonio Scalzone è dallo scorso novembre indagato insieme a altre trentanove persone dalla procura antimafia di Napoli in una specifica inchiesta su malavita e malapolitica locale. E far accomodare tutti attorno allo stesso tavolo indagato e indagatori sarebbe potuto essere imbarazzante. Ma il primo cittadino (che ricordiamo risulta solo indagato) attacca la scelta del Fai. «Probabilmente – dice il sindaco del Pdl – contro di me è in atto una delegittimazione politica da parte dei partiti di sinistra. Peraltro - aggiunge - se mi avessero coinvolto, avrei potuto mettere a disposizione del convegno la sala comunale. E invece il Fai ha preferito organizzarlo in una struttura privata». Tommaso Morlando di Officina Volturno, invece, si dice «particolarmente amareggiato per la deriva che ha preso quelle che dovrebbe restare semplicemente una giornata di commemorazione di una vittima innocente della camorra». Sicuramente, Mimmo Noviello non avrebbe voluto tutto questo. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Stele per Noviello silenzio e commozione dopo le polemiche  &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Vincenzo Ammaliato. Puntuale alle 10 ieri in piazza Domenico Noviello a Baia Verde è cominciata la commemorazione del commerciante di Castel Volturno che nello stesso punto tre anni prima fu barbaramente assassinato dalla camorra. Le aspre polemiche della vigilia fra i dirigente del Fai e il sindaco del luogo, Antonio Scalzone (quest’ultimo non inserito dall’associazione antiracket fra i relatori di un convegno che ha seguito la stessa commemorazione), hanno ceduto il passo al silenzio e alla commozione. In piazza Noviello c’erano i parenti del proprietario dell’Autoscuola di Castel Volturno ucciso a sessantadue anni mentre si recava al lavoro. C’erano i dieci operatori economici che per primi qui sul litorale domizio hanno deciso di saltare il fosso e fondare lo scorso ottobre un’associazione antiracket che porta proprio il nome dell’ex gestore della scuola guida. Oltre ad alcune scolaresche e volontari di varie associazioni, c’erano, poi, fra gli altri i giudici della procura antimafia Cesare Sirignano e Federico Cafiero de Raho e il primo cittadino del luogo, Antonio Scalzone. Quest'ultimo ha deposto nei pressi della stele una corona di fiori e ha ricordato la figura di Mimmo Noviello, definito «amico e cittadino modello, baluardo e simbolo della legalità del litorale domizio contro tutte le mafie e le criminalità organizzate». Non si è vista in piazza l’associazione Officina Volturno, a sua volta non inserita nell’elenco delle associazioni invitate per l’evento da Scalzone, che ha preferito ricordare l’imprenditore coraggio dal suo sito internet. Strali contro la camorra si sono alzati anche dall’Holiday-Inn, luogo dove si sono dati appuntamento dopo la commemorazione i dirigenti del Fai e i loro invitati. Durante i lavori del convegno, si è parlato anche per i cosiddetti «colletti bianchi», citati dai procuratori Cafiero De Raho e Sirignano. I magistrati hanno chiaramente parlato delle collusioni esistenti in molte amministrazioni del Casertano e del Napoletano fra malavita e chi è chiamato dai cittadini alla gestione della cosa pubblica e che mortifica il proprio compito istituzionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-2309061892378929124?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/2309061892378929124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=2309061892378929124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2309061892378929124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2309061892378929124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/associazioni-anticlan-e-comune-in.html' title='Associazioni anticlan e Comune in guerra sul ricordo per noviello'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-sI-qBBG6fnw/TdY1KQDXt9I/AAAAAAAAAWA/htMXmNCvPTs/s72-c/nov.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-8568705550705521884</id><published>2011-05-16T06:24:00.000-07:00</published><updated>2011-05-16T06:30:06.286-07:00</updated><title type='text'>Furto di rame numero 14, telefoni di nuovo in tilt</title><content type='html'>13/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;ladri in azione sempre nello stesso luogo, cittadini esasperati&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. Probabilmente è un record a livello nazionale. E come spesso accade qui in terra di Mazzoni, il record è nel valore negativo. Mettere a segno quattordici colpi «gemelli» in nove mesi e tutti nello stesso punto, è un’impresa difficile da progettare anche per la più scaltra banda di malviventi. Eppure è quello che è capitato dallo scorso mese di agosto a ieri nella località agricola di Mazzafarro, ai confini con i Comuni di Cancello Arnone, Mondragone e Castel Volturno. Nel mirino, invece, è il rame che passa nei cavi della linea telefonica. Gli stessi che sono stati rubati nei pressi di via Pagliuca appunto per l’ultima vola nella notte fra martedì e mercoledì. «Erano stati riposizionati in quel luogo, vicino al fiume, per l’ennesima volta dagli operai della Telecom appena quattro giorni fa – racconta la gente del luogo. Finalmente potevamo tornare a utilizzare il telefono e la rete internet – aggiungono i cittadini di Mazzafarro oramai disperati – e invece da questa mattina (ieri per chi legge) siamo di nuovo senza la possibilità di comunicare con l’esterno delle nostre abitazioni e imprese». Qui vivono circa cento famiglie, e ci sono altrettante aziende impegnate nell’allevamento dei bovini e nella produzione della mozzarella di bufala. Per loro, più che per la gente che vive nei vicini centri urbani, è indispensabile avere la linea telefonica. Anche perché il segnale dei telefoni cellulari e delle cosiddette «chiavette» per navigare in internet qui è particolarmente debole. Ma ai ladri di cavi di telefono poco importa dei loro disagi. Eppure di arresti di malviventi sorpresi in zona a rubare cavi nello stesso periodo da quando sono iniziati i furti ce ne sono stati numerosi. I carabinieri della stazione di Cancello Arnone ne ricordano almeno nove dallo scorso mese di ottobre. Più difficile è scoprire la rete che organizza le spedizioni. La compagnia dei carabinieri di Mondragone ha attivato delle serrate indagini per arrivare ai ricettatori del metallo rosso che in questa terra è particolarmente pregiato. Alla gente di Mazzafarro, intanto, non resta che rasseganrsi a restare senza telefono. © RIPRODUZIONE RISERVATA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;13/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; L’appello  &lt;br /&gt;«Interrare la linea per scoraggiare i raid» Ma non si può &lt;br /&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Solitamente ad ogni colpo i ladri di rame di Mazzafarro portano via dai trecento ai cinquecento metri di cavi. Dopo aver estratto il metallo dal guscio di plastica, i malviventi lo vendono e al mercato nero.Il ricavano per ogni cento metri di cavi è di circa cinquanta euro. Peraltro, per estrarre il rame dai cavi, questi ultimi vengono bruciati a cileo aperto; questa pratica crea dei gravi danni all'ambiente, in quanto la combustione provoca diossina. Gli abitanti di Mazzafarro hanno chiesto ai dirigenti della Telecom di interrare la linea che attualmente è aerea. Per rendere più complicato rubarla. È stato risposto loro che in quest'area non è possibile in quanto ci sono troppe vibrazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;    &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-8568705550705521884?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/8568705550705521884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=8568705550705521884' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8568705550705521884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8568705550705521884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/furto-di-rame-numero-14-telefoni-di.html' title='Furto di rame numero 14, telefoni di nuovo in tilt'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7848521694771542030</id><published>2011-05-16T06:22:00.000-07:00</published><updated>2011-05-16T06:23:39.820-07:00</updated><title type='text'>Immigrate, c'è l'asse Berlino-Castelvolturno</title><content type='html'>11/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;una delegazione tedesca sul litorale per studiare strategie d'integrazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Che ci fa una delegazione della municipalità di un popoloso quartiere della città di Berlino sul litorale domizio a Castelvolturno? Il distretto in questione si chiama Neukolnn; in questo quartiere della capitale tedesca vivono trecentododicimila abitanti, dei quali centocinquantamila immigrati. In pratica, una sorta di Castelvolturno moltiplicata per dieci. Il presidente della municipalità germanica, accompagnato dal console tedesco, è stato in visita al centro domiziano, ed è stato ricevuto dal sindaco Antonio Scalzone. Oggetto dell’incontro italo-tedesco, i caratteri socio demografici che accomunano i due territori. Neukolnn conta la presenza di ben centotrentasette diverse etnie d’immigrati, e la piena integrazione con la popolazione autoctona è riuscita solo con poche comunità di stranieri; il tasso di disoccupazione, peraltro, qui è fra i più alti dell’intera Germania. Probabilmente al sindaco di Castel Volturno, che sempre si è mostrato insofferente alla massiccia presenza di stranieri sul territorio che amministra, mentre ascoltava i dati del suo omologo tedesco, sarà venuto in mente di dire «siamo tutti berlinesi». Ma si è trattenuto e ha accompagnato la delegazione lungo l’intero territorio. Ai tedeschi sono stati mostrati gli angoli più suggestivi del territorio domiziano, ma anche i quartieri ghetto del Villaggio Agricolo e del parco Lagani. Una tappa del singolare tour ha interessato anche l’ex hotel Boomerang, una sorta di zona franca della Domiziana per il consumo e lo spaccio di sostanze di stupefacenti. I berlinesi ovviamente sono rimasti molto colpiti da quello che hanno visto – ha raccontato Antonio Scalzone – ma hanno anche sottolineato che rispetto alle conoscenze che avevano del territorio tramite i numerosi servizi giornalistici andati in onda nel loro Paese dopo la strage di San Gennaro del 2008, la situazione di Castelvolturno è meno drammatica di quello che immaginavano. A tarda serata la missione tedesca si è completata e il sindaco di Castelvolturno ha salutato il presidente del distretto di Neukolnn strappandogli la promessa che sarebbero restati in contatto per scambiarsi consigli. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7848521694771542030?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7848521694771542030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7848521694771542030' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7848521694771542030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7848521694771542030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/immigrate-ce-lasse-berlino.html' title='Immigrate, c&apos;è l&apos;asse Berlino-Castelvolturno'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3098097696786526931</id><published>2011-05-12T08:52:00.000-07:00</published><updated>2011-05-15T18:57:20.714-07:00</updated><title type='text'>Pratica lumaca e a pagare è il vero invalido</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-YqQWrusRog8/TcwCiP99yyI/AAAAAAAAAV4/PFtJPeme63Q/s1600/bbb.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 112px; height: 170px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-YqQWrusRog8/TcwCiP99yyI/AAAAAAAAAV4/PFtJPeme63Q/s320/bbb.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605858423594666786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;12/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;la denuncia: assegno sospeso per Luigi 64 anni, poliomielitico da quando aveva nove mesi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. &lt;br /&gt;Quando a pagare per la lentezza della burocrazia e per una macchina amministrativa ingolfata e impegnata probabilmente altrove sono i deboli e chi ha bisogno di assistenza. Smascherare i cosiddetti «falsi invalidi» è un atto doveroso, soprattutto nei confronti della collettività che sostiene inconsapevolmente dei veri e propri «parassiti sociali». E quando, nell’aprile del 2010, a casa Apetino, a Castel Volturno, arrivò la richiesta dell’Inps per una visita di controllo volta a valutare l’attuale condizione di salute dell’assistito, la missiva fu accolta senza alcun patema. Luigi, oggi ha sessantaquattro anni; quando aveva appena nove mesi di vita fu colpito da poliomielite e da allora soffre di grossi problemi fisici, soprattutto motori. Qualsiasi tipo di visita medica avrebbe certificato le sue precarie condizioni di salute e la necessità di continuare a godere della pensione aggiuntiva dell’accompagnamento. Luigi vive insieme a suo fratello, di due anni più grande, e alla cognata. I parenti chiesero per lui all’Inps di poter avere una visita domiciliare. I medici incaricati arrivarono nella casa di Castelvolturno il 24 aprile del 2010. E con grande stupore e forte amarezza una settimana dopo alla famiglia Apetino fu comunicato che la pensione d’accompagnamento sarebbe stata sospesa. «Fino a quando la pratica sarà completata – garantirono i dirigenti dell’Inps contattati telefonicamente – Si tratta solo di questioni burocratiche che saranno risolte al più presto, aggiunsero». Ebbene, a oltre un anno di distanza, quelle questioni formali e amministrative evidentemente non sono state ancora risolte, perché Luigi continua a ricevere esclusivamente la pensione d’invalidità, di poco superiore a quattrocento euro, soldi che gli permettono a malapena di comprare i farmaci necessari alla sua terapia. E alla domanda di come mai non si siano rivolti a un legale affinché li assista in questa delicata questione, la famiglia Apetino ha candidamente risposto: «E perché mai dovremmo farlo? Seppure i soldi di quella pensione ci servono con urgente bisogno, noi non siamo assolutamente colpevoli di nulla». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3098097696786526931?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3098097696786526931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3098097696786526931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3098097696786526931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3098097696786526931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/pratica-lumaca-e-pagare-e-il-vero.html' title='Pratica lumaca e a pagare è il vero invalido'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-YqQWrusRog8/TcwCiP99yyI/AAAAAAAAAV4/PFtJPeme63Q/s72-c/bbb.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3335690949131611300</id><published>2011-05-12T08:50:00.000-07:00</published><updated>2011-05-13T06:09:54.829-07:00</updated><title type='text'>E nelle «favelas» del litorale il viaggio nelle case dei disperati</title><content type='html'>12/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;«Avevamo il sentore che le condizioni di vita generale degli immigrati del litorale domizio fossero complicate, ma non immaginavamo fossero così estreme. Ho visto situazioni inaccettabili, persone ammucchiate nelle case, per le quali pagano un fitto, e che si vergognano di far vedere dove vivono». Il senatore del Pd, Pietro Marcenaro, presidente della commissione diritti umani, è rimasto particolarmente colpito da quanto ha visto a Castel Volturno. Nella visita nel centro litoraneo è stato accompagnato dal senatore della Lega Nord, Sergio Divina. A organizzare l’incontro con gli immigrati i volontari del centro sociale ex canapificio, della Caritas e dell’associazione immigrati di Caserta. Gli stessi che lo scorso ottobre inviarono al Senato un articolato dossier per descrivere le vessazioni cui erano costretti a subire quotidianamente gli extracomunitari e soprattutto i numerosi richiedenti asilo politico provenienti dalla regione subsahariana. Si tratta di circa duemila profughi che si trovano fra il litorale domizio e l’agro aversano già dal 2007. Da quel periodo vivono tutti in una sorta di limbo giuridico perché non sono clandestini, ma non possono neanche godere dei diritti acquisiti grazie al permesso di soggiorno. Soprattutto, non possono essere impiegati regolarmente, né possono viaggiare. Il loro permesso temporaneo dura tre mesi, e viene prorogato di volta in volta, fino a quando la commissione per i rifugiati non valuta la loro pratica. «E quasi sempre – denuncia Mimma D’Amica, del centro sociale ex Canapificio – i dirigenti della commissione bocciano la richiesta d’asilo». In questo modo il richiedente si trasforma in clandestino e diventa particolarmente vulnerabile perché, viene ricordato, pur di sopravvivere in questa condizione accetta qualsiasi tipo di lavoro. La prima tappa è stata al quartiere di Varcaturo, la seconda a Destra Volturno. In entrambi i casi sono stati ricevuti direttamente nelle case degli immigrati: dimore davvero difficile da accettare come abitazioni. Si tratta di case con l’intonaco delle mura completamente scrostato e al cui posto c’è solo muffa, con gli infissi corrosi dal sale, le fogne nei cortili a cielo aperto. I due senatori non si sono recati, come solitamente capita nelle visite dei politici a Castel Volturno, nella confortevole sala comunale (il sindaco Antonio Scalzone, peraltro, allo stesso momento si trovava a Santa Maria Capua Vetere per la visita del ministro Angelino Alfano), né al centro per immigrati della Caritas, Fernandes, dove gli immigrati sono assistiti da personale esperto e formato. Hanno preferito toccare con mano la dura realtà delle «favelas» della domiziana. Gli immigrati hanno avvertito anche una sorta di disagio. Avrebbero preferito accogliere i parlamentari italiani in una situazione diversa, ovvero in un’abitazione degna di essere definita tale. Ma per il momento il nostro Paese a loro solo questo è riuscito a offrire. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3335690949131611300?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3335690949131611300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3335690949131611300' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3335690949131611300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3335690949131611300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/e-nelle-favelas-del-litorale-il-viaggio.html' title='E nelle «favelas» del litorale il viaggio nelle case dei disperati'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-300131220555664284</id><published>2011-05-09T04:03:00.000-07:00</published><updated>2011-05-09T04:04:23.929-07:00</updated><title type='text'>WWW.AMMALIATO.IT</title><content type='html'>NON PERDERTI LINFORMAZIONE RACCONTATA DAI PROTAGONISTI E IN TEMPO REALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;www.ammaliato.it&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-300131220555664284?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/300131220555664284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=300131220555664284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/300131220555664284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/300131220555664284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/wwwammaliatoit_09.html' title='WWW.AMMALIATO.IT'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7817813690427446415</id><published>2011-05-09T04:01:00.000-07:00</published><updated>2011-05-09T06:16:10.815-07:00</updated><title type='text'>Niente impianti, gli sportivi costretti a emigrare</title><content type='html'>08/05/2011 &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;la denuncia: palazzetto abbandonato, ogni anno che passa il recuepro diventa più caro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;La città continua a restare senza sport; per un paese che da cinque anni ospita la sede e i campi di allenamento di una squadra di calcio che è fra le più importanti al mondo, il Napoli Soccer, può sembrare un paradosso. E invece, è l’impietosa realtà. Tirare calci a un pallone nel centro domizio, va segnalato, è sempre possibile nel malandato impianto del centro storico e nelle numerose strutture private di calcetto della via Domiziana. «Ma praticare qualsiasi altro tipo di attività sportiva è davvero complicato, se non impossibile». A denunciarlo è Peppino Sansone, presidente dell’Aphrodite, società polisportiva castellana costretta a emigrare a Giugliano per continuare la sua attività. Il palazzetto comunale è chiuso per inagibilità da ormai tre anni. «Dodici mesi fa – denuncia il presidente Sansone, per rimettere in sesto l’impianto ci sarebbero voluti ventimila euro circa. Adesso ne occorrono almeno il triplo. L’anno prossimo, se non riapre prima l’impianto, ne serviranno ancora di più». E considerando la situazione disastrosa delle casse del Comune costiero, difficilmente sarà possibile impegnare attualmente una cifra del genere per far funzionare la struttura di via occidentale. L'assessorato allo sport di Castelvolturno ha appena partecipato a un progetto del ministero dell’Interno per la costruzione in città di un nuovo palazzetto, ma se tutto andrà bene ci vorranno molti anni prima che sia realizzato. Intanto, la piscina coperta di Pinetamare, invece, resta abbandonata; sono oltre dieci anni che è diventata uno spettro di cemento e per questa struttura non c’è alcun progetto di recupero. Non va meglio alle palestre delle due scuole medie del territorio, anche loro inesorabilmente chiuse e non agibili. La palestra del plesso scolastico di via San Rocco è stata chiusa tre anni fa per inagibilità, e il provveditorato non ha pronto alcun progetto per il suo recupero. Quella di Fontana Bleu, invece, la cui ristrutturazione è oggetto dell’accordo di programma, sarà pronta il prossimo settembre. In quella data i costruttori Coppola dovrebbero consegnarla al commissariato di governo. Che poi a sua volta la dovrebbe passare al demanio, per poi essere presa in consegna dal provveditorato e quindi nella disponibilità della scuole e finalmente degli studenti. Intanto ai ragazzi di Castel Volturno, impossibilitati a praticare la disciplina sportiva che preferiscono, non resta che sperare di assistere lungo le strade del proprio paese al transito di qualche giocatore del Napoli; per i più fortunati ci sarà anche l'autografo. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7817813690427446415?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7817813690427446415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7817813690427446415' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7817813690427446415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7817813690427446415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/niente-impianti-gli-sportivi-costretti.html' title='Niente impianti, gli sportivi costretti a emigrare'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4632216703231745444</id><published>2011-05-09T03:57:00.000-07:00</published><updated>2011-05-09T04:01:39.668-07:00</updated><title type='text'>Nuovo porto, inizio lavori con denuncia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-oioff1AWf_Y/TcfJcAdbiXI/AAAAAAAAAVw/zDp2ZOSNW1A/s1600/nos.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 127px; height: 193px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-oioff1AWf_Y/TcfJcAdbiXI/AAAAAAAAAVw/zDp2ZOSNW1A/s320/nos.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604669744282831218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;08/05/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;I dirigenti della società impegnata nella realizzazione dell’opera, la Marina di Pinetamare, dopo numerosi rinvii lo avevano comunicato con certezza: «entro il mese di maggio – sottolineò l’ingegnere De Vivo, capo tecnico del progetto, venti giorni fa nel corso di un incontro col sindaco del luogo - partiranno definitivamente i lavori per il nuovo porto di Castelvolturno». E stando alla denuncia per violazione di domicilio presentata ai carabinieri dagli eredi dell’ex gestore del resort Nino’s, è pressappoco sicuro che la macchina dei costruttori Coppola si sia messa in funzione. Quindi, parte in salita il progetto da centoquarantatre milioni di euro che nell’area dove fino al 2004 svettavano le otto torri occidentali prevede la realizzazione di molo turistico da milleduecentocinquanta posti barca. I primi operai e i primi mezzi sono entrati in azione proprio nell’ex complesso turistico Nino’s, costituto da una sala ristorante, una piscina semiolimpionica e cinque torrette stile saraceno (da cui prende il nome il parco dove si trova). Qui è iniziata un’operazione di bonifica, con gli operai impegnati a rimuovere tutti gli immobili e gli impianti che c’erano al suo interno. Ma stando alla denuncia presentata dagli eredi del vecchio gestore della struttura, sarebbe stato fatto in maniera illegale: violando il domicilio privato. La proprietà dell’immobile è stata sempre di Vincenzo Coppola e dei suoi eredi. A loro il vecchio gestore pagava i canoni di fitto, fino a quando la parabola discendente del parco Saraceno che oggi è diventato uno spettro di cemento abitato in prevalenza da abusivi lo ha trascinato nel baratro. Gli affari avevano iniziato ad andare particolarmente male e alla fine degli anni ’90 fu decisa la sospensione dell’attività e la stipula fra le parti di un patto secondo cui quando la zona sarebbe stata recuperata, a quel punto sarebbe ripresa l’attività e quindi il pagamento dei canoni. L’immobile fu interamente murato per impedire furti agli impianti e attrezzature. Ma la proprietà della struttura nello scorso anno è passata nelle mani della stessa società che deve realizzare il porto turistico, ed evidentemente per loro la morosità del vecchio gestore ha dato luogo alla rescissione del contratto. Da qui la decisione maturata gli scorsi giorni d’intervenire per bonificare l’area buttando giù i muri che impedivano l’accesso al resort. Non la pensano allo stesso modo gli eredi dell’ex gestore del Nino’s che si sono detti pronti a qualsiasi tipo d’azione legale nei confronti della Marina di Pinetamare per vedere riconosciuti quelli che ritengono i loro diritti. Si sono rivolti per questo al proprio legale di fiducia e hanno formalizzato un’articolata denuncia. «Il nuovo porto turistico è un’opera fondamentale per il rilancio dell’intero litorale domizio – ha sottolineato l’erede del vecchio gestore dell’ex Ninos – ma la sua realizzazione non può essere compiuta schiacciando gli interessi privati della cittadinanza e degli altri operatori economici». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4632216703231745444?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4632216703231745444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4632216703231745444' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4632216703231745444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4632216703231745444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/nuovo-porto-inizio-lavori-con-denuncia.html' title='Nuovo porto, inizio lavori con denuncia'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-oioff1AWf_Y/TcfJcAdbiXI/AAAAAAAAAVw/zDp2ZOSNW1A/s72-c/nos.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-6814209516723399569</id><published>2011-05-09T03:54:00.001-07:00</published><updated>2011-05-09T03:57:26.977-07:00</updated><title type='text'>Nascono le Sentinelle del litorale Domizio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-rZTI_2Arm2g/TcfIFotWzxI/AAAAAAAAAVo/GTmnUm6OT6c/s1600/variconialtoj.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-rZTI_2Arm2g/TcfIFotWzxI/AAAAAAAAAVo/GTmnUm6OT6c/s320/variconialtoj.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604668260438429458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;04/05/2011 &lt;br /&gt;(foto Gianni Izzo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Primo obiettivo: recuperare l'Oasi dei Variconi, in abbandono e senza fondi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Da un lato una natura particolarmente rigogliosa, formata da ventisette chilometri lineari di costa e dieci di pineta e l’entroterra con una campagna che accoglie centinaia di allevamenti zootecnici; dall’altro le ecomafie che hanno spesso usato questo luogo come sversatorio di rifiuti d’ogni genere, e una cultura dell’ambiente di gran parte della gente del posto che ha dimostrato negli anni scarsissimo spessore. Anche questa è Castelvolturno. Ma da oggi a salvaguardia dell’ambiente del litorale domizio ci sono «Le Sentinelle». Si tratta del nome della prima associazione a vocazione interamente ambientalista nata nel centro domizio. Il primo atto ufficiale della neo costituita associazione è stato quello di promuovere e firmare un protocollo d’intesa con l’amministrazione comunale e con l’Ente Costa Licola - Lago Falciano - Oasi dei Variconi per il recupero dell’area a sinistra della foce del fiume Volturno, dove nonostante il forte inquinamento presente sulla costa casertana qui continuano a fare sosta gli uccelli migratori nei loro viaggi dall’Africa al nord Europa e viceversa. L’idea di costituire l’associazione è nata lo scorso mese di marzo ad un gruppo di cittadini di Castelvolturno indignati per il fatiscente degrado in cui versa proprio l’Oasi dei Variconi. Qui, i capanni per l'avvistamento degli ucceli sono stati bruciati da vandali, e ovunque nei trenta ettari dell'area sono stati sversati in maneira illegale rifiuti d'origine domestica e industriale. Il presidente del parco, Amelia Caivano, aveva ammesso in un’intervista a Il Mattino lo scorso novembre che per l’Oasi di Castelvolturno non c’era più in cassa un centesimo e difficilmente l’area avrebbe potuto essere recuperata a causa dei notevoli tagli ai finanziamenti pubblici decisi dalla Regione Campania e dal ministero all’Ambiente. Le Sentinelle di Castelvolturno però non ci stanno e hanno già preparato due nuovi progetti per il recupero e il rilancio dell'oasi da presentare alle istituzioni. Sul litorale domizio ad attendere aironi e cicogne non ci saranno più soltanto le doppiette dei bracconieri, ma anche la gente del luogo che in maniera spontanea si è autoinvestita del compito di tutelare il proprio territorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-6814209516723399569?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/6814209516723399569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=6814209516723399569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6814209516723399569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6814209516723399569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/05/nascono-le-sentinelle-del-litorale.html' title='Nascono le Sentinelle del litorale Domizio'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-rZTI_2Arm2g/TcfIFotWzxI/AAAAAAAAAVo/GTmnUm6OT6c/s72-c/variconialtoj.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7372563303555366178</id><published>2011-04-18T05:24:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T05:32:28.497-07:00</updated><title type='text'>I killer di Setola hanno diviso la mia famiglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-eByEvcXmBmw/TawvVvzBzkI/AAAAAAAAAVg/WJES214MjgI/s1600/sartoria%2B041.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 234px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-eByEvcXmBmw/TawvVvzBzkI/AAAAAAAAAVg/WJES214MjgI/s320/sartoria%2B041.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596900487568936514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;18/04/2011 &lt;br /&gt;(foto Salvatore Marcello)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Parente di una delle vittime rimasto solo: "Mia moglie è andata via per paura".&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;«Loro hanno avuto quello che meritavano. Noi, no». La notizia che i killer che gli hanno ucciso il nipote e altri cinque amici sono stati condannati all’ergastolo non è riuscita a rasserenarlo. Il suo primo commento è stato laconico e intriso di tristezza. Lui abita nell’appartamento che si trova sopra la sartoria etnica di Castelvolturno dove il 18 settembre del 2008 c’è stato l’eccidio dei sei immigrati ghanesi. Il suo nome è Sthephan Agawi. Il nipote, Julius Kuami, fu trucidato sull’uscio della sartoria Ob Ob Fashion, freddato sotto i porticati dell’immobile. Da quel giorno Stephan non riesce più a trovare pace, e non solo per la mancanza del nipote. «La sentenza del tribunale – sottolinea – non spiega con chiarezza a noi familiari e amici delle vittime, il motivo per cui quel gruppo di malviventi ha ucciso con tanta cattiveria». Ma Peppe Setola e i suoi killer a Stephan non hanno portato via soltanto il nipote e cinque cari amici. Nel momento preciso della strage lui si trovava in casa insieme a sua moglie Irina (d’origine Russa) e la loro figlioletta di otto anni, Lilian. Vivevano tutti insieme in quell’appartamento da quando era nata la bambina. Stephan cura i giardini di molte ville della zona; la moglie era casalinga e di tanto faceva delle giornate di lavoro extra nelle cucine dei ristoranti del litorale. La figlioletta, invece, frequentava la scuola pubblica del Lago Patria. «Il rumore dei colpi d’arma esplosi dalle armi, le urla di dolore, e poi la visione di tutto quel sangue grondante sui corpi dei nostri cari stesi a terra, crivellati di colpi – ricorda Stephan – non li potrò mai scordare. E soprattutto, mia moglie non riuscirà mai farlo». La consorte di Stephan, infatti, pochi giorni dopo la strage del settembre del 2008, in preda a un forte e comprensibile choc lasciò Castelvolturno e l’Italia e fece ritorno in Russia. Con sé portò anche la piccola Lilinan. «Era terrorizzata – spiega Stephan – mi giurò che in Italia non avrebbe più rimesso piede. E io non posso raggiungerla». L’immigrato giardiniere, infatti, da quando è in Italia, da circa tredici anni, non è mai riuscito a regolarizzare la sua posizione di clandestino. Peraltro, nel 2006 fu fermato a bordo di un motorino, sprovvisto di assicurazione e senza la patente di giuda. Per questo ha subito un processo e la relativa condanna. Il precedente penale, quindi, non gli permette di regolarizzare la sua posizione, né di viaggiare. La banda del killer cieco, quindi, in quel maledetto 18 settembre oltre ad aver spezzato le vite di sei giovani immigrati ha anche diviso forse per sempre una famiglia. «Anche io - dice Stephan con dolore - nel settembre del 2008 sono stato ammazzato. Anche io sono stato condannato all’ergastolo». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7372563303555366178?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7372563303555366178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7372563303555366178' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7372563303555366178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7372563303555366178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/04/i-killer-di-setola-hanno-diviso-la-mia.html' title='I killer di Setola hanno diviso la mia famiglia'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-eByEvcXmBmw/TawvVvzBzkI/AAAAAAAAAVg/WJES214MjgI/s72-c/sartoria%2B041.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-9156987675842475493</id><published>2011-04-18T05:22:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T05:24:09.458-07:00</updated><title type='text'>Comune senza soldi, via tre scuole</title><content type='html'>15/04/2011 &lt;br /&gt;  Chiudi   &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. Non si placano nel centro domiziano le polemiche scoppiate subito dopo la comunicazione da parte dell’amministrazione comunale che per il nuovo anno scolastico sarebbero stati chiusi tre plessi scolastici a causa del pesante deficit in cui versano le casse del municipio. L'amministrazione non riesce più a sostenere i costi di gestione degli immobili che non sono di proprietà del Comune e quindi decide la loro chiusura. La mannaia del Comune è caduta sulla scuola dell’infanzia e nello specifico per i plessi del centro storico, del Villaggio del Sole e di Destra Volturno, in totale sette aule che ospitano circa ottanta bambini. Le famiglie, ma soprattutto le mamme dei piccoli studenti coinvolti minacciano di opporsi a quest’ordinanza sindacale, che creerebbe loro grossi disagi qualora i nuovi edifici scolastici si trovassero distanti dai loro quartieri. Intanto, gli amministratori di Castel Volturno rassicurano che le classi non saranno cancellate. All’assessorato all’istruzione, infatti, di concerto con i dirigenti degli istituti coinvolti si sta lavorando all’ipotesi accorpamento delle classi nelle strutture che ospitano le elementari che si trovano vicino a quelle dell'infanzia chiuse, per lenire in questo modo e probabilmente addirittura abbattere i disagi dei bambini e delle loro famiglie. Appena finito l’anno scolastico, infatti, all’interno dell’immobile che ospita la scuola elementare al Villaggio del Sole inizieranno i lavori necessari. Qui sarà ospitata la materna soppressa. Mentre per il centro storico si sta valutando la possibilità di utilizzare una parte del refettorio della scuola Garibaldi. Senza la sala mensa, i bambini potrebbero consumare il pasto nelle proprie aule, utilizzando delle tovagliette fornite dal Comune. Il problema irrisolto a questo punto resterebbe solo quello per l'asilo eliminato nel quartiere di Destra Volturno. Nel popoloso abitato a nord di Castelvolturno non ci sono altri istituti scolastici pubblici. Peraltro, in questa parte del territorio del centro domiziano vivono in prevalenza famiglie con scarse risorse economiche. L’onere di accompagnare i figli a scuola alla scuola del centro storico che dista alcuni chilometri per loro peserebbe sicuramente molto. È a conoscenza di questa particolare situazione anche Angela Jacono, l’assessore all’istruzione, nonché vicesindaco del centro domiziano, che sta studiando con i suoi collaboratori la migliore soluzione possibile. «Le scelte che abbiamo adottato – sottolinea l’assessore Jacono – sono state anche per noi dolorose, ma necessarie per uscire fuori dalla particolare e complicata situazione finanziaria in cui il Comune si trova. In ogni caso – aggiunge il vicesindaco – le classi non saranno soppresse, perché il corpo docente resterà interamente in carico, tutt’al più saranno trasferite in altri immobili». Ai bambini di Destravolturno, quindi, in attesa di tempi migliori non resta che fare "oh".  © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-9156987675842475493?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/9156987675842475493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=9156987675842475493' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/9156987675842475493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/9156987675842475493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/04/comune-senza-soldi-via-tre-scuole.html' title='Comune senza soldi, via tre scuole'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-2962896909536961507</id><published>2011-04-18T05:19:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T05:22:29.714-07:00</updated><title type='text'>I due consiglieri da surrogare: "Non lasciamo il consiglio".</title><content type='html'>15/04/2011 &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Presentarono le dimissioni dal consiglio comunale lo scorso gennaio, ma il presidente del consiglio ritenne che l'atto avesse un vizio di forma e non le accettò. La pensa diversamente, invece, il primo cittadino, Antonio Scalzone, che insieme ai suoi uomini ha chiesto la convocazione dell’assise per il prossimo martedì con all’ordine del giorno proprio la surruga dei due consiglieri Anastasia Petrella e Antonio Leone. E loro che nel frattempo hanno cambiato idea per restare in carica scrivono al ministro degli interni Roberto Maroni. «La vicenda è anomala e strumentale – sostengono i due consiglieri dimissionari nella lettera a Maroni - per questo motivo abbiamo già presentato sia alle forze dell'ordine, sia alla prefettura un dettagliato esposto querela sull'intera storia e i suoi risvolti». In pratica, secondo loro, si starebbe facendo pressione affinche’ vengano sostituiti sugli scanni del consiglio dai candidati successivi in lista e che una volta nominati consiglieri potrebbero passare nelle fila della maggioranza. v.am. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-2962896909536961507?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/2962896909536961507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=2962896909536961507' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2962896909536961507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2962896909536961507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/04/i-due-consiglieri-da-surrogare-non.html' title='I due consiglieri da surrogare: &quot;Non lasciamo il consiglio&quot;.'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-535583404762543027</id><published>2011-04-08T05:04:00.000-07:00</published><updated>2011-04-08T05:06:23.724-07:00</updated><title type='text'>Ex Sogeri, undici milioni per la bonifica</title><content type='html'>08/04/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L’impegno La giunta lavora per accorciare i tempi d’avvio del programma &lt;br /&gt;  &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;Il capo della cosca camorristica di Mondragone, Augusto La Torre, la definiva «il bancomat di famiglia»; secondo gli ambientalisti, invece, è una bomba ecologica; per circa venti anni il suo invaso ha accolto di rifiuti d’ogni tipo; da oltre un decennio è abbandonata e in attesa di un qualsiasi tipo di bonifica. Per la ex discarica Sogeri pare sia iniziato finalmente il percorso virtuoso che porterà il sito ecologico ai confini con i Comuni di Castel Volturno, Mondragone e Cancello Arnone a non avvelenare più l’ambiente circostante. A darne comunicazione, il primo cittadino di Castel Volturno, Antonio Scalzone, che proprio ieri si è recato al ministero dell’Ambiente per siglare uno specifico patto tra il governo e la sua amministrazione. Secondo quanto stabilito, saranno impegnati quattro milioni e mezzo di euro dal fondo che era destinato a Castel Volturno per il ristoro ambientale (per aver ospitato sul proprio territorio rifiuti provenienti da altre zone). E altri sei milioni e mezzo di fondi ministeriali. In totale la somma prevista per il recupero dell’ex discarica supera gli undici milioni di euro. «Una prima parte di questi soldi sarà utilizzata con la formula della “massima urgenza” – fa sapere il primo cittadino Scalzone – per prelevare il percolato che la discarica produce e per trasportarlo in impianti adatti al suo trattamento». Questo servizio con molta probabilità sarà espletato direttamente dalla ditta che nel centro costiero si occupa del servizio igiene urbana, la marchigiana Senesi. Mentre per la messa in sicurezza dell’intera ex discarica (circa un milione di metri cubi di rifiuti indifferenziati) sarà espletata una gara d’appalto. La tempistica non è ancora certa. Antonio Scalzone, però, è sicuro che entro il prossimo settembre inizieranno già i lavori necessari. Per velocizzare i tempi d’opera è stato deciso di utilizzare il piano di caratterizzazione predisposto per l’area nel lontano 2005 dalla ditta Jacorossi Imprese, e che fino a ieri non era mai riuscito a trovare i finanziamenti necessari all’attuazione. Degli specifici fondi, però, furono già stanziati nel 2007, ma poi quei soldi destinati a Castelvolturno furono dirottati su decisione del governo e del commissariato straordinario ai rifiuti all’ennesima emergenza rifiuti urbani che c’era nell’intera regione quel periodo. Negli ultimi anni sia la procura di Santa maria Capua Vetere, sia la direzione distrettuale antimafia si sono interessati dell'ex discarica di Castelvolturno. la Sogeri, hanno appurato diverse inchieste della magistratura, di giorno accoglieva i rifiuti dei Comuni limitrofi, e di sera i suoi cancelli si aprivano per permettere l'ingresso di camion compattatori e tir che provenivano dal centro e dal nord Italia e che nell'invaso scaricavano illegalmente con la compiacenza della camorra rifiuti speciali e pericolosi prodotti da aziende chimiche e meccaniche. La montagna di rifiuti che oggi rappresenta la Sogeri, alta circa quindici metri, è formata in pratica da rifiuti provenienti da ogni parte d'Italia. E fra questi pare ci sono addirittura i rottami della Moby Prince, la nave affondata nel '98 nelle acque del porto di Livorno. In pratica, bonificare questa ex discarica, oltre che indispensabile per il recupero ambientale dell'area, dove peraltro ci sono numerose aziende di allevamento bovino, è doveroso come impegno civile e di seria lotta a ogni tipo di mafia. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-535583404762543027?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/535583404762543027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=535583404762543027' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/535583404762543027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/535583404762543027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/04/ex-sogeri-undici-milioni-per-la.html' title='Ex Sogeri, undici milioni per la bonifica'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4972825410231348652</id><published>2011-04-08T05:03:00.000-07:00</published><updated>2011-04-08T05:04:42.378-07:00</updated><title type='text'>Rapina in villa, picchiata coppia di gioiellieri</title><content type='html'>07/04/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I rapinatori portano via seimila euro dalla cassaforte. I feriti medicati e dimessi&lt;/strong&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;L’incubo è iniziato nel cuore della notte, all’una e mezza. Purtroppo, però, per gli sfortunati protagonisti non è bastato svegliarsi di soprassalto per tirare un sospiro di sollievo e accorgersi che si era trattato solo di un incubo. Le minacce, le intimidazioni e soprattutto le percosse sono durate per un periodo lunghissimo: almeno due ore. Le vittime dell’«arancia meccanica» in salsa domiziana sono i tre componenti di una famiglia di gioiellieri storici del centro litoraneo, i coniugi Antonio e Rosanna Picone e il loro figlio Emanuel. Erano invece quattro i ladri che hanno fatto irruzione nella loro abitazione del centro storico. Tutti col volto coperto da passamontagna, impugnavano armi e pugnali. Sono entrati saltando il muro di cinta della villa e rompendo una finestra della cucina. Nella stessa stanza in quel momento c’era il capofamiglia, che si trovava in lì per pura casualità (a quanto pare, aveva accusato un malore e si era recato in cucina per prendere dell'acqua). Antonio Picone è stato immediatamente immobilizzato e legato a una sedia con degli stracci e dei fili elettrici. Subito dopo la stessa sorte è toccata alla moglie e il figlio, colti di sorpresa nel sonno nelle rispettive stanze da letto. La banda di ladri è riuscita a impossessarti subito di un’ingente somma di denaro in contanti che era presente in casa: circa seimila euro. Ma evidentemente i malviventi miravano ad altro. Non si sono accontentati del bottino razziato e hanno iniziato a cercare probabilmente preziosi o altro denaro contante. Non riuscendo a trovare null’altro, però, hanno iniziato a passare alle manieri forti, infierendo soprattutto su Antonio Picone, picchiandolo duramente. E solo dopo due ore di sevizie, alle 3 e mezzo hanno deciso di mettere fine al loro blitz. Prima di lasciare la villa, probabilmente per impedire la reazione delle loro vittime, hanno anche rubato l’automobile di Emanuel, che era parcheggiata nel garage di casa. Subito dopo, lo stesso giovane è riuscito a liberarsi e avvisare le forze dell’ordine. Sul luogo si sono precipitati gli agenti del vicino commissariato, che hanno raccolto numerosi indizi necessari alle indagini. Soprattutto hanno ascoltato i componenti della famiglia Picone, che nonostante un evidente stato di choc sono riusciti a raccontare nel dettaglio le due ore di incubo patito. Secondo le loro dichiarazioni i ladri non erano italiani; probabilmente si tratta di una banda di ladri di ville formata da immigrati dell’est Europa. Eppure per Castelvolturno, nonostante il territorio sia preda di bande di balordi d’ogni specie, reati del genere non sono abituali; soprattutto la violenza usata dai malviventi, così spietata come quella raccontata con orrore e subita dai gioiellieri di Castelvolturno, lascia angosciata la gente del paese domiziano. E sempre nella giornata di ieri gli agenti del locale commissariato hanno scoperto una vera e propria centrale illegale per lo smontaggio di autovetture di provenienza furtiva. La polizia, aiutata dai vigili del fuoco di Mondragone, ha fatto irruzione in un sottoscala di un palazzo di via Palermo, al parco Lagani, e qui ha trovato decine di parti di automobile risultate rubate e non solo questo. In un angolo del grosso locale c'erano quattro autovetture ancora integre, risultate anche queste a seguito degli accertamenti di origine di furtiva (una Ford Mondeo, due Ford Fiesta e una Suv Nissan). Sul posto non c'era la presenza di nessuna persona. Le indagini della polizia per risalire ai responsabile dell'attivita' illecita sono partite rintracciando i proprietari dell'immobile. Nelle prossime ore gli agenti contano di chiudere il cerchio e di individuare i responsabili della centrale illegale di smontaggio auto. Più difficile, invece, sarà assicurare alla giustizia la banda di balordi che ha assalito in casa propria la famiglia di gioiellieri. © RIPRODUZIONE RISERVATA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4972825410231348652?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4972825410231348652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4972825410231348652' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4972825410231348652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4972825410231348652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/04/rapina-in-villa-picchiata-coppia-di.html' title='Rapina in villa, picchiata coppia di gioiellieri'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1307975578999319822</id><published>2011-04-06T05:55:00.000-07:00</published><updated>2011-04-06T05:59:23.649-07:00</updated><title type='text'>Moglie in ospedale, gli tolgono i figli e lo sfrattano</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-tnjh1b_isqE/TZxjPfMbNcI/AAAAAAAAAVY/d_vYEf0jGVo/s1600/p.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 155px; height: 204px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-tnjh1b_isqE/TZxjPfMbNcI/AAAAAAAAAVY/d_vYEf0jGVo/s320/p.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5592453955010115010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;06/04/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;l'uomo è costretto a vivere in auto in un parcheggio.&lt;br /&gt;il dramma: ha anche una figlia disabile, per la quale non si trova una struttura adeguata.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;Dieci giorni fa, decisamente la peggiore giornata della loro vita. Eppure, da allora le cose per i componenti della famiglia Palomba sono sempre più in salita. I guai sono cominciati con dei dolori allo stomaco accusati dalla signora Rita. Il marito, Salvatore, l’accompagna al pronto soccorso; e subito dopo, in preda ad un choc, lascia la figlia, Mina, di nove anni e mezzo disabile con invalidità totale dalla nascita, nella stanza degli affari sociali del Comune di Castel Volturno, adagiandola a terra in una grossa coperta. Subito dopo chiede ai funzionari di occuparsi di lei fino a quanto non si sarebbe sincerato delle condizione di salute della consorte che a breve sarebbe stata operata e va via. I dipendenti del Comune, chiedono l’intervento del tribunale dei minori che dispone l’immediato trasferimento della bambina in un istituto sanitario e contestualmente denuncia il papà per abbandono di minore. Il giorno dopo è l’ufficiale giudiziario a dare un altro colpo alla sfortunata famiglia. Aiutato da un nutrito gruppo di uomini delle forze dell’ordine, il funzionario sfratta per morosità i Palomba dalla casa che occupavano sulla via Domiziana. Durante le operazioni, il figlio sedicenne dei Palomba si oppone all’intervento e i tutori della legge dispongono il suo trasferimento in una casa famiglia. Da quel giorno il capofamiglia, privato dei suoi figli, con la moglie convalescente in ospedale e senza più una casa, dorme all’interno della sua autovettura nel parcheggio della clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Intanto, l’istituto sanitario che assiste sua figlia non è attrezzato per offrire alla bambina le cure di cui ha bisogno. «Le condizioni di salute di mia figlia – denuncia Salvatore Palomba – stanno peggiorando velocemente di giorno in giorno». Il direttore sanitario ha chiesto il trasferimento di Mina in una struttura più adeguata. L’assessore alle Politiche sociali del Comune litoraneo Angela Jacono, la stessa che si sta prodigando per risolvere il problema legato all’alloggio per i Palomba, ha contattato numerosi istituti sanitari della Campania (quasi tutti) per chiedere di ospitare la bambina. Ma pare che nessuno sia in grado di sostenere le cure di cui la piccola Mina necessita per ventiquattro ore al giorno. «L’unica struttura che può seguire la mia bambina – dice Salvatore Palomba con rassegnazione mista a rabbia – è casa sua, con la mamma al fianco». Ma al momento i Palomba hanno a disposizione soltanto una vecchia automobile. Al momento, quella è casa loro. Al momento i Palomba sono isolati con i loro problemi; problemi che dovrebbero essere in qualche modo condivisi con le strutture di assistenza, evidentemente distratte da altre emergenze. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1307975578999319822?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1307975578999319822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1307975578999319822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1307975578999319822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1307975578999319822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/04/moglie-in-ospedale-gli-tolgono-i-figli.html' title='Moglie in ospedale, gli tolgono i figli e lo sfrattano'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-tnjh1b_isqE/TZxjPfMbNcI/AAAAAAAAAVY/d_vYEf0jGVo/s72-c/p.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7340583881862973648</id><published>2011-04-04T00:40:00.000-07:00</published><updated>2011-04-04T00:44:14.487-07:00</updated><title type='text'>Il ballerino brasiliano ritrova i suoi parenti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ok2PWLl0W-A/TZl2xSAvUTI/AAAAAAAAAVQ/j01QVOtlrD0/s1600/brunoj.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 239px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ok2PWLl0W-A/TZl2xSAvUTI/AAAAAAAAAVQ/j01QVOtlrD0/s320/brunoj.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591631001377788210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;02/04/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui si chiama Bruno Cabrerizo. È un modello brasiliano fra i più pagati al mondo. Nelle ultime settimane è diventato popolare anche in Italia grazie alla sua partecipazione alla trasmissione televisiva di Rai1 «Ballando con le stelle». Eppure a Bruno, nononstante la celebrità, il successo e una carriera in ascesa mancava qualcosa. E quel qualcosa il modello brasiliano lo ha trovato sul litorale domizio a Castelvolturno: I suoi parenti italiani. Il bisnonno di Bruno, infatti, era originario di un paesino del Salernitano, ed emigrò nel continente americano in cerca di fortuna. Delle sue origini, però, il ballerino aveva perso ogni traccia. Grazie a un appello alla trasmissione televisiva «Chi l’ha visto?» di Rai3 è riuscito a coronare quello che era un suo sogno sin da bambino. La redazione giornalistica ha rintracciato i suoi parenti più stretti, che vivono a proprio a Castel Voltuno. E qui Bruno si è recato per poterli conoscere e abbracciare. È partito da Roma con grande emozione e una volta giunto nel centro domizio ha comprato dei fiori da donare ai suoi parenti ritrovati, che hanno ricambiato il regalo floreale con mozzarella di bufala e pizza rustica. Vin.Am.© RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7340583881862973648?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7340583881862973648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7340583881862973648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7340583881862973648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7340583881862973648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/04/il-ballerino-brasiliano-ritrova-i-suoi.html' title='Il ballerino brasiliano ritrova i suoi parenti'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ok2PWLl0W-A/TZl2xSAvUTI/AAAAAAAAAVQ/j01QVOtlrD0/s72-c/brunoj.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-5505438799607807568</id><published>2011-04-04T00:38:00.000-07:00</published><updated>2011-04-04T00:40:30.031-07:00</updated><title type='text'>"Non affittate case a gruppi di persone che non sono famiglie"</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-7zehktb34uM/TZl16F4eiRI/AAAAAAAAAVI/8mPhwrCz_5Y/s1600/manifestoj.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-7zehktb34uM/TZl16F4eiRI/AAAAAAAAAVI/8mPhwrCz_5Y/s320/manifestoj.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591630053229103378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;31/03/2011 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il sindaco di Castelvolturno: "No a immigrati e coppie di napoletani non affidabili". &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;«Cari concittadini, evitate di affittare i vostri immobili a gente che non ha né arte né parte e a gruppi di persone che non sono nuclei familiari». L’appello è comparso ieri sui muri della città, a firmarlo è il primo cittadino Antonio Scalzone che, spiega, vuole «fare del paese costiero da lui amministrato un territorio normale». La lettera aperta scritta ai suoi cittadini a caratteri cubitali su dei manifesti affissi ieri lungo la Domiziana non dice espressamente quello che poi, sollecitato, realmente ha in mente Scalzone: il sindaco specifica che si riferisce «sicuramente agli immigrati irregolari», che avendo a disposizione poche risorse economiche per abbattere i costi spesso sul territorio dividono piccole unità immobiliari in gruppi di dieci persone, talvolta anche di più. Ma anche ad alcune tipologie di persone italiane. E vale a dire a tutte quelle coppie che lui definisce «di fatto», non unite dal matrimonio e che alle proprie spalle hanno già numerose unioni fallite; persone che provengono solitamente dalla zona della provincia nord di Napoli e dall’Agro aversano e che «non riuscendo a trovare casa nei propri paesi d’origine perché ritenute dai propri stessi concittadini non affidabili, qui sul litorale domizio, invece, trovano sempre un alloggio». «Dobbiamo assolutamente riappropriarci del territorio – scrive Antonio Scalzone - e favorire l’immigrazione solo di persone perbene, che hanno un lavoro regolare e con famiglie normali». Utilizza più volte il sindaco l’espressione «normale». Eppure, la storia recente di Castel Volturno, soprattutto in materia di edilizia, esprime ben poco di quest’attributo. Negli ultimi quaranta anni sul territorio del paese domiziano sono state costruite migliaia di unità immobiliari senza la guida di alcuno strumento urbanistico. Attualmente per 24mila abitanti registrati all’anagrafe, da Ischitella a Pescopagano si contano oltre trentaseimila abitazioni (pressappoco una casa e mezzo per ogni abitante). Ben dodicimila di questi immobili sono stati costruiti su demanio marittimo e forestale; si tratta di appartamenti, ma anche di villette e talvolta interi condomini che dovrebbero essere tutti demoliti e che invece si trovano ancora saldi al loro posto sulla spiaggia o in pineta a esempio delle violenze che ha subito il territorio per mano dei suoi stessi cittadini vestiti da imprenditori edili abusivi, oppure che nel ruolo di amministratori pubblici hanno chiuso spesso un occhio, talvolta tutti e due sugli scempi compiuti. Peraltro, a Castel Volturno ancora oggi manca il piano regolatore generale. Negli anni ’70 e ’80 sulla costa sud della provincia di Caserta sono sorti interi quartieri, che già in fase progettuale si sapeva sarebbero diventati dei ghetti. Quelle case, ora, vengono affittate irregolarmente dai proprietari, tutti italiani, che non registrano i contratti e che alimentano, così, essi stessi la clandestinità e l’illegalità. Il sindaco Scalzone chiede ai suoi concittadini di dire «no alla cultura dell'illegalità», partendo proprio dal negare la casa a chi ritiene non degno di vivere nel centro domiziano: «Liberiamo Castel Volturno dalla delinquenza e dall’illegalità – scrive il primo cittadino - è questa la condizione fondamentale per sviluppare una sana economia e creare posti di lavoro per i nostri giovani e per i padri di famiglia». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-5505438799607807568?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/5505438799607807568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=5505438799607807568' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5505438799607807568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5505438799607807568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/04/non-affittate-case-gruppi-di-persone.html' title='&quot;Non affittate case a gruppi di persone che non sono famiglie&quot;'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-7zehktb34uM/TZl16F4eiRI/AAAAAAAAAVI/8mPhwrCz_5Y/s72-c/manifestoj.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4668424027687218354</id><published>2011-03-26T06:30:00.000-07:00</published><updated>2011-03-26T06:32:05.685-07:00</updated><title type='text'>Una casa sottratta ai clan può riunire una famiglia</title><content type='html'>26/03/2011&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;È successo tutto in meno di ventiquattro ore. Quando la cattiva sorte sembra concentrarsi tutta in un singolo punto. Eppure, con molta probabilità, in questo caso quello che viene solitamente chiamato fato, o destino, centra ben poco; al contrario, invece, le responsabilità dei singoli uomini e donne e soprattutto quelle delle istituzioni chiamate a intervenire e che evidentemente sono state sorde per troppo a lungo, hanno più di una colpa per quello che è successo alla famiglia Palomba. Da nove anni, da quando nacque la piccola Mina, la famiglia di Castelvolturno combatte per vedere riconosciuti appieno i diritti della bambina, venuta alla luce con gravi malformazioni fisiche. Ma i bilanci degli enti locali sono sempre in rosso e a Mina viene sistematicamente negata l’assistenza, sia sanitaria sia scolastica. È un calvario a cui i genitori della piccola pare si siano addirittura abituati. Giovedì scorso, però, la mamma di Mina accusa dei crampi allo stomaco. Non chiede subito l'intervento medico, perché deve badare a sua figlia che necessità assistenza ventiquattro ore al giorno. Col passare delle ore, però, i dolori diventano lancinanti, e interviene l’ambulanza. La donna è condotta in ospedale. Suo marito a questo punto non sa cosa fare. Vorrebbe seguire la moglie, ma deve accudire la bambina. È sconvolto. Decide di recarsi con Mina in municipio. Qui chiede aiuto agli impiegati comunali; lascia la bambina nella stanza agli affari sociali e si reca in ospedale dalla moglie. Dopo aver parlato con i medici che la tengono in cura, ritorna in Comune. Ma qui invece di Mina trova una denuncia per abbandono di minore. E gli fanno sapere che la bambina è stata affidata a un istituto. È uno choc per Salatore Palomba, che fa rientro a casa senza più energie fisiche e mentali. Poche ore dopo, e siamo a ieri mattina, alla sua porta bussa l’ufficiale giudiziario. Ha in mano uno sfratto esecutivo per morosità. Lo Stato, lo stesso che ha negato l’assistenza sanitaria e scolastica alla figlia e che poi gliel’ha sottratta, lo mette per strada. Per il primo figlio della coppia, invece, anche lui minorenne, si aprono le porte di una casa famiglia. La speranza adesso per la famiglia Palomba sono tutte in un appartamento confiscato alla camorra che il Comune di Castelvolturno pare voglia mettere a loro disposizione. Martedì ci sarà un consiglio comunale che deciderà della destinazione d'uso e dei lavori da effettuare all'immobile. E solo dopo avere a disposizione una nuova casa, i Palomba potranno fare richiesta alla procura per riavere i propri figli. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4668424027687218354?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4668424027687218354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4668424027687218354' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4668424027687218354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4668424027687218354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/03/una-casa-sottratta-ai-clan-puo-riunire.html' title='Una casa sottratta ai clan può riunire una famiglia'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-2683774894183544564</id><published>2011-03-23T06:52:00.000-07:00</published><updated>2011-03-23T06:54:55.635-07:00</updated><title type='text'>Parco Saraceno, scatta il blitz contro abusivi e irregolari</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-MqF3fld_MY4/TYn7qaEzo1I/AAAAAAAAAU4/xEeTfH91iL8/s1600/pcosar.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-MqF3fld_MY4/TYn7qaEzo1I/AAAAAAAAAU4/xEeTfH91iL8/s320/pcosar.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587273518702371666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;23/03/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;forze dell'ordine e operai della Multiutility recidono gli allacci idrici illegali &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;Carabinieri e poliziotti entrano in forze all’interno di Pinetamare e si dirigono in direzione del Parco Saraceno, vero e proprio «quartiere-stato», abitato in prevalenza da abusivi, dove la legge che vige fra le trenta palazzine del condominio da oltre un decennio è quella della prepotenza. Ma questa volta non c’è da assicurare alla giustizia un pericoloso latitante o un gruppo di balordi rapinatori: le forze dell’ordine sono da supporto a due squadre di tecnici della Multiutility, l’azienda misto pubblico-privata che a Castelvolturno gestisce il servizio idrico e che devono compiere i distacchi delle forniture a tutti gli utenti allacciati abusivamente. Non si tratta in questo caso di morosi che non hanno pagato qualche bolletta, ma di veri e propri utenti abusivi, dai cui rubinetti scorre regolarmente l’acqua, tanta acqua, ma che sono completamente sconosciuti all’erario. E appena i tecnici della Multiutility iniziano le proprie operazioni, si forma un drappello di abitanti del parco nei pressi degli allacci abusivi; qualcuno tenta anche di impedire fisicamente il lavoro degli operai, ma il dispiegamento di polizia e carabinieri è talmente ingente che non resta altro che rassegnarsi e assistere con desolazione a tutte le operazioni. A questo punto, però, dal gruppo di abusivi si alzano strali e invettive nei confronti degli amministratori locali e degli stessi componenti delle forze dell’ordine. L’intervento va avanti per ore, e a fine lavori si contano circa cinquanta distacchi ad altrettante abitazioni. In pratica, è stato distaccato quasi l’intero parco, fa sapere Giovanni Palazzo, il presidente della Multiutility, ad eccezione di una manciata di appartamenti regolari e delle attività commerciali. Difficile adesso per gli abusivi regolare le proprie posizioni con l’azienda idrica. Qualora, infatti, volessero pagare gli arretrati e l’installazione dei contatori che non esistono affatto, sarebbe comunque difficile poter avere il contratto, in quanto gran parte degli abitanti del parco sono fantasmi per il Comune di Castelvolturno, essendo la loro presenza sul territorio non certificata in alcun registro. Ma chi vive al parco Saraceno? La metà degli abitanti proviene dall’area metropolitana della provincia a nord di Napoli e dall’agro aversano. L’altra metà è un vero melting pot multirazziale. Qui ci sono cittadini originari dei paesi dell’est Europa, dell’Africa centrale e del maghreb. Sono circa ottanta famiglie che popolano il quartiere, e almeno settanta di queste sono abusive, non solo nei confronti della Multiutility ma perché non pagano neanche i fitti ai legittimi proprietari, ovvero alla famiglia dei costruttori Coppola. Gli stessi che in quest’area dovranno a breve realizzare un porto turistico da 1250 posti barca. Al posto delle fatiscenti palazzine ci dovranno essere moli e vele, e nei progetti dell’opera il parco dovrà essere totalmente demolito. Per i lavori saranno impegnati oltre ottanta milioni di euro e la presenza degli abusivi del parco potrebbe rallentare la realizzazione dell’opera. È per questo che la gente del Saraceno immagina che l’operazione di ieri sia solo il prologo di una serie di azioni volte a farli abbandonare le case. Ma durante il blitz di ieri hanno lanciato dei chiari messaggi: «Se abbatterette il parco Saraceno – hanno urlato molti di loro – lo dovrete fare con noi dentro». Per Pinetamare è iniziata decisamente una turbolenta primavera. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-2683774894183544564?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/2683774894183544564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=2683774894183544564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2683774894183544564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2683774894183544564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/03/parco-saraceno-scatta-il-blitz-contro.html' title='Parco Saraceno, scatta il blitz contro abusivi e irregolari'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-MqF3fld_MY4/TYn7qaEzo1I/AAAAAAAAAU4/xEeTfH91iL8/s72-c/pcosar.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-9175714838648253280</id><published>2011-03-21T05:59:00.000-07:00</published><updated>2011-03-21T06:01:42.990-07:00</updated><title type='text'>Picchiano anziano che li denunciò: presi 3 rapinatori</title><content type='html'>21/03/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;assura ritorsione in stada, e come bottino un cellulare da pochi euro&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;Picchiato e rapinato all’interno delle mura di casa sua, non doveva poi denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Per questa ragione è stato nuovamente e barbaramente picchiato dagli stessi aguzzini. Lo sfortunato protagonista di questa amara vicenda è un pensionato di settanta anni che vive a Pinetamare. Il calvario di L.D.S. (queste le sue iniziali) e’ iniziato lo scorso lunedi’, quando tre rapinatori hanno fatto irruzione in casa sua. L’uomo era da solo nell’appartamento ed è stato immediatamente immobilizzato dai ladri, che si somno messi poi alla ricerca di denaro in contanti. Non avendo trovato, pero’, alcuna banconota in casa, hanno iniziato a infierire sul corpo del pensionato, percuotendolo violentemente. E prima di andare via, gli hanno sottratto l’unico oggetto di valore che aveva con se’: un telefonino cellulare. Condotto alla clinica Pinetagrande, il pensionato e’ stato medicato e ricoconosciuto guaribile in quindici giorni. Ma invece di accettare il ricovero, ha preferito recarsi subito dalle forze dell’ordine e formalizzare la denuncia. Qui, nella caserma dei carabinieri di Pinetamare, ha riconosciuto dalle fotosegnaletiche uno dei suoi aggressori. Ed è tornato a casa. Sabato scorso, poi, mentre usciva da un supermercato è stato notato dalla banda di balordi. I tre lo hanno velocemente circondato e hanno iniziato a picchiarlo nuovamente in maniera violenta. «Non dovevi permetterti di denuciarci», hanno gridato mentre inferivano sul suo corpo. Finita la vile spedizione punitiva il branco è scappato lasciando il pensionato esamine sull’asfalto. I soccorsi sono giunti sul posto pochi minuti dopo. E mentre l’ambulanza accompagnava nuovamente L.D.S. al pronto soccorso, dove ha avuto una prognosi di guarigione questa volta di venti giorni, i carabinieri hanno iniziato una vera e propria caccia all’uomo, al termine della quale hanno stretto le manette ai polsi dell’intera banda di balordi. Si tratta del ventenne Raffaele Buonanno, del diciannovenne Giuseppe D’Aniello e di un diciassettenne, B.A., tutti residenti al tristemente famoso Parco Saraceno. Nonostante la giovane eta’, hanno fatto sapere i carabinieri, i tre hanno gia’ numerosi precedenti penali. Tutti per rapina e aggressione. Si tratta di tre giovani viollenti, figli di un territorio malato. Una gioventu' che non esita a picchiare una persona anziana per un telefono cellulare da rivendere a meno di venti euro. Che non esita a picchiare un uomo che non ha alcuna forza per reagire, se non quella di recarsi dalle forze dell'ordine e denunciare che la società che lo circonda è spietata. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-9175714838648253280?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/9175714838648253280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=9175714838648253280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/9175714838648253280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/9175714838648253280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/03/picchiano-anziano-che-li-denuncio-presi.html' title='Picchiano anziano che li denunciò: presi 3 rapinatori'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3108748027878173918</id><published>2011-03-18T06:51:00.000-07:00</published><updated>2011-03-18T06:54:35.624-07:00</updated><title type='text'>Bimbi disabili senza assistenza: scontro sindaco-associazione</title><content type='html'>17/03/2011 &lt;br /&gt;&lt;em&gt;la lite. Giordano: "primo cittadino arrogante". Scalzone replica: "E' stata insolente, partirà una querela".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno.&lt;br /&gt; Il sindaco conferma: «Sto acquisendo quante più notizie possibili sull’associazione e la sua presidente, dopodiché partirà la querela». La responsabile dell’associazione Campania in Movimento, Chiara Giordano, ribatte: «Il primo cittadino mi ha risposto in maniera arrogante e ha dimostrato una sensibilità piatta». Il contendere fra i duellanti nasce dall’assistenza sanitaria e scolastica negata a due bambini disabili di nove anni che vivono nel territorio del Comune domiziano. Gli screzi, invece, sono cominciati due giorni fa, quando, Chiara Giordano ha chiamato al telefono il sindaco di Castel Volturno chiedendogli notizie in merito alla mancata assistenza ai due bambini. Antonio Scalzone, da parte sua, indispettito da quello che ha definito «un atteggiamento particolarmente insolente da parte della presidente Giordano», non ha fornito alcuna spiegazione alla sua interlocutrice e le ha preannunciato una querela. «Ho semplicemente chiesto al sindaco – ha sottolineato Chiara Giordano – come mai il Comune di Castel Volturno non faceva la sua parte come prevede la legge nei confronti dell’assistenza sanitaria e scolastica per i due bambini. E lui ha risposto soltanto che mi avrebbe querelato perché gli stavo facendo perdere del tempo». «Il Comune - ribatte Scalzone - è sull’orlo della bancarotta e non possiamo mantenere tutti gli impegni; quest’aspetto dovrebbe essere valutato anche dai cosiddetti benefattori i quali insistono che dobbiamo fare fronte a tutte richiesta». Probabilmente questa vicenda andrà avanti fra carte bollate e udienze in procura. Appare certo, invece, che i due bambini resteranno purtroppo ancora a lungo senza assistenza, vittime innocenti di un territorio disabile e malato. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3108748027878173918?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3108748027878173918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3108748027878173918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3108748027878173918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3108748027878173918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/03/bimbi-disabili-senza-assistenza-scontro.html' title='Bimbi disabili senza assistenza: scontro sindaco-associazione'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7285927099252582594</id><published>2011-03-14T01:27:00.000-07:00</published><updated>2011-03-14T01:32:03.344-07:00</updated><title type='text'>Dall'ambulanza rubano il cellulare di servizio</title><content type='html'>13/03/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;i medici soccorrono un ammalato grave e i ladri entrano in azione&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato.&lt;br /&gt;Semmai i furti avessero un limite entro il quale si potrebbe considerare la decenza, ebbene in questo caso l'asticella sarebbe stata superata abbondantemente. Il mezzo del 118 del presidio di Castelvolturno arriva a Pinetamare a sirene spiegate. Poco prima dalla centrale hanno avvisato che c'è un uomo da soccorrere in gravi condizioni. L'indirizzo è quello del Parco Saraceno, condominio abitato prevalentamente da abusivi; ma ci sono anche numerosi pregiudicati e persone cosiddette borderline. Gli interventi al parco Saraceno hanno sempre risvolti particolari per il personale del 118. Ma a loro poco importa, perché ogni paziente è uguale all'altro. La persona da soccorrere in questo caso è in piena crisi epilettica. Appena l'ambulanza arriva sotto casa, i medici e gli infermieri si precipitano all’interno. Senza preoccuparsi, ovviamente, di chiudere il mezzo a chiave. Ogni secondo, in questi casi, è prezioso per salvare una vita. Ma evidentemente a Castelvolturno si spara anche sulla croce rossa. Perché al rientro del personale nell'ambulanza, non c’è più il telefono cellulare di servizio, proprio quello dove giungono le chiamate d'emergenza. Lo stupore e il rammarico per il furto viene momentaneamente messo da parte dallo staff medico e l'ambulanza si dirige a folle velocità in direzione della clinica Pineta Grande. L'imperativo è quello di soccorrere il paziente. L'uomo viene condotto in ospedale e «stabilizzato» dai medici del pronto soccorso. Subito dopo i sanitari pensano al cellulare rubato e si recano dai carabinieri per la denuncia. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7285927099252582594?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7285927099252582594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7285927099252582594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7285927099252582594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7285927099252582594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/03/dallambulanza-rubano-il-cellulare-di.html' title='Dall&apos;ambulanza rubano il cellulare di servizio'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-2083247793025495853</id><published>2011-03-10T04:50:00.000-08:00</published><updated>2011-03-10T04:57:28.432-08:00</updated><title type='text'>Ora di ginnastica con ping-pong e scacchi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-FPkWjWzaeLU/TXjKMfUHncI/AAAAAAAAAUw/LKc0LkzTRlo/s1600/scacchi.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-FPkWjWzaeLU/TXjKMfUHncI/AAAAAAAAAUw/LKc0LkzTRlo/s320/scacchi.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582434054038855106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;10/03/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nelle scuole palestre off-limits. A disposizione solo strutture private&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. &lt;br /&gt;Palestra della scuola media di via San Rocco, chiusa per ristrutturazione; palestra della scuola media di via Acacie, chiusa per ristrutturazione; palazzetto dello sport di via Occidentale, chiuso per inagibilità. La materia di educazione fisica, e in generale praticare lo sport, a Castelvolturno sembrano essere aspetti marginali e al limite del superfluo. Nonostante il territorio, infatti sia dotato di enormi spazi, di ventisette chilometri di costa, dieci di pineta comunale, di corsi d'acqua e laghi sul litorale domizio gli unici luoghi dove si può fare sport, oltre allo stadio comunale, sono rappresentati dalle palestre private e dai campi di calcetto, ovviamente anche questi non pubblici. Singolare la situazione delle due palestre delle rispettive scuole medie del paese domiziano. Quella del centro storico fu chiusa due anni fa con un'ordinanza dell'amministrazione comunale, in seguito a un'ispezione ministeriale: risultò essere non agibile a causa della presenza di una grossa trave in cemento. Da allora la palestra è chiusa e nella struttura non è mai stato visto alcun operaio al lavoro. Il vicepreside, Alfonso Caprio, sostiene di non essere a conoscenza di alcun piano di intervento previsto dall'amministrazione. La palestra della scuola di Pinetamare, invece, fu chiusa per ristrutturazione addirittura nel lontano 2003 e fu garantito agli studenti e agli insegnanti che nel giro di una stagione scolastica, massimo due, sarebbe stata riaperta. E invece le sue porte sono ancora tutt'oggi chiuse. Eppure qui i lavori, anche se in ritardo, partirono nel 2005 e furono completati nel 2007. «Ma le attrezzature istallate, compresa l’illuminazione, sottolinea il preside della scuola, Bruno Lauro, risultarono essere non a norma». Quindi la palestra non è stata più aperta, e da allora attende che siano sostituite le attrezzature non conformi. I motivi per cui il palazzetto dello sport di via Occidentale sia chiuso, invece, a chi non è pratico di carte bollate e iter burocratici farraginosi, sfuggono e lasciano perplessi i tanti giovani che al suo interno praticavano la pallacanestro e la pallavolo. La società sportiva Aphrodite che nel palazzetto gestiva i corsi ha traslocato definitivamente nel Comune di Giugliano, che gli ha messo a disposizione la palestra della scuola media del Lago Patria, evidentemente qui funzionante. . Sono circa ottocento gli studenti delle due scuole medie di Castelvolturno; nel plesso del centro storico per insegnare loro l’ educazione fisica viene utilizzato il cortile (quando non piove), e nell’altra scuola, invece, una vecchia aula. Qui è stato portato un tavolo da ping-pong, dove i ragazzi si cimentano in combattutissimi tornei di tennis da tavolo. Per intrattenere gli studenti in coda per il proprio turno, poi, ci sono anche dame e scacchiere. Chissà se invece di aprire le palestre, a Castelvolturno a breve nascerà un giocatore di scacchi capace di sfidare i campioni russi. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-2083247793025495853?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/2083247793025495853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=2083247793025495853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2083247793025495853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2083247793025495853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/03/ora-di-ginnastica-con-ping-pong-e.html' title='Ora di ginnastica con ping-pong e scacchi'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-FPkWjWzaeLU/TXjKMfUHncI/AAAAAAAAAUw/LKc0LkzTRlo/s72-c/scacchi.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-8393960795710318140</id><published>2011-03-10T04:48:00.000-08:00</published><updated>2011-03-10T04:50:05.590-08:00</updated><title type='text'>Boniver al sindaco: presto il comitato sull'immigrazione visiterà il litorale</title><content type='html'>09/03/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Una delegazione del comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen e di controllo e vigilanza in materia d’immigrazione a breve sarà sul litorale domizio. A darne conferma la stessa presidente del comitato, la parlamentare Margherita Boniver, sollecitata a interessarsi dei problemi legati ai grossi flussi migratori che da anni ci sono sulla costa casertana dal sindaco di Castelvolturno, Antonio Scalzone. «Ho letto con viva preoccupazione la sua lettera sulla grave situazione in cui la città di Castelvolturno versa da tempo a causa di un'immigrazione di eccezionali intensità». Così inizia la missiva giunta ieri al primo cittadino Scalzone e scritta dalla presidente Boniver, che ha continuato assicurando una sua rapida visita in zona insieme ai propri collaboratori. «Al più presto proporrò al comitato – ha sottolineato Margherita Boniver – lo svolgimento di una missione presso la vostra città, perché la rappresentanza del comitato possa costatare di persona dalla visita del territorio, e da incontri con tutte le autorità competenti, la specifica della situazione. Intanto - ha continuato il presidente del comitato Schengen - farò presente la delicata questione Castelvolturno al ministero degli interni». La lettera della Boniver arriva in un periodo in cui la gente di Castelvolturno guarda con particolare interesse e anche preoccupazione ai nuovi sbarchi d’immigrati sulle coste siciliane, che potrebbero coinvolgere direttamente anche la cittadina domiziana. Durante l’eccezionale ondata di arrivi di immigrati del 2003, infatti, quella relativa alla guerra civile in Liberia, a Castelvolturno la presenza di extracomunitari raddoppiò in pochi mesi, rendendo complicata la gestione dell'accoglienza e dei servizi in generale. Antonio Casale, direttore del Centro d'accoglienza per immigrati Fernandes, osservatorio per antonomasia dei flussi migratori del casertano, rassicura, intanto, che al momento non c’è alcuna impennata. «Siamo in costante contatto con la prefettura - ha detto il direttore Casale - Forniamo i numeri dei numeri dei nuovi arrivi, e a tutt'oggi posso garantire che siamo nella norma. E a breve - ha aggiunto Antonio Casale - non è previsto che cambi la tendenza. Chissà se quando arriverà la delegazione del comitato Schengen a Castelolturno la situazione sarà ancora serena come appare in questi giorni». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-8393960795710318140?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/8393960795710318140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=8393960795710318140' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8393960795710318140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8393960795710318140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/03/boniver-al-sindaco-presto-il-comitato.html' title='Boniver al sindaco: presto il comitato sull&apos;immigrazione visiterà il litorale'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1421214432842948992</id><published>2011-02-23T05:04:00.000-08:00</published><updated>2011-02-23T05:11:53.428-08:00</updated><title type='text'>Il viaggio della tartaruga finisce a Baia Verde</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4np99qgimkA/TWUGqO2Jq8I/AAAAAAAAAUg/c0vjmaSpku4/s1600/tarta.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 262px; height: 168px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4np99qgimkA/TWUGqO2Jq8I/AAAAAAAAAUg/c0vjmaSpku4/s320/tarta.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576871036177722306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. Vivono solitamente nelle acque turchesi delle coste di Cipro, della Grecia e della Turchia. Molti esemplari in questi mesi compiono delle traversate superiori anche ai mille chilometri per riprodursi. Gran parte di quelli che giungono nelle acque del sud Italia, però, vanno in contro  alla morte. Questo è anche il destino capitato alla Caretta–Caretta spiaggiata a Baia Verde. &gt;Segue a pag. 44 Si tratta di un esemplare dal guscio lungo circa 80 centimetri di diametro. La tartaruga, la cui specie nelle acque italiane è ormai al limite dell’estinzione, presentava delle grosse lacerazioni al volto. Probabilmente, è stata ferita mortalmente dalle eliche di una barca a motore. Oppure, è deceduta perché ha ingerito una delle numerose buste di plastica che galleggiano alla deriva nelle acque della zona; e sarebbe stata colpita dopo la morte. A fare la scoperta della carcassa dell'animale è stata l’associazione animalista Lida di Castel Volturno. Tommaso Ambrosca, il presidente della Lida, ha allertato la polizia locale, che purtroppo abituata a queste segnalazioni ha provveduto a immediatamente contattare una ditta specializzata nella rimozione di carcasse di animali morti dalla spiaggia. La salma della tartaruga sarà adesso trasferita alla stazione zoologica Anton Dohrn. Qui, all’acquario di Napoli, c’è anche un ospedale capace di curare le tartarughe ferite. Per quella trovata ieri, purtroppo, sarà possibile soltanto eseguire l’esame autoptico e risalire all’esatta causa che ha cagionato la sua morte. Partita dal mare incontaminato del sud del Mediterraneo, la Caretta Caretta trovata a Castel Volturno, ha terminato il suo lungo viaggio su una spiaggia piena di rifiuti. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1421214432842948992?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1421214432842948992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1421214432842948992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1421214432842948992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1421214432842948992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/02/il-viaggio-della-tartaruga-finisce-baia.html' title='Il viaggio della tartaruga finisce a Baia Verde'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-4np99qgimkA/TWUGqO2Jq8I/AAAAAAAAAUg/c0vjmaSpku4/s72-c/tarta.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-8108487698903741281</id><published>2011-02-23T05:01:00.000-08:00</published><updated>2011-02-23T05:03:33.117-08:00</updated><title type='text'>Freddo e alcol, muore extracomunitaria</title><content type='html'>23/02/2011 &lt;br /&gt;È stata trovata per strada, in fin di vita dal personale del 118 e dai carabinieri della loclale stazione. Erano la 13, in via Tronco, i pieno giorno nel quartiere di Destra Volturno. I medici hanno tentato immediatamente di rianimarla e di stabilizzarla. Subito dopo è stata caricata in ambulanza ed è iniziata una corsa a sirene spiegate in direzione del vicino ospedale. Ma la donna non è riuscita ad arrivare alla clinica Pinetagrande, è morta durante il tragitto. I suoi abiti erano laceri e impregnati di alcol. A una prima ispezione esterna del corpo da parte dei medici della clinica, non è risultato alcun trauma che avrebbe potuto causare il decesso. Probabilmente, ritengono i carabinieri che indagano sul caso, è stato proprio un abuso di alcol e un principio d'assideramento a far cessare di battere il suo cuore. In ogni caso, il giudice ha disposto l'autopsia e nel frattempo la salma è stata trasferita alla medicina legale di Caserta. Con sè la donna non aveva alcun documento. Di chiara origine centroafricana, è bastato poco ai militari dell'arma risalire alla sua identità. La comunità d'immigrati del luogo la conosceva bene. Il suo nome era Fighty Beye, originaria del Ghana, 35 anni, undici dei quali, gli ultimi undici, trascorsi qui in Italia senza permesso di soggiorno. Fighty era giuridicamente una «clandestina», apparteneva a quell'immenso popolo di fantasmi della Domiziana che vive sulla costa casertana senza documenti. Fighty, non era conosciuta alle forze dell'ordine, non aveva alcun precedente penale. Unica sua "colpa": essere "clandestina".&lt;br /&gt;v.a. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-8108487698903741281?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/8108487698903741281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=8108487698903741281' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8108487698903741281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8108487698903741281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/02/freddo-e-alcol-muore-extracomunitaria.html' title='Freddo e alcol, muore extracomunitaria'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3351835978376580032</id><published>2011-02-23T04:59:00.000-08:00</published><updated>2011-02-23T05:13:00.990-08:00</updated><title type='text'>Ecco il quartiere fantasma</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Ex2xBb18miw/TWUHxf2mEqI/AAAAAAAAAUo/Uu5FaaNEkxY/s1600/psaraceno.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Ex2xBb18miw/TWUHxf2mEqI/AAAAAAAAAUo/Uu5FaaNEkxY/s320/psaraceno.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576872260513698466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Parco Saraceno, 9 case su dieci occupate abusivamente e senza pagare alcuna tassa&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. È certamente un caso unico in Italia; ma andando in giro per l’intero pianeta, probabilmente di quartieri residenziali abitati per oltre il novanta per cento da abusivi se ne troverebbero davvero pochi. Il parco Saraceno fu realizzato sul finire degli anni ’70 dai costruttori Coppola di fronte la darsena San Bartolomeo, a Pinetamare. Composto da trenta palazzine di tre piani ognuna, ospitò per circa quindici anni in prevalenza famiglie di militari americani di stanza alla base di Agnano. Col trasferimento dei marines presso la nuova base di Gricignano, poi, seguirono anni di scarso interesse da parte dei proprietari, l’abitato andò pian piano svuotandosi e le abitazioni furono occupate appunto abusivamente. Questo fenomeno iniziò nei primi anni ’90 e si diffuse con un forte tam-tam la nei paesi della provincia di Napoli e dell’agroaversano; ovvero: “di fronte la spiaggia libera del Villaggio Coppola ci sono numerosi appartamenti, tutti luminosi e facili da occupare abusivamente senza subire particolari ripercussioni giudiziarie”. Da quel periodo, l’unica regola che vige sul quartiere è che non ci sono regole, o quantomeno, non quelle stabilite dall’ordinamento italiano. Qui gli abusivi, che ovviamente non pagano alcun canone di fitto, non corrispondono nessuna imposta al Comune di Castelvolturno: non pagano la tassa per la raccolta rifiuti, né quella per il servizio idrico. E, addirittura, si allacciano sulla rete pubblica dell’energia elettrica per avere la luce nelle abitazioni. Le forze dell’ordine conoscono bene questo particolare reato perpetuato dagli abusivi del parco e periodicamente partono blitz per reprimere il fenomeno. Vengono tagliati gli allacci illegali e arrestati coloro che li eseguono. Ma di sera, ogni sera, il parco Saraceno brilla sempre come un albero di Natale. Intanto, le palazzine senza una regolare e periodica manutenzione stanno cadendo nel termine letterale del termini “a pezzi”. Intere parti di cornicioni in cemento armato si staccano e precipitano pericolosamente al suolo, danneggiando le automobili in sosta. Talvolta, raccontano gli abitanti del quartiere, si è rischiato anche la tragedia, perché le pietre hanno sfiorato i passanti”. Sono circa sessanta le famiglie che vivono sul parco Saraceno. Almeno cinquanta di queste sono di abusivi. I costruttori Coppola hanno già inviato a tutti le ingiunzioni di sfratto e in alcuni casi ci sono state anche le sentenze del tribunale, ovviamente non ancora eseguite. Peraltro, a breve in quest’area dovranno iniziare i lavori per la realizzazione per il nuovo porto turistico. Nei progetti della società che deve realizzare l’opera, il parco dovrebbe essere interamente demolito e al suo posto dovrebbe sorgere una piazza e un mercato del pesce . La presenza degli abusivi, però, potrebbe rallentare i lavori delle nuove opere edili previste, lavori che rappresentano per la gente del litorale domizio un’opportunità per il rilancio socioeconomico dell’intero territorio. Ma sia i dirigenti della società Mirabella che deve realizzare i lavori, sia l’amministrazione comunale appaiono tranquilli e sono convinti che a breve il problema degli abusivi sarà risolto. “Lo sgombero – sottolinea Antonio Scalzone , il sindaco del Comune litoraneo – spetta alle forze dell’ordine e in questo caso specifico immagino dovrà intervenire anche l’esercito”. Ma dove saranno sistemati le famiglie abusive (composte in prevalenza da minorenni e invalidi civili) una volta demolito il parco? Per questo Antonio Scalzone non ha dubbi: “Il nostro ente – dice – non ha né le risorse economiche, né alloggi di edilizia popolare da offrire a questa gente. Una volta demolito il parco, gli abusivi dovranno tornare nei propri paesi d’origine”. La delicata questione, probabilmente è più ingarbugliata di quello che appare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3351835978376580032?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3351835978376580032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3351835978376580032' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3351835978376580032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3351835978376580032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/02/ecco-il-quartiere-fantasma.html' title='Ecco il quartiere fantasma'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Ex2xBb18miw/TWUHxf2mEqI/AAAAAAAAAUo/Uu5FaaNEkxY/s72-c/psaraceno.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-9038039494995797734</id><published>2011-02-10T08:25:00.000-08:00</published><updated>2011-02-10T08:30:07.266-08:00</updated><title type='text'>Inquinamento ed erosione, le terapie d'urto</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-uINhosBKH0o/TVQSeH4Ig5I/AAAAAAAAAUY/Gp-k8DLywLg/s1600/bagnara.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-uINhosBKH0o/TVQSeH4Ig5I/AAAAAAAAAUY/Gp-k8DLywLg/s320/bagnara.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572098947684008850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;10/02/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato&lt;br /&gt; La sala comunale Giovanni Rega è gremita come capitato in altri pochi casi in precedenza. Ci sono gran parte dei centosette titolari delle licenze demaniali per la gestione della spiaggia castellana, i gestori degli stabilimenti balneari. Ma c’è anche la gente comune del centro domizio, che pur avendo a disposizione ventisette chilometri di costa, di anno in anno vede sempre più ridurre la possibilità di fare il bagno nelle proprie acque. Sulla costa del paese casertano, infatti, non incide in maniera negativa soltanto l’inquinamento causato dagli scarichi incontrollati e non depurati in mare dei corsi d’acqua superficiali (in prevalenza quelli del fiume Volturno e dei Regi Lagni). Ma anche la stesa spiaggia, dotata di una sabbia particolarmente fina e apprezzata da tutti i bagnanti, che però in molte zone di Castelvolturno sta letteralmente scomparendo inghiottita dal mare che avanza inesorabile. Le località maggiormente colpite da questo grave fenomeno naturale sono quelle di Ischitella e di Bagnara (confinante col territorio del Comune di Mondragone). E se a Ischitella gli operatori turistici e la gente della zona possono già tirare un sospiro di sollievo, perché da dieci giorni sulla propria costa sono in azione i mezzi dell’ati che si aggiudicata l’appalto gestito dal bacino ente Fiume Liri – Garigliano - Volturno per la realizzazione di una scogliera, a Bagnara, invece, si è in piena emergenza. Di tutto questo si è discusso ieri pomeriggio durante la conferenza pubblica organizzata dall’amministrazione comunale dal titolo «Attuazione e previsione degli interventi infrastrutturali per la difesa e la riqualificazione nel territorio costiero comunale». Oltre al padrone di casa, il sindaco Antonio Scalzone, e al suo assessore al demanio, Antonio Cecoro, sono intervenuti la consigliera e vicecoordinatrice regionale del Pdl, Daniela Nugnes, e l’assessore alle opere e lavori pubblici dello stesso ente, Edoardo Cosenza. Ha aperto i lavori il primo cittadino Scalzone, il quale ha rimarcato che la priorità del suo governo è legata alla riqualificazione e alla piena balneabilità della costa. Gli ha fatto eco l’assessore Cosenza, il quale ha auspicato interventi urgenti non solo sulla costa, ma anche direttamente sul ciclo integrato delle acque, per togliere dalle spalle delle spiagge del casertano la maglia nera della balneabilità. Mentre la vicepresidente Nugnes ha garantito che l’ente di Santa Lucia non solo sarà al fianco alla gente del litorale domizio nel difficile compito del recupero socioeconomico della zona, ma sarà promotrice di numerose iniziative volte a raggiungere questo scopo. E proprio da una sua iniziativa sono appena iniziati nella località di Bagnara i lavori di messa in sicurezza dell’area, utilizzando fondi e mezzi della protezione civile. La gente della zona, però, è scettica: mettere in sicurezza il mare è compito oggettivamente complicato. Al momento nella località a nord di Castelvolturno, dove il mare ha già ingoiato sette dei suoi dieci stabilimenti balneari e almeno altrettante abitazioni civili, sono stati piazzate delle barriere in cemento sulle strade che danno l’accesso al mare; e il sindaco Scalzone ha emanato un ordinanza di divieto di accesso per la pericolosità dell’area. In pratica, da due settimane e vietato anche solo passeggiare su quello che resta della spiaggia di Bagnara; questo fino a quando non inizieranno dei lavori specifici di riqualificazione della zona. E sempre durante i lavori di ieri è stato promesso che a breve per quest’area partirà una gara d’appalto simile a quella di Ischitella. Ma una volta completate le scogliere, per recuperare le spiagge erose servirà un’azione di ripascimento della sabbia. Nel corso del convegno sono state mostrate delle riproduzioni fotografiche di come si presenterà la costa di Ischitella e di Bagnara al completamento dei lavori. I fotomontaggi hanno mostrato delle località con una spiaggia molto estesa e il colore del mare cristallino: alla gente di Castelvolturno non resta che confidare nell’ennesima promessa dei suoi amministratori. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-9038039494995797734?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/9038039494995797734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=9038039494995797734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/9038039494995797734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/9038039494995797734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/02/inquinamento-ed-erosione-le-terapie.html' title='Inquinamento ed erosione, le terapie d&apos;urto'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-uINhosBKH0o/TVQSeH4Ig5I/AAAAAAAAAUY/Gp-k8DLywLg/s72-c/bagnara.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3136455086625376264</id><published>2011-02-09T05:10:00.000-08:00</published><updated>2011-02-14T00:37:39.981-08:00</updated><title type='text'>No alla relazione, spara al padre del fidanzato della figlia</title><content type='html'>09/02/2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Migliorano le condizioni di salute di Costantin Bobu, il cittadino moldavo ventisettenne ferito lunedì sera a Castelvolturno alla gamba destra da un colpo d’arma da fuoco esploso dal padre della fidanzata del suo figlioccio. I medici della clinica Pinetagrande (nella foto) dove è stato condotto e operato non hanno ancora sciolto la prognosi; l’uomo prima che arrivasse in ospedale aveva perso molto sangue, ma i sanitari del presidio domiziano sono certi non sia più in pericolo di vita. Mentre il suo assalitore, Ugo Russo, un quarantatreenne del luogo, che subito dopo averlo colpito a bruciapelo si era dato alla fuga, nel corso della notte, spinto anche da una vera e propria caccia all’uomo predisposta dalla polizia, ha preferito consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine. Gli stessi agenti sono riusciti a ricostruire l’esatta dinamica dell’efferato gesto e spiegare i motivi che hanno spinto Ugo Russo a fare fuoco sul suo vicino di casa. Entrambi, infatti, abitano con le rispettive famiglie nel quartiere di Destra Volturno. A quanto pare, il figlio della donna italiana con cui il cittadino moldavo convive, un ragazzo del posto di diciannove anni, aveva da circa un anno una relazione sentimentale con la figlia quattordicenne di Ugo Russo. Questa relazione, però, non è mai andata giù all’assalitore, che nel pomeriggio di lunedì ha sorpreso i due innamorati passeggiare insieme per le vie dell’abitato. A questo punto, avrebbe intimato allla figlia di fare immediato rientro a casa e al giovane diciannovenne di non frequentare più la ragazza. Poco dopo sarebbero iniziate furiose liti fra le rispettive famiglie, terminate con la decisione di Ugo Russo di imbracciare un fucile a canne mozze e fare fuoco sul cittadino moldavo. Il colpo, hanno raccontato gli agenti di polizia accorsi sul posto, ha spappolato quasi interamente l’arto dell’immigrato, arrivando pericolosamente vicino l’arteria femorale; se fosse stata recisa, l’uomo sarebbe certamente morto dissanguato in pochi minuti. Ugo Russo, invece, pregiudicato per vari reati e ritenuto dagli investigatori vicino al sodalizio camorristico della zona, è stato condotto al carcere di San Tammaro con l’accusa di lesioni gravi e possesso abusivo di arma da fuoco con matricola alterata. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;RITROVATA L'ARMA CON CUI AVEVA GAMBIZZATO IL RIVALE&lt;/strong&gt;  &lt;br /&gt;13/02/2011 &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;L’hanno cercata per quattro giorni scandagliando l’intero letto del fiume alla sua foce. Ieri, poco prima delle 13, il nucleo sommozzatori della polizia coordinato dagli agenti del locale commissariato ha trovato proprio all’altezza del ponte della via Domiziana l’arma usata martedì scorso da Ugo Russo per colpire, al culmine di una lite, il convivente della madre del ragazzo con cui era fidanzata la figlia. Il diverbio era nato perché Ugo Russo non gradiva la relazione sentimentale della figlia quattordicenne con il diciannovenne. Durante la discussione il cittadino moldavo, convivente della madre del giovane, era stato colpito gravemente da un proiettile alla gamba destra. Durante la tentata fuga l’assalitore aveva portato con sé l’arma, avvolgendola in una busta di plastica. Ma vistosi accerchiato dalla polizia che nel frattempo aveva predisposto una vera e propria caccia all’uomo, ha preferito consegnarsi alle forze dell’ordine. Prima, però, aveva gettato dall’auto in corsa il fucile a canne mozze. Si tratta di un calibro 20. E dalle primi analisi balistiche effettuate, l’arma è risultata essere stata rubata lo scorso anno a un cacciatore di Rocca D’Evandro, che ne aveva regolarmente denunciato il furto. A questo punto, Ugo Russo dovrà rispondere anche di ricettazione. Secondo gli investigatori, però, dovrebbe affievolirsi l’ipotesi accusatoria di tentato omicidio. Seppure il colpo sia stato esploso, infatti, a bruciapelo all’indirizzo del ventisettenne Costantin Babu, l’assalitore avrebbe mirato alle gambe ed esploso uno solo dei due colpi presenti nell’arma. Per lui resta, in ogni caso, il reato di lesioni gravi. Mentre per il cittadino moldavo, dopo le dimissioni di ieri dalla clinica Pinetagrande dove era stato ricoverato e operato, si profila una lunga riabilitazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3136455086625376264?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3136455086625376264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3136455086625376264' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3136455086625376264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3136455086625376264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/02/no-alla-relazione-spara-al-padre-del.html' title='No alla relazione, spara al padre del fidanzato della figlia'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-6411173919476336567</id><published>2011-02-09T05:08:00.000-08:00</published><updated>2011-02-23T05:04:18.940-08:00</updated><title type='text'>Vecchie discariche e rischio percolato, l'ex sindaco denuncia</title><content type='html'>Vincenzo Ammaliato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il territorio del litorale domizio è come una zattera galleggiante su melmosi laghi sotterranei”. La metafora è angosciante, la realtà che descrive, probabilmente, ancora peggio. L’ex sindaco di Castelvolturno, Mario Luise, interviene sul tema del percolato smaltito illecitamente nelle acque del mare che bagna le coste delle provincie di Napoli e Caserta messo in luce la scorsa settimana da un’inchiesta della procura partenopea, e avverte la gente di questi territori che i pericoli per l’ambiente non si limitano ai rifiuti che si vedono e si percepiscono in superficie, ma soprattutto all’inquinamento sotterraneo. “Dove c’è una discarica - sottolinea l’ex sindaco di Castelvolturno (che è stato anche per quattro anni presidente del consorzio dei rifiuti Ce/4) - c’è percolato; ovunque ci sia immondizia abbandonata, questa si trasforma nel pericoloso rifiuto liquido, e la natura permeabile del nostro terreno ne rende facile la penetrazione nella falda. Nella nostra fattispecie le superfici inquinate sono particolarmente estese, e forse non del tutto esplorate”. L’epicentro individuato da Mario Luise del grave pericolo per la salute pubblica del litorale domizio non poteva che essere la zona di Bortolotto. Qui, dove confinano i territori dei Comuni di Castelvolturno, Mondragone e Cancello Arnone, in piena zona dei Mazzoni, con centinaia di aziende zootecniche che allevano bufale e producono mozzarelle “Dop”, c’è una ex discarica che per tre decenni ha accolto ogni tipo di rifiuto (compresi quelli tossici come appurato da numerose inchieste della procura antimafia). E che oggi, quindici anni dopo la sua chiusura, attende ancora di essere messa in sicurezza e quindi la bonifica. “Le prime denuncie presentate alla procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere - fa sapere Mario Luise - relative alla cattiva gestione della discarica in questione, le presentai negli anni ’70. In quel periodo, la discarica era gestita da gente che indagini della magistratura hanno appurato essere legate ai sodalizi camorristici della zona. Da allora - sostiene con amarezza l’ex sindaco – poco o nulla è stato fatto per il recupero del sito ecologico”. La discarica, peraltro, fu realizzata senza la coibentazione necessaria a trattenere il percolato prodotto dai rifiuti. Il liquido inquinate, pertanto, penetrava e penetra inesorabilmente interamente nel terreno e quindi nelle falde acquifere. L’agenzia regionale per l’ambiente (Arpac), in quest’area negli anni scorsi ha riscontrato a seguito di indagini e analisi accurate un inquinamento da percolato nelle falde che arriva fino a quaranta metri di profondità: il percolato è stato rilevato nella prima, nella seconda e nella terza falda. Più volte negli anni passati il ministero dell’ambiente ha imposto agli enti incaricati nella gestione dell’area di provvedere al recupero del sito. Ma le continue crisi dei rifiuti hanno sempre fatto posticipare l’inizio degli interventi necessari “Al momento per l’ex discarica di via Pagliuca, fa saper l’attuale sindaco di Castelvolturno - Antonio Scalzone - non è in corso alcun piano di recupero. L’area in ogni caso ricade in un sito d’interesse nazionale (Sin) e quindi dovrà essere il commissariato straordinario alle bonifiche che si dovrà occupare della caratterizzazione e della bonifica dell’ex discarica”. Alle gente e al territorio del litorale domizio, quindi, non resta che attendere le decisioni degli enti preposti per conoscere il proprio destino. Mentre il percolato continua ad avvelenare la terra. “Il processo che dà luogo alla formazione del percolato è un fenomeno naturale - dice Luise -  e il liquido che si forma cola continuamente. In una discarica costruita a norma, controllata periodicamente e ben coibentata il percolato viene raccolto interamente in degli appositi pozzetti e successivamente prelevato e trasportato in impianti di depurazione specializzati. Per la vecchia discarica di via Pagliuca tutto questo procedimento è purtroppo inutile perché non isolata dal terreno e il liquido inquinante penetra interamente nel sottosuolo. Questa - aggiunge l’ex sindaco - è una verità che provoca indubbiamente un grosso dispiacere, ma non può continuare a rimanere nascosta sotto i nostri piedi”. La gente del litorale domizio, quindi, convive da anni con un vero e proprio mostro ecologico, un mostro che secerna continuamente il suo male e che lo nasconde nelle viscere della terra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-6411173919476336567?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/6411173919476336567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=6411173919476336567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6411173919476336567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6411173919476336567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/02/vecchie-discarice-e-rischio-percolato.html' title='Vecchie discariche e rischio percolato, l&apos;ex sindaco denuncia'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3307265431012128169</id><published>2011-02-09T05:03:00.000-08:00</published><updated>2011-02-09T05:05:49.759-08:00</updated><title type='text'>Depuratore? "No, solo ferraglie"</title><content type='html'>03/02/2011 &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Da un lato le ultime analisi ufficiali dell’acqua del mare i cui risultati positivi sono stati accolti con comprensibile euforia dalla gente del litorale domizio; dall’altro l’inchiesta giudiziaria della scorsa settimana sul percolato sversato illecitamente a mare che ha confermato il pesante sospetto secondo cui il pericoloso rifiuto liquido fosse stato scaricato per diversi anni senza alcun trattamento sulla costa domiziana. In mezzo, l’Hydrogest, il gestore degli impianti di depurazione del Ps3, che nonostante il coinvolgimento dei suoi dirigenti in una precedente inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere sull’illecito utilizzo degli impianti e la comunicazione ufficiale alla Regione dello scorso agosto della volontà di rescindere il contratto, è ancora di fatto la responsabile dei sei depuratori dei Regi Lagni. Domani mattina la commissione speciale d’inchiesta sull’Hydrogest del consiglio regionale della Campania si recherà per la prima volta sull’impianto alla foce dei Regi Lagni per verificare le condizioni del depuratore. Qui il presidente della commissione Enrico Fabozzi, e i vari componenti insieme agli amministratori politici locali controlleranno lo stato di funzionamento dell'impianto i cui lavori di realizzazione furono completati oltre venti anni fa con i fondi per la Cassa del Mezzogiorno, ma che non è mai andato in funzione a pieno regime. Inoltre, saranno valutati a che punto sono i lavori di ristrutturazione agli impianti fatiscenti previsti già da molto tempo e non eseguiti. «Il depuratore della foce dei Regi Lagni non è altro, purtroppo, che un ammasso di ferraglia»: non va per il sottile nel descrivere l’impianto di Villa Literno, il presidente della commissione Fabozzi; e aggiunge: «I lavori di ristrutturazione dell’impianto non sono più procrastinabili nel tempo. Il depuratore deve funzionare a pieno regime e noi della commissione saremo particolarmente vigili affinché siano rispettate le regole e le leggi». Infine per la prossima settimana la commissione regionale conta di verificare anche gli altri cinque depuratori del Ps3 anche se non di pertinenza della Hydrogest. Intanto, il cartello di associazioni del litorale domizio che si riunisce sotto le insegne di Costa dei Sogni domani sera nel corso di un incontro fra i dirigenti deciderà la data di una manifestazione popolare da tenere sotto la sedi della Provincia e della Regione Campania. L’intento dei manifestanti è quello di avere un incontro con i due assessori all’ambiente. «Più volte fino alla scorsa estate - ha detto Gaetano Montefusco, il coordinatore di Costa dei Sogni - i dirigenti dei due enti ci hanno garantito che i lavori di ristrutturazione ai depuratori dei Regi Lagni sarebbero partiti immediatamente. I cittadini hanno il diritto di sapere come mai non sono stati mantenuti gli impegni». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3307265431012128169?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3307265431012128169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3307265431012128169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3307265431012128169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3307265431012128169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/02/depuratore-no-solo-ferraglie.html' title='Depuratore? &quot;No, solo ferraglie&quot;'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1602710986243557492</id><published>2011-01-17T00:14:00.000-08:00</published><updated>2011-01-19T09:00:34.347-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TTP7kSY8iVI/AAAAAAAAAUI/JyR78L6ycRE/s1600/hh.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TTP7kSY8iVI/AAAAAAAAAUI/JyR78L6ycRE/s320/hh.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563066565563025746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato&lt;br /&gt;06/01/11&lt;br /&gt;Il binario della solidarietà nei primi giorni del 2011 è sulla direttiva Castelvolturno – Grazzanise. Sono partiti ieri mattina di buon ora dal centro costiero a bordo di un autobus messo a disposizione gratuitamente dalla ditta Palazzo, con destinazione il paese nel cuore dei Mazzoni. E qui, accolti come fossero i Re Magi del presepe, hanno preso parte alla funzione religiosa dell’Epifania nella Chiesa dell’Annunziata. Non stringevano fra le mani doni da elargire; il loro unico bagaglio era rappresentato dalle singole e tristi storie lasciate per qualche ore alle proprie spalle. Eppure per i fedeli dalla Chiesa di don Ciccio Monticelli la festa dell’Epifania di ieri è stata probabilmente fra le più significative e formative della propria esistenza, sicuramente una giornata dall’alto valore religioso e sociale. I Re Magi di Castelvolturno sono i figli degli immigrati che popolano la Domiziana, quelle persone definite giuridicamente “extracomunitarie” . Individui scappati da miseria e guerre per offrire ai propri familiari un futuro migliore da quello che il destino ha riservato per loro. Gente, invece, che una volta giunta in Italia, e a Castelvolturno, si è scontrata con un’amara realtà. Si tratta di persone originarie delle nazioni dell’Est Europa, dell’Africa Australe, dell’Asia che sempre più spesso qui da noi si ritrova confinata ai margini della società e in condizioni d’indigenza talvolta anche superiori a quelle dei Paesi d’origine. I loro figli, purtroppo, seppure nati qui in Italia, seguono la stessa sorte. I figli degli immigrati che vivono sul litorale domizio parlano perfettamente italiano  (peraltro con cadenza dialettale napoletana); gli eroi dei maschietti si chiamano Lavezzi e Cavani; quelli delle femminucce, Arisa e Pausini. Eppure, se i genitori non sono in regola con il permesso da soggiorno, anche loro avvertono la clandestinità come un fardello che portano fisso sulle piccole spalle. Per un giorno, invece, ieri, appunto, sa sono sentiti parte integrante del contesto in cui vivono. Dopo la messa hanno pranzato insieme ai fedeli della Chiesa. Con loro, poi, hanno ballato, cantato, ma soprattutto hanno socializzato. Padre Monticelli ha tenuto a precisare che non era la comunità di Grazzanise che stava facendo della solidarietà ai ragazzi da Castelvolturno, ma il contrario. “L’auspicio – ha detto il religioso –  è che il sentimento che c’è in questo giorno non si esaurisca con i giorni di festa, ma che possa continuare per sempre”. Perché siamo tutti cittadini dello stesso pianeta e figli dello stesso Dio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1602710986243557492?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1602710986243557492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1602710986243557492' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1602710986243557492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1602710986243557492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/01/vincenzo-ammaliato-060111-il-binario.html' title=''/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TTP7kSY8iVI/AAAAAAAAAUI/JyR78L6ycRE/s72-c/hh.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-2247951805649558371</id><published>2011-01-05T01:35:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T10:17:40.564-08:00</updated><title type='text'>Il mare divora stabilimenti e abitazioni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TSQ9X8OFVfI/AAAAAAAAAUA/t_isg76-JuI/s1600/lido%2Bla%2Bpace%2Boggi.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TSQ9X8OFVfI/AAAAAAAAAUA/t_isg76-JuI/s320/lido%2Bla%2Bpace%2Boggi.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558635321593517554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;03/01/2011&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castelvolturno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono stati i classici botti di Capodanno, né un improvviso maremoto abbattutosi sul litorale domizio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;(foto gianni izzo)&lt;/span&gt; l’ultimo giorno dell’anno. Eppure gran parte della terrazza del Lido La Pace di Bagnara la notte scorsa è crollata franando sull’arenile. Il titolare dello stabilimento balneare, Emilio Alloda, ieri è rimasto l’intero giorno sulla spiaggia a fissare quel che resta della sua struttura. «Qui fino a dieci anni fa – racconta sconfortato il gestore del lido – si dovevano percorrere almeno cento metri di spiaggia per arrivare fino al mare». Oggi, invece, di metri d’arenile ne sono rimasti appena un paio. L’acqua del Tirreno, ormai, lambisce il manufatto rosa che fino alla scorsa estate ha ospitato il bar e la direzione del lido ed è forte il rischio che a breve s'ighiottisca anche il resto. Ma questa struttura qui a nord di Castelvolturno non è la sola a temere per quest'amaro destino. Anzi. Dei dieci stabilimenti balneari che c’erano a Bagnara fino a qualche anno fa, ne sono rimasti soltanto tre: il «Baffone», «l’Achille» e appunto il «La Pace». Gli altri sette (il «Bora-Bora», l «Irpinia», il «Solitudine», il «Casmiro», il «Tirreno», il «Mistero», e il «Di Tella»), invece, sono già crollati sotto la forza devastante della natura che in questa parte della costa casertana sembra si voglia riprendere con forza ciò che l’uomo gli ha sottratto con prepotenza. E' il fenomeno della lenta e inesorabile erosione dell’arenile che di fatto sta cancellando la spiaggia di Bagnara, località turistica al confine col Comune di Mondragone, che fino qualche anno fa in estate accoglieva migliaia di turisti e bagnanti; e che adesso, invece, si presenta come una discarica d’inerti d’edilizia. Ovunque spuntano calcinacci, tubi di ferro arrugginiti e quel che resta di fondamenta di vecchi immobili. E a rischio crolli non sono soltanto gli stabilimenti balneari ma anche le civili abitazioni a ridosso della nuova linea del mare. Sono circa cinquecento le ville costruite fra gli anni ’60 e ’70 a Bagnara. Almeno la metà di queste durante le mareggiate vengono letteralmente inondate dall’acqua del mare, in quanto l'erosione ha cancellato anche le dune marittime che avevano la funzione di fare da barriera all'interno. Tre di queste ville, nonostante gli sforzi dei proprietari per difenderle dal mare impietoso, istallando delle improvvisate barriere di cemento sulla sabbia, sono già parzialmente crollate gli scorsi mesi. I titolari degli immobili sanno di aver violato la legge costruendo le proprie case sul demanio marittimo e forestale. «Ma quando realizzammo le ville, raccontano, erano distanti dal mare almeno trecento metri. E prima della spiaggia c’era anche una fitta vegetazione e peraltro abbiamo sempre pagato regolarmente gli oneri d'urbanizzazione». Oggi l’arenile è poco più grande di un fazzoletto. Sulla spiaggia di Bagnara è rimasta solo tanta acqua di mare e un forte sapore di sale e di rassegnazione nell’aria. «L’amministrazione comunale ci aveva garantito che si sarebbe fatta carico dei nostri disagi, sostiene Emilio Alloda, del Lido La Pace. Servirebbe una scogliera a protezione della nostra costa, simile a quella realizzata a Destra Volturno. Ma si dovrebbe istallarla subito, perché dopo le mareggiate che sicuramente ci saranno nei prossimi due mesi non so cosa resterà di Bagnara. Probabilmente – conclude Alloda - se s’interverrà la prossima primavera sarà già troppo tardi”. E intanto il gestore del lido si volta dall’altro lato e inizia a fissare il mare.». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-2247951805649558371?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/2247951805649558371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=2247951805649558371' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2247951805649558371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2247951805649558371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2011/01/il-mare-divora-stabilimenti-e.html' title='Il mare divora stabilimenti e abitazioni'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TSQ9X8OFVfI/AAAAAAAAAUA/t_isg76-JuI/s72-c/lido%2Bla%2Bpace%2Boggi.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1550532518873266074</id><published>2010-12-28T05:13:00.000-08:00</published><updated>2010-12-29T00:09:11.990-08:00</updated><title type='text'>"Io clandestino, non posso dire chi mi rapina"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TRnjSw8loJI/AAAAAAAAAT4/dylBzyZThMU/s1600/kennedybis.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TRnjSw8loJI/AAAAAAAAAT4/dylBzyZThMU/s320/kennedybis.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5555721526854394002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;il racconto del nigeriano Kennedy: "Io accoltellato dalla mafia nera, ma la legge non mi difende".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 28/12/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;foto Gianni Izzo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. &lt;br /&gt;«Mi sento un bersaglio qui in Italia, un bersaglio al quale chiunque può mirare e sparare senza incorrere in alcuna conseguenza». È amaro lo sfogo di uno dei tanti immigrati africani che popolano la Domiziana, e fa parte di un racconto che se fosse confermato rappresenterebbe una circostanza raccapricciante. Lui, seduto nella cucina dell’abitazione che divide con altri cinque connazionali, a Castel Volturno, sostiene di essere scappato dal suo Paese d’origine, la Nigeria, perché perseguitato politico e di trovarsi in Italia da due anni; il permesso di soggiorno non lo ha ancora ottenuto, e oramai, addirittura, dispera di averlo. Intanto, cerca lavoro tutti i giorni sulle rotonde del Doppio Senso e dice di chiamarsi come il presidente degli Stati Uniti d’America assassinato a Dallas, Kennedy. Due mesi fa, secondo il suo racconto, sarebbe rimasto vittima di un’aggressione a scopo di rapina, e le conseguenze di quell’episodio sarebbero ancora visibili nelle due cicatrici che porta sul corpo, una sopra l’occhio sinistro, l’altra in petto: due tagli provocati quasi certamente da una lama di un coltello. «Da quando sono in Italia, racconta Kennedy, ho incontrato e frequento molte persone buone. Ma in giro c’è anche gente cattiva, ci sono quelli che voi chiamate “camorristi”, che incutono tanto terrore e che sono pericolosi. Ebbene, per non avere alcun tipo di problema da loro ho imparato a starne alla larga; ma dai mafiosi del mio Paese, dalla cosiddetta “Mafia Nera”, è difficile stare lontani senza l’aiuto delle forze dell’ordine; e i clandestini purtroppo, qui, non sono considerati, né ascoltati da nessuno. La Mafia Nera a Castel Volturno è molto potente e aggressiva; è ramificata e conta molti uomini che fanno ciò che vogliono, e quando hanno bisogno di denaro velocemente non esitano a rapinare i propri connazionali; soprattutto se clandestini, perché sanno bene che difficilmente denunceremo l’accaduto. E chi si oppone alle rapine o ai taglieggiamenti viene picchiato barbaramente, proprio come è successo a me due mesi fa. Volevano i pochi soldi che conservavo nel portafogli e il telefono cellulare; mi sono opposto e mi hanno picchiato e pugnalato. Dopo essere stato medicato alla clinica Pinetagrande, ho cercato di denunciare l’episodio alle forze dell’ordine, ma non mi hanno voluto ascoltare a causa della mia situazione giuridica, perché sono un fantasma». Da quando ha subito l’aggressione e non è riuscito a denunciarla, Kennedy dice di vivere nel terrore e di uscire di casa solo per andare a cercare il lavoro, un lavoro a giornata e a nero, ovviamente. Eppure, negli ultimi anni sono numerose le operazioni delle forze dell’ordine che coordinate dalla procura antimafia di Napoli e dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere hanno permesso di arrestare decine di affiliati alla mafia nigeriana che opera a Castel Volturno, i cosiddetti «Rapaci». Ciononostante, l’impressione che si ha percorrendo la via Domiziana è che le organizzazioni malavitose africane riescano ancora a controllare il territorio e gestire con relativa tranquillità i propri traffici illeciti. Lo sfruttamento della prostituzione, ad esempio, se pur diminuito, continua a mettere sui marciapiedi dell’antica arteria romana decine di ragazze ogni giorno. Così come lo spaccio di sostanze stupefacenti sembra non diminuire nonostante gli arresti eseguiti da carabinieri e polizia sul territorio siano quasi quotidiani. «E per questo, dice, Kennedy, che appena finito il lavoro, resto confinato in queste quattro mura. Ho paura a frequentare chiunque, ad andare a bere una bibita con gli amici. Perché fuori da questa casa ci sono dei bianchi e dei neri molto cattivi e nessuno disposto a difendere chi come me ha la sola colpa di non avere un regolare permesso di soggiorno». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1550532518873266074?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1550532518873266074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1550532518873266074' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1550532518873266074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1550532518873266074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/12/il-racconto-del-nigeriano-kennedy-io.html' title='&quot;Io clandestino, non posso dire chi mi rapina&quot;'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TRnjSw8loJI/AAAAAAAAAT4/dylBzyZThMU/s72-c/kennedybis.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4107352600210604744</id><published>2010-12-22T04:42:00.000-08:00</published><updated>2010-12-22T04:48:38.804-08:00</updated><title type='text'>Lite in famiglia: moglie e figlio lo denunciano, lui si toglie la vita</title><content type='html'>Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;22/12/2010&lt;br /&gt;Solitamente i suicidi sono definiti come il «male oscuro»: quella, spesso, imperscrutabile piega della mente difficile da decifrare, che spinge l’essere umano ad andare contro il proprio istinto di sopravvivenza e togliersi la vita. Ma nel caso di Salvatore Silvestri, cinquantaseienne di Castelvolturno, probabilmente alla base dell’insano gesto c’è anche dell’altro. L’uomo si è impiccato ieri pomeriggio nella veranda della propria abitazione mentre si trovava da solo in casa; ha staccato una corda utilizzata per stendere il bucato, l’ha legata ad un asse di ferro al soffitto, è salito su una sedia e subito dopo aver fatto il cappio al collo si è lasciato cadere nel vuoto. A notare quel corpo privo di vita pendente dal balcone è stato un suo vicino di casa, in via Fiume Desio, a Destra Volturno. Immediata è stata la chiamata ai soccorsi, così come pure l’arrivo di un’ambulanza del 118 di Mondragone. Ma per il cinquantaseienne al loro arrivo già non c'era più nulla da fare. I sanitari non hanno potuto fare altro che costatare il suo decesso. Poco dopo il corpo è stato direttamente trasferito all’istituto di medicina legale di Caserta. Sul posto sono giunti anche i carabinieri della locale stazione. Le forze dell'ordine hanno setacciato l’abitazione dell’uomo, ma non hanno trovato nulla che potesse spiegare il drammatico gesto: nessun «ultimo bigliettino», nessuna traccia utile. Eppure, in quella casa il giorno prima era successo qualcosa di violento. La moglie e il figlio ventenne del suicida si erano, infatti, recati lunedì sera alla stazione dei carabinieri di via Cavour, e qui avevano presentato una regolare denuncia per maltrattamenti contro il proprio congiunto. Poco prima di cena, stando alla loro dichiarazione, in casa Silvestri era scoppiata una lite talmente furiosa fra il capofamiglia, la moglie e il figlio, che questi ultimi due erano dovuti ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso della clinica Pineta Grande. Il comandante della stazione, il maresciallo Antonio Izzo, aveva dato mandato ai suoi uomini di preparare in giornata la contestazione di reato da consegnare a Salvatore Silvestri. I militari dell’arma gliel’avrebbero dovuta contestare questa mattina, ma non hanno fatto in tempo. Probabilmente lo stesso malessere che ha spinto l’uomo a infierire violentemente contro la moglie e il figlio, ieri pomeriggio lo ha riassalito, e mentre i parenti si trovavano a casa di una loro parente che vive poco distante, questa volta ha rivolto verso sé la violenza e si è tolto la vita. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4107352600210604744?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4107352600210604744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4107352600210604744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4107352600210604744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4107352600210604744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/12/lite-in-famiglia-moglie-e-figlio-lo.html' title='Lite in famiglia: moglie e figlio lo denunciano, lui si toglie la vita'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-766392728702757693</id><published>2010-12-18T04:12:00.000-08:00</published><updated>2010-12-18T04:43:48.575-08:00</updated><title type='text'>Dalla MIseria alla strada, storie di ragazze perseguitate</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il blitz della polizia sul litorale svela retroscena criminali ma anche tante vicende umane &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TQymS8-HonI/AAAAAAAAATs/Ybze0qYGc3s/s1600/d.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TQymS8-HonI/AAAAAAAAATs/Ybze0qYGc3s/s320/d.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551995285175509618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18/12/2010&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. &lt;br /&gt;Quando si parla di immigrati nigeriani in Italia il riferimento logistico è sempre lo stesso: Castelvolturno. Ed è nel piccolo centro domiziano che vivevano e operavano alcune delle sette le donne arrestate ieri dalla squadra mobile dei Napoli nell’ambito dell’operazione coordinata dal tribunale partenopeo volta a stroncare una tratta di essere umani; nello specifico, di giovani donne da avviare alla prostituzione di strada, da posizionare sui marciapiedi della via Domiziana. È qui, sulla vecchia arteria romana, così come stanno raccontando negli ultimi anni numerose inchiesta della procura antimafia di Napoli, che da oltre due decenni la cosiddetta «Mafia nigeriana» ha trovato terreno fertile per consolidare e far crescere i suoi business criminali. Quello dello sfruttamento della prostituzione è un settore gestito interamente al femminile. Sono chiamate «maman» le nigeriane protettrici delle lucciole. Solitamente, ogni «maman» ha un gruppo di sei-dieci ragazze che avvia alla prostituzione. Sono tutte proprie connazionali. Si tratta di giovani donne dai diciotto ai venticinque anni, pagate ai trafficanti d'esseri umani ognuna dieci-quindicimila euro, e che vengono fatte arrivare in Italia clandestinamente. Appena giunte nel nostro Paese, le protettrici le sottraggono i passaporti, che saranno restituiti solo dopo aver pagato un riscatto di circa trentamila euro. Ovviamente, l’unico modo per procurarsi questa ingente somma di denaro per loro è quello di vendere il proprio corpo. Le ragazze per riavere i documenti ed essere libere sono costrette a lavorare tutti i giorni a qualsiasi ora del giorno e della notte. E se durante il percorso arriva una gravidanza indesiderata, le «maman» si preoccupano anche di organizzare gli aborti clandestini. Ulteriori sistemi di coercizione sono quelli dei riti wodoo, cui sono sottoposte le ragazze appena giunte in Italia e che temono in maniera particolare, e le minacce di morte ai familiari rimasti in Africa. Durante questo periodo le lucciole sono letteralmente segregate in abitazioni lager nei mille viali della via Domiziana. E anche per queste dimore devono pagare una somma di denaro ai propri carnefici, sotto forma vitto e alloggio pari a circa trecento euro al mese. Il debito dei trentamila euro, invece, solitamente è pagato per intero dopo circa due anni di lavoro. A questo punto, le organizzazioni malavitose che le hanno sfruttate e sfibrate sia fisicamente sia psicologicamente lasciano libere le ragazze. Non sono più costrette a lavorare con una protettrice. Potrebbero teoricamente anche tornare nel loro Paese d'origine. Ma per qualsiasi emigrante, è particolarmente umiliante e frustante tornare in patria più poveri di quando si è partiti. E allora, quasi tutte continuno a fare l'unica cosa che hanno imparato qui in Italia, le prostitute. E come in un film che si ripete all'infinito con lo stesso inizio e lo stesso finale, la vittima diventa carnefice, comprando un gruppo di giovani ragazze e avviandole al lavoro di strada. Anche alcune delle sette donne sfruttatrici arrestate lo scorso giorno hanno iniziato il loro percorso in Italia come semplici lucciole. Per loro adesso sono scattate le manette. Mentre per altre centinaia di connazionali, l'inferno continua tutti i giorni lungo le strade italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-766392728702757693?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/766392728702757693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=766392728702757693' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/766392728702757693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/766392728702757693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/12/dalla-miseria-alla-strada-storie-di.html' title='Dalla MIseria alla strada, storie di ragazze perseguitate'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TQymS8-HonI/AAAAAAAAATs/Ybze0qYGc3s/s72-c/d.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7510645535954846094</id><published>2010-12-10T11:26:00.000-08:00</published><updated>2010-12-10T11:35:56.236-08:00</updated><title type='text'>Ex testimone di giustizia: «Sono minacciata hanno avvelenato il mio cane, ora ho paura»</title><content type='html'>10/12/2010&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;La morte di un cane nel cortile di un’abitazione è un evento triste per qualsiasi padrone, ma che può essere riconducibile a numerose patologie non prevedibili, seppure il quadrupede è di giovane età. Però, se il suo padrone è un testimone di giustizia che una volta completato il percorso giudiziario che lo ha portato a fare la «cosa giusta» ha deciso di tornare a vivere nel suo paese, l'episodio può nascondere una ragione dagli aspetti a dir poco inquietanti. E se poi, proprio mentre il padrone del meticcio sta piangendo per la morte del suo fidato amico, nei paraggi dell’abitazione si trova a passare un pregiudicato affiliato al clan camorristico della zona che ridendosela dice ad alta voce: «devi fare la stessa fine del tuo cane», allora la circostanza deve assume necessariamente aspetti di natura giudiziari. C. P.. con la sua scelta di comportarsi da cittadino esemplare, nel 2004 fece condannare all’ergastolo il killer di un omicidio a Mondragone. Per quattro anni (il periodo del processo) la donna ha vissuto protetta dallo Stato, spostandosi da un albergo all’altro lungo tutta l’Italia. Dal 2008, poi, ha deciso di tornare a vivere nel suo paese, a Mondragone. Ha deciso di tornare nella cittadina domiziana per riprendere la sua vita di sempre nella sua terra. Questa era la sua semplice e straordinaria speranza. Ma il ritorno è stato tutto in salita. La donna non è riuscita a recuperare il suo vecchio lavoro di collaboratrice domestica; gli amici di sempre sono come spariti; lo Stato che per quattro anni l’ha protetta e blindata con l’aiuto delle forze dell’ordine appare impegnato in altre e nuove emergenze. E così, la donna, si è trovata sola, isolata dalla tutti e costretta a rifarsi una vita senza più avere alcun punto di riferimento. Ma evidentemente, c’è chi non si è dimenticata di lei: la malavita, ad esempio. C.P., infatti, teme che il suo cane non sia morto per cause naturali, ma che sia stato invece avvelenato da uomini del clan che in un modo o nell’altro le vogliono far pagare la sua scelta di aiutare lo Stato nel far condannare uno spietato killer. Subito dopo la morte del meticcio, C. P. ha presentato una formale denuncia alla compagnia dei carabinieri. I militari dell’arma l’hanno ascoltata con attenzione e le hanno garantito che seguiranno scrupolosamente la vicenda. Le forze dell’ordine stanno cercando di appurare se l’episodio sia da collegare alla testimonianza contro il killer o legato a vicende private. Intanto, l’ex testimone di giustizia è tornata nella sua abitazione da sola: sola come prima e senza più la compagnia del suo amico fidato a quattro zampe. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7510645535954846094?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7510645535954846094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7510645535954846094' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7510645535954846094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7510645535954846094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/12/ex-testimone-di-giustizia-sono.html' title='Ex testimone di giustizia: «Sono minacciata hanno avvelenato il mio cane, ora ho paura»'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1005094476352922956</id><published>2010-11-28T02:11:00.000-08:00</published><updated>2010-11-28T02:24:00.830-08:00</updated><title type='text'>Incertezza al Comune in attesa degli sviluppi giudiziari</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TPIrPNV5XNI/AAAAAAAAATc/JHQjPxlxkzs/s1600/vigili%2Bdomiziana.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TPIrPNV5XNI/AAAAAAAAATc/JHQjPxlxkzs/s320/vigili%2Bdomiziana.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544541631526034642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28/11/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ previsto domani al tribunale di Napoli l’interrogatorio di Vincenzo Cassandra, il comandante dei vigili urbani di Castelvolturno, sospeso per due mesi dal servizio e finito anche lui nell’inchiesta della procura antimafia che due settimane fa ha scosso Castelvolturno come un terremoto. Per lui l’accusa è particolarmente grave: aver favorito grazie al ruolo pubblico che ha ricoperto l’organizzazione mafiosa che per anni ha spadroneggiato sul litorale domizio, quella dei cosiddetti “bidognettiani”. Per lo stesso reato sono stati iscritti nel registro degli indagati altri sette componenti del comando di polizia municipale (su un totale di ventiquattro agenti), ma anche i dirigenti degli uffici comunali dedicati al commercio, all’urbanistica e a quello tecnico. Avvisi di garanzia anche per i politici locali, fra i quali, l’attuale sindaco, Antonio Scalzone (del centro destra) e quello della passata amministrazione, Francesco Nuzzo, con il suo vice Lorenzo Marcello (del centrosinistra). In totale sono quarantuno le persone indagate, mentre tre sono state le ordinanze di carcerazione. In una delle numerose intercettazioni ambientali che compongono la specifica ordinanza della procura antimafia, si legge del fratello dell’attuale sindaco Antonio Scalzone, Alfonso, che commentando il clima che c’è sulla Domiziana dice: “Qui a Castelvolturno arriverà fra poco la fine del mondo”. E in effetti l’inchiesta della Dda di due settimane fa sembra aver minato dalle fondamenta i pilastri della cosiddetta società civile che ha retto le sorti del paese costiero negli ultimi trenta anni. Nel municipio l’aria che tira fra i dipendenti comunali e gli amministratori è quella della preoccupazione. C’è e angoscia mista ad ansia nell’attesa delle decisioni della prefettura di Caserta. La Dda, infatti, ha passato qui tutti gli atti dell’inchiesta  e il Comune di Castelvolturno potrebbe a breve subire il quarto scioglimento della sua storia. Il primo cittadino, Scalzone, continua a ripetere di essere sereno. Eppure da qualche giorno sembra che sia iniziata la fuga dalla nave che affonda. Un consigliera della sua maggioranza si è già dimesso e altri cinque (sul totale di undici) hanno chiesto l’azzeramento della giunta. “Al sindaco – ha sottolineato il consigliere del Pdl Cesare Diana, confermiamo la solidarietà e la stima, ma solo sul piano personale. Su quello politico il discorso, invece, è diverso. Peraltro, in giunta c’è anche un assessore indagato e non possiamo continuare a guidare il paese in queste condizioni”. Il consigliere Diana auspica la formazione di una giunta con esponenti di alto profilo professionale. Ma con un’amministrazione in bilico fra lo scioglimento prefettizio e quello imposto dai consiglieri, sembra difficile che i professionisti del territorio possano accogliere una proposta del genere. In pratica, nel paese domizio c’è un vero e proprio marasma che potrebbe portare a breve a un tilt istituzionale. I vari indagati continuano a ripetere che riusciranno a dimostrare l’infondatezza delle accuse ipotizzate nell’ordinanza e la loro estraneità ai fatti contestati. Ma Castelvolturno dopo questa inchiesta non sarà sicuramente più la stessa. Le oltre cinquecento pagine dell’ordinanza hanno scoperchiato un malcostume dei pubblici amministratori e dei dipendenti comunali che va anche oltre il reato contestato dai giudici. Dalle intercettazioni ambientali e telefoniche è venuto fuori chiaramente come gran parte degli amministratori del posto e dei loro accoliti intendevano la gestione della “cosa pubblica”, in pratica come se fosse di proprietà privata e che l’interesse da tutelare non era della collettività ma quello proprio e tutt’al più dei parenti più stretti. In questa ottica è spiegato anche l’esercito di candidati a consigliere che si è presentato nel corso delle ultime due consultazioni per il rinnovo del consiglio comunale, quelle del 2005 e dello scorso marzo: oltre mille persone, in un paese che conta appena quindicimila cittadini abilitati. In pratica, un po’ tutti a Castelvolturno cercavano il proprio posto al sole; ci ha pensato la magistratura in questo caso a fare loro un po’ di ombra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1005094476352922956?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1005094476352922956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1005094476352922956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1005094476352922956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1005094476352922956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/incertezza-al-comune-in-attesa-degli.html' title='Incertezza al Comune in attesa degli sviluppi giudiziari'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TPIrPNV5XNI/AAAAAAAAATc/JHQjPxlxkzs/s72-c/vigili%2Bdomiziana.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4864630773113920284</id><published>2010-11-28T02:09:00.000-08:00</published><updated>2010-11-28T02:11:46.971-08:00</updated><title type='text'>Nasce la prima associazione antiracket</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TPIq0HvzsVI/AAAAAAAAATU/iui7iBHidQs/s1600/1121-large.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 192px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TPIq0HvzsVI/AAAAAAAAATU/iui7iBHidQs/s320/1121-large.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544541166167634258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;21/11/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sarò a Castel Volturno per inaugurare una nuova associazione antiracket, perché il riscatto dalla criminalità va rilanciato anche e soprattutto sotto il profilo culturale, incoraggiando la ribellione degli onesti». A parlare è Alfredo Mantovano, sottosegretario all’interno. Il vice di Roberto Maroni ha scelto le pagine web del sito internet del Viminale per annunciare la nascita della prima associazione antiracket del litorale domizio. «Compete al ministero dell'Interno fare il possibile per assicurare i latitanti alla giustizia – ha aggiunto il sottosegretario - ma non esiste solo la repressione». Perché serve anche che la cosiddetta «società civile» esca allo scoperto e che collabori con le istituzioni. Sul litorale domizio c’è un primo nucleo di commercianti che ha scelto chiaramente di fare il “salto del fosso”. L’associazione è intitolata a Domenico Noviello, il titolare della scuola guida Mimmo, ucciso dai killer della camorra nel maggio del 2007. L’appuntamento per la presentazione dell’associazione è per domani alle 16, in una delle sale dell’Holiday Inn di Pinetamare. Oltre al sottosegretario Mantovano saranno presenti il sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Napoli Federico Cafiero De Raho e la vicepresidente di confindustria Cristiana Coppola. In prima fila ci saranno anche Tano Grasso e Silvana Fucito della Federazione nazionale antiracket, ispiratori della nascita dell’associazione di Castelvolturno. e.am. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4864630773113920284?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4864630773113920284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4864630773113920284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4864630773113920284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4864630773113920284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/nasce-la-prima-associazione-antiracket.html' title='Nasce la prima associazione antiracket'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TPIq0HvzsVI/AAAAAAAAATU/iui7iBHidQs/s72-c/1121-large.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7690096937471779229</id><published>2010-11-16T13:17:00.000-08:00</published><updated>2010-11-16T13:20:29.506-08:00</updated><title type='text'>Politici nella bufera, al setaccio atti e decisioni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TOL1ZdW4eWI/AAAAAAAAATM/Vr8de4ocruY/s1600/DSC03073.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TOL1ZdW4eWI/AAAAAAAAATM/Vr8de4ocruY/s320/DSC03073.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540260309345270114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;16/11/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Annaliato &lt;br /&gt;Quando alle 8 il custode ha aperto il portone del palazzo che si affaccia dinanzi la Chiesa dell’Annunziata, insieme ai primi dipendenti del Comune sono entrati nell’edificio anche un paio di dozzine di poliziotti del locale commissariato, della questura di Caserta e della Direzione investigativa antimafia di Napoli, e per l’establishment del paese litoraneo è cominciato il giorno più lungo della sua storia recente. In ogni ufficio del Comune è entrata una squadra di poliziotti, col preciso compito di copiare i files dai computer, annotare appunti, scattare foto, e in alcuni casi è stata anche sequestrata l’apparecchiatura elettronica, portandola via. In corso, il blitz disposto dalla direzione distrettuale antimafia che ha portato a tre ordini di carcerazione e a quarantuno avvisi di garanzia per numerosi reati. Ma per tutti, la contestazione di aver favorito il clan camorristico facente capo a Francesco Bidognetti. I primi lanci di agenzia stampa annunciati dai tiggì della mattina avevano avvisato che c’era in corso un nuovo blitz contro la criminalità organizzata a Castelvolturno e che almeno la metà degli avvisi di garanzia era destinata a dipendenti e funzionari del Comune e politici locali. Ma fino a quel momento, nessuno dei destinatari degli avvisi era stato ancora raggiunto dagli atti. La lista dei nomi, peraltro, non era stata ancora diffusa. E quindi tutti (o quasi) i dipendenti del Comune si sono presentati regolarmente al lavoro, anche quelli inquisiti, ma che evidentemente non sapevano ancora di esserlo. Ovviamente i volti erano tutti estremamente tesi. C’era confusione, incredulità, imbarazzo, in alcuni casi. Eppure, gli uffici sono rimasti tutti aperti regolarmente; e i cittadini che si sono recati al Comune hanno dovuto solo aspettare più del dovuto per completare le proprie commissioni. La polizia ha lasciato il palazzo comunale alle 12. E soltanto nel pomeriggio, poi, ogni destinatario degli avvisi di garanzia è stato raggiunto dall’atto della Dda. E per tutti sono cominciati, ovviamente, i contatti coi propri legali di fiducia. Il primo a intervenire pubblicamente, ovviamente, l’attuale primo cittadino di Castelvolturno, Antonio Scalzone, di centrodestra, anche lui raggiunto da un avviso di garanzia, che si è detto certo di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati nell’ordinanza della magistratura. «Mi auguro, però – ha sottolineato Antonio Scalzone - che i giudici appurino tutti i fatti nel più veloce tempo possibile. E noi dell’amministrazione comunale - ha garantito il sindaco - non faremo nulla per impedirlo; saremo, anzi, a disposizione di qualsiasi tipo di chiarimento». In previsione, peraltro, non c’è alcun tipo di assise speciale, né pubblico dibattito. «Perché il Comune - dice Scalzone concludendo - nonostante tutto deve continuare a lavorare in serenità e affrontare col massimo impegno tutti gli oneri a cui è chiamato quotidianamente». Mentre l’ex sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo, di centrosinistra, anche lui inquisito nella medesima ordinanza, e che appena dodici mesi fa pubblicamente dichiarava che «la camorra avrebbe brindato appena lui sarebbe andato via», si è detto «sbigottito dell’atto della Dda di Napoli». «In un mondo che è alla rovescia non mi ci trovo», ha detto l’ex sindaco Nuzzo. E ha aggiunto: «Non so assolutamente niente dei fatti contestati dalla Dda di Napoli. È però un fatto paradossale; proprio ieri, peraltro, ho finito di scrivere un libro sulla mia esperienza di sindaco intitolato “Uomini d'onore e uomini senza onore”». E stando ai reati contestati nelle oltre cinquecento pagine dell’ordinanza della direzione distrettuale antimafia, gli “uomini senza onore” a Castelvolturno sono davvero tanti. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16/11/2010  &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Assemblea tra scioglimenti e ingovernabilità&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il blitz della polizia nel municipio di Castelvolturno non ha stupito i cittadini del posto, abituati alla presenza delle forze dell’ordine nel palazzo comunale. Nel 1992 ci fu il primo scioglimento dell’assise cittadina, per «disordini amministrativi». Nel 1998, invece, il nuovo scioglimento del Comune domiziano, firmato sempre dal Presidente della Repubblica, fu per «probabili infiltrazioni camorristiche». Il 31 dicembre del 2009, poi, ci fu il terzo scioglimento proposto dal ministro degli Interni, e questa volta l’amministrazione fu ritenuta responsabile d’«inadempienza nel servizio della raccolta rifiuti». Nel ’98 e nel 2009 i primi cittadini erano rispettivamente Antonio Scalzone e Francesco Nuzzo, inquisiti nell’ordinanza di ieri. Mentre Lorenzo Marcello, destinatario anche lui di un avviso di garanzia, vicesindaco di Nuzzo, è stato primo cittadino di Castelvolturno dal 1987 al 1992.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7690096937471779229?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7690096937471779229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7690096937471779229' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7690096937471779229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7690096937471779229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/politici-nella-bufera-al-setaccio-atti.html' title='Politici nella bufera, al setaccio atti e decisioni'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TOL1ZdW4eWI/AAAAAAAAATM/Vr8de4ocruY/s72-c/DSC03073.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-790206702865892337</id><published>2010-11-16T13:02:00.000-08:00</published><updated>2010-11-16T13:08:50.481-08:00</updated><title type='text'>Oasi dei Variconi, le attrezzature distrutte dal maltempo e dai vandali. E i fondi non arrivano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TOLy2hOgKXI/AAAAAAAAATE/lXE6oqXqyM0/s1600/postazione%2B1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TOLy2hOgKXI/AAAAAAAAATE/lXE6oqXqyM0/s320/postazione%2B1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540257510065187186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;11/11/2010&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Dalla pagina dedicata del sito internet dell’ente riserva «Licola, Volturno, Falciano» si legge che è «Una delle ultime aree umide d'Italia, Zona a Protezione Speciale per l'elevato numero di uccelli migratori». Ma chi protegge la stessa Oasi dei Variconi dall’incuria dell’uomo e dal degrado ambientale? Sono bastati pochi giorni di maltempo con venti sostenuti per devastare le strutture prefabbricate istallate all’interno dell’oasi retrodunale alla sinistra della foce del fiume Volturno. Porte divelte, steccionate abbattute, pavimentazione saltata. E probabilmente c’è anche la mano dei vandali all’origine delle precarie condizioni delle strutture dell’Oasi dei Variconi, perché uno dei box per le appostazioni risulta in parte incendiato. In ogni caso i danni offrono la misura precisa di quello che è l’oasi di Castelvolturno e di quello che sarebbe dovuta diventare. L’area, che copre una superficie di circa trenta ettari fu recuperata nel 2004. Fu recintata, istallato un grosso cancello di metallo all’ingresso per impedire l’accesso ai bracconieri e furono create le strutture in legno per favorire un segmento di turismo ambientale molto in crescita nel resto d’Europa, il birdwactching. Eppure, in questi sei anni ben poco è stato fatto. L’amministrazione di Castelvolturno ha affidato ai volontari della protezione civile il controllo dell’area e la gestione degli accessi all’ingresso dell’Oasi. L’ente che lo gestisce, invece, Foce Volturno – Costa Licola – Lago Falciano, lamenta l’investimento di poche risorse per l’area. Il presidente dell’ente, Amelia Caivano, conferma che i finanziamenti per l’Oasi dei Variconi sono fermi al 2005. «I ministeri dell’Agricoltura e quello dell’Ambiente congiuntamente hanno previsto uno stanziamento di fondi a favore dell’ente, ma non per l’area dei Variconi, ma per un progetto di riqualificazione delle vasche delle Soglietelle. Al momento per la zona retrodunale della foce del fiume riusciamo solo a gestire la tutela degli uccelli migratori». Per lo sfruttamento della zona da un punto di vista turistico, quindi, bisognerà ancora attendere molto. Ma intanto l’area necessita di interventi strutturali. Oltre alle attrezzature, in pericolo è la stessa costa alla sinistra del fiume. Lo scorso anno qui le forti mareggiate ruppero gli argini di contenimento della scogliera. Intervenne la provincia con una ditta specializzata ma la forestale bloccò i lavori per il vincolo ambientale che c’è sull’area. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-790206702865892337?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/790206702865892337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=790206702865892337' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/790206702865892337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/790206702865892337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/oasi-dei-variconi-le-attrezzature.html' title='Oasi dei Variconi, le attrezzature distrutte dal maltempo e dai vandali. E i fondi non arrivano'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TOLy2hOgKXI/AAAAAAAAATE/lXE6oqXqyM0/s72-c/postazione%2B1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1855448838437260172</id><published>2010-11-16T11:09:00.000-08:00</published><updated>2010-11-16T13:01:53.489-08:00</updated><title type='text'>Giu dal balcone, sta meglio bimbo di 6 anni</title><content type='html'>10/11/2010&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;«Il bambino non è più in pericolo di vita», hanno fatto sapere ai genitori i medici dell’ospedale pediatrico Santobono dove è ricoverato il bambino. Da codice rosso, nelle ultime ore della giornata di ieri è passato a quello giallo, e i familiari del piccolo Gennaro De Martino, caduto lunedì sera da un’altezza di quattro metri dal balcone della sua abitazione a Destra Volturno, hanno potuto tirare un primo sospiro di sollievo. La prognosi, però, non è stata ancora sciolta. I sanitari attendono che passino almeno quarantottore prima di pronunciarsi ufficialmente; anche perché il piccolo Gennaro a seguito della tremenda caduta ha riportato fra i numerosi traumi anche una seria emorragia celebrare (che per fortuna sta rientrando velocemente). I medici del nosocomio napoletano, in ogni caso, confidano di trasferire già questa sera il bambino di Castelvolturno dal reparto di terapia intensiva a quello di neurochirurgia. Intanto, sul fronte delle indagini, i carabinieri hanno eseguito i rilievi a casa della famiglia De Martino, ed hanno ascoltato i numerosi testimoni. La dinamica di quella che per fortuna si può definire come «una mancata tragedia» è piuttosto chiara: Gennaro era stato portato a letto nella sua stanza al primo piano dalla mamma, casalinga (il papà è operaio), poco dopo le 22. Qui il piccolo vive insieme, oltre che ai suoi genitori, alla sorellina di una anno e il fratello maggiore di dodici. Dopo avergli rimboccato le coperte, la mamma è scesa al piano di sotto per accudire i due fratelli. Nello stesso momento il volo di quattro metri di Gennaro nel vuoto e lo sgomento dei parenti e dei vicini. Il piccolo, infatti, appena la mamma è andata via è sceso dal letto e si è recato fuori al balcone. Era intenzionato a raggiungere la vicina abitazione della nonna. Gennaro è molto legato alla sua nonna e spesso restava a dormire a casa sua. Ha quindi scavalcato il muretto del balconcino per tentare un salto, magari simile a quelli che fanno abitualmente i suoi eroi dei cartoni animati. Ma subito dopo è stato certamente assalito dalla paura e ha cercato di risalire. Purtroppo la sua presa non ha retto il peso del corpo e di qui il salto nel vuoto di circa quattro metri. A salvargli la vita, probabilmente, una tettoia che ha attenuato la caduta. Il primo a lanciare l’allarme è stato un vicino di casa dei De Martino, che si trova agli arresti domiciliari e in quel momento si trovava sul balcone della sua abitazione. Poco dopo è arrivata sul posto l’ambulanza del 118 e il veloce trasporto alla vicina clinica Pinetagrande. Ma le ferite riportate da Gennaro apparivano troppo gravi. Servivano cure specifiche da parte di un ospedale pediatrico. Da qui la decisione del trasferimento al Santobono di Napoli. Fino a ieri pomeriggio la vita del piccolo Gennaro appariva come appesa a un filo. Poi finalmente nel pomeriggio di ieri sono arrivate le parole rassicuranti dei medici. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1855448838437260172?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1855448838437260172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1855448838437260172' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1855448838437260172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1855448838437260172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/giu-dal-balcone-sta-meglio-bimbo-di-6.html' title='Giu dal balcone, sta meglio bimbo di 6 anni'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3209093980414165345</id><published>2010-11-10T15:13:00.000-08:00</published><updated>2010-11-10T15:17:18.473-08:00</updated><title type='text'>il ricordo di Makeba, fiori anche dal Comune</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNsnzt84lDI/AAAAAAAAAS8/B3wJq5a0eP0/s1600/75385_1703008420957_1410373808_31812914_3193453_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNsnzt84lDI/AAAAAAAAAS8/B3wJq5a0eP0/s320/75385_1703008420957_1410373808_31812914_3193453_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538063936243930162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;10/11/2010&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Lo scorso anno, al primo anniversario della morte della cantante e attivista umanitaria Miriam Makeba, nella piazza di Baia Verde si riunirono numerose persone e molti rappresentanti delle istituzioni. C’erano, oltre ai volontari delle associazioni che in provincia di Caserta si occupano dei diritti degli immigrati, anche esponenti della Regione Campania e della Provincia di Caserta e alcuni funzionari dell’alto commissariato ai rifugiati dell’Onu. L’allora sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo, da padrone di casa, tenne un discorso dai toni roboanti. Ieri, a Castelvolturno, ai piedi della stele con l’immagine della cantante Sudafricana per il secondo anniversario si sono ritrovati in pochi. Eppure per loro, i volontari del forum antirazzista della Campania e pochi altri, appena giunti nei pressi del monumento di marmo lo stupore è stato notevole. Avrebbero dovuto depositare un fascio di fiori, fare un piccola preghiera e andare via. Ma qualcun altro li aveva anticipati, deponendo prima degli altri fiori. Fin qui tutto normale, Miriam Makeba era un’artista apprezzata nel mondo intero ed aveva milioni di fan. Se non fosse, però, per il mittente del fascio di fiori: l’amministrazione comunale di Castelvolturno; la stessa amministrazione comunale retta da quell’Antonio Scalzone che lo scorso settembre si era opposto all’istallazione di un monumento in ricordo dei sei africani trucidati dalla camorra nella sartoria etnica del Lago Patria e che in più riprese aveva auspicato a una rivoluzione sul litorale domizio in stile "Rosarno". Eppure, proprio quando nessuno se lo sarebbe aspettato, il sindaco di Castelvolturno ha ritenuto opportuno ricordare la cantante morta durante un concerto dedicato agli immigrati della domiziana. «Decisamente una sorpresa molto gradita - ha sottolineato il mediatore culturale Emiliano di Marco del forum antirazzista – con la speranza che possa iniziare un nuovo percorso nei confronti degli immigrati proprio qui dove più si sente la necessità». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3209093980414165345?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3209093980414165345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3209093980414165345' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3209093980414165345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3209093980414165345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/il-ricordo-di-makeba-fiori-anche-dal.html' title='il ricordo di Makeba, fiori anche dal Comune'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNsnzt84lDI/AAAAAAAAAS8/B3wJq5a0eP0/s72-c/75385_1703008420957_1410373808_31812914_3193453_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-692622084058032799</id><published>2010-11-10T15:08:00.000-08:00</published><updated>2010-11-10T15:12:58.626-08:00</updated><title type='text'>Giù dal balcone, sta meglio il bimbo di 6 anni</title><content type='html'>10/11/2010&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;«Il bambino non è più in pericolo di vita», hanno fatto sapere ai genitori i medici dell’ospedale pediatrico Santobono dove è ricoverato il bambino. Da codice rosso, nelle ultime ore della giornata di ieri è passato a quello giallo, e i familiari del piccolo Gennaro De Martino, caduto lunedì sera da un’altezza di quattro metri dal balcone della sua abitazione a Destra Volturno, hanno potuto tirare un primo sospiro di sollievo. La prognosi, però, non è stata ancora sciolta. I sanitari attendono che passino almeno quarantottore prima di pronunciarsi ufficialmente; anche perché il piccolo Gennaro a seguito della tremenda caduta ha riportato fra i numerosi traumi anche una seria emorragia celebrare (che per fortuna sta rientrando velocemente). I medici del nosocomio napoletano, in ogni caso, confidano di trasferire già questa sera il bambino di Castelvolturno dal reparto di terapia intensiva a quello di neurochirurgia. Intanto, sul fronte delle indagini, i carabinieri hanno eseguito i rilievi a casa della famiglia De Martino, ed hanno ascoltato i numerosi testimoni. La dinamica di quella che per fortuna si può definire come «una mancata tragedia» è piuttosto chiara: Gennaro era stato portato a letto nella sua stanza al primo piano dalla mamma, casalinga (il papà è operaio), poco dopo le 22. Qui il piccolo vive insieme, oltre che ai suoi genitori, alla sorellina di una anno e il fratello maggiore di dodici. Dopo avergli rimboccato le coperte, la mamma è scesa al piano di sotto per accudire i due fratelli. Nello stesso momento il volo di quattro metri di Gennaro nel vuoto e lo sgomento dei parenti e dei vicini. Il piccolo, infatti, appena la mamma è andata via è sceso dal letto e si è recato fuori al balcone. Era intenzionato a raggiungere la vicina abitazione della nonna. Gennaro è molto legato alla sua nonna e spesso restava a dormire a casa sua. Ha quindi scavalcato il muretto del balconcino per tentare un salto, magari simile a quelli che fanno abitualmente i suoi eroi dei cartoni animati. Ma subito dopo è stato certamente assalito dalla paura e ha cercato di risalire. Purtroppo la sua presa non ha retto il peso del corpo e di qui il salto nel vuoto di circa quattro metri. A salvargli la vita, probabilmente, una tettoia che ha attenuato la caduta. Il primo a lanciare l’allarme è stato un vicino di casa dei De Martino, che si trova agli arresti domiciliari e in quel momento si trovava sul balcone della sua abitazione. Poco dopo è arrivata sul posto l’ambulanza del 118 e il veloce trasporto alla vicina clinica Pinetagrande. Ma le ferite riportate da Gennaro apparivano troppo gravi. Servivano cure specifiche da parte di un ospedale pediatrico. Da qui la decisione del trasferimento al Santobono di Napoli. Fino a ieri pomeriggio la vita del piccolo Gennaro appariva come appesa a un filo. Poi finalmente nel pomeriggio di ieri sono arrivate le parole rassicuranti dei medici. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-692622084058032799?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/692622084058032799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=692622084058032799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/692622084058032799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/692622084058032799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/giu-dal-balcone-sta-meglio-il-bimbo-di.html' title='Giù dal balcone, sta meglio il bimbo di 6 anni'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4433277920494287474</id><published>2010-11-10T15:01:00.000-08:00</published><updated>2010-11-10T15:07:24.587-08:00</updated><title type='text'>Il cortometraggio sulla Domiziana vince il premio "l'anello debole"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNsle8HMqxI/AAAAAAAAAS0/feI18WJsLK8/s1600/evnt_eventi_evnt_image_97.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNsle8HMqxI/AAAAAAAAAS0/feI18WJsLK8/s320/evnt_eventi_evnt_image_97.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538061380244777746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;09/11/2010&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;foto, video e interviste per spiegare l'esistenza di chi vive ai margini&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;«Campania d’Africa» è il cortometraggio che si è aggiudicato il primo premio del Festival l’Anello Debole nella specifica sezione, organizzato dalla Comunità Capodarco di Fermo. E la protagonista del documentario è la via Domiziana: «Campania d’Africa» attraversa e racconta l’antica strada romana con le sue milleuno contraddizioni che la caratterizzano e che l’hanno resa popolare al mondo intero. L’autore è un giovane fotografo freelance romano. Francesco Alesi, questo il suo nome, si è immerso per oltre un paio di settimana nelle viscere della costa casertana, per comprendere appieno il microcosmo del territorio ed ha scattato migliaia di foto e conversato con chiunque. I suoi ciceroni (o i suoi «Caronte», a secondo dei punti di vista) sono stati due immigrati irregolari africani che qui vivono, o meglio, «che sopravvivono - come racconta il documentario - e che quando c’è lavoro sono impegnati nei piccoli cantieri edili abusivi o nelle campagne». Gwasi ed Emanuel, sono i loro nomi. «Sono giovani, sono clandestini, sono poveri – spiega Alesi nel suo Campania d’Africa - sono come gran parte degli immigrati che risiede in zona. E, sono, soprattutto, tantissimi: a Castel Volturno c’è la percentuale più alta d’Europa di extracomunitari provenienti dalla zona sub-shariana». Il documentario dura poco più di cinque minuti. Ha una struttura dinamica, formata da una lunga serie di suggestive fotografie, intervallate dalle interviste dell’autore agli immigrati. La colonna sonora, poi, realizzata da Marco Guglielmi, è un rep nell’inglese spurio parlato dagli immigrati africani. Le musiche, in pratica, sono cucite addosso al cortometraggio e rendono l’opera ancora più struggente. «È la perfetta cooperazione dei tre elementi, fotografia, intervista e musica, che ha convinto la giuria a premiare Campania d’Africa – ha spiegato Gian Luigi Cozzi, della segreteria del festival della comunità Capodarco – peraltro, ha aggiunto il direttore Cozzi, il tema è di stringente attualità». Ma è un’attualità che lungo la via Domiziana si ripete da oltre venti anni, giorno dopo giorno. «Avrei avuto il piacere che a ritirare il premio - ha detto Alesi - fossero stati i miei due amici di viaggio afrodomiziani. Ma loro non possono muoversi da Castel Volturno: troppo rischioso, potrebbero essere fermati dalle forze dell’ordine e arrestati perché clandestini". Bizzarro il loro destino, hanno vinto un premio ad un festival, eppure non possono ritirarlo, non possono farsi le foto di rito sorridenti, possono solo lavorare da clandestini sulla Domiziana. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4433277920494287474?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4433277920494287474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4433277920494287474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4433277920494287474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4433277920494287474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/il-cortometraggio-sulla-domiziana-vince.html' title='Il cortometraggio sulla Domiziana vince il premio &quot;l&apos;anello debole&quot;'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNsle8HMqxI/AAAAAAAAAS0/feI18WJsLK8/s72-c/evnt_eventi_evnt_image_97.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-8606543602107031056</id><published>2010-11-06T07:22:00.000-07:00</published><updated>2010-11-06T07:24:09.239-07:00</updated><title type='text'>Appalti anticamorra, comunali a lezione</title><content type='html'>06/11/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;Dipendenti e funzionari del Comune di Castelvolturno a lezione di «trasparenza». L'amministrazione comunale litoranea ha aderito al progetto «Appalto Sicuro», predisposto dal ministero dell'Interno e da quello della Funzione pubblica per contrastare la corruzione e l'infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici. Il progetto è gestito dalla società Facultas Agendi, che con una raccomandata spedita la scorsa settimana a tutti i sindaci dei Comuni della Campania ha invitato i dipendenti amministrativi a prendere parte ai corsi. I posti disponibili sono milleduecento e il Comune di Castel Volturno ha già prenotato i banchi per il suo personale. I corsi (che saranno per gli enti completamente gratuiti) avranno una durata semestrale e partiranno dal prossimo mese di gennaio. In sintesi, i dipendenti comunali che torneranno studenti per un semestre, saranno formati sulle nuove procedure in materia di trasparenza sugli appalti previsti dal recente codice degli Appalti Pubblici, sulle specifiche direttive comunitarie e su come istaurare la giusta sinergia con le forze dell'ordine e la magistratura. L'imperativo è tenere fuori dalle amministrazioni comunali le organizzazioni criminali. E in un territorio come il litorale domizio il progetto assume una valenza notevole. Peraltro, Castel Volturno ha già aderito alla «Stazione unica appaltante» della provincia. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-8606543602107031056?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/8606543602107031056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=8606543602107031056' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8606543602107031056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8606543602107031056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/appalti-anticamorra-comunali-lezione.html' title='Appalti anticamorra, comunali a lezione'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-5375520307990121698</id><published>2010-11-06T05:54:00.000-07:00</published><updated>2010-11-10T15:01:01.985-08:00</updated><title type='text'>quattro fermi, per gli inquirenti sono emissari del clan La Torre</title><content type='html'>06/11/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Mondragone.&lt;br /&gt; È il clan che cerca di risorgere dalle sue ceneri. Anche le quattro persone per cui ieri sono stati disposti i fermi di polizia, secondo gli agenti del commissariato litoraneo e la procura distrettuale antimafia di Napoli che ha firmato gli atti, appartengono al sodalizio criminale dei La Torre, o meglio a quello che è rimasto del clan. Destinatari del provvedimento Roberto Lucci, 22 anni, di Napoli, Francesco Friani, 18 anni, di Formia, Elis Fero, 22 anni, albanese, Ferdinando Longobardi, 22 anni, di Gaeta. In carcere ci sono già tutti i capi e i soldati della vecchia cosca. Secondo gli inquirenti i quattro giovani erano specializzati nello spaccio di sostanze stupefacenti. Lo stesso business illegale delle undici persone arrestate sempre a Mondragone nel corso dei primi dieci mesi di quest’anno. Probabilmente, ritengono gli investigatori, gli eredi del clan La Torre stanno cercando di ricompattare le fila, e per finanziarsi stanno investendo ingenti risorse nel mercato degli stupefacenti, facendo di Modragone una piazza di spaccio molto fornita, dove è possibile trovare qualsiasi tipo di sostanza stupefacente, un po’ come succede già da anni nel quartiere Scampia a nord di Napoli. E quando le forze dell’ordine colpiscono con arresti e controlli, partono anche le rappresaglie. Nel fermo di polizia si fa riferimento anche all’incendio doloso di un’autovettura avvenuta la scorsa settimana. L’automobile era parcheggiata accanto a quella di un ispettore di polizia del commissariato di Castelvolturno. in pratica, lo stato parallelo attacca, quello legittimo risponde © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-5375520307990121698?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/5375520307990121698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=5375520307990121698' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5375520307990121698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/5375520307990121698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/quattro-fermi-per-gli-inquirenti-sono.html' title='quattro fermi, per gli inquirenti sono emissari del clan La Torre'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1046027318973319811</id><published>2010-11-06T05:52:00.001-07:00</published><updated>2010-11-06T05:54:56.977-07:00</updated><title type='text'>Mafia nigeriana, trafficante in manette</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNVP34niMzI/AAAAAAAAASs/tH4DGhMlvvw/s1600/DSC01180.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNVP34niMzI/AAAAAAAAASs/tH4DGhMlvvw/s320/DSC01180.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536419138431497010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;5/11/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un latitante nigeriano, Edokpa Godwin, di 35 anni, già indagato per traffico internazionale di stupefacenti, è stato catturato da agenti del commissariato di Castel Volturno. L'extracomunitario è stato bloccato, dopo un lungo inseguimento, mentre a bordo di una vettura stava per raggiungere l'aeroporto di Capodichino per imbarcarsi su di un'aereo diretto al Nord Italia. Godwin era stato colpito da un ordine di carcerazione emesso nel luglio scorso dalla Procura Generale della Corte di Appello di Napoli, dovendo scontare circa due anni perché condannato con sentenza definitiva, per produzione e spaccio di stupefacenti per grosse quantità. Negli ambienti della comunità nigeriana del Casertano l'arrestato è considerato elemento di spicco di organizzazioni dedite al traffico internazionale di stupefacenti. Nel 2002, insieme con altri suoi connazionali, Godwin fu arrestato per produzione e traffico di sostanze stupefacenti, per tentata rapina e sequestro di persona. C'è soddisfazione al commissariato del litorale per l'arresto di quello che è considerato dagli inquirenti un «pezzo da 90» nel mondo criminale della cosiddetta «mafia nigeriana». I'immigrato trentacinquenne, infatti, potrebbe far parte del gruppo dei cosiddetti «The Eye» (i rapaci), che rappresenta per la Nigeria il corrispettivo della «cupula» per la mafia siciliana. A confermare questa tesi la lunga serie di precedenti penali dell'uomo, che vanno dal traffico di sostanze stupefacenti alla resistenza a pubblico ufficiale, dalla contrafffazione di documenti al sequestro di persone. Con questo ultimo tipo di reato, peraltro, la mafia nigeriana finanzia i traffici di stupefacenti. E a castelvolturno i sequestri di persona cosiddetti «lampo» all'interno della stassa comunità di nigeriani sono molto frequenti. Al vaglio degli inquirenti, adesso, c'è il percorso che ha compiuto Gowin prima di essere bloccato dagli agenti di polizia e arrestato. L'uomo, infatti, è stato fermato nel quartiere di Secondigliano; vicino all'aeroporto di Capodichino, ma anche alle piazze di spaccio di droga di Scampia. Qui potrebbero esserci dei consolidati rapporti d'affari fra i trafficanti nigeriani e quelli di Secondigliano. v.amm. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1046027318973319811?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1046027318973319811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1046027318973319811' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1046027318973319811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1046027318973319811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/mafia-nigeriana-trafficante-in-manette.html' title='Mafia nigeriana, trafficante in manette'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNVP34niMzI/AAAAAAAAASs/tH4DGhMlvvw/s72-c/DSC01180.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3057446856746376443</id><published>2010-11-06T05:17:00.000-07:00</published><updated>2010-11-06T05:52:05.675-07:00</updated><title type='text'>Non paga l'affitto, il proprietario gli spara</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNVILH-wH4I/AAAAAAAAASk/PVT17sEYoSA/s1600/HE10_2952.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 269px; height: 194px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNVILH-wH4I/AAAAAAAAASk/PVT17sEYoSA/s320/HE10_2952.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536410672879902594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Castel Volturno Lite per la riconsegna del bar far west sulla Domiziana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;La cornetteria non fa più affari e decide di chiuderla ma non lascia i locali nei tempi stabiliti e non paga due mesi di affitto rischiando di rimetterci la vita. Il proprietario, esasperato dal ritardo, decide di farsi giustizia da sè e gli spara. Episodi ordinari, che soprattutto in periodi di crisi economiche come quelli attuali si ripetono spesso e che terminano solitamente con il ricorso delle parti alle vie legali. A Castel Volturno, invece, ieri si è sfiorata la tragedia, perché la disputa si è conclusa non con i classici valori bollati, ma con una sparatoria e un ferito ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Teatro della lite degenerata è stato il Villaggio del Sole (o Villaggio Agricolo, come è chiamato dai residenti). Qui, a metà strada fra il centro storico e Pinetamare, sulla via Domiziana, Luigi Iovino, quarantasette anni e parente di una famiglia già nota alle forze dell’ordine (i Del Giudice) aveva aperto oltre un anno fa il bar-cornetteria «Voce e Notte». Gli affari non sono mai andati a gonfie vele, ma negli ultimi mesi, racconta la gente del posto, incassava pochi euro al giorno. La scorsa estate, quindi, la decisione di chiudere l’attività e la comunicazione al proprietario dell’immobile, il sessantaseienne Paolo De Crescenzo (titolare anche dell’omonima agenzia immobiliare), che avrebbe liberato i locali entro il 30 ottobre. Eppure, nonostante avesse abbassato per l’ultima volta la serranda della cornetteria la scorsa settimana, fino a ieri non aveva ancora liberato il locale delle sue attrezzature, e non aveva neanche consegnato le chiavi al proprietario. I due si sono incontrati poco prima dell’ora di pranzo, proprio nei pressi del locale. Stando alle testimonianze raccolte dai carabinieri che hanno seguito la vicenda, Paolo De Crescenzo avrebbe mostrato immediatamente tutto il suo disappunto a Luigi Iovino per non aver ancora lasciato libero l’immobile. E quest’ultimo, piuttosto che cercare di trovare una soluzione pacifica per i pochi giorni che gli sarebbero serviti ad adempiere ai suoi obblighi di affittuario, lo avrebbe senza tanti giri di parole mandato al diavolo. La cronaca dell’episodio, poi, vede De Crescenzo andare su tutte le furie e indirizzarsi verso casa sua (che dista poco dal luogo), per tornare pochi minuti dopo impugnando una pistola. Luigi Iovino appena ha notato l’arma ha tentato di scappare a piedi attraversando la via Domiziana. De Crescenzo a questo punto, però, ha esploso tre colpi di pistola: i primi due sono andati a vuoto (rischiando addirittura di colpire qualche automobile in transito); il terzo, invece, ha colpito Iovino alla schiena, facendolo cadere a terra. Immediata la chiamata dei soccorsi da parte dei passanti, mentre De Crescenzo ha lasciato il luogo della sparatoria. Pochi minuti dopo sono giunti i sanitari che hanno portato il ferito alla vicina clinica Pinetagrande, e i carabinieri che si sono messi sulle tracce dell’aggressore. De Crescenzo, però, non è stato trovato a casa sua, né in quella dei figli. Un paio d’ore dopo la svolta: il sessantaseienne ha risposto ad una chiamata al suo telefono cellulare effettuata proprio dai carabinieri. «Mi trovo a Villa Literno a casa di un mio conoscente - ha detto ai militari dell’arma - venite pure a prendermi, mi consegno alle forze dell’ordine». Per lui sono scattate le manette, con l’accusa di porto abusivo d’arma e tentato omicidio. Per Iovino, invece, i sanitari hanno escluso un immediato intervento chirurgico per estrarre il proiettile dalla schiena. La sua prognosi resta riservata. Ma secondo i medici del pronto soccorso non è in pericolo di vita. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;La confessione&lt;br /&gt;«Ho agito d’impeto, lui è stato arrogante e ho perso la testa»&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;04/11/2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non volevo litigare, meno che sparare. Si è comportato da arrogante e alla mia richiesta di lasciare libero il locale secondo i patti mi ha risposto che se non fossi andato via dall'immobile mi avrebbe rotto anche la gamba che ho ancora sana». Paolo De Crescenzo, si trova di fronte al maresciallo dei carabinieri Antonio Izzo nella caserma di via Cavour. Ha la testa calata nelle spalle e le stampelle che usa per camminare adagiate alla sedia mentre racconta al militare la sua versione dei fatti. Abita a Castelvolturno da circa venti anni e nessuno in zona si ricorda di lui come di un tipo violento. «È stato un momento d'impeto, ha raccontato il sessantaseienne ai carabinieri». Alcuni testimoni peraltro, sembra abbiano confermato la sua testimonianza. Decrescenzo, infatti, dopo essere stato offeso da Iovino, gli avrebbe detto: «Se non lasci immediatamente il locale ti sparo». E l'affittuario avrebbe risposto sfidandolo: «Fammi vedere se hai coraggio». Il resto della cronaca è fatto dal suono di tre colpi d'arma da fuoco esplosi alle 12 e 50 al chilometro 29 della via Domiziana, dalle urla di un uomo ferito e dalle sirene dei mezzi di soccorso. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Inquilino ferito, necessario l'intervento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;05/11/2010&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Appello dell'avvocato del proprietario del locale: "E' ammalato, va liberato"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; «Il quadro clinico del paziente è stabile», fanno sapere i medici del reparto di neurochirurgia della clinica Pinetagrande, delle condizioni di salute di Luigi Iovino, ricoverato dallo scorso mercoledì pomeriggio a seguito di una ferita d’arma da fuoco. Il proiettile, esploso da una pistola di piccolo calibro, 6.35, è ancora conficcato nella sua schiena. I medici hanno deciso di tenere il paziente sotto osservazione almeno quarantottore prima di decidere se operarlo o meno, anche perché prima che fosse stabilizzato ha perso molto sangue. La prognosi del quaratottenne, titolare del bar cornetteria Voce e Notte, non è stata ancora sciolta, ma i sanitari del presidio di Castelvolturno sono certi che non sia in pericolo di vita, né che il proiettile abbia leso in maniera seria parti del corpo. E questa mattina sarà ascoltato dal giudice del tribunale anche il suo aggressore, Paolo De Crescenzo, 66 anni, da mercoledì sera nel carcere di San Tammaro. Per lui le accuse sono di lesioni gravi, tentato omicidio e porto abusivo d’armi. La pistola che ha usato per colpire il suo inquilino, hanno fatto sapere i carabinieri, era dotata di un regolare porto d’armi. De Crescenzo, però, non poteva portarla fuori dalla sua abitazione carica e montata, così come è avvenuto l’altro giorno. La lite fra inquilino moroso e proprietario, infatti, è avvenuta lungo la Domiziana, all'altezza del chilometro 29. Tre sono stati i colpi esplosi da Paolo De Crescenzo, durante il furioso impeto di rabbia. Uno quello che ha centrato alla schiena Iovino. Il legale del sessantaseienne, intanto, Ferdinando Letizia, attende l’interrogatorio che il giudice del tribunale farà oggi al suo cliente con particolare apprensione. «Il mio assistito, dice il legale, è una persona che non ha mai mostrato comportamenti violenti ed è benvoluto da tutto coloro che a Castelvolturno lo conoscono. Peraltro, aggiunge, è anche gravemente malato, a causa di problemi coronarici che lo costringono spesso a lunghe degenze ospedaliere». Anche i residenti del Villaggio Agricolo, dove abita De Crescenzo, descrivono l’uomo «come di una persona tranquilla e rispettosa delle regole». «È un uomo tutto d’un pezzo e di sani principi - sottolinea un commerciante del Villaggio Agricolo - Ricordo lo scorso anno, aggiunge, quando dopo il furto della sua automobile da poco acquistata ricevette la telefonata dei ladri che in cambio del veicolo gli chiesero la somma di duemila euro. Potete anche bruciarla, fu la sua risposta, perché a dei ladri come voi io non darei neanche un centesimo bucato. E la vettura, peraltro, non era neanche coperta dall'assicurazione sul furto». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3057446856746376443?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3057446856746376443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3057446856746376443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3057446856746376443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3057446856746376443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/non-paga-laffitto-il-proprietario-gli.html' title='Non paga l&apos;affitto, il proprietario gli spara'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNVILH-wH4I/AAAAAAAAASk/PVT17sEYoSA/s72-c/HE10_2952.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3826926102686646532</id><published>2010-11-06T01:16:00.000-07:00</published><updated>2010-11-06T01:19:54.782-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNUPpumAYDI/AAAAAAAAASU/Sb8Phxkzf7E/s1600/Miriam_Makeba.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 243px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNUPpumAYDI/AAAAAAAAASU/Sb8Phxkzf7E/s320/Miriam_Makeba.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536348526478385202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;03/11/2010&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Una corona di fiori per ricordare Miriam Makeba, la cantante simbolo del continente nero, morta a Castelvolturno nel 2008 durante un concerto in memoria dei sei africani uccisi nella sartoria etnica del Lago Patria. Martedì ricorre il secondo anniversario della morte della cantante nota anche col nome di Mama Africa, e il Forum Antirazzista di Caserta ha pensato di ricordarla in questo modo, deponendo una corona di fiori ali piedi della sua lapide. Lo scorso anno, in occasione del primo anniversario della sua morte, a Baia Verde c’erano oltre ai volontari delle associazioni che sul litorale domizio si occupano degli immigrati anche numerose personalità pubbliche. In questi dodici mesi il clima è cambiato, e con molta probabilità i responsabili del forum si troveranno soli nel ricordo della cantante. «Poco male», direbbe se potesse Miriam Makeba, rassicurando la folla. E subito dopo regalerebbe il suo classico sorriso ai presenti e intonerebbe Pata Pata, invitando tutti a seguirla nel ritmo e nella passione che l'anno sempre contraddistinta. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3826926102686646532?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3826926102686646532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3826926102686646532' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3826926102686646532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3826926102686646532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/03112010-vincenzo-ammaliato-una-corona.html' title=''/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TNUPpumAYDI/AAAAAAAAASU/Sb8Phxkzf7E/s72-c/Miriam_Makeba.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-6949132751263427594</id><published>2010-11-01T13:51:00.000-07:00</published><updated>2010-11-01T13:52:47.873-07:00</updated><title type='text'>Un postino in pensione, due malati. ufficio in tilt</title><content type='html'>31/10/2010&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Un portalettere va in pensione, due si ammalano e ad un’altra coppia di postini scade il contratto determinato di lavoro; nessuno di loro viene sostituito. Capita tutto contemporaneamente all’ufficio postale di Castelvolturno che conta nella pianta organica appena tredici portalettere; e il caos delle lettere nel paese domiziano è inevitabile. Da circa due settimane a Castelvolturno il servizio della consegna della posta è effettuato dai pochi postini disponibili, che, ovviamente, nonostante gli sforzi non riescono a coprire l’intero territorio lungo circa trenta chilometri. E la conseguenza è che alcune zone del litorale si trovano senza il servizio della consegna delle lettere, e all’ufficio postale si stanno creando quotidianamente delle lunghe code di persone esasperate alla ricerca della propria corrispondenza. Ma non solo questo. Le denunce dei cittadini di Castelvolturno all’ente Poste, infatti, cominciano ad essere numerose. Ieri è stata la volta di un gruppo di familiari di detenuti, che non ricevendo puntualmente le lettere dei propri congiunti rinchiusi in carcere si sono rivolti ai carabinieri. Negli uffici postali del centro storico e di Pinetamare i due direttori allargano le braccia; sono in attesa da molto tempo di nuove assunzioni. Il coordinatore dei portalettere, Franco Merenda, sostiene che ci sono grossi problemi strutturali che andrebbero sistemati immediatamente, altrimenti i disagi per la gente e per gli stessi dipendenti delle Poste nei prossimi giorni potranno soltanto aumentare. Ma la zona di Castelvolturno a quanto pare non fa gola ai portalettere casertani, che la ritengono particolarmente complicata da gestire. Intanto, la direzione generale delle Poste invita gli utenti di Castelvolturno a pazientare ancora per non più di una decina di giorni. La prossima settimana, infatti, dovrebbero essere assunti dei nuovi portalettere (sempre con contratto a tempo determinato) e saranno immediatamente inseriti nelle zone rimaste libere del litorale domizio. In ogni caso, sempre dalla direzione delle Poste si fa presente che nonostante gli oggettivi problemi che ci sono in zona, si sta facendo di tutto per consegnare le raccomandate e selezionare quelle lettere ritenute importanti in modo da non lasciarle a terra. In pratica, la corrispondenza che starebbe restando in giacenza e non consegnata sarebbe esclusivamente quella pubblicitaria. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-6949132751263427594?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/6949132751263427594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=6949132751263427594' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6949132751263427594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/6949132751263427594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/11/un-postino-in-pensione-due-malati.html' title='Un postino in pensione, due malati. ufficio in tilt'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4157407402642919277</id><published>2010-10-26T02:23:00.000-07:00</published><updated>2010-11-01T13:53:50.225-07:00</updated><title type='text'>Il sindaco: prendo io la discarica in cambio di 20 milioni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TM8oQQyeszI/AAAAAAAAASM/TNrFBOJ3IHY/s1600/DSC_8261.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TM8oQQyeszI/AAAAAAAAASM/TNrFBOJ3IHY/s320/DSC_8261.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534686726911341362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;25/10/2010   &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castelvolturno. &lt;br /&gt;Così come i romani sostenevano che «pecunia non olet», per la gente di Castelvolturno, o meglio, per il primo cittadino del centro litoraneo, Antonio Scalzone, «l’immondizia non puzza». Ed è sempre il denaro a non far percepire all’olfatto gli sgradevoli odori. «Domani (oggi per chi legge) - ha detto il ragionier Scalzone - chiederò ai consiglieri comunali di maggioranza la disponibilità ad accettare sul nostro territorio per un breve periodo i rifiuti urbani campani, quelli che non si riescono a conferire da nessuna parte e che stanno mettendo in ginocchio l’intera regione. Se accetteranno, presenterò la stessa proposta anche a quelli di opposizione. Con un loro voto favorevole, l’intero consiglio comunale potrebbe presentare un piano specifico al commissariato straordinario ai rifiuti. In cambio della nuova discarica, però, dovremmo avere un ristoro economico immediato non inferiore ai quindici, venti milioni di euro». In pratica, immondizia in cambio di soldi; questa è la proposta del sindaco di Castelvolturno; tanti soldi, quelli necessari a sanare le casse del Comune sull’orlo della bancarotta. Una montagna di denaro (in cambio di una montagna di sacchetti dell’immondizia) che potrebbe anche salvare la traballante amministrazione, che appena lo scorso venerdì non è riuscita a votare il bilancio dell’ente. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il sindaco: voglio la discarica, scoppia la protesta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31/10/2010&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. Mentre nei territori vesuviani e a Giugliano la gente è tutt’ora mobilitata per impedire nuovi conferimenti di rifiuti, anche a Castelvolturno l’immondizia è oggetto di accesi dibattiti. Ma in questo caso, siamo soltanto nel campo teorico, che trova spunto dalla disponibilità mostrata la scorsa settimana dal sindaco del posto, Antonio Scalzone, ad ospitare sul litorale domizio una nuova discarica di rifiuti urbani. Il primo cittadino aveva lanciato il classico sasso nello stagno comunicando a Il Mattino la sua idea e cercando la disponibilità dell’intero assise cittadino ad ospitare un nuovo sito ecologico, a fronte dei soldi necessari a sanare le casse comunali sull’orlo della bancarotta. Ma mentre i suoi uomini hanno preferito non esporsi, i consiglieri d’opposizione, al contrario, hanno già mostrato in maniera compatta la propria contrarietà alla proposta. «Castel Volturno ha già dato in materia di rifiuti, di discariche e di ammalati di malattie tumorali - sottolinea in maniera laconica Alfonso Caprio, del partito democratico - e per questo non riteniamo di rpendere assolutamente in considerazione la proposta». Gli fa eco il capogruppo della minoranza in consiglio, Ferdinando Letizia, secondo il quale «la creazione di una nuova discarica a Castelvolturno non è assolutamente ipotizzabile, in cambio di qualsiasi cifra di denaro». Speculare il pensiero di Antonio Leone di Liberamente, il quale in un comunicato ufficiale del suo partito ha rimarcato i rischi ambientali e sanitari cui andrebbe in contro il territorio qualora ospitasse un nuovo sito ecologico. «Venti milioni di ero - scrive il vicepresidente di Liberamente Leone - non possono valere la salute di un intero popolo». Mentre Tommaso Morlando, presidente di Officina Voltuno, ed ex assessore all’Ambiente, bocciando la proposta, propone l’accento ancora una volta sulla mancata bonifica della discarica Sogeri, che produce da anni un inquinamento nelle falde acquifere che arriva a circa quaranta metri di profondità, danneggiando l'economia dell'intero territorio e minando la salute dei cittadini». Inondato da una tale mole di polemiche, Antonio Scalzone fare un passo indietro. «Resto convinto della bontà della mia idea - conferma il sindaco di Castel Volturno - ma valutando l’atteggiamento dei consiglieri d’opposizione preferisco non portare avanti la proposta». Per molti sul litorale domizio questa decisione è una vittoria, che allontana lo spettro della terza discarica dopo quelle di Sogeri e di Bortolotto. Eppure, per il primo cittadino Scalzone si tratta «dell'ennesima occasione persa per il territorio. Il municipio di Castelvolturno – ha detto il sindaco – ha oltre trenta milioni di euro di debiti che non riesce a onorare. Quotidianamente arrivano al Comune da almeno tre mesi nuovi atti ingiuntivi da parte di creditori non pagati. A breve, peraltro - ha aggiunto Antonio Scalzone - mi troverò costretto a sospendere numerosi servizi comunali, fra i quali quello del trasporto scolastico, perché non abbiamo i soldi necessari per sostenerli. In questa situazione, in pratica, non abbiamo il lusso di poter avere la cosiddetta puzza sotto al naso». E intanto a Castel Volturno seppure non crescono le discariche aumenta il monte debiti al Comune. Il prossimo primo dicembre dovrebbe partire finalmente la raccolta differenziata. All'azienda che si occupa del servizio spettano da contratto sette milioni d'euro l'anno, ma il municipio ne riesce a incassare dalla tassa sui rifiuti appena due. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4157407402642919277?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4157407402642919277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4157407402642919277' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4157407402642919277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4157407402642919277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/10/il-sindaco-prendo-io-la-discarica-in.html' title='Il sindaco: prendo io la discarica in cambio di 20 milioni'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TM8oQQyeszI/AAAAAAAAASM/TNrFBOJ3IHY/s72-c/DSC_8261.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-2565905978824565418</id><published>2010-10-22T08:39:00.000-07:00</published><updated>2010-10-22T08:40:50.579-07:00</updated><title type='text'>Bambino costretto da bulli a consegnare i soldi della merenda</title><content type='html'>22/10/2010 &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Vivere la quotidianità sul litorale domizio è complicato un po’ per tutti; lo è per gli italiani, lo è ancora di più per i numerosi immigrati che devono fare i conti con una integrazione che non c’è. Se poi sei un bambino, alunno della scuola media, e finisci nel mirino di una banda di bulli, allora tutto diventa un incubo. La vittima è un dodicenne d’origine ucraina. Vive a Castel Volturno da circa dieci anni insieme con la sua mamma che ha un regolare permesso di soggiorno. Frequenta la media Giuseppe Garibaldi e il suo calvario durava da oltre un anno ed è terminato appena ieri, quando la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per il suo aguzzino, Massimo Flosco di ventitre anni, e ha denunciato i quattro componenti (tutti tredicenni) della banda che aveva messo su per taglieggiare i ragazzi di Castel Volturno. I carabinieri della locale stazione sono riusciti, a seguito di un’attività d’indagine, a documentare i soprusi della gang. I bulli intimidivano e minacciavano il ragazzino tutte le mattine e lo costringevano a consegnare il denaro che la mamma gli lasciava per comprarsi la merendina. E se lui si rifiutava, scattavano ceffoni e calci. La vittima ha tenuto tutto dentro di sé per oltre un anno; fino a quando i bulli lo hanno minacciato di fargliela pagare se non avesse consegnato loro immediatamente cinquecento euro. Una cifra a cui il piccolo proprio non poteva arrivare, neppure rinunciando per sempre alla merenda. A questo punto ha raccontato tutto alla mamma che, con grande senso civico, si è rivolta ai carabinieri. Il resto è cronaca con l’ordinanza di custodia cautelare per il capo della banda e la denuncia a piede libero (in quanto minorenni) per gli altri componenti della cosca. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-2565905978824565418?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/2565905978824565418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=2565905978824565418' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2565905978824565418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2565905978824565418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/10/bambino-costretto-da-bulli-consegnare-i.html' title='Bambino costretto da bulli a consegnare i soldi della merenda'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-7803158984174352598</id><published>2010-10-12T08:05:00.000-07:00</published><updated>2010-10-12T08:08:16.909-07:00</updated><title type='text'>Sciopero ai semafori: "oggi non lavoro a meno di 50 euro"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TLR52E_oBcI/AAAAAAAAASE/zwAWq2FvFEM/s1600/L1005911.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TLR52E_oBcI/AAAAAAAAASE/zwAWq2FvFEM/s320/L1005911.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527176612650943938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;09/10/2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Non hanno bloccato il traffico di alcuna strada, non hanno urlato slogan o invettive nei confronti di nessuno, non hanno neanche lanciato uova o altro materiale simile, né hanno sventolato alcun tipo di bandiera. Semplicemente si sono rifiutati di salire nelle vetture o nei camioncini degli occasionali «sfruttatori» di lavoro che ogni giorno li prelevano (quando gli va bene) dai quattro angoli delle province di Napoli e Caserta per offrirgli «la giornata» a venti, massimo trenta euro. Eloquente il messaggio scritto a caratteri cubitali sui cartelli che portavano al collo: «Oggi non lavoro per meno di cinquanta euro». Sono i lavoratori fantasma della Campania, quell’esercito di immigrati clandestini impegnati nei campi agricoli dell’agro aversano e della provincia a nord di Napoli (a raccogliere fragole, pesche e mele), nei piccoli e abusivi cantieri edili del doppio senso (quelli capaci di tirare su case intere in due, tre giorni), o nei giardini delle ville del litorale domizio e di Casal di Principe a sistemare e potare aiuole e roseti. Lavorano da anni senza alcun tipo di assistenza e con una paga bassissima; di sicurezza sul lavoro, neanche a parlarne. Ma per un giorno, almeno per un giorno (ieri appunto) hanno detto «no» a qualsiasi tipo di sfruttamento. Anche quello agli incroci dove c’è chi si arrangia a fare il lavavetri o a vendere fazzolettini. Sono stati numerosi i luoghi dove è andato in scena il primo sciopero d’Italia degli immigrati clandestini: Casal di Principe, Giugliano, Pianura solo per citarne alcuni. Ma senza dubbio, i più affollati erano quelli delle famose rotonde di Castel Volturno e di Villa Literno. Qui si riuniscono quotidianamente, ormai da molti anni, col sole e con la pioggia, centinaia d’immigrati. Provengono soprattutto dai Paesi dell’Africa centrale e chiamano questi luoghi «califfo road». Sulla rotonda di Villa Literno cercava lavoro anche un immigrato originario del Sud Africa scappato dal suo Paese perché perseguitato politico. Fu ucciso da alcuni malviventi durante una rapina. Da allora sono passati oltre venti anni, e a Castel Volturno c’è un’associazione che si occupa degli immigrati e che porta il suo nome: Jerry Masslo. I suoi volontari fanno parte della rete antirazzista di Caserta che insieme con gli immigrati ha ideato la singolare protesta. I primi lavoratori stranieri con i cartelli al collo si sono visti già alle 6. Lo sciopero è durato per l’intera giornata. In pratica, ieri le braccia di tutti gli immigrati clandestini della Campania sono rimaste conserte. Qualche autovettura si è comunque avvicinata ai manifestanti; il copione è stato sempre lo steso: il probabile e occasionale datore di lavoro leggeva timidamente il manifesto al collo degli immigrati restando a bordo della sua vettura o camioncino col motore acceso, e subito dopo ripartiva velocemente per la sua strada così come era arrivato senza invitare nessun lavoratore con sé. «Nessuna manifestazione, né sciopero – ha tenuto a sottolineare padre Antonio Bonato, dei missionari comboniani di Castel Volturno. Il religioso, la cui missione fa parte della rete antirazzista di Caserta, ha spiegato che sulle rotonde della Campania c’è stata una semplice presa di posizione di un fenomeno illegale e di sfruttamento che si ripete da decenni senza che alcuna istituzione intervenga». In ogni caso, gli organizzatori si sono detti soddisfatto della totalità dei lavoratori immigrati che hanno preso parte all’evento. Non tutti, ovviamente, erano stati avvisati dello sciopero. Ma una volti arrivati sulle rotonde e letto lo slogan della manifestazione, nessun immigrato si è tirato indietro. A metà mattinata, poi, alla rotonda di Villa Literno, alcuni lavoratori italiani si sono avvicinati a quelli stranieri. «Comprendiamo e appoggiamo il vostro disagio – hanno detto agli immigrati – ma sappiate che anche per noi lavoratori italiani le cose non vanno a gonfie vele». Lavoratori italiani e stranieri, quindi, uniti nel disagio. Quelli stranieri, però, almeno ieri hanno fatto sapere che non ci stanno e che desiderano sia invertito questo anomalo percorso che è in Campania per loro è diventato ormai ordinario. © RIPRODUZIONE RISERVATA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09/10/2010 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre settimane di scontri verbali, carte bollate e invettive incrociate. La questione immigrazione clandestina sembrava aver creato una spaccatura insanabile fra l’amministrazione comunale di Castel Volturno, retta da Antonio Scalzone e parte delle associazioni che compongono la rete antirazzista di Caserta. Ad accendere le micce, lo stesso primo cittadino, che in occasione del secondo anniversario della strage dei sei africani, si era detto contrario all’istallazione di un monumento in loro ricordo. Ieri alle 13, in maniera assolutamente inattesa, si è registrata la pace fra i contendenti, siglata con un incontro ufficiale nel palazzo comunale. Antonio Scalzone ha ricevuto i volontari del centro ex canapificio, dei missionari comboniani, dell’associazione Jerry Masslo e altri gruppi; in pratica, tutti quelli che meno di dieci giorni fa per ben due volte lo hanno citato in giudizio per istigazione all’odio razziale, alla violenza e per calunnia. Tutti durante il summit hanno convenuto sul fatto che sul litorale domizio il numero degli immigrati irregolari è decisamente troppo elevato. Ovviamente diverse sono apparse le strategia che il sindaco e la rete antirazzista vorrebbero mettere in campo per risolvere il problema. Ma oltre un ora di dialogo fra le parti lascia aperta la porta della speranza. v.am. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-7803158984174352598?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/7803158984174352598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=7803158984174352598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7803158984174352598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/7803158984174352598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/10/sciopero-ai-semafori-oggi-non-lavoro.html' title='Sciopero ai semafori: &quot;oggi non lavoro a meno di 50 euro&quot;'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TLR52E_oBcI/AAAAAAAAASE/zwAWq2FvFEM/s72-c/L1005911.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1962539882886962960</id><published>2010-10-08T04:11:00.000-07:00</published><updated>2010-10-08T04:12:46.076-07:00</updated><title type='text'>Lo sciopero degli immigrati</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TK78qCk56mI/AAAAAAAAAR8/XvX7qrfkFuA/s1600/Senza+nome.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TK78qCk56mI/AAAAAAAAAR8/XvX7qrfkFuA/s320/Senza+nome.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5525631592006543970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;07/10/2010&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lo sciopero delle rotonde questa mattina, la manifestazione con corteo domani alle 9". Tutto come previsto dagli organizzatori. Tranne per un particolare che in un altro periodo sarebbe potuto apparire marginale, ma che invece tenendo presente la cronaca del litorale domizio delle ultime due settimane diventa di carattere sostanziale: il corteo organizzato dalla rete antirazzista deve ripiegare sul capoluogo, a Caserta. Così come già accaduto la scorsa settimana per il partito di Roberto Fiore, Forza Nuova, e per l’amministrazione comunale del sindaco Antonio Scalzone, Castelvolturno è dichiarato dalla prefettura territorio off limits per qualsiasi tipo di manifestazione. “Abbiamo concordato e convenuto con i dirigenti della prefettura – ha fatto sapere Mimma D’Amico del centro ex Canapificio – di spostare il corteo a Caserta, in maniera da evitare qualsiasi tipo di polemica e concentrare l’attenzione sui temi per i quali manifestiamo”. Parole sagge quelle di Mimma D’Amico, che, però, arrivano quando lo scontro fra gli amministratori del Comune di Castelvolturno e le associazioni che compongono il forum antirazzista appare bollente e difficile da sanare. Peraltro, anche nel mondo stesso dell’associazionismo che si occupa degli immigrati si intravedono delle spaccature. Il centro Laila, casa famiglia che da oltre venti anni sul litorale domizio si prende cura di minori in difficoltà, in un’accorata lettera aperta ha fatto sapere di non condividere il movimento delle manifestazioni. “Perché con questa strategia - ha scritto Angelo Luciano, fondatore del centro – si produce danni al territorio e agli stessi immigrati. Mentre l’unica strada percorribile per ottenere risultati produttivi e non distruttivi resta decisamente quella del dialogo”. Intanto, questa mattina sul litorale casertano e nell’agro aversano sta andando in scena il primo sciopero d’Italia che vede come protagonisti gli immigrati clandestini. Solitamente, il popolo dei cosiddetti “fantasmi” si riunisce e trova lavoro alle rotonde di Castelvolturno, Villa Literno, Casal di Principe e di Giugliano. Ed è proprio in questi quattro luoghi (che nel corso degli anni si sono trasformati in uffici di collocamento abusivo dove trovare braccia a buon mercato) che si sono ritrovati stamattina i volontari della rete antirazzista di Caserta per sostenere i clandestini nella loro singolare forma di protesta. Al collo i lavoratori immigrati hanno deciso di portare per l’intera giornata odierna dei cartelli con su scritto: “Oggi se vuoi le mie braccia, non le avrai a disposizione per meno di cinquanta euro”. Domani, poi, ci sarà il corteo a Caserta e domenica, finalmente, giornata di riposo per tutti. Tranne per i clandestini, che torneranno sulle rotonde già nella giornata festiva; si ritroveranno quasi tutti, come tutti i giorni dell’anno, sperando in un improvvisato e effimero datore di lavoro, che li accompagni nelle campagne, nei piccoli cantieri edili, nei giardini delle ville del litorale per la classica “giornata di lavoro a nero”. Lavoro disponibile anche di domenica per chi ha buona volontà ed è disperato; lavoro che sicuramente non sarà pagato cinquanta euro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1962539882886962960?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1962539882886962960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1962539882886962960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1962539882886962960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1962539882886962960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/10/lo-sciopero-degli-immigrati.html' title='Lo sciopero degli immigrati'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TK78qCk56mI/AAAAAAAAAR8/XvX7qrfkFuA/s72-c/Senza+nome.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-8094001620827892277</id><published>2010-10-08T04:09:00.000-07:00</published><updated>2010-10-08T04:10:52.209-07:00</updated><title type='text'>Arresti domiciliari, il record è qui</title><content type='html'>05/10/2010 &lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;La sua giurisdizione è su cinque Comuni: Castelvolturno, Mondragone, Santa Maria la Fossa, Cancello Arnone e Grazzanise; copre un bacino di circa centomila residenti, a cui secondo i calcoli dell’amministrazione centrale di polizia deve essere prevista una pianta organica di agenti pari a circa cinquanta unità. Al commissariato di Castel Volturno, però, fra trasferimenti, pensionamenti e decessi prematuri non sono rimasti più di quaranta poliziotti; e qui il tasso criminale è fra i più alti d’Italia. Basta un semplice dato per comprendere la mole di lavoro cui gli agenti del commissariato litoraneo sono sottoposti quotidianamente. Non si tratta del numero degli omicidi, né di quello delle rapine, e neanche del peso del traffico e dello spaccio delle sostanze stupefacenti, o dello sfruttamento della prostituzione (seppure sono molto elevati rispetto alla media nazionale). Ma di quello delle persone che nei cinque Comuni della giurisdizione risultano essere agli arresti domiciliari o soggetti alle altre misure di pena alternative alla detenzione. Si tratta di un vero e proprio esercito di duecentosette persone; soggetti da controllare giorno per giorno, soprattutto lungo i ventisette chilometri della via Domiziana di pertinenza di Castelvolturno. Solo nel paese alla foce del fiume Volturno ci sono ben centododici persone agli arresti domiciliari, due agli obblighi di dimora, undici in affidamento in prova e altrettanti in libertà vigilata. Si tratta di persone da vigilare e controllare quotidianamente su richiesta della magistratura che attende i rapporti per stabilire le eventuali modifiche delle pene. I controlli, ovviamente, sono concertati con i carabinieri. In ogni caso, per un commissariato che a malapena riesce a mettere per strada una sola volante nel corso delle ventiquattro ore, resta particolarmente impegnativo e laborioso questo servizio. Mentre a Mondragone spetta la palma per le persone soggette al regime della cosiddetta «sorveglianza speciale»: in totale sono sedici (in altre zone della Campania un tale numero di persone è più che sufficiente a formare un clan malavitoso). Peraltro, il numero delle persone soggette alle misure alternative di pena è estremamente variabile; ogni giorno ci sono continui mutamenti. E da quattro anni, peraltro, tende addirittura a salire. A breve, quindi, il numero delle persone da controllare nel territorio del commissariato di Castel Volturno potrebbe raggiungere quello di una piccola cittadina; mentre quello degli agenti del commissariato, molto probabilmente, resterà sempre lo stesso. Intanto, il malaffare ringrazia. © RIPRODUZIONE RISERVATA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  05/10/2010 &lt;br /&gt;  Chiudi   &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ancora un paio di mesi, massimo entro il prossimo Natale, e il commissariato di polizia si trasferirà nella nuova sede di Pinetamare». Parola del sindaco di Castelvolturno, Antonio Scalzone, in merito alla questione che si trascina ormai da anni senza alcuna soluzione, che ruota attorno al trasferimento, o meglio, al mancato trasferimento del commissariato litoraneo dall’attuale struttura fatiscente del centro storico, alla ex scuola Nato di Pinetamare. Il nuovo immobile di circa quattromila metri quadri (che sarà diviso con la scuola ufficiali della forestale) era di proprietà della Famiglia Coppola e fa parte delle strutture che i costruttori hanno ceduto allo Stato nell’ambito della transazione sottoscritta nel 2003 col commissariato straordinario di governo. Prima della consegna formale e il cambio di proprietà, però, devono essere completati tutti i lavori di ristrutturazione necessari al futuro utilizzo dell’immobile; e secondo il primo cittadino del posto, Scalzone, i lavori termineranno massimo in sessanta giorni. «Ne abbiamo avuto conferma e certezza - sottolinea il sindaco - durante una riunione tenuta in prefettura fra tutte le parti in causa per capire come mai si era inceppato l’iter di consegna». A questo punto, l'ultimo intoppo per il trasferimento resta la resistenza di alcune sigle sindacali della polizia, che premono affinchè sia ristrutturato l'attuale stabile che ospita gli agenti, perché la struttura si trova al centro del territorio di pertinenza del commissariato stesso. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-8094001620827892277?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/8094001620827892277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=8094001620827892277' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8094001620827892277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/8094001620827892277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/10/arresti-domiciliari-il-record-e-qui.html' title='Arresti domiciliari, il record è qui'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4097199284558804005</id><published>2010-10-08T04:05:00.000-07:00</published><updated>2010-10-08T04:06:55.955-07:00</updated><title type='text'>«Via dal litorale camorra clandestini e comunisti»</title><content type='html'>02/10/2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;«Inquietante». Questo l'aggettivo col quale Roberto Fiore, il presidente nazionale di Forza Nuova, aveva bollato la doppia decisione della prefettura di Caserta di vietare sia la manifestazione organizzata a Castelvolturno dal suo partito (prevista giovedì scorso), sia quella dei partiti politici che compongono l'amministrazione comunale del paese litoraneo (escluso il partito democratico), che si sarebbe dovuta tenere oggi con partenza da piazza Domenico Noviello. Eppure le sue dichiarazioni durante la conferenza stampa che si è tenuta regolarmente ieri nella sala comunale del municipio di Castelvolturno alle 12 non sono certo servite a rasserenare il clima nel centro domiziano, surriscaldato dal giorno della commemorazione delle sei vittime africane della camorra (lo scorso 18 settembre) e che tende giorno dopo giorno ad alzare l'asticella dello scontro fra istituzioni locali, partiti politici, associazioni e immigrati. «A Castelvolturno, ha detto il presidente Roberto Fiore durante il suo intervento, c'è la più alta concentrazione che nel resto d'Italia delle cosiddette tre C del male: camorra, clandestini e comunisti. E Forza Nuova costituirà in zona a breve dei comitati popolari per la liberazione del territorio». Fra curiosi e simpatizzanti del partito di estrema destra, nella sala comunale si contavano circa cinquanta persone, che hanno accolto con fragorosi applausi sia gli interventi dei militanti di Forza Nuova, sia quelli del sindaco del posto, Antonio Scalzone, e di alcuni suoi assessori, intervenuti alla conferenza stampa. «Siamo compiaciuti dell'attenzione che Forza Nuova ha mostrato al nostro martoriato territorio», ha sottolineato in apertura del suo intervento il primo cittadino del luogo, Scalzone. Il quale subito dopo ha tenuto a ribadire (come fatto nel volantino che annunciava la manifestazione vietata dalla prefettura) che Castelvolturno non è un paese razzista, e che, in ogni caso, spetta alle istituzioni della repubblica intervenire in zona per reprimere ogni forma d'illegalità. Ma Forza Nuova appare particolarmente decisa nel suo intervento di costituire in zona i cosiddetti «gruppi popolari di resistenza e libertà». «Durante la conferenza stampa - ha fatto sapere Antonio Michele Giliberti, il segretario regionale di Forza Nuova - quattro persone di Castelvolturno hanno sottoscritto la tessera del partito. Dalle loro adesioni, partirà il processo necessario per costituire un nucleo di militanti, che nel tempo massimo di un paio di mesi porterà alla creazione della prima sede di Forza Nuova del litorale Domizio. E si tratterà - ha concluso Giliberti - di un vero e proprio avamposto di libertà contro la camorra, i clandestini e i comunisti». Ha resistito a oltre venti anni di devastazione socioeconoica, il litorale domizio resisterà anche agli "avamposti di libertà" di Forza Nuova. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4097199284558804005?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4097199284558804005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4097199284558804005' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4097199284558804005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4097199284558804005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/10/via-dal-litorale-camorra-clandestini-e.html' title='«Via dal litorale camorra clandestini e comunisti»'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-3746056675687880129</id><published>2010-10-01T00:02:00.000-07:00</published><updated>2010-10-01T00:09:10.337-07:00</updated><title type='text'>Anna &amp; Anna, fra passato, presente e futuro della loro vita e qulla della Romania</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TKWH7wEr1FI/AAAAAAAAAR0/iVuPmP1uE4w/s1600/DSC01890.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TKWH7wEr1FI/AAAAAAAAAR0/iVuPmP1uE4w/s320/DSC01890.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522969978626364498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TKWHxgQq54I/AAAAAAAAARs/woz9g5wFa6E/s1600/michelangelo_DSC5386.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TKWHxgQq54I/AAAAAAAAARs/woz9g5wFa6E/s320/michelangelo_DSC5386.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522969802582976386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna ha ventotto anni &lt;/strong&gt;e vive in un piccolo appartamento al centro di Timisoara nei pressi di piazza Unirii. E’ carina, ben vestita, capelli biondi appena pettinati dal parrucchiere, e un make up deciso. Studia economia all’università cittadina, ma più che fare conti e analizzare indici di mercato le piacerebbe diventare una cantante di successo. Intanto, è sostenuta economicamente dalla famiglia che abita a Bucarest. Suo padre era un burocrate del vecchio regime dittatoriale di Ceausescu. Oggi fa l’immobiliarista; negli anni’90 ha fatto una fortuna comprando il diritto alla restituzione degli immobili da mano degli eredi di quei romeni emigrati o esiliati subito dopo l’ascesa del regime socialista e che avevano dovuto abbandonare le proprie case (immobili che entrarono a far parte del patrimonio statale). Con l’avvento della democrazia in Romania fu deciso di restituire questi immobili ai legittimi proprietari; ma solo una piccola parte di loro è tornata in patria per gestire i beni. Quasi tutti hanno venduto i propri diritti a faccendieri romeni che gestivano spesso capitali stranieri. Quasi tutti hanno ricavato poco denaro. Chi ha acquisito i diritti, al contrario, ci ha fatto sopra una montagna di soldi.  &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna ha ventotto anni  &lt;/strong&gt;e vive insieme al marito e ai loro tre figli a sei chilometri da Timisoara, in un vecchio condominio dell’edilizia socialista di fronte a un’imponente fabbrica di zucchero abbandonata. I sacrifici di una vita di stenti e sacrifici si avvertono tutti sul suo volto, che sembra quello di una donna che si avvicina ai cinquanta anni. Non ha un’istruzione. Si occupa esclusivamente della casa e dei figli, e appena i lavori domestici glielo consentono, si reca in un piccolo spazio di terra abbandonato che si trova nei pressi del suo “block” grigio. Qui, un po’ tutta la gente del posto ha ricavato dei piccoli spazi dove coltivare le verdure che portano sulle loro tavole. I suoi genitori vivono in un villaggio di campagna ad un ora di autobus, in una casa che sembra tirata su con mattoni fatti di fango e sterco di animali. Il bagno è esterno: una casupola di legno con un buco nel centro del pavimento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna nel portafogli ha la carta di credito&lt;/strong&gt; e il bancomat del suo conto corrente; e ha anche una carta di prelievo data dai genitori. Da questa può prelevare fino a seicento euro al mese. Per i suoi acquisti si reca al “Mall”, un fantasmagorico centro commerciale sorto qualche anno fa nei pressi di piazza dell’Opera (dove nacque la rivolta dell’’89) che per maestosità e per la cura dei materiali utilizzati per la struttura ha poco da invidiare a quelli presenti nei Paesi occidentali. All’interno. Peraltro, ci sono insegne dei negozi simili a quelle presenti in Italia, Francia Stati Uniti: (Zara, Benetton, solo per citarne alcune). Nella profumeria c’è un’offerta sugli smalti. Anna ne approfitta e ne compra di tutti i colori presenti. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna ha una sola borsa&lt;/strong&gt;; è di pelle nera. Le fu regalata il giorno del suo matrimonio da sua cugina che vive a Torvajanica. Quando va a fare spesa nel piccolo negozietto sotto casa non la porta con sé, per non sciuparla. Compra una bottiglia di latte, una confezione di carta igienica, del detersivo per lavare i panni, sei uova, del pane, un chilo di farina, spende quattro euro e settanta. C’è una buona offerta sulle confezioni di croiassant, ma non li compra. Il marito lavora in un’officina meccanica e guadagna duecentotrenta euro al mese. Con uno stipendio del genere, la sua famiglia non si può permettere i cornetti a colazione, neanche se sono in offerta. Peraltro, oggi è giorno lavorativo, e il marito seppure indossa la tuta da lavoro alle 11 è ancora in cucina. E’ seduto con la sedia rivolta verso il muro, fuma sigarette nazionali e beve caffè nero. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna non è preoccupata&lt;/strong&gt; del taglio degli stipendi degli statali del 20%, né dell’aumento dell’iva del 5% decisi entrambi dal governo lo scorso giungo e entrati in vigore ad agosto per venire in contro alle richieste del fondo monetario. È certa che le cose da un punto di vista economico e sociale per il suo Paese riprenderanno a viaggiare sostenute nel breve periodo. E che questi piccoli sacrifici serviranno a fare un po’ di pulizia e selezione di tutti quegli imprenditori arrembanti (soprattutto stranieri) che in Romania dalla caduta del regime ad oggi hanno solo speculato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna è terrorizzata&lt;/strong&gt; dalle decisioni economiche prese dal suo governo. Crede che le aziende private si adegueranno presto a quelle pubbliche e che il già misero stipendio del marito si ridurrà ancora di più nei prossimi mesi. A novembre la temperatura atmosferica a Timisoara arriverà come ogni anno vicino allo zero termico. E nelle case, soprattutto dove ci sono i bambini, ci sarà bisogno di calore (di molto calore). I suoi genitori per riscaldarsi utilizzano la legna dei boschi. Lei, in appartamento deve necessariamente affidarsi alla rete condominiale. E se non pagherà regolarmente le bollette, gli operai della ditta di fornitura energetica ci metteranno un solo giorno a distaccare il servizio. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna non ci pensa affatto di lasciare la sua città &lt;/strong&gt;per andare a vivere all’estero. Non comprende la scelta di cinque milioni di suoi connazionali (sul totale di ventidue) che negli ultimi venti anni hanno scelto la via dell’emigrazione. Lei viaggia spesso fra l’Australia, Stati Uniti e l’Europa occidentale, dove ha numerosi amici. Ma torna sempre a Timisoara, perché questa e la sua città e qui vuole vivere e sognare.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna non sogna più da tempo&lt;/strong&gt;, e forse non lo ha mai fatto. Emigrerebbe anche oggi stesso per un qualsiasi altro Paese che non fosse il suo. Ma non sa come potrebbe farlo, né cosa fare all’estero. Non consoce lingue straniere, non sa come varcare le frontiere. In ogni caso, ha paura di non essere all’altezza della situazione e di finire ancora peggio che nel suo block grigio. “La Romania è nella comunità europea da tre anni, e non ci sono più le frontiere?” Non ne è al corrente; lei non è mai andata oltre la fabbrica di zucchero abbandonata, se non per disbrigare pratiche burocratiche negli uffici pubblici del centro di Timisoara. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna è stata lo scorso luglio ospite di alcuni amici italiani&lt;/strong&gt; a Forte dei Marmi. Qui ha mangiato in maniera divina e ha passato delle lunghissime giornate a mare. Mentre ad agosto è stata con il fidanzato e dei connazionali sulle sponde del lago di Garda per una vacanza all’insegna del relax.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna ricorda quando da piccola insieme alla sua famiglia&lt;/strong&gt; poteva fare un solo viaggio d’estate ogni tre anni. L’escursione era organizzata e imposta dal governo socialista, e la meta era sempre La stessa: il mare di Costanza. Da quando in Romania c’è la democrazia chiunque può scegliere dove e quando andare in vacanza. Eppure, Anna sono circa venti anni che non va più in vacanza.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna nutre molte speranze&lt;/strong&gt; per la sua Romania&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna non ha alcuna speranza&lt;/strong&gt; né per sé, né per il suo Paese: futuro che non sente, o forse, che non ha mai sentito suo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-3746056675687880129?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/3746056675687880129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=3746056675687880129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3746056675687880129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/3746056675687880129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/10/anna-anna-fra-passato-presente-e-futuro.html' title='Anna &amp; Anna, fra passato, presente e futuro della loro vita e qulla della Romania'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TKWH7wEr1FI/AAAAAAAAAR0/iVuPmP1uE4w/s72-c/DSC01890.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-1126238903185896755</id><published>2010-09-30T13:05:00.001-07:00</published><updated>2010-09-30T13:05:52.571-07:00</updated><title type='text'>Ordine pubblico vietato il corteo di Forza Nuova</title><content type='html'>30/09/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Gli aderenti al partito di estrema destra dovranno trovare un’altra strada e un altro comune per dire «no alla camorra, all’immigrazione clandestina e ai comunisti». La prefettura di Caserta ha espresso il diniego alla manifestazione organizzata da Forza Nuova che era prevista per questa sera lungo la via Domiziana a Castelvolturno. «Per ragioni di ordine pubblico e sicurezza», si legge nella missiva della prefettura. Che peraltro ha suggerito agli organizzatori di spostare la manifestazione nel capoluogo, a Caserta. «Non avrebbe lo stesso valore simbolico», ha fatto sapere, però, Antonio Michele Ciliberti, segretario regionale di Forza Nuova. Questa sera, quindi, per la Domiziana sarà un normale giovedì sera. Mentre sabato prossimo a sfilare lungo l’arteria litoranea sono attesi i sostenitori del sindaco del posto, Antonio Scalzone, che insieme ai partiti politici che compongono l’amministrazione comunale da lui retta (escluso il Partito democratico) sta organizzando un evento sul tema «contro la camorra, la mafia nigeriana, l’immigrazione clandestina e lo spaccio di droga». E siccome lo slogan è molto simile a quello adottato da Forza Nuova, i militanti del partito neofascista hanno fatto sapere che si adegueranno al diniego della prefettura di Caserta ma prenderanno parte a questa manifestazione. «Saremo a Castelvolturno sabato prossimo - ha annunciato il coordinatore Ciliberti - e resteremo a lungo sul territorio domizio per dare vita al primo nucleo popolare di resistenza. Perché sentiamo forte il bisogno di liberare Castelvolturno». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-1126238903185896755?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/1126238903185896755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=1126238903185896755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1126238903185896755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/1126238903185896755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/09/ordine-pubblico-vietato-il-corteo-di.html' title='Ordine pubblico vietato il corteo di Forza Nuova'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-2991142272801031516</id><published>2010-09-30T13:01:00.000-07:00</published><updated>2010-09-30T13:03:48.136-07:00</updated><title type='text'>No al racket, prime 10 adesioni</title><content type='html'>28/09/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato. &lt;br /&gt;Per il momento sono soltanto in dieci. Ma per una zona come quella di Castel Volturno dove la gente per sopravvivere ogni giorno deve fare a pugni con la stessa quotidianità un tale numero di commercianti che ha deciso di fare il salto del fosso, di uscire allo scoperto e fondare la prima associazione del litorale domizio antiracket è un grosso segnale di speranza. Appena fino a due anni fa qui l'ala stragista del clan retto dall'ergastolano Domenico Bidognetti teneva sotto scacco qualsiasi tipo di attività commerciale (comprese quelle illecite). E chi si rifiutava di pagare il pizzo veniva minacciato e malmenato, nei migliori dei casi. Da oggi, invece, anche sul litorale domizio c'è chi apertamente dice «no» a qualsiasi forma di pressione e condizionamento malavitoso. Sono stati gli stessi Tano Grasso e Silvana Fucito (rispettivamente, presidente nazionale e responsabile del coordinamento campano della federazione antiracket Italiane) a comunicare la nascita dell'associazione di Castelvolturno. Il suo nome è «Associazione Domenico Noviello», apertamente ispirato al commerciante trucidato barbaramente a Baia Verde dal killer Peppe Setola e dai suoi gregari nel maggio del 2008. Dell'associazione fa parte anche il figlio del titolare della scuola guida che nel 2001 aveva avuto il coraggio di denunciare il racket, Massimo Noviello. Eppure, Castelvolturno aveva già avuto una precedente esperienza legata all'antiracket. Nel 2006 l'amministrazione Nuzzo firmò una convenzione con un'associazione che avrebbe dovuto coordinare i commercianti della zona nella lotta al pizzo. Quel tentativo si rilevò, però, assolutamente infruttuoso. Quali sono le speranza per Tano Grasso affinché questa nuova associazione antiracket possa avere maggiore fortuna? «Perché in questo caso, sottolinea il presidente della Fai, si tratta di un'associazione formata esclusivamente da commercianti del territorio; in pratica è autogestita, con un proprio presidente e un proprio direttivo. Peraltro, ha aggiunto Grasso, gli associati fondatori vengono tutti già da un precedente percorso di denuncia al racket che ha portato all'arresto di una banda di taglieggiatori. E per far parte dell'associazione è necessario che i commercianti non abbiano alcuna macchia, perché le nuove richieste di adesione vengono inviate alla procura e alle forze dell'ordine per una preliminare valutazione». la presentazione dell'associazione sarà fatta il mese prossimo in una sala dell'Holiday Inn di Castelvolturno. «la data non è ancora certa, fa sapere Tano Grasso, perché all'evento ci tiene a essere presente anche il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano. E attendiamo sue indicazioni. In ogni caso, la presentazione sarà fatta non oltre la terza settimana di ottobre». Pochi giorni, quindi, e anche sulla Domiziana sarà posta un'importante pietra per la lunga battaglia al crimine organizzato e il recupero della piena legalità. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-2991142272801031516?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/2991142272801031516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=2991142272801031516' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2991142272801031516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/2991142272801031516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/09/no-al-racket-prime-10-adesioni.html' title='No al racket, prime 10 adesioni'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4959637468896686237</id><published>2010-09-30T12:52:00.000-07:00</published><updated>2010-09-30T12:55:41.889-07:00</updated><title type='text'>Un «calcetto» per battere barriere e indifferenza</title><content type='html'>24/09/2010&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Immigrati contro italiani sul litorale domizio. Ma in questo caso non è l’ennesima cronaca fatta di integralismi, esasperazione e incomprensioni. Anzi. Per dieci giorni si sperimenterà una nuova forma di aggregazione: una forma sferica. Partirà oggi al Centro Fernandes il primo campionato di calcetto di Castelvolturno, dove a contendersi il torneo saranno quattro squadre di italiani e sei di immigrati. Organizzato dalla rete antirazzista di Caserta, le squadre che prenderanno parte al singolare campionato sono espressione delle numerose Chiese del litorale. Oltre ai calciatori della Chiesa cattolica, si sono iscritti anche quelli della Chiesa avventista, di quella pentecostale e di quella evangelica. Mentre da Destra Volturno, a scendere in campo saranno gli atleti della locale moschea. Il fischio d’inizio è per stasera alle 19. Appuntamento per la finale il 4 ottobre, stesso orario. Peccato, solo, che fra le squadre che si contenderanno il campionato manchi una formata dai politici locali; probabilmente, o non saranno stati avvisati, o saranno seriamente impegnati a guidare il paese. &lt;br /&gt; © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4959637468896686237?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4959637468896686237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4959637468896686237' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4959637468896686237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4959637468896686237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/09/un-calcetto-per-battere-barriere-e.html' title='Un «calcetto» per battere barriere e indifferenza'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-4572550015712115117</id><published>2010-09-23T12:47:00.001-07:00</published><updated>2010-09-23T12:50:28.120-07:00</updated><title type='text'>L'erosione divora le case</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TJuu8s_5yOI/AAAAAAAAARk/_iZ3IIcvESM/s1600/giovanniizzo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TJuu8s_5yOI/AAAAAAAAARk/_iZ3IIcvESM/s320/giovanniizzo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520198126167247074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;23/09/2010&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avere la «villa al mare» è per molti un sogno. Per gli abitanti di Bagnara, invece, da qualche mese è un vero e proprio incubo. Le loro abitazioni si trovano letteralmente in acqua. E qui non siamo a Venezia, ma a Castelvolturno. E non è stato il passaggio di un uragano oppure di uno tsunami a creare il disastro ecologico, ma la lenta e inesorabile erosione della costa. I crolli dei primi fabbricati qui si verificarono lo scorso mese di gennaio, durante una mareggiata che rosicchiò quasi due metri d'arenile. Da allora nuovi crolli sono quasi quotidiani: l'ultimo ha interessato parte di quella che è oramai una ex villa. Lo scorso giugno, invece, è crollata la struttura di un intero stabilimento balneare, il Bora Bora, che ovviamente d’estate non ha potuto aprire i battenti. E se il Bora Bora praticamente non esiste più, non stanno messi meglio gli altri lidi di Bagnara. Qui il mare non è inquinato come nella parte sud di Castelvolturno, eppure è rimasto poco più di un metro di spiaggia per i bagnanti della zona. I residenti del quartiere a nord di Castelvolturno ricordano che appena quindici anni fa qui c'erano non meno di cinquanta metri d'arenile. Mentre la prossima estate, se l'erosione dovesse continuare come negli ultimi mesi, a Bagnara la spiaggia resterà appunto solo un ricordo. E oltre all'arenile il mare a breve ingoierà anche le circa cinquecento villette dell'abitato realizzato a ridosso della costa. In pratica, la natura a Castelvolturno si sta riprendendo la rivincita sul sacco del territorio e sullo scempio subito negli anni '70. Le villette di Bagnara, infatti, furono realizzate in maniera abusiva su solo, peraltro, di pertinenza del demanio marittimo. L'autorità di bacino ha preparato un progetto per il recupero dell'area, che passa attraverso la realizzazione di una scogliera. Alla gente del luogo, però, nell'attesa che la burocrazia faccia il suo corso, non resta che soffermarsi a scrutare l'orizzonte sulla linea che divide il mare dal cielo nella speranza che il cattivo tempo e quindi le mareggiate arrivino il più tardi possibile. Ma anche a Castelvolturno siamo già quasi in autunno. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2029210463494319969-4572550015712115117?l=v-ammaliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/feeds/4572550015712115117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2029210463494319969&amp;postID=4572550015712115117' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4572550015712115117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2029210463494319969/posts/default/4572550015712115117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://v-ammaliato.blogspot.com/2010/09/lerosione-divora-le-case.html' title='L&apos;erosione divora le case'/><author><name>vincenzo ammaliato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01431093335851551394</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://bp1.blogger.com/_rS8_Jb4gOk4/R4jMn8ng0lI/AAAAAAAAAAM/R18jH76Zikc/S220/vincenzo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TJuu8s_5yOI/AAAAAAAAARk/_iZ3IIcvESM/s72-c/giovanniizzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2029210463494319969.post-6763780276092539888</id><published>2010-09-23T12:40:00.000-07:00</published><updated>2010-09-23T12:47:02.733-07:00</updated><title type='text'>Il sangue di San Gennaro, icona della strage</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TJuufp5bnfI/AAAAAAAAARc/ecbCtfNOSV0/s1600/graffito.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rS8_Jb4gOk4/TJuufp5bnfI/AAAAAAAAARc/ecbCtfNOSV0/s320/graffito.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520197627118591474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;20/09/2010&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il ricordo, la provocazione Il graffito comparso davanti alla sartoria di Castel Volturno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato Castel Volturno. &lt;br /&gt;L’analogia con il sangue del martire Gennaro non è un accostamento blasfemo. I giovani che nella notte hanno disegnato una ampolla come quella che contiene il sangue del santo vogliono ricordare che la violenza deve essere condannata senza distinzione tra buoni e cattivi; perché il sangue versato accomuna tutti. Insomma, santi e non: «Nessuno tocchi Caino», vogliono dire i ragazzi di Villaggi Globali, un’associazione culturale trasversale alla politica, tant’è che ne fanno parte anche rampolli dell’amministrazione locale che nei giorni scorsi, anche attraverso gli attacchi alla commemorazione da parte del sindaco Scalzone, si era dimostrata contraria all’istallazione di un monumento. Il graffito disegnato sulla saracinesca della sartoria etnica Ob Ob Fashion arriva appunto il giorno dopo la commemorazione di quella che ora viene ricordata come «la strage di san Gennaro»: due anni fa i killer di Setola sterminarono sei immigrati; mezz'ora prima, a quindici chilometri di distanza dalla sartoria, a Baia Verde, lo stesso commando criminale aveva già stato assassinato un altro uomo; in questo caso si trattava di un italiano, il suo nome era Antonio Celiento. I graffitari hanno voluto ricordare anche lui. Sulla saracinesca oltre all'ampolla sono disegnati i fori lasciati dai proiettili delle semiautomatiche e dai kalashnikov esplosi dai killer: sei sono di colore nero il settimo è bianco. «A noi non interessa se nel gruppo di persone massacrate il 18 settembre del 2010 ci fossero stati alcuni delinquenti o se a cadere fossero state tutte persone perbene, degli onesti lavoratori, sostengono gli autori del graffito. Quella sera è stata compiuta un'azione criminale che va stigmatizzata senza alcun vincolo culturale, né alcuna partigianeria. E noi che siamo nati e viviamo qui abbiamo ritenuto opportuno ricordala in questo modo». In effetti, lo scorso sabato di fronte la sartoria, nel momento della commemorazione della strage pesava l'assenza della gente di Castel Volturno. C'era Tommaso Morlando dell'Idv di Castel Volturno, che nel suo intervento ha cercato di far capire che il popolo del litorale domizio è tutto contro la camorra e per la legalità assoluta. Anche Maria Gatto, portavoce regionale dell'Api e residente nella cittadina litoranea ha sottolineato che la scultura istallata di fronte la sartoria rappresenta un monumento alla vita e alla libertà. Ma la gente di Castel Volturno non si era vista fra la folla di cronisti e volontari che si accalcavano al monumento, quasi a confermare la tesi del sindaco Scalzone secondo cui l'integrazione fra immigrati e castellani sia inesistente. Il graffito della sartoria, seppure nel dolore, ha unito le morti nere e quelle bianche. Persone morte nella speranza del miracolo, magari quello dell'integrazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20/09/2010&lt;br /&gt;«Razzista è chi prende finanziamenti sulla miseria degli immigrati»&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;«Non mi sono trovato solo nella decisione di non partecipare alla commemorazione perché gran parte della cittadinanza di Castel Volturno la pensa come me», dice il sindaco Vincenzo Scalzone Eppure l'associazione Villaggi Globali ha voluto ancora ricordare, dopo la celebrazione ufficiale di sabato, la strage con un graffito sulla saracinesca della sartoria. «Già, e sono contento del fatto che nel disegno abbiano ricordato anche la persona italiana uccisa la stessa sera dallo stesso commando omicida, a differenza da quello fatto dalla rete antirazzista che ha celebrato solo i caduti africani. Perché i morti della camorra sono tutti uguali e andrebbero ricordati tutti alla stessa maniera». Ma lei è stato contarrio alle celebrazioni. «In questo caso è stato interpretato male il mio pensiero. Le azioni della camorra, ci tengo a precisarlo, vanno condannate tutte in quanto tali. La stessa strage della sartoria è da condannare anche se a cadere sotto i colpi dei killer fossero stati sei criminali». E allora perché provare a vietare l'istallazione del monumento rischiando di passare per razzista? «I veri razzisti sono i religiosi e le associazioni che lavorano con gli immigrati della zona e ai quali stanno bene le condizioni di degrado e di miseria in cui vivono gli africani. Perché fino a quando gli immigrati vivranno sulla Domiziana come dei miserabili, le associazioni e i religiosi avranno continue risorse economiche per gestire le emergenze». © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Immigrati: Natale querela Scalzone&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;21/09/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Ammaliato &lt;br /&gt;Si trasferiranno a breve nelle aule giudiziarie le polemiche nate a Castelvolturno in occasione del secondo anniversario della strage dei sei immigrati africani. Renato Natale, presidente dell’associazione Jerry Masslo, ha presentato ai carabinieri una denuncia-querela per calunnia e diffamazione nei confronti del primo cittadino di Castelvolturno, Antonio Scalzone. Al presidente Natale non sono andate giù le accuse di Scalzone rivolte alla sua associazione di approfittare delle condizioni d’indigenza degli immigrati che assiste per avere fondi pubblici. «Le parole del sindaco - si legge dalla denuncia - sono lesive della dignità delle decine di volontari che mettono a disposizione della parte più sfortunata della popolazione il proprio tempo e la propria professionalità. Le parole di Scalzone tendono a delegittimare il difficile lavoro della nostra organizzazione su questo territorio sul fronte immigrazione e legalità». Dopo ventuno anni di lavoro sull’area domiziana che si materializza in ambulatori medici, prevenzione e cura delle malattie infettive, assistenza psicologica e sociale e tanto altro prestato in maniera gratuita, il presidente della Jerry Masslo ha deciso per la prima volta una reazione giudiziaria alle accuse che riceve. Il sindaco è invece sorpreso della denuncia. Antonio Scalzone, ha fatto sapere che si difenderà nelle sedi appropriate
